Tra tsunami e terremoti rispunta CIT Group
Il default di CIT Group torna ad essere possibile. Possibile conversione dei debiti in azioni. Ma non è che la prima puntata di una nuova serie.
Buongiorno a tutti!
La situazione della finanza internazionale, per fare un paragone, rischia anche lei di dover subire il suo terremoto ed il suo tsunami finanziario. Il “sismografo” ci suggerisce da tempo prudenza. Probabilmente è solo una questione di tempo. Chi lo sa. O forse le nostre previsioni sono troppo pessimistiche, e lo tsunami sarà magari un “semplice” uragano o ancor meglio una tempesta tropicale.
Certo è che, qualsiasi cosa arriverà, non sarà sufficiente uscire con l’impermeabile o con l’ombrello. L’impatto, anche se più lieve, sarà per forza abbastanza deciso.
Con questo discorso cosa intendo dire?
Parlare di “double dip” secondo molti è eccessivo. Io personalmente non la vedo come una realtà così remota. Resta il fatto che nella comunità internazionale, un po’ tutti vedono comunque un rallentamento dei mercati ed una pausa nella crescita pirotecnica di questi mesi.
E la prima pausa potrebbe essere vicina, anche se i mercati non en vogliono sapere di scendere.
Prendiamo ad esempio la giornata di ieri. L’indice manifatturiero di Chicago è sceso contro le previsioni. Ma il mercato alla fine ha retto bene.
Poi c’è l’ennesima vicenda CIT Group. Già ne avevo parlato in passato . Dopo un “salvataggio” oggi siamo nuovamente ad un nodo cruciale.
CIT Group: fallimento o controllo ai creditori?
Il tam tam tra gli operatori è frenetico e molto probabilmente il gruppo non fallirà, ma verrà preso in possesso dai creditori stessi. Ma tu guarda… il settore bancario torna evidentemente a scricchiolare, banche USA in primis. Il valore di CIT Group, in borsa, è sceso ieri del 35%. Il suo valore REALE è assolutamente ZERO. I fondi del TARP sono stati non sufficienti (2.3 miliardi di $) per salvare capra e cavoli.
Ma CIT Group è solo la prima di una nuova lunga serie. Chi sarà la prossima?
Dati Macro del giorno
Oggi l’agenda è ricchissima ed importantissima. Market mover a bizzeffe. Oltre a CIT Group ci sono dati in uscita che potrebbero smuovere la situazione.
STAY TUNED!
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Sia per le banche USA che per quelle europee si riacutizza la crisi finanziaria....
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Tags: banche USA, dati macro, fallimentoPosts correlati
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1 ottobre 2009 alle 11:27
cit, dal sito del dtcc
1 settimana fa cit aveva coperture in cds pari a 53.35 miliardi di dollaroni…
4 settimani fa era 52,6 miliardi
1 anno fa …
59 miliardi !!!
mi vien da pensare che … non fallirà!
ma si sa, quando qualcosa è ovvia, succede il contrario…
1 ottobre 2009 alle 12:02
@ mattacchiuz:
infatti, non possono permettersi questo crac. Meglio salvarla, cosa molto meno alla comunità finanziaria. Ed ecco il motivo per cui è molto probabile la conversione creditori in azionisti.
1 ottobre 2009 alle 12:46
vero caro Dream, pagherei oro per sapere chi ha acquistato quei cds… non sarà mica la gs o la jpm? allora magari la faranno fallire…
1 ottobre 2009 alle 12:58
io vi avevo avvertito che il 2009 sarebbe stato un anno di sangue !la cosa triste è: non è successo ancora nulla !
è RICORDATEVI GUARDATE IL CIELO, SI PIANGERA’ PURTROPPO! orvuar’
1 ottobre 2009 alle 13:01
giusto x stare all’articolo : ma di cosa parliamo ? x me queste società sono il NULLA ! è quell’ accattone che risiede a capo degli usa farebbe bene a dichiarare lo stato di fallimento del suo paese !
1 ottobre 2009 alle 14:40
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