RESA DEI CONTI: trimestrali e crescita economica

Le trimestrali delle aziende USA ci danno la possibilità di capire il vero stato dell’economia. E da questi dati si evince che…

12 novembre 2009, ore 14:14
60 Commenti »

700-088246

Parole parole parole…
Quante parole si sono fatte sulla crescita economica, sulla ripresa che forse c’è e forse non c’è, sulla possibile continuazione del rally azionario e produttivo.

Quanti discorsi fatti giornalmente, analizzando le trimestrali uscite, spulciando i bilanci delle , analizzando i dati macro, sempre più opinabili ed a libera interpretazione.

Dopo tante parole, come avrete capito, io sto cercando di passare ai fatti. Non solo parole buttate al vento, ma fatti veri, indiscutibili.
In questo momento sono tutti bravi a dire la loro, ma in pochi si espongono su quanto sta avvenendo e su quanto avverrà.
Certo, non credo di essere Dio sulla terra, e nemmeno credo di essere talmente bravo da poter predire il futuro. Ma con i dati che vi presenterò, credo che tutti potranno avere le idee molto più chiare. Almeno secondo me.

Analisi trimestrali USA:

La base di analisi è , appunto, lo studio delle trimestrali USA. Non siamo ancora al 100% delle aziende quotate e facenti parte lo , ma ormai siamo vicini ad un 90%, con i “big player” che già hanno comunicato il loro andamento trimestrale. Quindi possiamo praticamente tirare le somme e analizzare la situazione. Finalmente possiamo capire come veramente si sta generando la e, soprattutto, se c’è ripresa.

SLIDE 1: trimestrali

sp_500_analisi_utili

Già questa slide ci dà la possibilità di capire alcune cose. Punto primo: la crescita degli utili nel terzo trimestre è stata pari al -14.94 %. Perbacco che crescita violenta!
Ma guardate bene chi è cresciuto: semplice. Praticamente solo…le . E su questo tema abbiamo già detto molto…

Vi lascio analizzare la slide. Credo sia molto interessante cogliere anche le varie sfaccettature tra sorprese positive e negative, differenze settoriali ecc.

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SLIDE 2: analisi vendite trimestrali

sp_500_analisi_vendite

Ma passiamo ad un’altra slide.
Già mi immagino cosa potreste dire adesso. Gli utili possono anche essere distorti, in quanto ci possono essere delle poste straordinarie che “drogano “in negativo il risultato.

Ok, critica accettata. Anche se in realtà potrebbe essere, al massimo, esattamente il contrario.
Ma io sono ottimista e allora vado a cercare il dato che effettivamente mi dà la possibilità di capire se l’economia cresce. E allora vado a prendere il dato sulle vendite.
Ed ecco il risultato rappresentato dalla slide 2 di cui sopra.

Che dire… non c’è nulla da dire! Anche qui protagoniste le banche! E il resto? La media parla chiaro: -12.24%. E la possiamo chiamare crescita economica? L’industria viaggia a -12% (il che è coerente con il tasso di disoccupazione in perenne aumento), molto male il settore energetico ed i materiali di base. Ma anche qui, guardatevi le slides e godetevi le sfaccettature…

SLIDE 3: previsioni di crescita utili prossimi trimestri

spx_500_previsione_eps

Ma ora proviamo a calarci nelle veci di Frate Indovino, dove non cercherò di capire il tempo meteorologico bensì borsistico.
In questa slide eccovi le stime previsionali di crescita degli utili (EPS) per i prossimi trimestri.. E sono le stime scontate dal mercato. I risultati sono semplicemente…clamorosi!

In chiaroscuro vedete il trimestre appena terminato (terzo) ed in seguito le previsioni per il quarto e poi per i trimestri del 2010.
Ma leggete la previsione stimata per il questo trimestre… Incredibile!

+ 92% !!!

Ma è una barzelletta! E notate anche il fatto che sulle banche non è stata possibile fare una stima (vista l’aleatorietà degli ultimi utili prodotti?)

Anche qui, credo non si necessario commentare e lascio a voi la parola. Guardatevi questa slide e rabbrividite. E notate anche, per i trimestri successivi, cosa si va a scontare per le banche… Boh…

SLIDE 4: previsioni vendite prossimi trimestri

sp-500-previsione-vendite

E allora per chiudere il quadro è necessaria una ultima slide: le previsioni degli utili sullo per i prossimi trimestri.


Anche qui è evidente che il mercato va a scontare una violenta ripresa delle vendite (guardate il grafico sotto che oggi è profondamente negativo e che invece risale nel prossimo trimestre). Una crescita comunque abbastanza anemica tutto sommato (con quello che si sconta con gli utili!) dove dominano…indovinate… ebbene si! Le banche!

Ma qui siamo impazziti tutti… Anzi no…
Non siamo impazziti, ed i motivi li ho spiegati nei post dei giorni scorsi sulla piramide della liquidità e sul mondo sull’orlo del default e in tutti gli altri post di macroeconomia.

Speculazione, ecco la parola chiave. O se preferite, siamo in un mercato che non rispetta assolutamente i fondamentali e le più realistiche previsioni ottimistiche.

Conclusioni

Le conclusioni, ve le lascio fare a voi. Anche perché , in queste ultime settimane, credo di essermi già esposto fin troppo…

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  1. fantastico dream!! voglio anche io i tuoi strumenti :-(

  2. @ mattacchiuz:
    non oso immagianre cos combineresti tu.. Beh, puoi sempre abbonarti! :D

  3. magari lo faccio, quanto costa??

    in ogni caso, oggi è giorno di sussidi.
    Come già preannunciato la settimana scorsa, per la prima volta in quasi due anni, il numero di sussidiati non aggiustati è inferiore, di poco più di 10000 unità rispetto all’analoga settimana dell’anno scorso.
    la settimana scorsa è stata rivista a rialzo di 2364 insured!
    in ogni caso il dato definitivo non aggiustato ammonta a 529446, superiore al dato aggiustato, chissa come mai!
    thumb_1258033666initialclaims.gif

  4. DREAM COME POSSO FARE PER POTER USARE UN PO IL BLOOMBERG DA CASA?MI PIACEREBBE IMPARARE AD USARLO, SO CHE COSTA SUI 20 000 $ ANNUI ,CI SONO ALTERNATIVE?

  5. ellla mammamia 20000 $ all’anno??? costo di meno io e ti personalizzo anche i grafici :-)

  6. avete letto?????
    il Vaticano ha appena modificato la lista delle litanie.
    adesso c’è anche Santa Goldman, prega per noi! :-)

  7. Che queste stime sono una comica lo si evince (ad esempio) dal q+3 delle vendite dei porodotti finaziari: “capo, che ci butto in q+3?”
    “mah, vediamo unn po’, dai, buttaci un valore negativo, diciamo -2,33%”
    Riflettiamo un attimo su come si può arrivare a determinare la variazione di un dato che ancora non conosciamo! E’ una previsone alla seconda (un derivato): una bischerata!

  8. Bella DT, questo è un post da 6 stelline!
    :D
    potresti spiegarmi a cosa si riferiscono le percentuali nella colonna sorpresa?
    e “surp pos” e “surp neg” cosa voglion dire?

    graaasssieeeee

  9. In termini assoluti la questione è drammatica però facendo un confronto rispetto al trimestre precedente si può riscontrare in termini di vendite

    (precedente vs corrente)
    tutti i titoli -14.22% vs -12.24%
    petrolio & gas -46.55% vs -43.85%
    materiali di base -33.05% vs -27.28%
    prod. industriali -16.04% vs -13.23%
    beni consumo -16.4% vs -9.75%
    tecnologia -13.16% vs -8.41%
    prodotti finanziari +15.53% vs +33.38%

    nulla di grandioso, magari potrebbe però essere l’inizio di uno scenario di normalizzazione molto lento (uso processo di normalizzazione perchè sono d’accordo che non ha senso parlare di ripresa)

    non voglio fare il difensore delle banche però è vero che storicamente nel periodo tra la fine recessione ed inizio ripresa storicamente si è visto che il primo settore a registrare utili è sempre stato quello finanziario?

    Se questo fosse vero, sono convinto sempre più (ben che vada) in un processo di normalizzazione molto lento, in quanto il sistema finanziario attuale non ha la forza (o non vuole, vedi tutti i thread su speculazione & company) per rilanciare l’economia

  10. @ trofio:
    surp pos = surprise positive. Se un’azienda ha prodotto più utili di quanto previsto dalla media (consensus) allora è una ” surprise posivite,” viceversa è negative…sono stato spiegato? :-)

  11. 10 – CHIARISSIMO!

    Adesso mi chiudo in camera di consiglio col mio neurone ed elaboro una strategia per il prossimo futuro.

  12. Boh! Saro’ troppo pragmatico ma vi do una situazione reale (almeno riguardante gli UK)
    Le banche al massimo danno il 3 per cento sui risparmi, le carte di credito (maggiori foraggiatrici di crediti) arrivano anche al 40% sul debito (america express platinum) la media e’ comunque oltre il 10%. I prestiti personali sono circa al 10% ma con qualche eccezione. Le ipoteche immobiliari variano da un minimo del 5/6% ad un 8%.
    Insomma primo punto… le istituzioni finanziarie sono in recupero… Da aggiungere che stanno eleiminando i c/c gratis senza spese (una istituzione in UK)
    Buchi ancora visibili? tantissimi , solo la lloyds licenziera altri 5000 dipendenti questa fine d’anno (Buon Natale), le banche che hanno prestato denari per acquistare immobili senza controllare hanno ancora davanti buchi infiniti da colmare, solo per esempio un appartamento venduto a 75.000 tre anni fa’ era stato finanziato al 100% dalla banca, ora l’appartamento e’ stato messo in vendita (repossessed) a 20.000.
    Chi ha preso i 75.000 sta’ ancora ridendo, i nuovi padroni sono falliti, la banca sta inveendo perche deve portare a bilancio una perdita di 55.000. Considerate che solo quest’anno ce ne saranno 50.000..
    Al sud (corrispondente al nostro Nord) ancora non si vede una vera e propria crisi, molto window shopping, pochi che comprano… a meta’ mese calo drammatico di acquisti poi ripresina tiepida.
    Al nord e’ gia depressione, 1 persona su 4 e’ sotto sussidio governativo, un negozio su 10 ha gia’ chiuso… Il mio avvocato (funge da notaio per gli affari immobiliari) l’anno scorso aveva 30 dipendenti oggin ne ha 10 (e sono tutti in queste condizioni)
    Se questi sono i germogli verdi mi immagino quando crescera’ la pianta che cosa vedro’…

  13. @ mariothegreat:
    fantastico mario! !! ! sei meglio delle mie agenzie :-)

    cmq, obama il 27 novembre rivelerà al mondo l’eistenza di 6 razze aliene…
    settevoci l’aveva sempre detto che era strano :-)

  14. Dream, complimenti ancora una volta.
    ..ma continuo a domandarmi: se le banche fanno e faranno tutti gli utili che hai indicato, ci deve essere qualcuno che perde….CHI E’CHE PERDE????

  15. @ paolo41:
    ciao paolo, scusa se mi intrometto in una domanda diretta, ma ci tengo a dire la mia … come sempre :-)
    in generale non è detto che qualcuno ci perda… se i profitti da trading fossero sola da derivati avresti ragione, ma in linea di massima, non lo credo, visto che le banche sono contrarian quasi su tutto, in questo senso “assorbono” la domanda del mercato… certamente poi si coprono con abbondanti opzioni.
    Probabilmente i profitti maggiori li fanno da due cose:
    1) trading di azioni… sparare tutto verso l’alto non equivale far perdere soldi a nessuno, a meno che chi vende non stia vendendo short.
    2) si moromora che in USA il 70% degli scambi giornalieri sia fatto in high frequency. Ogni volta che qualcuno immette liquidità (ovvero immette un ordine che verrà poi “matchato” da un compratore o un venditore) esso guadagna 0.003 dollari. Se tu moltiplichi questa cifra, per i miliardi di azioni ogni giorno scambiate, ci calcoli il 70% e supponendo che anche solo il 10% del rimanente sia considerato come “fornire liquidità”, beh, stiamo parlando di decine e decine di milioni di dollari che le banche intascano giornalmente. tecnicamente non sono rubati, praticamente li paghiamo con le commissioni… .

    che ne dici, potrebbe essere una spiegazione?
    tuttavia, sono convinto che in tanti ci stiano perdendo! :-)

  16. @ mattacchiuz:
    e poi aggiungiamo le rivalutazioni di asset di portafoglio. Obbligazioni spazzatura che il mercato di oggi, con VIX risibile ed ITRAXX ai minimi, considera prive di rischio…
    Più altre alchimie contabili… VE la ricordate quella di Goldman Sachs che vi avevo raccontato tempo fa? Entrerà nella storia. Esercizio contabile di UN mese… Pazzesco! hahahah

  17. si si io mi ero limitato al trading :-)

  18. ETF SPY SP 500
    thumb_1258066662nov.1223.56.gif

  19. [...] Dream Theater for Intermarket and More, 2009. | Permalink | No comment | Add to del.icio.us Post tags: analisi utili, banche USA, ripresa economica, sp 500, [...]

  20. 18 – con un grafico così uno dovrebbe mettersi long/short “sinusoidale” anche con la casa, comunque meglio non esagerare…

    DREAM stacco e ti saluto, a lunedì

  21. @ mattacchiuz:
    @ Dream Theater:
    Prescindiamo,per il momento, sia dalle commissioni sulle transazioni sia da quelle dove operano come coordinatori per l’emissione di obbligazioni corporate; quest’ultime come è noto, sono aumentate in numero, perchè le banche sono restie a concedere ulteriori crediti alle aziende.
    Parlando invece di transazioni, anche se le banche sono generalmente “contrarian” rispetto alle richieste del mercato, ci sarà senz’altro un bilanciamento fra interventi positivi e negativi e quindi se le banche guadagnano c’è qualcuno che perde. Idem per qualsiasi tipo di options.
    Se fanno operazioni in ottica di manovrare il mercato, utilizzando collateralmente derivati, anche in questo caso c’è sempre una controparte.
    Sul punto 2 di Mat sono d’accordo, ma rientra nel giro delle commissioni che vengono riconosciute per fare “book” sul mercato e sono sempre esistite. Casomai è significativa la concentrazione che si è venuta a creare (oligopolio di GS$Com), dopo il fallimento e/o accorpamento di altri operatori.
    Ma personalmente, penso che ci siano altre cose poco edificabili: mi riferisco a operazioni incrociate che fanno con SIV e partners collaterali per tirare su il valore dei titoli, magari fuori mercato. Ma anche in questo caso quando si disfanno dei titoli, ci deve essere qualcuno che compra o vende e magari rimane con il cerino in mano.
    A meno che….in questo momento…il portafoglio delle banche non sia gonfio di titoli, options e derivati sostenuto dall’assurdo rigonfiamento del mercato, nel qual caso, se salta qualche tassello…c’è il pericolo di veder scoppiare una seconda bolla.

  22. paolo41 ha scritto:

    Sul punto 2 di Mat sono d’accordo, ma rientra nel giro delle commissioni che vengono riconosciute per fare “book” sul mercato e sono sempre esistite.

    i market maker hanno l’obbligo di assicurare liquidità per alcuni titoli per il 5% della giornata di trading. Sono passati da una percentuale trascurabile al 70%. Non è vero che sono sempre esistite queste cose… o meglio… si saranno anche esistite, ma il fenomeno ormai è diventato predominante nell’intero mercato. E poi qui non si tratta di fare prezzo: qui si tratta che se io voglio vendere a te, qualcuno si mette in mezzo e compra da me per rivendere a te, e questo può accadere 2 o 3 volte finche l’azione arriva a te. hanno incrementato di due o tre volte i passaggi, anche a parità di prezzo, giusto per guadagnarci la mancia!! :-)

    per il resto, la mia idea è priorio quella, stanno spingendo in su il mercato continuando a comprare e vendere incrociandosi gli acquisti. Basta pensare la mercato del petrolio… .
    Non credo invece il loro portafoglio sia gonfio di titoli, e SE DREAM VUOLE, cercherò anche di dimostrarlo… .
    per avere portafogli gonfi sarebbe necessario avere un mucchio di soldi. meglio usare le loro tecniche di trading per simulare liquidità comprando e vendendo che invece rischiare soldi “veri” comprando e mantendo…. .
    ma vedrai che in futuro sarò più preciso….

  23. @ mattacchiuz:
    le tue considerazioni sono molto logiche e razionali… ma mi sembra che non si possa ricondurre tutto a un discorso di “commissioni”.
    Poi non sono cosi convinto che occorra una barca di soldi, se usano i titoli come esca e contemporaneamente sono pieni di derivati, come Dream ha evidenziato in un recente post (piramide).
    Comunque non limitiamo l’argomento a noi due, sentiamo se c’è qualche altra opinione in proposito.

  24. ok paolo, ho preparto un pò di grafici:
    sono basati sui derivati dello S&P:
    1) CME E-MINI S&P 500 STOCK INDEX
    2) CME S&P 500 STOCK INDEX

    il secondo è a leva 5 volte superiore del primo, quindi, moltiplicherò per 5 il numero di posizioni aperte del CME S&P 500 STOCK INDEX, in maniera da “uniformare” i dati in funzione del e-mini. Magari l’operazione non è correttissima, ma in fondo a noi importa sapere se sono long o short.
    OCCHIO al giochetto…

    il primo grafico,indicativo ma meno del secondo, descrive la posizione netta del commecial, di cui fanno parte ANCHE LE BANCHE. I commercial semplificando sono grandi istituti, gente seria che investe un botto!! !:-) e sono andati short in questa ultima settimana, più di quanto lo sono stati negli ultimi 3 mesi, ma occhio, i commercial, non sono solo le banche, e mentre ad esempio, nell’oro le banche USA contavano fino al 70% nel dato dei commercial (ora non è più così… ma anche qui ci sarebbe da parlare un sacco visto ad esempio il ruolo di Deutsche Bank, che non figura come banca USA ma come Commercial…) nei derivati in generale non contano così tanto. In ogni caso, ecco il grafico dello S&P confrontato con le posizioni nette long dei commercial.
    e ciò che si capisce, è che durante tutto questo rally, sono stati sempre … short… strano è???
    thumb_1258106510posizionecommercialsusp.gif

    ANZI, PER SICUREZZA, NON VORREI ESSERE IO A SBAGLIARE… D R E A M POTRESTI POSTARE IL GRAFICO DEI COMMERCIAL CHE TROVI SU BLOOMBERG, SIA PER L’E-MINI CHE PER IL MAXI???

    Cmq, secondo grafico: posizioni long nette delle 7 banche usa che più operano sul derivato S&P.
    Guardate bene…. sono andate long solo questa settimana!!!
    thumb_1258106655longnettibanche.gif
    l’ultima volta che sono andate long, era tra gennaio e marzo…
    Vuol dire che il “mercato” si è messo short, e loro hanno assorbito la volontà del mercato… quindi ragazzzzzzi occhiooooooo!!

    Paolo, questo per dire che faranno anche soldi sui derivati, ma non credo come pensiamo noi… almeno come penso io, avranno altre strategie o tecniche che permettono loro di guadagnare un botto anche se sono contrarian…
    sempre mie opinioni personali

  25. dreammm mi autorizzi il grafico? che il secondo è proprio carino….
    meditate gente, meditate! :-)

  26. volevo segnalare un’altra allegra anomalia, il continuo aumento delle scorte di rame e in contemporanea l’aumento del prezzo dello stesso.thumb_1258110854rame.png

  27. 24- forse non ho capito bene il post però avrei qualche considerazione
    I derivati non esistono solo per speculare
    Anzi in teoria lo smile sulle volatilità esiste proprio perchè ci sono più gente che cerca copertura piuttosto che per speculare
    Durante un rally devono essere aperte delle posizioni short
    Non appena ho delle posizioni in plus per salvaguardarle io comincio a montare coperture e più sono in plus più le coperture diventono importanti
    In questo modo rendo efficiente la gestione del capitale salvaguardando i dati di bilancio

  28. ciao canarino… non ho capito cosa intendi…
    io volevo solo sottolineare che le banche sono spesso contrarian sui derivati e che le poche volte che sono state nettamente positive, il palco è venuto giù…

  29. @ mattacchiuz:
    fatto…
    a breve riceverai email con grafici che mi hai chiesto!

  30. @ mattacchiuz:
    contrarian significa che quando il mercato sale si comprono derivati corti?
    se la questione è questa penso che si dovranno pur coprire gli asset in portfoglio, quindi si comprano derivati corti

  31. si è quello che sostengo più o meno anche io.
    era una mezza risposta a paolo.
    il problema è… quanto hanno investito in equity?
    più ci penso, più credo che la stragrande maggioranza dei loro guadagni derivi dal comprare e vendere per farsi le commissioni, rimanendo sostanzialmente neutri, ma guidando la liquidità nella direzione che vogliono… :-)

  32. @ Dream Theater:
    grazie dream… spero di non aver fatto disastri… :-)

  33. mattacchiuz ha scritto:

    si più credo che la stragrande maggioranza dei loro guadagni derivi dal comprare e vendere per farsi le commissioni, rimanendo sostanzialmente neutri, ma guidando la liquidità nella direzione che vogliono…

    ci può stare alla grande quello che dici

  34. @ canarino:
    lo pensi davvero??
    io ho scovato un grafico che non volevo postare… subito ma lo posto comunque…
    thumb_1258117849totalequitysutotalasset.gif

    purtroppo farebbe parte di un discorso più ampio che credo in futuro vada fatto, ma per ora, se non sbaglio ad interpretare il grafico, e considerando le consistenti svalutazioni degli asset delle banche americane nonchè il fatto che una porzione non piccola dei medesimi è stata acquistata dalla FED, se fosse vero che le banche made in usa hanno acquistato per tenere, credo che quel rapporto sarebbe molto ma molto più alto…
    tu che pensi?

  35. @ mattacchiuz:
    qui faccio un pò fatica a seguirti
    mi aspettavo che l’andamento di questo rapporto seguisse l’andamento che effettivamente sta ritracciando (le banche & company grazie a liquidità e modifiche di bilancio sono state messe nelle condizioni di permettersi di nuovo l’acquisto di risky asset)
    Però non riesco a capire perchè tu te lo aspetti più alto e come leghi questo discorso al fatto che comprano equity per tenersele o per farci trading

  36. prima della crisi, le banche avevano centinaia di miliardi di dollari in asset fuffa, ma che ancora in qualche modo eravo valutati qualcosa.
    con lo scoppio della crisi, gli asset sono stati svalutati di brutto, quindi il denominare dovrebbe scendere e far aumentare il rapporto, a parità di equity possedute. ma le banche si sono affrettate a vendere buona parte delle equity che possedevano, di corsa e a prezzi via via decrescenti, e il rapporto, nonostante le grosse perdite degli asset, si è ridotto, proprio in funzione del fatto che le banche per rimanere almeno un pelo liquide, hanno dovuto vendere le loro posizioni nell’azionario. per dirti, so abbastanza per certo, che soc gen ha liquidato almeno 5 miliardi di dollari di asset in un lampo!
    Infine, le banche hanno ricevuto il supporto della fed che ha acquistato gli asset. quindi, il denominatore in termini di valore assoluto me lo aspetto nettamente inferiore al valore del 2007. e bada che continua a calare… .
    da marzo, c’è stata una progressiva crescita del rapporto, le posibilità sono 2 e probabilemente sono una qualche combinazione l’una dell’altra:
    1) hanno acquistato equity, incrementando il numeratore
    2) hanno svalutato ulteriormente gli asset complessivi (carte di credito cre, mutui etc… )

    fatto sta che con ogni probabilità, se avessero effettivamente incrementato i loro “possedimenti” in azioni, avremmo un numeratore in forte crescita che, unitamente ad un denominatore in forte decrescita, avrebbe dovuto far schizzare il rapporto equity/asset molto più in alto.
    ciò non è successo, quindi, mi fa pensare che in realtà le banche non stiano veramente investendo, ma sia solo e puro trading, quello che fanno, comprano vendono comprano vendono mantenendo per esse molto molto poco.
    mi sono spiegato?

  37. un giorno, caro canarino, parleremo anche della liquidità :-)

  38. @ mattacchiuz:
    ok, ho capito cosa mi stai dicendo
    tra l’altro c’è anche l’opzione di ripresa di valore delle azioni già in portafoglio che potrebbe farmi salire il rapporto senza bisogno di acquistare equity

    a questo punto mi chiedo
    ma allora chi ha comprato tutte queste azioni?

  39. infatti canarino chi le ha comprate?
    forse qualche fondo? magari al 30% di sconto, o al 40% gia qualche mese fa?
    forse … la FED?

    forse dovremmo cercare la risposta nella metafisica…. gira, sono un pò qui e un po li… :-)

  40. @ mattacchiuz:
    mat, il grafico che hai postato al 34 e le tue considerazioni successive sono molto interessanti.
    Nel week-end provo a vedere se riesco ad aggiungere qualche ulteriore commento, anche se senza i valori assoluti relativi al grafico, sarà difficile azzardare valide conclusioni.

  41. @ paolo41:
    e non è finita… .

  42. @ mattacchiuz:
    attendo i tuoi dati che sono senz’altro più precisi dei miei calcoli molto approssimativi, che darebbero un incremento della quantità di azioni negli assets delle banche commerciali, da prima della crisi ad oggi, di circa il 40%. Ma RIPETO con molta approssimazione!!!!

  43. @ paolo41:
    veramente??? io ho provato a cercali ma non ho trovato nulla… dove li hai trovati?
    fammi sapere dai che sono curiosissimo…

  44. in realtà io ho a disposizione questo grafico.
    thumb_1258145840commercialbankstotalasset.gif
    probabilmente il picco negli asset complessivi lo abbiamo avuto quando le banche d’affari sono diventate banche commerciali, ma dico probabilmente.
    terminato il processo burocratico salvabanche,ovvero verso la fine di dicembre 2008, gli asset hanno cominciato a scendere di valore assoluto, mentre nel grafico total equity / total asset il minimo si ha a marzo.

  45. @ mattacchiuz:
    domani ti preparo un commento al riguardo.
    Abbi pazienza, ma stasera….devo chiudere.

  46. Mat, una prima domanda che mi sono posto e su cosa contengono gli assets riportati nel tuo 1° grafico: sono net assets?, assets meno liabilities?,
    assets che comprendono tangible e intangible?.
    Ci viene in aiuto la tabella FRED dei “total credits delle banche commerciali USA”, che erano prima della crisi sui $ 9000 Billions, salgono a $ 9500 Blls a metà crisi per poi tornare a $ 9000 Blls alla data odierna.
    Le tabelle che hai postato successivamente (che suppongo siano una SA e l’altra NSA) e che girano sui $ 11000 Blls e che seguono lo stesso andamento della tabella dei “total credits”, suppongo che comprendano tangible e circa $ 2000 Blls di intangble assets (che senz’altro si sono guardati bene da ritoccare).
    Tornando alla tua prima tabella sulla % equity/total assets, notiamo che il rapporto oscilla intorno a 10 negli ultimi tre anni prima della crisi, durante i quali risente delle variazioni di borsa e dell’incremento notevole degli assets poi divenuti assets “tossici”.
    A partire dalla crisi l’effetto delle variazioni di borsa ha un effetto predominante con il forte calo e la successiva ripresa, ma il rapporto sale a 10,5 di oggi.
    Se tutto questo è valido, almeno in prima approssimazione, con uno S&P che, prima della crisi, valeva 1550, si ottiene una quantità di azioni pari a
    $ 9000:1550= 5.806.452.000 azioni al valore unitario medio di 1550 ciascuna, esistenti nel portafoglio delle banche prima della crisi.
    Dalla tabella dei crediti abbiamo visto che erano passati a $9500 Blls a metà crisi ( perché le banche :1- hanno continuato a valorizzare gli assets tossici a prezzo di carico, 2-sono aumentate le foreclosure e si è fermato il giro dei pagamenti, 3- non svalutavano i crediti inesigibili) per poi tornare a $ 9000 Blls a oggi.
    Ma il rapporto equity/total assets è passato a 10,5; con lo S&P che vale circa 1100 si ottiene una quantità di azioni pari a 8.181.818.000 a valore unitario di 1100 ciascuna, con un incremento della quantità di azioni di circa il 41%.
    Avevo premesso che l’analisi è un po’….grossolana, ma può essere indicativa. D’altra parte anche le banche europee con maggiori connotati commerciali ( tipo Mediobanca o Deutsche Bank, etc), fatte le debite proporzioni con alcune “note” banche USA, risulta che abbiano incrementato il portafoglio azionario.

  47. adesso legge e ti dico
    siamo mattienieri paolo… :-)

  48. caro paolo, ho fatto dei conti, ed effettivamente avresti ragione, ma andiamo con ordine…

    in ogni caso, i grafici che ho postato sono not seasonally adjusted, il secondo è lo zoom del primo.

    però alcune cose non ho capito del tuo ragionamento. nei total asset suppongo siano inclusi anche le equity, oltre che titoli governativi, crediti di ogni tipo, derivati (non il valore sottostante), tutto in pratica!
    il total credits delle banche commerciali cosa comprende esattamente? non dovrebbe comprendere il valore delle azioni… ma il valore dei prestiti… no? paolo, per me è un settore ancora in via di…consolidamento, per cui mi è sempre un pò difficile capire cosa sono quei numeri.
    in ogni caso, i total asset sono all’incirca 11500 miliardi di dollari, di cui il 10 e rotti % sono azioni, quindi direi un 1200 miliardi in azioni.

    per ora mi fermo, se ho sbagliato correggimi, se è giusto invece vado avanti con i conti e i grafici :-)

  49. @ mattacchiuz:
    Mat: nella configurazione del bilancio (assets=attivo) e (liabilities=passivo), la maggior parte delle voci vanno su ambedue le colonne. Alcuni esempi:
    1-Capitale sociale va al passivo e l’ammontare equivalemìnte versato dai soci va all’attivo(cassa)
    2-i depositi clienti entrano a bilancio sia come attivo (cassa) sia come passivo (debito). Se …ogni tanto…pagassero interessi sui depositi, questi vanno a conto economico come flusso di cassa negativo.
    3-se utilizzo cassa per comprare azioni, sostituisco all’attivo la cassa utilizzata con il valore delle azioni acquistate. Se ci sono plusvalenze o minusvalenze aggiorno il valore delle azioni e la differenza dal valore iniziale va a conto economico (flusso di cassa) oppure a riserva nella colonna del passivo.

    Il discorso potrebbe allungarsi per ogni voce ed è senz’altro interessante, anche se ci sono sul blog persone molto più preparate del sottoscritto.Comunque, se vuoi, fatti dare da Dream la mia e-mail e puoi trasmettermi la tua.

  50. … si si lo immaginavo che la contabilità di una banca fosse piuttosto complicata… poi chiederò a dream la tua email, cosi alcune cose sono sicuro me le spiegherai sicuramente meglio di quanto le sappia/non le sappia io.

    ma dimmi sono se è corretto pensare che se le banche hanno 11000 miliardi di asset, e un rapporto azioni/asset di 10%, allora detengono 1100 miliardi in azioni…

    alternativamente, spiegami per favore cos’è il rapporto equity asset e perchè per calcolare il numero totale di azioni, tu abbia utilizzato 9000/1550 quando io avrei scritto 11500*10,5%/1550… (pur se suppongo sarebbe più corretto mettere il valore medio dell’azione dell s&p piuttosto che il valore dell’indice, ma in ogni caso ci da una idea di tendenza, che poi è quello che cerchiamo)
    scusa se ti rompo, ma mi piacerebbe capire

  51. @ mattacchiuz:
    mat, ho recepito le tue osservazioni che condivido, ma avevo già detto che le mie deduzioni erano molto approsimate.
    Sono partito dal presupposto che gli assets bancari sono costituiti da crediti di ogni tipo, cassa, equities di ogni tipo (azioni, titoli di stato e obbligazioni corporate, derivati, options, etc) e intangibles.
    Secondo me gli intangibles non li hanno toccati per non influire negativamente sul risultato economico e in considerazione che le regole contabili (GAAP) …per un certo periodo…rimarranno nel cassetto.
    La cassa, di cui avevano perso conoscenza, appena ha cominciato a rifluire (finanziamenti FED, rimborsi AIG, TARP, etc) è stata subito investita in equity, i crediti abbiamo visto che sono tornati allo stesso livello anticrisi.
    Per il calcolo dell’aumento dell’equity ho preso una cifra certa(crediti) per giustificare il trend; sarebbe stato senz’altro più giusto prendere 11500 come dici tu, ma la sostanza non cambia; il valore medio dell’azione non ho idea dove andare a trovarlo e comunque in prima approssimazione, per l’obiettivo che mi ero preposto, può andar bene anche l’indice S&P.

    Mi sono fermato lì, perchè il tuo secondo grafico presuppone di fare considerazioni che non sono supportate sufficientemente dai dati.
    Concordo che l’aumento degli assets a fine 2008 può essere legato al passaggio delle banche d’affari nel novero delle banche commerciali; teniamo presente che hanno portato assets che stavano già perdendo valore e che hanno continuato a perdere valore fino a marzo 2009 (come evidenzia il tuo primo grafico).
    Poi quando la borsa risale, gli assets rimangono stabili per poi calare nuovamente da aprile a luglio 2009; il rapporto equity/assets invece si inverte e torna a salire sia perchè è diminuito il denominatore sia perchè, a mio avviso, hanno continuato a investire, favoriti dal carrytrade.
    La diminuzione degli assets può essere stata causata:
    -da iscrizione a bilancio di valori più congrui per gli assets tossici
    -di cancellazione di crediti inesigibili
    -o…addirittura..da perdite su titoli, derivati, options, etc.
    Sono tutte considerazioni opinabili e lì mi son fermato.

  52. @ paolo41
    @ mattacchiuz

    Non conosco molto bene il sistema contabile bancario mentre decisamente meglio quello assicurativo quindi mi sono fatto questa idea
    Il rapporto equity/total assets è calcolato considerando i book value
    Nelle assicurazioni l’equity possono essere contabilizzate:
    1- Trading local Gaap: il titolo viene svalutato se il mercato è minore del costo storico e la rivalutazione viene fatta solo fino sempre a costo storico
    2- Avaible for Sale IAS dove il titolo viene svalutato solo se fa un -20% e da questo momento in poi non verrà mai più rivalutato mentre ogni perdita sarà tutta sul conto economico

    Quindi considerando questo contesto contabile prima della crisi il rapporto sarebbe del 10%
    Ad esempio 10 (equity) / 100 (total asset) = 10%
    Durante la crisi si svaluta l’equity sia nel trading local Gaaap (in quanto il mercato diventa minore dello storico) sia nel Avaible for Sale IAS (in quanto l’azione perde più del 20%)
    Considerando l’equity l’asset più volatile e più stressato il rapporto giustamente scende sotto il 10%
    Svalutazione equity in entrambi i casi 10 * (1- 50%) = 5
    Svalutazione total asset 100 * (1- 45%) = 55

    Equity / Total Asset = 5/55 = 9%

    Ora avviene il rally dell’equity. Considerando il -50% del 2008 ed il +20% di quest’anno il mercato non supera i valori del 2008 quindi in termini Trading Local Gaap si ha una rivalutazione inferiore al valore pre crisi . In termini IAS come visto non avviene la rivalutazione.

    Nel caso di rivalutazione equity (trading local gaap)
    Equity 5 * (1 + 20% ) = 6
    Total Assets 55 * (1+ 20% ) = 66

    6 / 66 = 9%

    Senza rivalutazione (Avaible for sale IAS)
    il rapporto rimane 5 / 55 = 9%

    In questo modo sia un caso sia nell’altro perchè il rapporto sia di nuovo del 10% mi viene da dire che si sia dovuta aumentare l’esposizione equity

    Questo è quello che può essere accaduto nelle Insurance Financial Istitution, non sò se vale anche per quelle bancarie

  53. non vorrei comunque aver preso in considerazione un esempio troppo peculiare
    le cose se generalemente non funzionassero così allora potrebbe essere come dice Mattachiuz

  54. [...] > RESA DEI CONTI: trimestrali e crescita economica: attenzione: questa è la chiara testimonianza di come è veramente la crescita…. Da leggere. [...]

  55. ok paolo, ci sono… comunque in generale abbiamo fatto lo stesso ragionamento compreso, giusto per l’idea, usare il valore dello s&p al posto del valore medio di azioni e cose simili.
    mi sono preso la serie degli asset, l’ho moltiplicata per la serie del rapporto equity su asset ( e divisa per 100), ottenendo così il valore assouto dell’equity, anche se devo ammettere che ci sono delle differenze nei giorni di rilevamento del rapporto (ad esempio il 7 marzo) e i giorni del rilevamento degli asset totali (magari il 10 marzo).
    cmq, trascurando queste disomogeneità, che tuttavia rimangono confinate, ho poi preso la serie dell’equity e l’ho divisa per il valore dello s&p, ovviamente preso nei giorni del rilevamento dei dati; ho insomma cercato di essere coerente con le date. purtroppo ora non ho avuto ancora il tempo di ricontrollare, ma il grafico che ottengo è questo:
    thumb_1258227062immagine.gif

    quindi l’idea è che fino a marzo questi hanno acquistato di brutto equity, ma, mentre il valore dell’equity incrementava, le banche vendevano equity.

    Paolo, sono un pò di corsa, sto facendo ste considerazioni tra un bicchiere di rosso, formaggi e castagne… ma la pulce ormai ce l’ho in tutte e due le orecchie.

    in ogni caso, lunedi ricontrollo tutto, o se ce la faccio domani sera, ma per ora, se non ho sbagliato i conti, e con le limitazioni fatte (valore dello s&p piuttosto che medie più verosimili, ma che comunque non fa perdere il concetto; date di rilevamento dati che non coincidono l’una con l’altra), e sempre che sia giusto dal punto di vista contabile prendere come valore assoluto dell’equity posseduta come il prodotto del rapporto equity/asset moltiplicato per il valore degli asset e diviso per 100, allora i grafici dovrebbero essere giusti.
    cmq, mi sta intrippando sto ragionamento, che al solito mi ha portato a “scoprire” il contrario di quello che pensavo fosse vero: le banche stanno vendendo, da marzo, equity!
    MA CON TUTTI I SE E LE LIMITAZIONI DI CUI SOPRA.
    fammi sapere :-)

    infine i due grafici del commento 44 sono solo gli asset, non ci sono le liabilities

    ciao ancora è stato un piacere!! :-)

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