STRESS TEST: COME TI MISURO LO STRESS DI UNA BANCA
Non solo più Core Tier 1 ma ora si parla di stress test , ovvero il TCE Ratio (tangibile common equity ratio)per il bilancio delle banche. Ed effettivamente questo nuovo metodo di analisi è un interessante passo avanti.
In uno dei miei post di venerdi ho parlato di Stress Test del progetto bancario del profeta Obama, progetto che dovrebbe mettere un po’ di ordine tra le banche in crisi. Ovviamente il progetto è indirizzato soprattutto al settore bancario americano, ancheh se ci sono alcune appendici a livello globale.
Tra le tante cose dette, faccio riferimento appunto a questo nuovo parametro, ovvero al cosiddetto “stress test”. Ma cosa diavolo sarà mai questo “stress test”… Se lo sono chiesti giustamente alcuni lettori (che poi lo hanno chiesto a me via email). Ritenendo la tematica ”stress test” decisamente di attualità, credo faccia piacere a tutti avere un po’ di lumi su questo nuovo modo di valutare la solidità patrimoniale delle banche.
Cosa è lo Stress Test?
Fino a a qualche settimana fa il parametro di riferimento era il cosiddetto Core Tier 1, ovvero il coefficiente patrimoniale calcolato sugli attivi ponderati per il rischio. Oggi però la lettura di questo parametro risulta insufficiente. Ed ecco che allora si è deciso di imboccare una strada nuova e per certi versi straordinaria. Appunto quella dello stress test.
Cos’è lo Stress Test? Ve lo chiamo in un altro modo.
Il TCE ratio, ovvero il tangibile common equity ratio.
In parole povere è un rapporto che tiene in considerazioni le vere attività del bilancio, lasciando quindi fuori avviamento, titoli ibridi, i marchi e le eventuali attività immateriali. Tutto quello insomma che non può essere valutato. Tutto questo viene rapportato alle azioni ordinarie. Un indicatore quindi veramente tosto che ci indica un dato fondamentale: dice quanto incasserebbe un azionista se venisse liquidata la banca in un determinato momento storico.
E’ ovvio che l’obiettivo è cercare di capire a quanto ammonta questo ratio per poter dedurre se la banca regge oppure è a rischio.
Stress Test vs Core Tier 1
Il risultato che si ottiene da questo Stress test è effettivamente molto interessante, soprattutto se rapportato al Core Tier 1 che a questo punto perde decisamente di validità. Un esempio lampante? Prendiamo il colosso Citigroup. Dai dati resi pubblici, il Core Tier 1 è pari a circa il 12%. Che è tantissimo ! Se facciamo un paragone con le nostre banche, il Core Tier 1 di Ubi Banca , BPM, Intesa San Paolo, Banco Popolare si trova tra il 6 ed il 7%, mentre Unicredit ora è sotto il 6% mentre Monte Paschi di Siena (MPS) addirittura è sotto il 5%. Top performer è Mediobanca che supera il 10%. Quindi, visto che Citigroup è sull’orlo del baratro, allora che dire delle banche italiane? (in linea di massima si cerca di avere comunque almeno il 7%.)
E già da qui si capisce che il Core Tier 1 forse non è la panacea.
Invece lo Stress Test offre dati molto più interessanti. In linea di massima, per avere una solidità patrimoniale decente è richiesto un indice di S.T. pari almeno al 3%.
E allora sempre Citigroup, quanto avrebbe di S.T.?
Attenzione: risultato pari a 1.50%. Ora i conti sembrano tornare..
Le banche italiane sono “poco stressate”
Ora la domanda che vorreste fare è sicuramente la seguente: e le banche italiane nono “stressate”?
La cosa vi tranquillizzerà. Tutti gli istituti prima nominati, hanno tassi di Stress Test decisamente migliori rispetto Citigroup. Per farla breve tutti oltre il 3%.
Ad ulteriore conferma che molto probabilmente il sistema bancario italiano è meglio messo rispetto a quello di altri paesi.
Ora la parola al mercato americano e alla fine della conta. Entro maggio verrà comunicato in modo definitivo la situazione di stress delle banche USA. E a quel punto, FINALMENTE, avremo le idee molto più chiare sul reale stato di salute degli istituti di credito Made in USA.
STAY TUNED!
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Rapido flash sul bank index e sugli stress test....
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Tags: banche USA, core tier 1, crisi banche, stress testPosts correlati
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2 marzo 2009 alle 11:48
OK DREAM LO STRESS TEST NON è PARAGONABILE AL PRICE BOOK VALUE O ALLA Q DI TOBIN? IL PROBLEMA CON LO STRESS TEST QUINDI ,IN CONDIZIONI COME QUELLE ATTUALI DI DEFLAZIONE DI TUTTO E QUINDI DEGLI ASSETS NON è QUINDI QUELLO DI CAPIRE QUANDO VALGONO GLI ASSETS? PERCHè UN CONTO è QUANTO VALGONO AI PREZZI DI MERCATO AI QUALI ERAVAMO ABITUATI E UN CONTO è VALUTARLI CONSIDERANDO L ‘IMPATTO DELLA DEFLAZIONE…. NON NE CONVIENI?
UN MESETTO FA INFATTI QUALCHE ANALISTA AVEVA FATTO NOTARE GIUSTAMENTE CHE CONSIDERANDO UNA Q DI TOBIN CHE TENESSE CONTO DELLA DEFLAZIONE SI DOVEVA ANDARE GIù DI ALMENO UN ALTRO 50 %
2 marzo 2009 alle 11:58
1 – ok, però almeno ci si sta muovendo verso a valutazioni che tenddnzialmente diventano più coerenti. POi, come tutte le valutazioni, ache lo stress test è ampiamente opinabile e discutibile. Resta secondo me molto meglio dell’analisi del Core Tier 1.
2 marzo 2009 alle 13:17
Saggezza, dobbiamo riconoscere che sei un grande….non simpatico come 7Vox, ma sai di cosa parli.
2 marzo 2009 alle 14:43
Per le persone interessate sul possibile crash a 500 del s&p consiglio la lettura di questo link:
http://www.moneyandmarkets.com/beginning-now-the-panic-phase-of-the-collapse-29932
Speriamo che si sbagli… ma visti i risultati rimane solo una speranza…
2 marzo 2009 alle 14:44
3 – beh, peccato per l’atteggiamento sfrontato, però al momento non si sta sbagliando di molto. Se solo sapesse essere una persona civile nell’atteggiamento, si potrebbero anche fare con lei dei ragionamenti seri…
2 marzo 2009 alle 16:59
Con precisione chirurgica il rimbalzo, per lo Spoore americano, dalla quota 714, che pare già esaurito. Attenzione:il ribasso non è finito. Lo spoore americano dovrà testare 585, dico: 585; steep intermedio 651. Tutto previsto: a) il nuovo minimo; b) che esso sarebbe avvenuto nella prima metà del 2009; c) ora tocca al EUR/USD: 0,95 è il tg naturale.
Attenzione: il 2009 è anno di minimo. Il primo semestre del 2009 è periodo di minimo ciclico. NON il 2010. A partire dal secondo semestre 2009, le borse conosceranno un bel torello, che sorprenderà tutti i medesimi che non hanno creduto nelle previsioni de La saggezza. Tutto questo è l’unico che è stato scritto da La saggezza e resta sempre l’unica analisi valida.
Attenzione: per il Dow Jones la violazione di 7175 è stata fatale. S’è aperto il baratro: primo steep: 6500.
Riepilogando:
Spoore americano: rimbalzo, già esaurito, da quota 714, ma non è il minimo ciclico che è : 585, con steep intermedio 651.
EUR/USD 0,95
Un vero analista non solo non sbaglia MAI, ma non dubita MAI
2 marzo 2009 alle 17:14
5-6 DT, la Saggezza si presenta male perché se la tira come tutti i grandi; diciamo che è nitzchiano (scusate la grafia ma la mia memoria è in decadenza)……ci deve essere un motivo profondo perché la maggior parte dei grandi se la tirano, non può essere solo narcisismo.
Saggezza, non si capisce bene dal tuo post (anche i grandi sbagliano…da “Non ci resta che piangere”) se da 714 c’è un rimbalzello o se si continua short: rispondi questa volta che il mio dentista ha chiesto 1000 euro per curare due denti!!!!!!!!!
2 marzo 2009 alle 17:19
6 – è giusto che te la tiri,
grande
2 marzo 2009 alle 17:23
Si, tiratela, ma salva un povero cristiano dalla dentiera ahahahahah….odio i brodini!!!!
DT: tu sei un grande, e questo te lo riconosce pure La Saggezza che ha scelto il tuo blog.
2 marzo 2009 alle 18:03
Il disco di Saxo Bank sembra essersi incantato…
Chi gli da un colpetto?
2 marzo 2009 alle 18:15
DOW JONES SOTTO 7.000 PUNTI, PRIMA VOLTA 1997!
2 marzo 2009 alle 19:47
Azz.. si fa duretta…