WORLD ECONOMIC FORUM: ROUBINI TORNA A PARLARE
Il professore Nouriel Roubini torna a dire la sua, con riferimenti all’Italia e ai paesi dell’UE, al BRIC e alla recessione
Credo che la maggior parte dei lettori abbia avuto modo di conoscere nel corsi di questi mesi il professore della New York University, Nouriel Roubini, un personaggio sicuramente molto criticato per la sua visione pessimistica dei mercati ma che…in linea di massima ha avuto il merito di rivelarsi un ottimo “veggente” in merito alla crisi che stiamo vivendo. Gia nei passati post su Roubini, avrete letto molto della sua view e del suo pensiero. crisi economica BRIC recessione
Ma, a seguito del World Economic Forum di Davos, dove già due anni fa lo stesso Roubini aveva previsto una crisi dei mercati, è giusto aggiornare la situazione, in quanto anche in questa sede Dr. Doom (Roubini appunto) è tornato a parlare.
Quindi questo post ha come obiettivo quello di mettere i lettori al corrente del più recente Roubini – pensiero. crisi economica
“Recessione in arrivo, anche in Europa, e la BCE non può stare a guardare”
Cercherò di sintetizzare rapidamente i concetti fondamentali del pensiero dell’ex professore di Yale. Ecco l’articolo originale tratto da Bloomberg.
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“Gli USA andranno in recessione, ma non è più questione di atterraggio in modo “soft” o “hard”. Il vero problema è la durata. Il rischio è che gli USA vadano incontro ad una recessione che durerà 4 trimestri consecutivi. Tutte le economie del globo subiranno dei severi rallentamenti, e questo rallentamento colpirà soprattutto i paesi che hanno i conti in dissesto, come l’Italia. “
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“ I banchieri centrali devono guardare avanti, i segnali di indebolimento sono già evidenti anche nell’area dell’Euro. Paesi come Spagna, Portogallo ed appunto Italia sono in forte indebolimento. La BCE deve vigilare al situazione tagliare i tassi.”
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“Sempre in merito all’Italia, il PIL del Bel Paese rischia di registrare un progresso del PIL di una percentuale che sta tra lo zero e l’1%. A far soffrire l’Italia non sarà tanto la crisi immobiliare, bensì il costo e la dipendenza dalla bolletta energetica e dalla scarsa competitività della sua economia, situazione che ha eroso tutti i margini per le esportazioni.”
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“Quindi i paesi più a rischio in questo momento sono tutti quelli che hanno il saldo delle partite correnti in forte deficit: Sudafrica, Paesi baltici, Ungheria, Messico, Turchia e ovviamente anche l’Italia. “
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“In merito ai paesi del BRIC, una menzione la meritano sicuramente India e Cina: c’è la possibilità di assistere ad una bolla sui loro rispettivi mercati azionari”.
Roubini dixit.
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Tags: BRIC, crisi economica, Nouriel Roubini, recessionePosts correlati
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30 gennaio 2009 alle 14:52
Bolla per cina e india? sono gia’ scesi del 50….
Ci vuole morto mister Roubini…
30 gennaio 2009 alle 15:32
1 –
Beh, finora ha azzeccato molte previsioni. IO inizio a prenderlo un po con le molle. Staremo a vedere se anceh stavolta ci prenderà.
Per certi versi, cmq, un po’ di paura sulla Cina io ce l’ho….
30 gennaio 2009 alle 15:34
Roubini e’ un furbetto…. ehhehehe

il suo fondo pensione e’ al 100% equity, gran fio de na m…..a, come dicono a Roma.
personalmente io sto facendo acquisti speculativi mi attendo un rimbalzo fino al 11 12 febbraio, e li vendo, poi se si manifesta il sell-off finalen di cui parlavamo giorni fa, allora compro pesantemente.
buona giornata a tutti
30 gennaio 2009 alle 15:38
costui a centrato il vero problema ! LA CINA è IL VERO INCUBO DELLA FINANZA INTERNAZIONALE ! MA PERSONALMENTE ME NE FOTTO DELLA CINA !
30 gennaio 2009 alle 16:51
//blogs.reuters.com/great-debate/
Qui c’è tutto ma non è per niente una lettura rilassante:
http://blogs.reuters.com/great-debate/2009/01/28/global-crisis-politics-a-davos-debate-with-nouriel-roubini-and-ian-bremmer/
30 gennaio 2009 alle 21:27
La fame e il colera ha colpito uno Zimbabwe già in ginocchio, con una crisi economica che ha portato l’inflazione annuale a raggiungere 231.000.000 per cento, e una paralisi politica aggravata dall’isolamento internazionale e dalle sanzioni. In estrema sintesi, sono anch’essi frutto della crisi politica e sociale che attanaglia da anni il Paese e alla quale la diplomazia internazionale non riesce a dare soluzioni. L’epidemia e la carestia sono conseguenze dell’irrisolto, durissimo contrasto tra Mugabe, al potere fin dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1980, e l’opposizione guidata da Morgan Tsvangirai.
31 gennaio 2009 alle 1:06
[...] Continua a leggere… [...]
4 febbraio 2009 alle 9:06
COME NASCONO I RIMBALZI E GLI STORNI?
La dinamica non cambiera’ mai…… ahahah
parliamo dei rimbalzi, il mercato abbozza un rialzo di alcuni giorni, i blogger e gli analisti piu’ ottimisti ci vedono un rimbalzo e iniziano a profetizzare con le prudenze del caso, poi cambia direzione e inizia a scendere e questi cominciano a cambiare idea, al questo punto arrivano i “catastrofisti” e iniziano a vedere baratri ovunque, poi ci sono i “confusi” o “parac…i” che vedono alternativamente crolli e rimbalzi anche a distanza i poche ore, il gioco e fatto!!!
io solitamente gli acquisti speculativi li inizio quando i catastrofisti sono al massimo della loro esaltazione, di soliti li non ti fai del male, poi per l’inversione c’e’ tempo. ahahaha
4 febbraio 2009 alle 9:10
p.s. fino a venerdi’, in particolare giovedi’ e venerdi per completare il quadro, sarebbe auspicabile un allungo a ribasso per far cambiare idea agli ultimi ottimisti, a quel punto in termino gli acquisti e attendo il rimbalzo da lunedi’ in avanti.
4 febbraio 2009 alle 10:28
9 – se non ricordo male (che ci sta) eri dell’idea di un rialzo dei mercati fino a primavera. La pensi ancora così?
4 febbraio 2009 alle 11:05
10 – si,attenzione pero’ che bisogna comprare sui ribassi per essere vincenti entro primavera.
inoltre la positivita’ potrebbe anche allungarsi fino a luglio agosto se si forma un minimo convincente nel frattempo.
sotto gli 8000 io compro, se poi scende dai 7500 fino a 6000/6500 beh allora entro anche pesantemente
29 giugno 2009 alle 21:15
tremonti sulla crisi in arrivo ci aveva scritto addirittura un libro. già ma lui nn fa testo, è uno di destra, bisognava che lo avesse detto prodi prodi allora si sarebbe stato credibile.