NO FEAR: torna la piena fiducia
Guardando questo grafico si vede chiaramente che il rischio mercato non viene considerato. Fiducia cieca sulla ripresa, bolla o mercato manipolato? VIX, CDX, Spread 10-2 e TED Spread.

La cosa sicuramente più curiosa ed importante, è il ponderare quanto questo rally azionario sia supportato anche da altri parametri di mercato, in primis il “fattore rischio“.
A questo proposito, vi propongo oggi questo grafico diviso in 4 sezioni.
Troverete nell’ordine:
1) il celeberrimo TED Spread
2) il famoso Volatility Index sullo SP 500 alias il VIX
3) lo spread 2-10 anni sul governativo USA
4) l’indice spread titoli corporate
1) Il TED Spread rappresenta la differenza tra il tasso interbancario USA e il T Bills, il titolo governativo USA a breve termine. Indica la paura presente sul mercato interbancario. Indice ai minimi. Non segnala quindi nessuna sorta di rischio ( e comunque rischi flebili)
2) Il Volatility Index, alias il VIX, beh… en parliamo molto spesso. Siamo in area 20…quindi volatilità molto bassa in perfetta correlazione con trend sereno e rialzista delle borse
3) Spread 2-10 in aumento: sconta crescita economica e ritorno di un po’ di inflazione. Quindi collima alla perfezione con uno scenario di positività
4) CDX Investment Grade Index 5 yr, ci dice che lo spread dei rendimenti tra la media dei titoli corporate e i governativi (tradotti qui con la metrica dei CDS, ovvero i Credit default Swap) è ai minimi. Quindi i titoli corporate non fanno paura.
Conclusioni
La somma di tutti questi elementi emette una sentenza indiscutibile: il mercato oggi NON ha parua del futuro e guarda al domani con occhi fiduciosi.
La domanda che mi pongo io oggi è, molto banalmente:
E’ corretto che il mercato non ponderi minimamente un peggioramento della situazione e che continui ad essere così “sereno”? E questa serenità è legata alla realtà o ad un mercato totalmente manipolato? E ancora: e se tutto questo scenario fosse legato ad una bolla dovuta all’eccesso di liquidità?
Rispondere con certezza a tutte queste domande credo sia molto difficile. Col tempo cercheremo di capire realmente come stanno le cose. Certo è che, oggi, per chi guarda bovinamente questi grafici, il messaggio che riceve è quanto mai chiaro: la crisi è finita e siamo di fronte ad una delle più forti riprese della storia.
Lasciando da parte P/E e parametri di brosa, io personalmente nutro forti dubbi su questo scenario.
Ai posteri l’ardua sentenza.
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Tags: cds, credit default swap, Ted Spread, VixPosts correlati
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29 dicembre 2009 alle 14:12
Ciao a tutti. quanto mai chiaro quello che esponi nel post. a surrogare quanto ci presenti cito da Bloomberg:
“previsioni per S&P 500 +9% nel 2010; utili S&P 500 +21% nel 2010 e +27% nel 2011…..ma attenzione:
Goldman la mitica prevede per il 10y tassi al 5,5 nel 2010(un modesto +40% dai rendimenti attuali)dovuto all’alto indebitamento dello stato che non giustificherebbe tassi cosi bassi….
sta partendo il contropelo perchè se lo stato dovesse pagare interessi più alti come farà? il tutto ovviamente a spalle dei contribuenti ed a favore di pochi…..come sempre
29 dicembre 2009 alle 14:35
Già già.. sarà chiaro quanto forse assurdo. A volte mi sembra di essere finito nel paese dei balocchi…
29 dicembre 2009 alle 15:32
Quindi ne consegue mutui trentennali al 7,50% che bazza! e banche regionali con fallimenti a pioggia e vai
29 dicembre 2009 alle 15:35
29 dicembre 2009 alle 15:55
29 dicembre 2009 alle 15:58
Nei due grafici allegati trovate il rapporto bid to cover, ovvero il rapporto tra l’importo in asta offerto di recente per i titoli a 2 anni e a 10 anni in america e i valori richiesti, più il bid to cover è alto più c’è richiesta di bond usa.
29 dicembre 2009 alle 16:49
@ Mattacchiuz
ieri seri ti ho inviato un file con il bilancio della fed, ti chiedo i titoli tossici e le commercial paper in bilancio a marzo del 2009 dove sono finiti a dic 09? tutte sotto la voce securities held? mi puoi far saper il tuo parere garzie.
29 dicembre 2009 alle 16:53
@ mattacchiuz
Potrebbe essere che la fed abbia rigirato la merda alle varie goldman o bank of america della situazione e loro se le siano ricomprate, tanto per tamponare le furure svalutazioni utilizeranno al riserva in eccesso presso la fed.
29 dicembre 2009 alle 16:54
@ bergasim:
secondo te no è assurda questa sitauzione di calma e serenità apparente? Sembra di avere a che faer con una pentola a pressione. Al difuori sembra tutto tranquillo ma se si apre il coperchio…
@ bergasim:
sono stati usati per fare i pacchi di Natale? Oppure per fare degli altri tipi di pacchi?
29 dicembre 2009 alle 17:11
@ bergasim:
scusa, sono appena tornato a casa a milano e mi sono caduti tutti i limoni
niente limoncello st’estate.
cmq, ci sono ancora tutti, ti conviene prendere due o più balance sheet della FED e controllare come sono mutati.
ma in sostanza, gli asset tossici stanno nella categoria term auction credit.
in particolare sotto le voci Mortgage-backed securities e Federal agency debt securities.
gia da sole queste due, rappresentato quasi il 50% del bilancio della FED, superiore al contributo dei buoni del tesoro…
29 dicembre 2009 alle 17:13
http://www.federalreserve.gov/Releases/H41/
qui troverai tutti i balance sheet che vorrai. vedi come sono evoluti nel tempo
29 dicembre 2009 alle 17:32
@ Mattachiuz
grazie e da li che ho preso i dati,ma rispetto al tua relazione alla ricerca del dollaro, nel report di marzo glia sset tossici erano da un’altra parte, msb e term action creit e commercial paper non mi sembrano la stessa cosa i primi sono cartolarizzazioni a lungo tremine mentre i secondi sono crediti a breve, da ciò si evince che le banche si sono ricomprate i crediti a breve o sono riusciti a rifinanziarli e hanno girato alla fed un po di cacca degli mbs,o tante altre ipotesi.
29 dicembre 2009 alle 17:40
Stavo riguardando un po’ le regole elliot, arrivo al paragrafo dell’analisi pscicologica delle onde, scorro fino alla onda B (che sarebbe l’onda di rimbalzo all’interno del mercato ribassista) e trovo questa striminzita definizione:
“Una nuovo incremento. La voce dei guadagni senza difficoltà è arrivata a tutti, anche chi non era propenso al rischi compra qualsiasi cosa. Un vero paradiso degli speculatori.”
eheh
29 dicembre 2009 alle 17:50
questo non lo so bergasim, magari li hanno riacquistati attraverso meccanismi che io non conosco.
rimane il fatto che metà del bilancio è monnezza!
29 dicembre 2009 alle 17:59
@ mattacchiuz:
come ti sono caduti i limoni… ma che mai tale disgrazia?
@ daino:
calza a pennello direi…
29 dicembre 2009 alle 18:10
mi si era gelato l’albero!!
29 dicembre 2009 alle 18:24
@ daino:
penso che hai centrato il problema: stanno speculando su tutto….con il permesso della FED.
@ bergasim:
@ mattacchiuz:
ne sapete qualcosa di un’iniziativa FED che permetterebbe alle “note” banche di sostituire le riserve con CD che verrebbero acquistati dalla FED e quindi remunerati con interessi?????
29 dicembre 2009 alle 18:34
maurobs ha scritto:
29 dicembre 2009 alle 18:43
@ paolo41:
cosa sono i CD? crediti?
credo che il problema sia capire come hanno fatto le banche ad avere riserve in eccesso per 1100 e rotti miliardi di dollari.
per come l’ho capita io, la FED ha acquistato asset tosici dalle banche, e quei soldi sono stati poi ridepositati presso la FED stessa come riserve in eccesso.
da questo giochino nasce il meccanismo di controllo dell’inflazione: le banche sono salve e, visto che non ritireranno mai quel denaro (forse)…, la moneta in circolazione non subirà repentini mutamenti. Io l’avevo capita così.
Cmq, vi allego un grafichetto molto carino. in realtà ne avevamo parlato in un certo senso solo marginalmente, ma dal punto di vista visivo fa la sua porca figura… pure io sono rimasto un pò basito, pur essendo consapevole di quali fossero le cifre un gioco, quando l’ho visto su un paio di blog.

29 dicembre 2009 alle 18:54
Vi allego un ar
I banchieri di Abramo e la crisi economica
Marcello Pamio 28 ottobre 2005
Alan Greenspan
Ben Shalom Bernanke
Alan Greenspan, il faccendiere dei grandi imperi bancari privati come quelli delle famiglie Rothschild, Warburg, Lazard & C., ha finito il suo mandato alla Fed (Federal Reserve) e si accinge ad andare in pensione.
La Fed , cioè la banca centrale degli Stati Uniti d’America (privata e con sede a Puerto Rico) oltre ad essere la più potente e influente al mondo è costituita da un gruppo di 12 banche chiamato Federal Reserve System, e di cui Greenspan ne è appunto il governatore!
Tale banca o sistema di banche è letteralmente ed economicamente nelle mani dei seguenti gruppi bancari privati: Rothschild Bank di Londra e Berlino, Warburg Bank di Amburgo e Amsterdam, Lehman Brothers di NY, Lazard Brothers di Parigi, Kuhn Loeb di NY, Israel Moses Seif Bank d’Italia, Goldman Sachs di NY, e la Chase Manhattan Bank di NY dell’impero Rockefeller!
Per tanto pochissime persone, oggi come ieri, controllano la banca più influente del pianeta!
Alan Greenspan, nato a New York in una famiglia ebrea[1] in piena Grande Depressione (6 marzo 1926), è governatore della Fed da oltre 18 anni, e il prossimo 31 gennaio 2006 lascerà la comoda e potente poltrona al suo vice, Ben Bernanke.
Nonostante alla Casa Bianca si siano succeduti ben 4 presidenti: R. Reagan, G.W.H. Bush, W. Clinton e W. Bush, Greenspan è sempre rimasto al suo posto! Un potere non da tutti!
Tra qualche mese però la sua poltrona verrà prontamente occupata, come ho detto, da Ben Bernanke, il cui nome completo è Ben Shalom Bernanke[2], e stando a quello che si dice, il nuovo inquilino adotterà dal punto di vista economico la vecchia visione dell’economista Irving Fisher[3], il noto professore alla Yale university d’inizio secolo scorso.
Irvin Fisher è famoso per gli addetti ai lavori, ma forse non tutti sanno che questo grande esperto di finanza alla vigilia del disastroso crac che colpì gli Stati Uniti nel 29’ disse una frase diventata celebre: « la Borsa sembra destinata a mantenersi indefinitivamente sulle vette raggiunte» («The stock market has reached what seems like a permanently high plateau»)[4]. E per fortuna, dico io, che la borsa sembrava mantenersi, perché se fosse stato il contrario non oso immaginare cosa mai sarebbe potuto accadere al mondo…
Incrociamo le dita quindi nella speranza che Shalom Bernanke riesca ad avere un approccio più realistico e soprattutto un po’ più di fiuto rispetto ad Irving Fisher. Detto questo però, si viene a sapere che il prossimo dirigente della Fed si è laureato in economia ad Harvard ed è nientepopodimenoché “esperto dell’economia americana degli anni della Grande Depressione”[5]. Avete capito? Esperto della Grande Depressione!
Questa strana specificità da una parte tira su il morale, perché se si dovesse verificare una crisi economica come quella che paventano numerosi economisti e addetti ai lavori (quelli che non si vedono in tivù), possiamo stare tranquilli: al posto di comando c’è la persona giusta. Queste voci di corridoio stanno allertando da tempo che siamo alla vigilia di un crac finanziario molto più grave di quello del ’29!
Dall’altra però la scelta di questo personaggio un po’ preoccupa perché significa che forse non si tratta di mero allarmismo, quello che vanno dicendo questi economisti sul crollo economico.
L’altra questione che Ben Shalom dovrà risolvere – strettamente collegata con quanto appena detto – è che il dollaro statunitense continua ad essere stampato nonostante la dichiarazione di bancarotta decretata il 15 agosto del 1971 a Camp David da Nixon con l’abbandono dei “Trattati di Bretton Woods”. E purtroppo continua ad essere la moneta di scambio in tutto il mondo!
Ho detto purtroppo per il semplice fatto che la Federal Reserve ha continuato a stampare banconote nonostante sia stato eliminato il controvalore aureo o argenteo.
Per capire questo punto facciamo un passo indietro.
Nella cittadina di Bretton Woods del New Hampshire, nel 1944 si decise il famoso “Gold standard”, in pratica il rapporto di cambio fisso tra le varie valute, tutte quante agganciate al dollaro, mentre il dollaro agganciato all’oro (il famoso 35 dollari l’oncia di oro). Venne così decisa la convertibilità di TUTTE le monete nel dollaro e SOLAMENTE il dollaro in oro!
In soldoni: se uno Stato voleva comperare oro, doveva per forza acquistare dollari, e questo naturalmente per la gioia dei banchieri privati della Fed!
Nel 1971 Nixon dovette abolire Bretton Woods – sganciando il biglietto verde dall’oro – non per qualche strategia economica ma perché le riserve di oro a Fort Knox coprivano una infinitesima percentuale dei dollari in circolazione! Pensate che dieci anni fa le riserve auree dei paesi del mondo non superavano le 200.000 tonnellate eppure il corrispettivo in oro delle banconote in circolazione era di 75.000.000 di tonnellate d’oro! E questo dieci anni fa, figuriamoci oggi!
La totalità delle banconote in circolazione è priva di controvalore e pertanto è “carta igienica” che ha valore solo perché noi le riconosciamo un valore. Carta che però crea debito! Debito che noi paghiamo con le tasse!
La storica decisione di Nixon fu presa quando i paesi dell’OPEC[6] quadruplicarono il prezzo del petrolio chiedendo all’America il pagamento in oro invece che in dollari!
Oro che nessuno aveva e che nessuno ha tuttora!
Per cui oggi non stupiamoci se i principali Stati soffrono di un indebitamento spaventoso nei confronti delle grandi banche private (e delle famiglie che stanno dietro). Debito che NON verrà mai e poi mai risolto con la consueta e normale politica economica nazionale, anche perché, diciamocelo tra noi, coloro che gestiscono tali debiti non hanno alcuna intenzione di liberare gli Stati e farli uscire da questa mortale morsa.
Lo scopo è esattamente il contrario: mantenere schiave le persone.
Ma se scoppiasse una crisi economica oggi, chi ci guadagnerebbe e soprattutto chi ci perderebbe? Per rispondere a questa domanda vediamo cos’ha scatenato la Grande Depressione , e lo facciamo spulciando il diario del governatore della banca di Francia del 6 febbraio 1928. Risulta che “le banche hanno ritirato improvvisamente dal mercato 18.000 milioni di dollari (circa 35.000 miliardi delle vecchie lire di allora), cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione”[7]! Ecco la crisi del ’29!
Il fallimento a catena che ne è seguito ha permesso alle banche di entrare in possesso di migliaia di aziende, negozi e industrie! Ecco chi ne ha beneficiato!
Quindi, oggi come allora, se dovesse succedere qualcosa sicuramente è un qualcosa di pilotato e manovrato dall’alto, da molto in alto.
E allora qual è la soluzione per la crisi economica?
La soluzione che offre il Sistema è la guerra: ma non solo la guerra come la intendiamo normalmente e la vediamo oggi in Iraq, ma anche quella contro il terrorismo, contro il cancro o il fantomatico Hiv dell’AIDS, o che ne so, contro le spore dell’antrace o il virus della SARS e dell’influenza aviaria.
Queste guerre da una parte mettono in moto la macchina industriale dandoci l’illusione di produttività allontanando lo spettro della crisi (armi, equipaggiamenti, farmaci, vaccini, accessori per la difesa), dall’altra servono (sempre al Sistema) per instillare nelle masse, attraverso un vero e proprio terrorismo mediatico criminoso, il virus pericolosissimo della paura e del terrore!
“Terrorismo” e “terrore” hanno la medesima radice “ter”, che significa “far tremare”. In pratica questo deleterio virus ha la funzione di “bloccare”, “paralizzare” le coscienze delle persone. Tanto più le coscienze sono bloccate, tanto più le persone sono controllabili e manovrabili.
Questo è in sintesi il giochetto perverso del controllo che il Sistema ha plasmato per noi.
Manovrando l’economia del pianeta riescono contemporaneamente a strozzare i paesi (e di conseguenza i loro cittadini), a scatenare le guerre (movimentando la macchina bellica) e instillare il panico o la paura (che blocca le coscienze).
Risultato finale: controllo dell’Uomo e sull’Uomo!
E noi cosa possiamo fare per difenderci da tutto questo?
Lasciando la bacchetta magica di Harry Potter all’editoria, se integriamo veramente come lavora il Sistema abbiamo la possibilità di crescere anche e soprattutto dal punto di vista evolutivo. Perché in una visione più sottile degli accadimenti, anche un eventuale disastro economico mondiale ha la sua importanza eccome.
La paura
Il primo punto importante è vincere le paure che ci bloccano.
La paura è sempre mancanza di conoscenza, e infatti noi abbiamo paura di quello che non conosciamo (malattia, morte, virus, ecc.)
Impariamo a non credere a nulla di quello che ci viene detto attraverso i media (tutti nelle loro mani). Il terrorismo islamico, la pandemia di aviaria, la “moria delle vacche” per usare le parole del grande Totò, ecc. sono semplici invenzioni o esagerazioni per condizionare la nostra vita.
Ragioniamo di più con la nostra testa e soprattutto teniamo spento il tubo catodico.
Il denaro
Questo punto è molto difficile perché, mentre posso decidere di non leggere i giornali di regime e di non accendere la televisione, l’economia non dipende strettamente da me. I soldi arrivano per così dire dall’esterno. Ma la lezione di vita che dobbiamo apprendere da una eventuale crisi economica è il risparmio evitando gli sprechi. In una società liberista e capitalistica creata ad hoc come la nostra, la televisione ci ha inculcato nelle menti che il benessere si ottiene comperando questo o possedendo quello. Niente di più falso e deviante dal punto di vista evolutivo.
Il vero benessere è quello che maturiamo dentro di noi e non fuori! Quante sono le persone benestanti che hanno tutto ciò che desiderano di materiale, perché possono permetterselo, e sono vuote e aride?
I grandi illuminati greci dicevano che “la felicità non è possedere ciò che si desidera, ma non desiderare ciò che non si possiede”. Oggi i mezzi di massa ci fanno (non casualmente) desiderare e sognare in tutti i modi attraverso belle donne, bei uomini, lusso sfrenato, gossip, ecc., cose e/o stili di vita che non potremo MAI avere, e questo crea delle illusioni che svuotano le persone dalla loro vera natura umana. Le persone così passeranno intere vite a desiderare e/o sognare una cosa, e alla fine quando magari l’avranno raggiunta saranno veramente felici? Assolutamente no, perché ne ricercheranno altre e poi altre ancora, in un circolo vizioso mortale per l’anima.
E’ necessario per questo punto re-imparare il vero valore del denaro che è solamente una sistema convenzionale di scambio e null’altro. Il denaro non è il fine, ma il mezzo!
Comunione
L’altra cosa che fa il Sistema è Divide et impera, cioè dividere per imperare e controllare.
Ci hanno sempre detto che con i cellulari, i videogames, internet e la televisione le persone sarebbero state più vicine. E vero? Anche in questo caso purtroppo la risposta è no! Siamo sempre lontani e isolati tra di noi.
In questa epoca particolare è necessario non di-videre ma con-dividere: unirsi, aiutarsi a vicenda, trovarsi per mettersi in discussione e scambiarsi le informazioni. Solo così potremo crescere.
ticolo sui poteri forti
29 dicembre 2009 alle 18:58
ma ecco la BOMBA DELLA GIORNATA, FORSE DEL MESE…
MA non ve la dico: dovete cercare su internet Shenzhen Nanshan Power e Goldman Sachs…
va bene dai ve lo dico io…
La Shenzhen Nanshan Power si è rifiutata di pagare 80 milioni di dollari di perdite sui derivati alla Goldman.
Shenzhen Nanshan Power è una delle società controllate dal governo cinese, se ho ben capito, e si rifiuta di pagare le perdite dovute a dei derivati “fraudolenti” proposti dalle banche occidentali.
il concetto di fraudolento sta nel fatto che, secondo Hubert Tse, se ho capito ancora bene, un direttore generale di un qualche grosso studio legale, la finanza internazionale non è roba per cinesi, ancora non preparati nell’affrontare i meccanismo perversi di derivati a compagnia cantante. In virtù di questo, i contratti che le banche hanno proposto, sarebbero… fraudolenti… !!
che la cina salverà il mondo????
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601089&sid=a8xH_BfRyhcY
29 dicembre 2009 alle 19:08
La «bolla immobiliare» è già scoppiata in USA
Maurizio Blondet – 07/12/2005 http://www.effedieffe.com
L’aveva previsto Eugenio Benetazzo, l’autore di «Duri e Puri» di cui abbiamo scritto.
Ora lo conferma Bloomberg, il giornale finanziario americano che appartiene al sindaco di New York (1).
La bolla dei prezzi immobiliari sta già esplodendo in USA.
Anzi è già esplosa a livello di «strumenti finanziari».
In USA, corrono fiumi di obbligazioni (bond) che sono coperti dai mutui sulle case.
In altri termini, il loro grado di affidabilità dipende dal fatto che qualche debitore, che si sta pagando la casa, continua a pagare il rateo del mutuo.
Il fiume delle obbligazioni ammonta a una cifra astronomica di 7,6 trilioni di dollari (ossia migliaia di miliardi di dollari); tali obbligazioni sono state divise dagli inventori della «finanza creativa» in «pacchetti» basati sul «rischio debitore».
Quelli che sono coperti da mutui concessi a debitori forse non in grado di pagare, rendono ovviamente un frutto (interesse) più alto.
Fino a ieri, proprio questi bond ad alto rischio erano i più richiesti.
Da ieri non più.
Pochi si fanno avanti a comprarli, sicchè questi bond a rischio hanno perso il 2,5% da settembre.
Gli investitori (speculatori) temono che il rialzo dei tassi d’interesse primari, quello già operati dalla Banca Centrale e quello che sicuramente farà presto, faranno fallire 150 mila debitori di mutuo.
E’ la resa dei conti per il credito facile, che le banche USA (e non solo USA) si sono precipitate a concedere con irresponsabile facilità.
Bloomberg cita ad esempio due finanziarie americane, Ameriquest Mortgage Co e New Century Financial Corp., che da sole hanno concesso mutui a 50 milioni di americani già noti ai casellari per insolvenze e ritardi nei ratei.
Il 20 % della popolazione adulta americana ha «memorie» di insolvenza.
La miracolosa trasformazione dei mutui in obbligazioni, chiamata «securitization» (e da noi cartolarizzazione) è servita per anni alle banche per mantenere liquidità: anziché tenersi per decenni i mutui a carico nei loro libri contabili, li hanno trasformati in coriandoli (securiety) che hanno venduto a risparmiatori, fondi e investitori, trasferendo a loro il rischio.
Pezzi di carta venduti con un piccolo sconto, ovviamente; ma in cambio le banche hanno recuperato denaro per concedere altri prestiti facili.
La montagna del debito, anzi le montagne di debito accumulate l’una sull’altra, rischiano ora di franare.
Come dice Benetazzo, succederà anche in Italia.
Appena la Banca Centrale Europea aumenterà il tasso d’interesse primario, ossia il costo del denaro a prestito.
Auguri.
Vi allego un articolo del 2005 molto interessante
29 dicembre 2009 alle 20:46
JMP Securities Puts $240 Price Target On Goldman (GS)
che sia sempre una questioni di percezioni o di fatti?
29 dicembre 2009 alle 22:01
@ hugo:
scienza o fantascienza?
Anche oggi, come quasi ormai sempre nelle ultime settimane, gli europei e gli asiatici hanno portato su i derivati americani, mentre loro hanno poi venduto.
29 dicembre 2009 alle 23:03
Complimenti ragazzi!
Ottimi commenti ed ottimi ragionamenti.
30 dicembre 2009 alle 2:00
Ciao DT. Ti seguo sempre.
zio ot
30 dicembre 2009 alle 9:14
uno si alza la mattina, in piena ripresa economica e scopre che la compagnia aerea giapponese sta fallendo, che alla gmac stanno discutendo se chiedere o no altri 3 miliardi di dollari di aiuto…, che le nazioni unite si sono messe a stampare monete d’oro (http://www.commodityonline.com/news/Now-gold-coins-from-United-Nations-24025-3-1.html) e che se hai cittadinanza cinese puoi non pagare le perdite sui derivati!!
30 dicembre 2009 alle 9:17
@ mattacchiuz:
…allora in questo caso…meglio tornare a dormire….
barionu ha scritto:
ciao Ziooooooooooooooo
30 dicembre 2009 alle 9:24
buona notte allora, dream…!
30 dicembre 2009 alle 10:24
@ mattacchiuz:
I CD sono certificati di deposito (una specie di pronti contro termine) che la FED ha intenzione di scambiare con le banche a fronte delle riserve che le stesse detengono. La FED ha paura che parte di tali riserve vadano sul mercato, favorendo un rialzo dei tassi e, quindi è disposta a pagare interessi pur di controllarne i movimenti.
@ Dream Theater:
@ Dream Theater:
30 dicembre 2009 alle 10:31
@ paolo41:
mi dispiace ma questo non lo so, in ogni caso, da ottobre 2008, la fed remunera i depositi delle banche presso la stessa fed con interesse.
quello che io credo, è che la stiano complicando ancora di più.
il governo non ha avuto il potere e la volontà di fermare le banche prima, durante e “dopo” l’emergenza. lo stesso vale per la fed, il vero cuore del potere. non so cosa abbiano in mente, così come non so capire se nel governo esistano “uomini di buona volontà” non corrotti che abbiano una qualche intenzione di salvare il salvabile senza continuare a assecondare le volontà dei banchieri.
la verità, è che se davvero volessero controllare qualcosa per il bene collettivo, semplicemente lo farebbero.
30 dicembre 2009 alle 11:34
@ paolo 41:
esatto, infatti i CD diventano uno strumento di politica monetaria utilizzato al fine di controllare la liqiodità presente sul mercato.