Rischio default: i CDS Sovereign superano i CDS corporate
Il Credit Default swap medio degli emittenti statali va oltre quello medio delle aziende. E’ un discorso logico e sensato?
Probabilmente la news l’avrete anche letta voi sul quotidiano economico IlSole24Ore.
Però chi segue il blog ricorderà che molto spesso abbiamo parlato , in passato, del rischio default, misurato con i Credit default swap (CDS) , delle aziende (Corporate) aveva raggiunto dei livelli bassissimi.
Grazie alla forte volatilità del mercato dei Titoli di stato, i CDS medi di questi ultimi sono lievitati a dismisura. Complici ovviamente la difficile situazione della crisi della Grecia, i forti timori sul Portogallo, le tensioni sulla Spagna più altre situazioni.
Ma tutto questo, secondo me, è insensato ed è figlio di un mercato profondamente speculativo e “caro”.
Infatti, esiste un rapporto molto chiaro tra:
1) rendimento bond
2) prezzo bond
3) relativo credit default swap (CDS)
E le anomalie continuano addirittura all’interno degli stati prima nominati. Sempre IlSole24Ore cita una situazione tanto assurda quanto esplicativa. Come mai assicurarsi dal default di Hellenic Telecom costa 3 volte di meno di quanto invece costa un’assicurazione che ci copra dal default della Grecia come emittente Governativo?
Chiamatela bolla speculativa, chiamatelo mercato stressato.
Ma poco importa. E’ una situazione che secondo me non può stare in piedi ed è frutto, appunto , di un’esagerata fiducia verso le aziende, anche se sarebbe meglio dire che sia dovuta ad una sconsiderata corsa all’acquisto di bond corporate, alla ricerca di rendimenti “ a tutti i costi”.
Ecco quindi spiegato l’arcano.
Il messaggio che ne deriva quindi, secondo me, è il seguente: meglio stare alla larga dai corporate. Il mercato è clamorosamente caro. E prima o poi verrà presentata la resa dei conti, anche se, in molti, sono proni a scommettere su un ulteriore restringimento degli spread.
E allora io dico: ma vale la pena, per qualche centesimo, rischiare di beccarsi delle mazzate?
Grafico CDS Stati vs. Corporate (medie)
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Tags: bolla speculativa, cds, credit default swap, rischio default, titoli di statoPosts correlati
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3 febbraio 2010 alle 16:43
http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=15299
Leggetevi le cose che dice questo analista e professore francese e fatemi sapere cosa ne pensate grazie
3 febbraio 2010 alle 16:48
@ bergasim:
èèè chi lo conosce il francese??
3 febbraio 2010 alle 16:49
si traduce in automatico
3 febbraio 2010 alle 16:49
http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=16260
3 febbraio 2010 alle 16:50
@ bergasim:
Eh…che dirti? Quanto scrive è sicuramente estremo. Ma un fondo di verità c’è. E il rischio di ritrovarci con un sistema finanziario che , per forza di cose, sarà molto diverso, beh, io di questo sono profondamente convinto. Ma come sarà questo nuovo sistema finanziario? impossibile, secondome, saperlo oggi.
3 febbraio 2010 alle 16:52
Dream, lunedì ho detto a Fabio di stare alla larga dai fondi/etf obbligazionari, mi fa piacere che tu abbia portato un primo forte argomento a sostegno.
Viva la consulenza etica e indipendente, altro che i Savoia…bleah
3 febbraio 2010 alle 17:09
http://www.federalreserve.gov/releases/z1/Current/z1r-2.pdf
Société Générale dice clienti come prepararsi per il potenziale collasso globale ”
Esplosione del debito: il debito pubblico del Giappone potrebbe raggiungere quanto 270pc del PIL nei prossimi due anni. Un treno proiettile è dipinto accelerando passato Monte Fuji nella città di Fuji, a ovest di Tokyo Foto: Reuters
In un rapporto intitolato “peggiore debito caso”, il team della banca asset detto pacchetti di salvataggio di Stato nel corso dell’ultimo anno sono semplicemente trasferiti debiti privati sulle spalle cascanti sovrano, la creazione di una nuova serie di problemi.
Complessivo il debito è ancora troppo elevato in quasi tutte le economie ricche in percentuale del PIL (350pc negli Stati Uniti), siano essi pubblici o privati. Essa deve essere ridotta dal duro lavoro di “deleveraging”, per anni.
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Frodi Bernard Madoff ‘: L’elenco delle vittime”Al momento, nessuno può dire con certezza se in effetti abbiamo sfuggito alla prospettiva di un crollo economico mondiale”, ha detto il 68 pagine del rapporto, diretto da Daniel Fermon asset principale. Si tratta di un’esplorazione dei pericoli, non una previsione.
Sotto “la banca francese Bear causa scenario” (il più cupo dei tre risultati possibili), il dollaro potrebbe scivolare ulteriormente le azioni e globale sarebbe ritestare i minimi di marzo. I prezzi degli immobili sarebbe caduta di nuovo. Petrolio sarebbe caduta di nuovo a $ 50 nel 2010.
I governi hanno già sparato le loro frecce fiscale. Anche senza spendere fresco, il debito pubblico potrebbe esplodere entro due anni a 105pc del PIL nel Regno Unito, 125pc negli Stati Uniti e della zona euro, e 270pc in Giappone. Debito pubblico in tutto il mondo avrebbe raggiunto 45 mille miliardi dollari, di due-e-un-metà volte in un decennio.
(Cifre del Regno Unito sguardo basso a causa del debito iniziato da un basso livello. Onorevole Ferman ha detto che il Regno Unito avrebbe convergere con l’Europa a 130pc del PIL entro il 2015 nell’ambito del caso orso).
L’onere del debito sottostante è maggiore di quanto non fosse dopo la seconda guerra mondiale, quando i livelli di nominali sembrava simile. L’invecchiamento della popolazione rende più ad erodere il debito attraverso la crescita. “L’elevato debito pubblico appare del tutto insostenibile nel lungo periodo. Abbiamo quasi raggiunto un punto di non ritorno per il debito pubblico”, ha detto.
Gonfiando il debito di distanza potrebbe essere visto da alcuni governi come minore dei mali.
In caso affermativo, l’oro sarebbe andato “su, su, e su” come unico rifugio sicuro da carta moneta fiat. Debito privato è anche invalidante. Anche se il tasso di risparmio degli Stati Uniti si stabilizza a 7pc, e tutto questo viene utilizzato per pagare la riduzione del debito, ci vorrà ancora nove anni per le famiglie a ridurre il debito / rapporti di reddito per i livelli di sicurezza degli anni 1980.
La banca ha detto che il display attuale crisi “somiglianze convincenti” con il Giappone nel corso del suo decennio perduto (o due), con una grande differenza: il Giappone è riuscito a rimanere a galla da esportare in un’economia globale robusta e lasciando cadere yen. Non è possibile per la metà del mondo, per perseguire questa strategia, allo stesso tempo.
SocGen consiglia porta a vendere il dollaro e di “breve” le azioni cicliche, come la tecnologia, auto e viaggi per evitare di essere catturati nella “inerente spirale deflazionistica”. I mercati emergenti non sarebbero stati risparmiati. Paradossalmente, sono più leva per la crescita degli Stati Uniti rispetto a Wall Street. Commodities Farm avrebbe retto bene, guidato da zucchero.
Mr Fermon detto junk bonds perderebbero 31pc del loro valore nel 2010 da solo. Tuttavia, le obbligazioni sovrano “generare turbocompressione restituisce” imitando la diapositiva secolare dei rendimenti visto in Giappone, come il terreno sul crollo. A un certo punto del Giappone di 10 anni è sceso al rendimento 0.40pc. La Fed potrebbe tenere premuto rese con l’acquisto di obbligazioni di più. La Banca centrale europea dovrebbe fare di meno, per motivi politici.
Caso SocGen’s per l’acquisto di titoli di stato è controverso. Un certo numero di fondi di dubbio lo scenario in Giappone sarà ripetuto, se non altro perché di Tokyo si può essere sulla cuspide di una crisi del debito composti.
Mr Fermon detto che la sua relazione era elettrificata clienti su entrambi i lati dell’Atlantico. “Tutti vogliono sapere che cosa sarà l’impatto. Un sacco di hedge fund e delle banche sono preoccupati”, ha detto.
3 febbraio 2010 alle 17:16
La banca ha detto che il display attuale crisi “somiglianze convincenti” con il Giappone nel corso del suo decennio perduto (o due), con una grande differenza: il Giappone è riuscito a rimanere a galla da esportare in un’economia globale robusta e lasciando cadere yen. Non è possibile per la metà del mondo, per perseguire questa strategia, allo stesso tempo.
l’ho sempre detto pure io.
la giapponizzazione non la conosceremo mai noi.
3 febbraio 2010 alle 17:24
non tutti i mercati obbligazionari saranno coinvolti, la parte breve della curva americana e europea subirà poche conseguenze ,perchè i danni si concentreranno sulle scadenze più lunghe, i fondi con duration breve di portafoglio potranno successivamente comprare obbligazioni a più alto rendimento, la parte brevissima della curva ne uscirà indenne, durante l’ultimo aumento dei tassi usa periodo 2005/2007 i breve termine hanno guadaganto poco ma hanno guadaganto, altro discorso sono i mercati corporate che sono , sopravvalutati e gli high yeld dove le perdite potrebbero arrivare nuovamente ad un 30%,ma se i debiti sovrani creeranno grossi problemi, non vedo assolutamente come possa l’azionario uscirne indenne, se non con le ossa rotte, l’azionario sconta una ripresa negli utili che non ci sarà, se gli stati sovrani meno virtuosi aumenteranno le tasse per ridurre i deficit ( deficit usa totale 52.600 miliardi di usd )spiegatemi come la borsa possa prenderla bene,dopo ogi crsi del sistema bancario ci vogliono in media 7 anni perchè il deleveregging si possa considerare terminato, senza considerare la bolla immobiliare cinese, quindi in questo momento gli stumenti da poter utilizzare sono ben pochi .
3 febbraio 2010 alle 17:26
@ bergasim:
… io credo che adesso sia molto difficile dire cosa si dovrà fare fra 6 mesi…
3 febbraio 2010 alle 17:43
per i miei clienti il mio asset è un 5% in fondi bilanciati moderati ( carmiganc patrimoine) e fondi obbligazionari breve termine e liquidità hedged area usd, stesso discorso area euro, marginalmente obblig paesi emergenti in valuta locale,poco in inflation linked e il resto fondi obbligazionari total return con track record trentennale, di cui non faccio nomi per conflitto di interesse, poi quello che verrà prendero, spero di tutelare al meglio i miei clienti in questo momento, ad oggi ho un pò di corporate che finirà nei finirà tutto in breve termine
3 febbraio 2010 alle 18:00
a supporto di quanto già discusso in altre occasioni:
http://finance.yahoo.com/banking.budgeting/article/108745/radical-shifts-take-holds-in-us-manufacturing
3 febbraio 2010 alle 18:27
@ bergasim:
3 febbraio 2010 alle 18:35
bergasim visto che nomini carmignac che ne pensi di questo con orizzonte 6 mesi, rendera molto poco ma rendera confermi?
http://www.carmignac.it/it/carmignac-securite.htm
3 febbraio 2010 alle 18:36
Un po’ pero’ makes sense… insomma AIG si puo’ salvare, ci pensa lo Stato fedreale chiamato U.S.A., ma chi salva gli Stati Uniti ??!
Stessa cosa per Hellenic Telecom: lo Stato greco la puo’ salvare. Ma se salta la Grecia chi la salva ? La Germania…? Ne dubito… e cosi’ ci avviciniamo a Portogallo e Italia…
oggi si comincia a parlare di Spagna, le prossime e ultime 2 dei PIIGS siamo noi e il Portogallo…
e quando le forze del mercato coinciano a speculare pesante… bastano 2 giorni e nessuno puo’ fermarle…
SPAIN = IRELAND 2.0, ma …in size ??
Spanish mortgage leader declares real estate industry is bankrupt
http://www.propertywire.com/news/europe/spanish-developers-loan-woes-201002023858.html
3 febbraio 2010 alle 19:26
@ Giuan
Il fondo di per se è un buon fondo, ha forse una duration un pò eccessiva per un orizzonte temporal edi soli 6 mesi, lo potresti mixare sempre con un’altro fondo di casa carmignanc, il secutitè che si avvicina di più ad un fondo liquidità, poi dovresti considerare che con un orizzonte temporale di soli 6 mesi il tuo primo obiettivo in condizioni macro così difficili e nebulose deve essere in primis la sicurezza dell’investimento e non la ricerca del rendimento,in condizioni normali di mercato potrebbe essere un fondo adatto, ma oggi con un orizzonte breve come il tuo quanto meno è consigliabile aggiungere della liquidità.
3 febbraio 2010 alle 19:42
@ bergasim:
a)perchè usi liquidità usa euro hedged?
b)quali sono i fondo obbligazionari total rweturn che usi? (è giusta la tua osservazione sul conflitto d’interessi, ma ritengo che su specifica domanda si possa rispondere
c)io penso che l’ obbligazionario emergente in valuta locale sia da sovrappesare
3 febbraio 2010 alle 20:58
@ daino
breve termine hedgeg per non correre rischi inutili sul cross
l’obbligazionario in valuta locale a mio avviso, va usato con parsimonia e con orizzonte temporale adeguato a mio avviso intorno ai cinque anni,va bene anche l’obbligazionario emergente eggiato
i fondi sono pimco low average,pimco total return,pimco emergeng mark,pimco local emerg market bond
questo sotto è il link
http://www.allianzinvestors.com/mutualFunds/profile/PMTR/performance_I.jsp
fammi sapere cosa ne pensi
3 febbraio 2010 alle 21:56
bergasim che ne pensi di sto grafico sull immobiliare preso da traderlink
non penso che emilio tommasini e compagni siano gente che non se ne intendano
4 febbraio 2010 alle 8:35
@ giuan:
Non fatevi fregare dalle sirene che vogliono incantarvi con questi discorsi sull’immobiliare!
I prezzi delle case in Italia sono scesi solo negli ultimi due anni ed in maniera molto timida.
Venivavano da un rialzo medio del 70% sul territorio nazionale, che è durato circa 9-10 anni, con un impulso maggiore a partire dal periodo 2001-2003.
I ribassi precedenti sono storicamente durati 5-7 anni.
Quindi c’è ancora molta strada da fare.
Sono convinto però che non ci sia un rischio bolla nel mercato immobiliare, perchè da noi è un mercato molto meno finanziarizzato che in altri paesi.
Pertanto niente crolli spettacolari e questo a livello di economia italiana ci conforta parecchio.
4 febbraio 2010 alle 8:52
Feb. 3 (Bloomberg Multimedia) — The U.S. may lose 824,000 jobs when the government releases its annual revision to employment data on Feb. 5, showing the labor market was in worse shape during the recession than known at the time.
Click here for a Bloomberg Multimedia interactive visual analysis of the economy’s job losses.
4 febbraio 2010 alle 8:52
@ nervifrank:
ma sai cos’è… io credo che in italia la situazione sia stata drogata dall’eccesso di “risparmio”.
conosco un botto di persone che hanno comprato casa perchè avevano 4 soldi e non sapevano cosa altro fare. quindi, spinti dall’onda montante, hanno pensato di acquistare quasi ala fine del movimento speculativo. in generale non è detto che sia stato un brutto affare, ma, occhio che il prezzo delle case sale se LE MASSE hano bisogno di acquistare casa. e in generale le masse adesso non hanno la possibilità di accedere ai mutui ( o molto meno), non hanno più grossi risparmi, molti non hanno nemmeno più un buon lavoro.
Sento spesso dire che l’italia, milano, roma, è differente… . Come sempre, è differente finchè poi non diventa uguale.
staremo a vedere, ma credo che il prezzo delle case non salirà affatto e, anche in presenza di una eventuale inflazione, salirà molto molto meno rispetto a qualsiai altro asset.
4 febbraio 2010 alle 8:54
@ triglav:
è la revisione del marzo 2009.
l’anno prossimo ci sarà anche quella del marzo 2010.
per un anno ancora possono continuare a mentire sulla disoccupazione, e lo faranno sempre più ferocemente. Si chiama disperazione.
4 febbraio 2010 alle 9:04
@ mattacchiuz:
Hai ragione Mattachiuz, il mix di redditi fermi oppure mancanti, i mutui che non ti vengono più concessi facilmente e soprattutto il fatto che più avanti molto probabilmente i tassi di interesse riprenderanno a salire, tutto questo non depone a favore del mercato immmobiliare.
Se poi dovessimo entrare in una situazione del tipo “decennio perso del Giappone”, con tassi bassissimi per molto tempo e trapplola della liquidità, bè questo sarebbe un segnale depressivo che certo non aiuterebbe il mercato immobiliare (ma nemmeno tutto il resto!).
4 febbraio 2010 alle 9:10
Iteressante l’analisi dei tre punti piu’ qualificanti per l’arrivo di una depressione, per chi non conosce l’Inglese do’ l’esito dell’analisi: Ancora non sono presenti i segnali di una imminente crisi globale ma si stanno formando. Ecco l’articolo:
Watch These Three Stock Market Warning Signals:
http://www.moneyandmarkets.com/a-short-term-buying-opportunity-is-shaping-up-37598
4 febbraio 2010 alle 11:28
@ bergasim:
e già, sono a conoscenza che i fondi pimco sono buoni, ma purtroppo non li posso collocare!!Va bhè…
4 febbraio 2010 alle 11:56
@ daino:
@ bergasim:
Pimco è leader assoluto sui mercati obbligazionari, ma c’è anche chi…si difende motlo bene sul gestito anche se non è PImco.
Daino, tu chi distribuisci?
4 febbraio 2010 alle 11:57
La vicenda Portogallo sta pesando sensibilmente sul sentiment dei trades (stamattina ne ho sentiti un paio abbastanza preoccupati).
Direi che questo post è più che attinente viste le condizionidi mercato attuali.
4 febbraio 2010 alle 12:02
@ Dream Theater:
però scusa dream, ma fanno RIDERE… sti traders…
non me ne vogliano, ma non è che 3 mesi fa o 6 mesi fa le cose andassero meglio.
era già tutto scritto…
4 febbraio 2010 alle 12:16
@ daino
puoi collocare janus o mellon?
4 febbraio 2010 alle 12:59
d’accordo al 100%.
I prezzi delle case in Italia parametrati al reddito medio e agli stipendi medi (anche tenendo conto di una media del 20% di income in nero… ahime’!) sono su livelli troppo alti.
L’aggiustamento (prezzi nominali in discesa o anche semplicemente “fermi” per una decina d’anni) dovra’ avvenire nel prossimo lustro a meno che
1) non parta l’inflazione a quasi doppia cifra (ma mi pare proprio il caso opposto)
2) non ci BRASILIZZIAMO e dal 80-85% di proprietari di casa non passiamo al 60% (escludendo i non abbienti e / o quelli che non possonno piu’ permetterlo..e questo non lo escluderei a priori.
Altrimenti il numero di mensilita’ necessarie per comprare una casa media (una sorta di prezzo/utile, se vogliamo o forse Sales/mkt cap) e’ decisamente troppo alto. Siccome i salari salgono e dovranno salire molto moderatamente un riequilibrio potrebbe passare, nel medio termine (5anni ?) anche per un calo dei prezzi delle case.
mattacchiuz ha scritto:
4 febbraio 2010 alle 13:25
se non ricordo male postai questa bella ricerca dell’economist sull immobiliare italiano e non solo ad inizio anno, ma visto che siamo tornati in argomento rieccola,
in italia il prezzo delle case è del 15% troppo alto
the economisti ha creato un indice che misura il valore ragionevole che dovrebbero avere le case, basato nel rapporto tra la vendita di immobili e il prezzo degli affitti. il metodo si basa in un criterio simile a quello della relazione di p/e delle azioni, quando il rapporto valore/affitti è superiore alla media storica, significa che è in corso una valutazione in eccesso. quando si colloca al di sotto ci si trova di fronte ad una sottovalutazione
la bolla immobiliare mondiale, nonostante già alcuni aggiustamenti, continua ad esistere. in paesi come la spagna arriva a produrre un indice del 55% di troppo sui prezzi delle case. seguono honk hong (+52%) e l’australia (+50%)
alcuni paesi hanno già corretto gli scompensi, come stati uniti e cina, ma in generale, secondo l’economist, il mercato mondiale non ha ancora toccato fondo
4 febbraio 2010 alle 13:27
4 febbraio 2010 alle 13:29
quando il mercato della casa scende (fenomeno assai raro almeno dalla fine della seconda guerra modniale – soprattutto perche’ cosi’ generalizzato e non – per dire – solo di qualche Paese come il Giappone post bolla e la Germania post riunificazione negli anni ‘90) TENDENZIALMENTE lo fa almeno per uno o due lustri..
…o tramite aggiustamenti nominali, o tramite un’inflazione dei prezzi al consumo (e quindi piu’ o meno dei salari) o tramite entrambi.
a proposito di THIS TIME IS not DIFFERENT
questi 2 prof univ. (ROGOFF EX FMI) sono bravi…memento il loro studio del dic 2008 ormai stra-citato
http://www.ft.com/cms/s/0/f4630910-0b7a-11df-8232-00144feabdc0.html
4 febbraio 2010 alle 13:47
@ anonimocds:
@ hugo:
sapete una cosa buffa…
quasi tutti i miei amici che non ha visto neanche l’ombra di un grafico o di un libro (… e non solo di economia… ) l’hanno sempre pensata esattamente così: comprare case?? ma siamo matti,con quello che costano!!
però, al di la degli scherzi, ancora una volta la saggezza popolare ha ampiamente prevalso e anticipato la tecnica elitaria
4 febbraio 2010 alle 14:21
@matta, anche se ci sta un dipende…
considerate la classe energetica delle case..che sembra una sciocchezza per tanti italiani..tutti ci ridono su, ma da poco tempo la classe energetica deve essere inserita nei rogiti, nei paesi più evoluti le differenze tra una casa usata classe A e una classe C nelo stesso quartiere puo’ essere anche del 40%!!!
una casa classe A o classe B.. oggi puo’ esser comprata molto bene, visto che di case non se ne vendono. e il patrimonio immobiliare italiano è non VECCHIO ma STRAVECCHIO e a bassissimo rendimento energetico…
quindi anche qui ragazzi OCCHIO…perche c’e’ chi scende ma c’e’ anche chi sale
4 febbraio 2010 alle 14:22
il 40% A/C è una differenza di prezzo.. scusate ma con due mani scrivo con gli occhi guardo un altro monitor..
4 febbraio 2010 alle 14:22
@ anonimocds:
R&R sono tra le menti economiche che preferisco in assoluto :OK:
Ehi Anonimocds… ti ho citato in un post di oggi pomeriggio! Mi perdonerai per questo?
4 febbraio 2010 alle 14:43
BORSA, PIMCO: IN ARRIVO UN NUOVO SCIVOLONE
di WSI
Lo scrive El-Erian, gestore del piu’ grande fondo obbligazionario su scala globale. Ripresa economica e mercato del lavoro a rischio. Le stime dovranno essere riviste. In peggio.
L’andamento del mercato azionario potrebbe peggiorare, accentuando un calo che gia’ adesso e’ il piu’ marcato degli ultimi 11 mesi. Ne e’ convinto Mohamed A. El-Erian, chief executive officer di Pacific Investment Management (Pimco), il piu’ grande fondo obbligazionario del mondo. Le sue considerazioni, pubblicate da Bloomberg News, si basano sulla persistente disoccupazione americana e sulle incerte prospettive di crescita economica.
Gli investitori, ha sostenuto El-Erian, hanno erroneamente dato per scontato, e quindi incluso negli attuali prezzi di borsa, il ritiro delle misure governative di stimolo, una ripresa delle attivita’ di prestito da parte delle banche e politiche governative coordinate per ristabilire la crescita. Questo significa che le stime sui profitti delle aziende quotate a Wall Street per l’anno in corso potrebbero rivelarsi troppo ottimiste, per cui le quotazioni potrebbero essere destinate a scivolare, scrive il CEO di Pimco.
“Gli operatori potrebbero scoprire che il sell-off sull’azionario del mese di gennaio e’ stato soltanto un’anticipazione di quello che potrebbe essere un anno particolarmente deludente per molti tipi di asset, compreso l’azionario”, continua El-Erian su Bloomberg. “La crisi finanziaria che ha coinvolto tutto il mondo ha messo a repentaglio ripresa economica e creazione di posti di lavoro e ha portato a livelli preoccupanti il deficit pubblico”.
4 febbraio 2010 alle 16:03
@ Dream Theater:
@ bergasim:
io sto usando shroders “emerging market debt ab.ret” (un ottimo 2008: per i miei clienti meglio perdere meno che guadagnare di più), ma anche il pictet “emerging local currency”. Per l’inflazione il fidelity “global inflation linked” e per i total return franklin templeton “global bond” e “global total return”, ma in questi ultimi due casi la scelta è stata quasi casuale (olè!).
Janus?bhò, posso collocare una ventina di case di investimento e spesso succede che mi perdo nell’archivio!!
4 febbraio 2010 alle 16:15
@ dainus:
beh, cmq hai già diverse frecce (società) nella tua faretra. C’è chi sta peggio di te, sicuro…
4 febbraio 2010 alle 16:22
E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE MI OFFENDA !
Dream Theater ha scritto:
4 febbraio 2010 alle 16:54
Leggetevi questo intanto…dietro segnalazione del mittiko A.CDS
04 febbraio 2010
PARTERRE / La fantasia Usa crea lo Stupidity index
Giocano con i nomi gli economisti americani e coniano acronimi dai nomi evocativi. Per lo più offensivi, come i PIIGS: ossia Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, paesi che – nell’ottica di chi scrive questi acronimi – sarebbero sull’orlo della bancarotta. E giocano con le frasi fatte, come l’altroieri John Mauldin nella sua news letter intitolata «If Piigs could fly» (se i maiali potessero volare). Adesso hanno coniato un altro acronimo: STUPID, come Spagna, Turchia, Uk, Portogallo, Italia e Dubai, che come si sa hanno qualche problema con il debito sovrano. E su questi stati ci hanno fatto un indice: lo STUPIDity index, costruito sul prezzo dei cds e che ieri sarebbe tornato agli allarmanti livelli dell’aprile 2009. Ci fossero una volta gli Stati Uniti in questi acronimi. E dire che il loro debito, tra pubblico e privato, sfiorando il 400% del Pil, è in assoluto il più alto del mondo. Viene in mente un’altra sigla: DEFAULT, come fallimento. Dove a Dubai, England, Francia (o, se si preferisce, Federazione Russa), Argentina, seguirebbero proprio gli Usa, oltre a Lituania e Turchia. (W.R.)
04 febbraio 2010
© Copyright Il Sole 24 Ore – Tutti i diritti riservati
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/04-febbraio-2010/usa-fantasia-crea-stupidity-index.shtml
Ora inizio ad essere un pò stufo di essere preso per il QULO…
4 febbraio 2010 alle 16:59
@ Dream Theater:
Mi associo Dream.
Anche perchè non dimentichiamo da dove è nato tutto sto caos finanziario:
New York e Londra.
8 febbraio 2010 alle 23:27
From FT Alphaville…
* DEBT – Dubai EU Brazil Turkey
* SICK – Spain Iceland Columbia Kazakhstan
* DUMP – Dubai Ukraine Mexico Portugal
* PUKE – Portugal UK EU
* STUPID – Spain Turkey UK Portugal Italy Dubai
Che geni ’sti analisti…..
9 febbraio 2010 alle 9:19
@ Dream Theater:
Ma hanno studiato Lettere?
Ci sanno fare più con le parole che con i numeri!
9 febbraio 2010 alle 10:05
@ nervifrank:
per la serie… tanto non abbiamo nulla di meglio da fare… Vabbè.
Intanto io ho di meglio da fare, anzi, di meglio da scrivere…
Sono in arrivo 2 post per oggi “scoppiettanti”… Credo meglio di ste minkiate scritte per riempire la carta…
9 febbraio 2010 alle 10:21
@ Dream Theater:
Resto in attesa allora!