Ripresa e debito: la coperta è corta
Un post che considero definitivo per illustrare la mia view sul mercato e sullo scenario macroeconomico. Un articolo da leggere per conoscere il Dream-pensiero.
Ormai in ogni sito e blog di finanza non si fa altro che parlare di queste tematiche. Certo, la crisi dei paesi dell’area PIIGS o PIGS (dipende se includiamo o no l’Italia) ha portato questi argomenti in primo piano, e ancor oggi ricevo molte email da lettori (per lo più silenti) i quali mi chiedono un parere sulla solvibilità di un emittente e spesso di emittenti sovrani.
Quindi risulta quantomai evidente che la tematica “HOT” del momento sia proprio questa: il debito. In tutte le sue forme e tipologie. Ma facciamo attenzione, questa volta la “moda” è assolutamente ragionata e valida, perché il DEBITO è sicuramente la tematicha più importante e di difficile gestione per il 2010. E non solo per il 2010. Il problema è che il debito (soprattutto pubblico) ha degli effetti collaterali (a cui spesso ho accennato) che rischiano di inchiodare l’economia per tanto tempo. Come dice un vecchio detto : “la coperta è corta” e per forza va a finire che si lasciano, se va bene, i piedi al freddo.
Prima di cominciare una nota. Per avere un quadro completo, vi consiglio di leggere, se non lo avere ancora fatto il post ONE YEAR AFTER.
Switch debito privato in debito pubblico
L’interventismo degli stati e dei governi (assolutamente necessario secondo me) ha portato in massima sintesi, allo switch, al passaggio della mole del debito di tipo privato e finanziario dalle banche agli Stati.
Quindi i Governi hanno avuto un atteggiamento di massimo assistenzialismo. Lo Stato torna protagonista, alla faccia di chi lo voleva accantonato per sempre a scapito del capitalismo e dell’intraprendenza della finanza e dei privati.
L’intervento pubblico è stato non solo necessario ma assolutamente determinante, volto al fine di salvare il sistema dal crack sicuro e dal terremoto finanziario stile anni ’30 (anche se di magnitudo indubbiamente superiore).
Morale: banche che si scaricano di una serie incredibile di titoli e bonds, di dubbia qualità e dubbia negoziabilità e nel frattempo entrano nel capitale delle banche, salvandole dal default (l’esempio inglese fasciola) con la promessa di uscirne quanto prima, nel momento in cui i timori e le paure del crack finanziario si fossero definitivamente diradate.
Chiaramente, ad oggi, gli Stati restano fortemente nel capitale bancario, in quanto la crisi finanziaria è ben lungi dall’essere terminata.
Riprendendo un’altra famosa frase, ovvero “Nulla si crea e nulla si distrugge” di Lavoisier , abbiamo assistito NON alla soluzione dei problemi, ma allo spostamento di carta. In altri termini, è un grosso errore pensare che l’interventismo statale abbia “cancellato” il debito o abbia risolto definitivamente il problema. In realtà ha fatto altro: ha spalmato tutta la melma (chissà perché mi verrebbe da scrivere un’altra parola che inizia sempre con “me” ed ha sempre 5 lettere…) sui contribuenti e sul sistema.
Più debito pubblico, meno entrate fiscali
E allora proviamo a ragionare. Cosa ha comportato questo switch? Ha comportato una situazione di benessere per il mercato.
E, FATE MOLTA ATTENZIONE, oggi ci troviamo proprio in questa situazione. I Governi hanno inondato il mercato di liquidità (tramite le banche), illudendo che invece il problema sia risolto. Ma non è così. Nel momento in cui il sostegno pubblico cessa e si chiede al mercato di reagire da solo, beh, ci si renderà conto che si è costruito un palazzo sul bagnasciuga con le fondamenta di cartapesta.
Ma non è tutto. Il debito pubblico è quindi lievitato considerevolmente in ogni dove, e questo dato preoccupa tutti. Ma un debito pubblico in violenta crescita comporta anche un taglio degli aiuti e del sostegno al privato. Quindi ecco l’assurdo: lo Stato che ha aiutato le banche NON aiuta il privato. Anche perché l’economia non si è ripresa, e quindi le entrate fiscali latitano, aumenta invece il costo per gli ammortizzatori sociali (sbaglio o… la Cassa Integrazione Guadagni alias CIG è ai massimi?) e la popolazione invecchia, con il problema delle pensioni.
Tranquilli, non sto farneticando. Volevo solo riportarvi un dato. Visto che da qualche parte i soldi bisogna prenderli, tanto per non sbagliarci, uno studio Spi-Cgil mette in evidenza un dato brutto per l’Italia: siamo il paese con le pensioni più tartassate in Europa. E in un paese dove il numero di pensionati è notevole e quindi devono essere presi in seria considerazione come “consumatori”, non è certo una cosa positiva.
Il debito pubblico soffocherà la ripresa
Quindi, in questa fase di forte crisi, il consumatore, vero motore della ripresa, si trova senza il sostegno pubblico. Anzi, se possono , gli Stati gliene prendono ancora. Altro che dargliene e altor che taglio delle tasse! E questo perchè l’indebitamento è a livelli stellari. A corredo di questo mio articolo, che va ad includere in modo sintetico il mio pensiero sullo status economico attuale, vi lascio un grafico preso da uno studio della McKinsley con Haver A.
DEBITO TOTALE
Questa slide mette in evidenza il debito totale dei vari stati, ovvero la somma di:
1) debito pubblico
2) mutui immobiliari
3) debito privato
4) debito bancario
Come potete vedere gli Stati che stanno fisicamente affogando nel debito sono in primis la Gran Bretagna (OT: ma come fa la Regina a meritare ancora la tripla AAA di rating?) e subito dopo il Giappone (un esempio perfetto per poter ipotizzare cosa aspettarci nei prossimi anni, e non è un caso che si parla di Giapponesizzazione) e poi la Spagna.
La classifica è quindi la seguante:
1) Gran Bretagna = 469 % PIL
2) Giappone = 459% PIL
3) Spagna = 342% PIL
4) Corea del Sud = 331% PIL
5) Svizzera = 313% PIL
6) Francia = 306 % PIL
7) Italia = 298 % PIL
8 ) USA = 290% PIL
9) Germania = 274% PIL
10) Canada = 245% PIL
Se poi andiamo ad aggiungere i vari livelli di deficit, la frittata è fatta.
Dal grafico, però, potete vedere che l’Italia ha un minor peso del debito privato ed un maggiore peso del debito pubblico. Da una parte è un bene, ma dall’altra significa che lo Stato non potrà mai essere un vero motore per la ripresa con stimoli VERI. Tante parole ma, ripeto, la coperta è corta e quindi non ci sono vie d’uscita.
Deleveraging: un processo appena iniziato…
…che influisce pesantemente sulla crescita del PIL
Un chiarimento finale
Rispondo all’amico Francesco che mi pone una domanda che assolutamente di interesse pubblico e va a completare il discorso (spero non troppo noioso) sul perché non dobbiamo farci illusioni.
Caro Dream,
ti seguo ormai da tanti mesi, sono un lettore silente che ha trovato il tuo blog per caso (…..) opero nel settore finanziario da anni, e ritengo che i tuoi ragionamenti siano assolutamente corretti. C’è però una cosa che non mi convince.
Si parla spesso dell’aumentare spropositato del debito pubblico. Secondo me qui si rischia di fare un errore di valutazione. Il debito pubblico non deve essere visto come elemento così “destabilizzatore”. Se un emissione scade, verrà rinnovata e quindi alla fine, la ruota continua a girare. Male che vada si aumenterà ulteriormente la scadenza del debito (vedi la Francia che vuole emettere un cinquantennale) ma questo non pregiudicherà il futuro economico, non solo di breve, ma anche di medio lungo termine. Inoltre la storia ci insegna che anche in passato i sistemi economi hanno spesso convissuto con un pesante ratio Dedito aggregato/PIL. Quindi secondo me, è eccessivo il timore per l’aumento del debito, soprattutto pubblico. Tu cosa ne pensi?
Grazie per una tua eventuale risposta.
Francesco
Bravo Francesco. Hai detto delle cose giuste. In passato, la storia insegna, abbiamo già vissuto situazioni di elevata esposizione debitoria, all’incirca come quella attuale. Ma a quei tempi la situazione era diversa:
1) Si trattava di periodi di forte crescita economica. Il debito quindi era una leva per la crescita. Oggi invece non è assolutamente così. Il debito è un panettone che non fa altro che pesare in modo determinante sulla crisi economca e finanziaria che non verrà digerita facilmente.
2) Inoltre siamo ancora all’interno di una situazione estremamente delicata, con un leverage (leva finanziaria) ancora elevata, un’esposizione sui derivati preoccupante, e tutta una serie di problemi che, come dicevo prima,sono stati NON risolti, ma solo “switchati”.
Ma Cina & Co sono sufficientemente mature per prendere il testimone lasciato dai consumatori europei ed americani?
La risposta è no.
E le economie del BRIC e dei paesi emergenti sono sufficientemente solide per poter dar vita ad un convincente periodo di crescita economica solido, esente da bolle e volatilità?
La risposta è no.
E allora è possibile ipotizzare una soluzione rapida ed efficace di questa situazione per i paesi core, dando vita nei prossimi mesi ad una ripresa economica convincente, facendo rientrare l’eccesso di debito, magari attuando anche un efficace exit strategy per riassorbire i soldi immessi nel sistema, sistemando pian piano leva finanziaria, disoccupazione, debito pubblico e quant’altro?
La risposta è…ditemelo voi (visto che mi sembra palese la risposta).
Ecco. Questa è la mia view.
Chiedo scusa se mi sono dilungato ma questo post è frutto di diversi pensieri raccolti nell’arco dell’ultima settimana.
Spero che questa mia view possa stimolare la vostra mente ( e magari anche il vostro borsellino, target DONAZIONE
) ed eventualmente ribattere contestando quanto ho scritto. Nella speranza che abbiate gli argomenti per poter affermare con certezza che ho scritto una marea di cavolate.
Cosa che, purtroppo, dubito potrete fare.
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11 marzo 2010 alle 15:05
Non fa una grinza: l’unico dubbio è sempre lo stesso: fino a quando il castello di carte (truccate) durerà e quando inizierà la resa dei conti?
11 marzo 2010 alle 15:09
@ fabio1:
certo, non all’infinito. Ma il rischio è che il castello di carta potrebbe acnora reggere per un po’.
Ecco perchè bisogna distinguere in modo netto macroeconomia ed operatività. Nel breve le cose potrebbero andare molto diveramente da come ci aspettiamo…. tutto dipende da tanti fattori, buona parte dei quali legati a forze esoteriche… beh dai…ci siamo capiti no?
11 marzo 2010 alle 15:13
beh, se la carta usata per il castello viene dai dollari, allora ragazzi possono costruirne un sacco di torri, ancora!
11 marzo 2010 alle 15:22
Per non saper né leggere né scrivere ho liquidato tutto, purtroppo anche Erg con +240 euro di profit. Forse ho fatto una caz…a, data la quotazione ancora depressa e il buyback promesso dall’azienda. Questa volta mi associo a coloro che gufano, che comunque hanno sempre avuto il mio rispetto, perché, come si è detto tante volte il mercato è drogato e non risponde alla logica dei fondamentali. Inoltre, da più parti si sta parlando di exit strategy e di ripresa e questo mi convince ancora di più ad essere cash al 100%.
11 marzo 2010 alle 15:40
Con l’esperienza di questi ultimi tempi, credo davvero che chi voglia operare sui mercati, come ha bene sottolineato Dream, debba sempre DISTINGUERE LA MACROECONOMIA DALL’OPERATIVITA’, perchè ci possono essere più o meno lunghe discrepanze di tempo tra le due realtà. Che possono essere molto dannose per le nostre tasche…
11 marzo 2010 alle 16:10
Vedo che conveniamo su un punto:
Quanto durerà la bolla? O, se preferirite, la speculazione intesa come mercato truccato?
Gia in un precedente post ho chiarito che, secondo me, una bolla può tranquillamente andare avanti anni per cui andrei cauto con lo “short ad alzo zero”, tanto più che ho trovato un forte alleato nel Prof. Arcucci che nella sua ultima lettera finanziaria chiarisce molto bene il suo pensiero.
Il Prof. Arcucci, al termine di una sottile e arguta analisi, prospetta due ipotesi:
un’ipotesi giapponese a livello globale che ritiene improbabile.
La seconda ipotesi la “incollo” direttamente:
“La seconda è che si mette in moto una nuova
ondata di rialzi alimentata da una sorta di fuoco
verde dalla fed all’azzardo morale. In questo
caso il Dow Jones salirebbe anche a 20-
30 mila punti e gli altri indici maggiori a livelli
comparabili. L’appuntamento con la grande
crisi verrebbe rinviato al 2014-2015, ma questa
volta il gap fra i prezzi di borsa e i fondamentali
sarebbe così grande che il crollo successivo
sarebbe veramente inarrestabile, anche
perché con tassi bassi e bilanci pubblici in
profondo rosso non ci sarebbero più le munizioni
per intervenire.
Io credo che, dopo una correzione che dovrebbe
caratterizzare le borse da qui a maggio-giugno
2010 è questo secondo scenario e non quello
giapponese che ha nettamente maggiori probabilità
di verificarsi.”
E’ “solo” un’ipotesi ma, a mio avviso, ha di buono che rispetta la già citata percentuale dell’8% (degli investitori) che guadagna, mentre il 92% perde (su cui, lo ammetto, sono un po’ fissato).
Chi perderebbe in uno scenario simile:
Gli shortisti da subito. Vado short e tengo duro anche se perdo perchè prima o poi, il mercato crollerà, è ovvio*. Potranno tenere un anno o poco più, ma alla fine si rassegneranno e chiuderanno le posizioni in perdita.
I buoi del recinto che compreranno long 6-8 mesi prima del crollo e resteranno sulle posizioni sperando in un recupero, poi cederanno anche loro e chiuderanno in perdita.
Shortisti + Buoi = 92%
* Attenzione perchè come recita un noto motto: IN FINANZA, L’OVVIO E’ OVVIAMENTE SBAGLIATO.
L’articolo del Prof. Arcucci è qui:
http://rcf.ch/lettere/2010.02.pdf
11 marzo 2010 alle 16:20
il maggior sindacato statunitense ha indetto 2 settimane di proteste con centro… Goldman Sachs ( non ho capito se centro inteso come luogo geografico dove protestare o altro…
)
11 marzo 2010 alle 16:38
vorrei integrare il post interessantissimo di dream, per farvi capire quanto grave sia la situazoione debiti.
1 scadenze debiti in aerea euro nel 2010
2 scadenze bond mondiali in percentuale sul debito pubblico totale
Capitolo Usa
il tetto debito usa da non sforare è stato elevato 14,3 trilioni di usd da 12,4 trilioni che doveva durare fino a fine marzo.
la tabella in allegato evidenzia la progressione del deficit usa con dati mensili
altro punto, la federal reserve ha finito di acquistare 1,25 trilioni di usd di mbs,ma prpoio qui sorge un grosso problema, che nasche dal nuovo piano dell’amministrazione obama che prevede la vendita di case prima del pignoramento il cosiddetto hafa program(http://www.calculatedriskblog.com/2010/03/more-short-sales-and-2nd-liens.html) vedi link allegato che prevede la venita della case prima he questa venga pignorata, naturalmente questo comporterebbe l’aumento della percentuale di delinquency sui mutui, ma ecco che le cose si fanno complicate, perchè una perdita superiore al 5% sugli mbs si mangerebbe tutto il capitale della fed pari a circa 52 miliardi di usd rendendola di fatto insolvente, vi allego un tabella dove questo viene spiegato meglio.
in ultimo le riserve in eccesso potrebbero arrivare a 1,6 trilioni di uds ( che la fed generosamente dovrà pagare).
Conclusione,1)le entrate fiscali, in caso di aumento di tassi di interesse non copriranno neanche gli interessi sul debito usa,quindi la fed sta facendo di tutto per tenere i tassi a lungo bassi( partecipando in maniera attiva, vedasi ultima asta a 30,dove si è aggiudicata non meno dle 10% fino a quando potrà andare avanti?)è un paradosso in un stato dove il suo debito cresce in maniera esponenziale che i tassi rimangano stabili( a questo servono le mani forti, banche e fed)
2)riserve in eccesso in forte aumento,ma velocità di circolazione bassissima, quindi niente inflazione dalla massa monetaria,impossibilità a breve di inflazionare il debito
3)Exit startegy, quando e come farla, aumentare le tasse?quando già le entrate continuano a calare?chi finanziera il debito usa ( stati sovrani)probabilmente chiederanno di più,ma basta così la carne al fuoco è già troppa.
11 marzo 2010 alle 16:41
vi allego il grafico che no si apre sulla fed
11 marzo 2010 alle 16:53
@ bergasim:
stamperanno ancora di più!!!
per inciso, il deficit usa di febbraio? 220 miliardi…
se annualizzassero un dato simile, ( a loro piace annualizzare i dati buoni quelli brutti no) avremo un deficit di circa 2600 miliardi, ovvero quasi il 20% del pil…
non so se ci siamo capiti…
11 marzo 2010 alle 16:56
il tetto debito usa da non sforare è stato elevato 14,3 trilioni di usd da 12,4 trilioni ,ecco il perchè dell’aumneto del tetto massimo del debito
11 marzo 2010 alle 17:00
stamperanno ancora di più?e chi li comprerà la fed?i cinesi? e a quali tassi?dando per assodato che non ci saranno problemi nel piazzare i bond usa,l’unica cosa certa e che il pil crescerà poco al contrario di quanto sdandierato nelle previsioni della fed.
11 marzo 2010 alle 17:02
@ bergasim:
comprerà la FED of course!
e poi scriveranno libri su come le banche centrali private e indipendenti hanno salvato il mondo… .
11 marzo 2010 alle 17:07
@ bergasim:
@ mattacchiuz:
Azz… alle prossime elezioni vi voto per farvi eleggere come Ministro delle Finanza e Boss di BankItalia!!!!
11 marzo 2010 alle 17:09
@ Dream Theater:
potremo avere anche le massaggiatrici?
11 marzo 2010 alle 18:27
alfio200 ha scritto:
Nessuno risponde al tuo commento !
Non è che sia stato letto solo dal 92% dei lettori ?
11 marzo 2010 alle 19:14
situazione debiti usa, quarto trimestre.
stanno deleverando, tutti eccetto il governo!
a dicembre siamo al 362% del PIL, nel frattempo sono passati altri 3 mesi quasi, nei quali solo a febbraio il deficit è stato di 220 miliardi di dollari… .
11 marzo 2010 alle 19:33
@ mattacchiuz:
dipende da Silvio!
@ alfio200:
Il buon prof. Arcucci! Personaggio secondo me di valore e qualità.
Diciamo che questa sua ipotesi è decisamente aggressiva. Ma nulla si può escludere.
Pensa che non più tardi di un anno fa avevo provato a fare un calcolo usando Gann. Il risultato che ne derivava era clamoroso (se avevo contato giusto).
Nuovi massimi di borsa, se non ricordo male, nel 2013.
E poi ecatombe.
Al momento questa mia follia la tengo nel cassetto a mò di scommessa. Lo scopriremo col tempo e sarà il mercato a dircelo. L’importante, come sempre , è adeguarsi.
11 marzo 2010 alle 19:35
@ mattacchiuz:
opperbacco matta, bello sto grafichello. E’ farina del tuo sacco?
11 marzo 2010 alle 20:05
amico mio, ci avevi anche fatto un post con quel grafico, ma i dati erano più vecchi di questo.
)
cmq non è farina del mio sacco, sono dati della FED. io li ho solo graficati tutti assieme.
non è facilissimo interpretare cmq la release (sono 1200 pagine di manuale a 20 dollari a copia…
ad esempio, sommando il debito federale a quello dei governi locali, non si ottiene il debito pubblico complessivo. infatti, alcune voci del deb pub. compl., come ad esempio le GSE, sono inserite nella voce domestic financial sector.
sottolineo questo aspetto in particolare, poichè molti analisti questa voce la considerano un doppione. In realtà, forse così sarà solo in parte (anche se onestamente non mi sono troppo sforzato di capire… ), ma rimane il fatto che quei debiti ci sono e sono veri. O meglio… su quei debiti vanno onorati gli interessi…!
se poi ho tempo nel week end, vedo di postare anche altre cose…
11 marzo 2010 alle 20:35
@Dream Theater
Il fatto è che Arcucci non è mai stato catastrofista (non è Benetazzo, per spiegarci) e questo è già di per sè significativo, tanto più che le sue lettere finanziarie non vengono pubblicate su un link alternativo, ma su…Repubblica!
Mi piace il fatto che le proiezioni di Gann diano un picco nel 2013…collima con la tesi di Arcucci e con il mio metodo eterodosso dell’8%.
Capisco che non è un sistema scientifico, ma un sistema alternativo a dir poco eccentrico, ma ognuno matura le sue esperienze (spesso dolorose) sul campo e ne trae le conseguenze. Il titolo di un eventuale libro sull’argomento potrebbe essere:
8%.COME GUADAGNARE IN BORSA FACENDO QUELLO CHE GLI ALTRI NON FANNO.
Stare alla finestra fino a Maggio-Giugno e poi andare long per almeno due anni (sempre che il quadro non cambi) è sicuramente una strategia che, al momento e in base ai dati fin qui illustrati, pochissimi pensano di adottare. Tu stesso parli di “follia che al momento tengo nel cassetto”.
P.S.: Se qualcuno vuol commentare la mia teoria dell’8% come una solenne str****ta, lo faccia pure. La considererò come una critica costruttiva e non come un’offesa.
12 marzo 2010 alle 0:16
io dico solo che domani non mi farò più sentire, come il mio nome dice, verrò fuori solo quando il segno sarà negativo, quindi domani penso che non mi farò vivo proprio per niente
, io aspetto sempre con ansia i 1030 dello spore che tutti dicono che arriverà, ma ormai non ci credo più, anche se ci spero
12 marzo 2010 alle 9:34
scusate ragazzi ma secondo voi il dollaro che futuro ha ?
12 marzo 2010 alle 9:39
@ contelorandi:
nel breve brillante, nel lungo, brillante con una guerra mondiale nucleare, in tutti gli altri casi non ne ha
12 marzo 2010 alle 9:53
Lo penso anche io questo … il fatto e’ che ho obbligazioni dollari .. e sinceramente non so che fare se uscire o tenere ancora per poco tempo !
12 marzo 2010 alle 10:00
io credo, ma credo, che per un pò possa anche valere la pena tenerle… oppure vendi o compra oro, almeno sai a priori quanto puoi andare a perdere
12 marzo 2010 alle 10:17
Ma tu parli di oro fisico o investire ad esempio nel etf gold bullion s. ? Che sembra guadagnare molto bene .. osservando il grafico nella sua storia !
12 marzo 2010 alle 10:20
Salve,
leggo spesso il vostro blog ma non intervengo mai non essendo così “tecnico”.
Il post è ottimo, ma io non concordo sul primo grafico (quello con i debiti dell’Italia al 298% del PIL).
In questo grafico si sommano tutti i debiti delle nazioni, senza però considerare i crediti (cioè non si tiene conto della controparte)
Mi spiego meglio, se il debito pubblico è detenuto, in gran parte, da privati e banche italiane, dovrei vedere qualcuno con il segno meno …
Dove sbaglio nel mio ragionamento ???
12 marzo 2010 alle 10:24
ma guarda… se ti fidi qualcosa lo puoi anche buttare negli etf.
io in genere non mi fido, visto che come al solito, se qualcosa di anomalo succedesse, poi la carta nessuno la compra più… .
se io investissi in metalli, comprerei metalli… non lo so, qualcosa mi dice di non fidarmi nè degli ETF nè dei custodi custodi dei lingotti…
12 marzo 2010 alle 10:44
@ ilvignola:
in generale non sbagli… ma questo è il miracolo della fiat money!
siamo tutti indebitati con noi stessi!
il popolo lavoro
il governo emette buoni del tesoro sul lavoro del popolo
le banche centrali emettono moneta sui buoni del tesoro
le banche commerciali prestano soldi sulla moneta emessa dalle banche centrali
il popolo chiede soldi alle banche commerciali per “emettere” altro lavoro.
Se anche un governo volesse prestare soldi ad un altro, dovrebbe prima indebitarsi per avere fisicamente quei soldi da prestare.
è tutto e solo debito!
come si guadagna in tutto questo? si guadagna con i differenziali di tasso, e con i fallimenti.
cosa si guadagna? il potere.
che potere? il potere di averti preso la casa, l’azienda, lo Stato solo per averti prestato carta garantita dal tuo lavoro.
No dai, scherzo, non è proprio così…
12 marzo 2010 alle 10:44
o forse si…
12 marzo 2010 alle 10:50
@ matta:
purtroppo ci sono delle tristi verità… ragionamento corretto. Staimo affogando nel debito…
glugluglu….
12 marzo 2010 alle 10:53
@ Dream Theater:
ingegneria navale dovevo fare, non aerospaziale…
ho preferito gli shhhhhhhhhhhhhssssssuuuuuggg dei motori a reazione ai glu glu glu delle navi