Mondo diviso: tra anemia e crescita virtuosa
Se i paesi del G7 non stanno uscendo dalla crisi, i paesi emergenti si comportano molto diversamente. Grazie anche ad un’incidenza minore della crisi finanziaria globale.
Crescita economica virtuosa negli USA?
A sentire leggere i dati del quarto trimestre vien quasi voglia di annunciare ai quattro venti la fine della crisi ed il ritorno imperioso della ripresa economica. Ma noi tutti sappiamo che, forse, le cose non stanno proprio così. Quantomeno negli USA, mentre in altre aree globali la tendenza è ben diversa. Ma Andiamo con ordine.
Questo grafico, made by Clusterstock, risulta quanto mai evidente che la domanda di beni nelgi USA non è cresciuta in modo così imperioso. E quanto ne deriva è un‘ipotesi più volte descritta su questo blog:
flattening, ovvero appiattimento, crescita economica anemica, tendente quasi alla giapponesizzazione. Anche perché con questa disoccupazione non possiamo credere che i consumi tornino a lievitare. Quantomeno negli USA.
Il grafico mette a confronto l’ultima recessione con le altre grandi recessioni del passato. Il risultato è chiaro.
La domanda reale USA ed il confronto con le altre recessioni
Ma allora dove troviamo crescita economica? Dove l’economia cresce effettivamente a ritmi ben superiori? Dove c’è la possibilità di ritrovarci con dei rafforzamenti reali delle valute e delle economia, sia dal punto di vista politico che strutturale?
Guardate questo secondo grafico, stilato dal Fondo Monetario Internazionale.
Certo, i paesi emergenti sono sicuramente ancora non solidissimi, sicuramente la Cina è a rischio bolla speculativa. Sicuramente ci sono ancora tante problematiche da risolvere. Ma le tendenze di queste economie non si possono mettere in discussione. O per lo meno, io non ci riesco.
Crescita PIL: G7 vs BRIC
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5 febbraio 2010 alle 15:48
rimane solo un problema questi saranno i paesi del futuro ma non del presente, quindi il testimone usa oggi non lo può prendere nessuno, la preoccupazione che oggi dovrebbe attanagliare i mongoli politici che ci governano e la questione sicurezza sociale, il posto di lavoro è un diritto su cui si fondano democrazie e ora che i cari governanti lo capiscano el la finiscono con la demagogia.
5 febbraio 2010 alle 16:13
c’è qualcuno in grado di spiegare l’arcano in queste tabelle?grazie
5 febbraio 2010 alle 16:21
Il BRIC sarà fighissimo e virtuoso quanto vi pare, ma intanto se Mr Spoore e Mr Euro hanno la febbre il senhor Bric va in coma nel giro di due ore, vedi il Bovespa di ieri.
Detto fuor di metafora, gli USA non hanno solo il meccanismo oliato delle lobbies bancarie, ma hanno anche le portaerei.
… e chi ha le portaerei ha sempre ragione.
5 febbraio 2010 alle 16:25
Viviamo in un’epoca di manipolazioni,ed in questi giorni o meglio in questi ultimi anni la netta sensazione che vivo,e che provo,a volte anche a proprie spese,è che qualcuno muova dei fili invisibili sulle ns teste braccia e gambe.Non so e non sono in grado di provarlo,ma possiamo sostenere se materialmente si può manipolare la psiche di intere comunità terrestri e di renderla emotivamente vulnerabile?
Una risposta la si potrebbe avere cercando di capire se poi a livello emotivo e psicologico questo sia tutto relativo,(causato per esempio dal bombardamento dei network che subiamo giorno per giorno,oppure se la consapevolezza stessa di uno status generale degenerativo e la sua consolidazione mentale, sia la fonte principale da cui nasce un pensiero realnegativo)Da qui si può determinarne la priorità,ovvero quale delle due ne sia la causa scatenante,tanto per fare un paragone se una crisi economica – finanziaria genera sfiducia collettiva al punto da arrivare anche a creare una massa suicida,per altri potrebbe essere vista come un’opportunità,e fin qui tutto è natural-logico,la solita vecchia storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto…
La cosa potrebbe sembrare normale a volte fisiologica,a volte una crisi non porta solo disastri anzi è benvenuta direbbero alcuni,ma sicuramente non può esistere nella vita solo un bene o solo un male,per forza di cose devono esistere entrambe,per cui tutto questo beneficio si tradurrebbe in disastro per altri,e così come due poli che si attraggono tutto procede e tutto scorre con il passare degli anni.
Con questa breve introduzione ho voluto soltanto rendermi diciamo consapevole del fatto che molteplici sono le manipolazioni che esistono sulla faccia della Terra
Comunque per quanto se ne possa discutere e cercare di venirne fuori,al momento attuale per me personalmente questo continuerà a rimanere un dubbio personale,ossia possiamo essere vittime di una manipolazione mentale?Ccomunque al momento possiamo parlare di decine di tipi di manipolazioni,ma per adesso arrivare a confermare che esista una manipolazione della psiche forse è solo fantascienza,per il resto beh le conoscete anche voi…
Manipolazioni genetiche,alimentari,biologiche,senza dimenticare quelle finanziarie,quelle a cui siamo più soliti commentare.Quella che invece voglio parlarvi e che forse qualcuno sicuramente avrà già sentito dire o leggere è la MANIPOLAZIONE CLIMATICA detta anche PROGRAMMA HAARP(High-Frequency Active Auroral Research Program) a scopo non solo tale ma anche distruttivo di massa in grado di influire sui raccolti agricoli sull’ecosistema,sul fabbisogno energetico,idrico,e alimentare,sui sistemi radar e di comunicazione,mettere fuori uso centrali elettriche,oleodotti,radar,addirittura si dice anche in grado di causare CALAMITA’NATURALI tipo periodi di siccità,terremoti addirittura strategicamente come obiettivi già prefissati(??)Sarà,ma che Dio me ne voglia dal dover confermare quanto sentito dire,ma come sappiamo bene volere=potere o viceversa….?! .
Come dice in un suo articolo Michel Chossudovsky di cui sotto metto un link,questa strategia militare USA venne studiata sin dagli anni della guerra fredda tra Stati Uniti e all’epoca URSS,vedasi anche le varie politiche messe in atto anche da Reagan,ovviamente l’Urss non ne fu da meno e questo strumento verrà sperimentato teoricamente in futuro anche da loro con lo scopo di creare i presupposti climatici,al fine di poter sfruttare giacimenti di materie prime ancor oggi tecnicamente impossibili da sfruttare.
Fu usato anche a titolo di esempio nella guerra in Vietnam allo scopo di distruggere le fonti di approvvigionamento dei vietnamiti causando eventi climatici distruttivi,tanto per fare un altro esempio venne usato nel 2008 dal governo cinese al fine di garantire in questo caso un clima libero dallo smog,permettendo agli atleti di poter gareggiare in un’ambiente sano,aspetto economico e d’immagine di non poco conto .Come potete ben capire l’uso che se ne può fare può avere sia l’una che l’altra faccia della medaglia….
Lo scopo dell’HAARP era quello di riuscire ad immettere attraverso l’uso di piloni di alluminio (attualmente ce ne sono in Alaska…),onde elettromagnetiche in grado di mettere fuori uso i sistemi missilistici e radar, e attraverso l’immissione nella ionosfera e litosfera di sostanze tipo lo ioduro d’argento,di governare gli eventi atmosferici,così almeno ho letto ,insomma un sistema in grado di disintegrare e mettere fuori uso,le armi belliche nemiche.Non resto qui a citarvene dettagliatamente gli eventi storici e la sua funzionalità non vado nello specifico,(tanto tale storia potete benissimo ricercarla nella rete e visto che la questione personalmente l’ho appena iniziato ad approfondire),quello che invece tendo a sottolineare è che col passare degli anni questo potente strumento,che per semplicità metaforica soppranominerò VIRUS, è stato pure lui ironia della sorte modificato,logicamente a vantaggio di chi ne detiene il business e ne conosce l’uso.Tale tecnica si vocifera che,a meno di regolamentazioni con tanto di trattati modello Kioto o Copenaghen,possa a breve tempo diventare un potere che solo le superpotenze saranno in grado di gestire,con le dovute conseguenze,che potranno essere sia positive che negative.Si parla entro il 2025..ma credo non me ne voglia anche molto prima
Ed il polverone critico che voglio alzare sta proprio qua!!Cominciamo a domandarci in base all’attuale situazione di crisi globale,in cui usando parole spicciole,la Cina sta divorando quello che un tempo era l’impero economico mondiale, ossia l’occidente capitalista,al reale fabbisogno di materie prime,agli anni che gli USA dovranno impiegare per sanare i propri debiti, se mai basteranno, e proviamo a pensare cosa potrebbe succedere se tale strumento già testimonialmente sperimentato in passato come anche or ora,venisse usato in futuro.Possiamo veramente dare per scontato certi scenari geopolitici? Possiamo realmente affermare che direzione prenderà il mondo economico e che tale sarà?
Oppure ancora una volta lo strapotere militare scientifico americano e non solo,sarà in grado di giocare il suo ASSO DI PICCHE a danno dei suoi rivali?Ovviamente a danno dei suoi storici sudditi…
Senza divulgarmi oltre vi riporto uno fra i tanti link che ho trvato dove potete leggere qualcosa in merito
http://www.deapress.com/ufficio-stampa/la-manipolazione-del-clima-per-scopi-militari
Concludo con un’accenno sui vari tentativi di accordi fatti e falliti di recente sulle emissioni di CO2 sui cambiamenti climatici in atto,ebbene,da quello che mi risulta e da quello che ho letto di sfuggita,non mi sembra che di questo famigerato programma HAARP qualcuno abbia voluto alzare i veli,quindi la domanda che mi pongo e che voglio rivolgervi è la seguente.
ESISTONO REGOLAMENTAZIONI IN MERITO?
DOBBIAMO PREOCCUPARCI DI PIU’ DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI CAUSATI DALL’UOMO, OPPURE DELLE MANIPOLAZIONI CLIMATICHE?
QUANTO INFLUIRA’ E QUALI SCENARI POSSIAMO PROSPETTARE PER IL NOSTRO AVVENIRE?
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=46&Itemid=102
Scusandomi per la mia scarsa presenza nel blog( e di esser fuori tema in un momento delicato per i mercati),dovuta a motivi personali di vario genere,che comunque restano personali, ringrazio Dio per aver avuto oggi questo spunto riflessivo,e di rendervene atto,sperando di aver fatto cosa gradita,lascio ora a voi il dibattito se non anche i dubbi in merito.
Fortunato64
5 febbraio 2010 alle 16:34
@ fortunato64:
Ciao!
Non posso certo negarti che condivido molto di quanto tu dici. Ma sono opinioni molto personali su come vanno veramente le cose, e qeusti pensieri, lo ammetto, a volte mi danno no solo il voltastomaco, ma mi fanno pensare che senso ha ancora il mio lavoro e tutto il resto.
Si, burattini, burattini vittime di uno sporco gioco psicologico che ci vuole portare dove i potenti vogliono farci andare. E quanto ci “spingono” a fare è quello che renderà reale i loro obiettivi. Non vogilo andare oltre. Però…. vabbè… in bocca al lupo!
5 febbraio 2010 alle 16:37
@ bergasim:
Vuoi sapere che ne penso? Quando leggo la parola “adjusted”, non essendo un matematico-statistico, ed avendo nel team il grande mattacchiuz, rinuncio all’analisi e mi nascondo dietro alla frase “avranno fatto in modo che figuri così. Dati farlocchi”.
Ma poi però credo di sbagliarmi a pensare questa cose, si. mi sbaglio, spero…
5 febbraio 2010 alle 16:59
@ Dream Theater:
va bene per non essere troppo pesante la prossima volta se ne avrò voglia ti parlerò di come si pesca il pesce persico,ciao a tutti e buon week end
5 febbraio 2010 alle 17:33
http://www.calculatedriskblog.com/
Ecco spiegato l’arcano della disoccupazione che cala
5 febbraio 2010 alle 17:39
ciao ragazzi, purtroppo ho impegni, ma se riesco domani anche io dico la mia sulla truffa della disoccupazione.
in ogni caso, è andata parzialmente come già anticipato.
a gennaio hanno licenziato 2.8 (vado a memoria perchèho letto di corsa le tabelle) di persone.
il gennaio scorso ne hanno licenziate 3.7 milioni (sempre circa)
il dato aggiustato di questo gennaio, quindi, non ha mostrato solo una piccola diminuzione, mentre ancora non ho cpaito se ci hanno inserito e quanti ne hanno contati di quei 824000 che erano persi a marzo del 2009
domani crescherò di capire e metter in rete.
ciao e buone cose a tutti
5 febbraio 2010 alle 17:53
Nell’articolo di calculed risk è spiegato il perchè della discesa del tasso di disoccupazione e dall’altra della perdita di 20000 posti di lavoro, i dati derivano da due sondaggi separati uno sulle famiglie e uno sulle imprese.
il primo sulle famiglie è quello che da il dato ufficiale sulla disoccupazionein percentuale ed ha visto un incremento di 540000 posti, il secondo quello presso le aziende ha visto -20000 posti ed quello che da il dato sul numero di posti creati o persi, senza considerare sempre dato calculed risk di oggi che le persone che cercano un lavoro da più di 26 settimane sono al record storico del 4,1% della popolazione( pari a 6,31 milioni di persone) da quando la rilevazione è parteia bel 1948 ecco quindi spiegato oggi coem hanno fatto a far scendere il tasso sulla disoccupazione
6 febbraio 2010 alle 0:43
PIERLUIGI CIOCCA HA RAGIONE, LA CRISI È ITALIANA
di Valentino Parlato
Questo non è un articolo pensato da me, ma solo un riassunto molto sommario – spero fedele – di un intervento di Pierluigi Ciocca a una Tavola rotonda dell’Accademia dei Lincei, il 10 dicembre dello scorso anno.
«La crisi dell’economia italiana – così comincia Ciocca – non si identifica con quella mondiale. Soprattutto, una volta superata la crisi mondiale, non sarà per ciò stesso risolto il problema economico italiano. Questo è ben più grave e ha natura specifica. E risalente nel tempo. A differenza di quello mondiale, è reale e non finanziario, strutturale più che ciclico». Vale ricordare che Pierluigi Ciocca, qualche anno fa, ha pubblicato sull’Italia un libro dal titolo Ricchi per sempre?, dove l’interrogativo era più che dubitativo.
Questa è la premessa.
Continuo con Ciocca. La caduta del Pil italiano nel 2009 è stata drammatica del 5 per cento, imputabile soprattutto alla domanda interna (le importazioni sono diminuite più delle esportazioni), consumi e investimenti. Nel primo semestre del 2009 la diminuzione dei consumi delle famiglie è stata del 2,3 per cento in Italia e dell’1,2 per cento in Europa e quella degli investimenti fissi lordi del 14,2 per cento in Italia e dell’11,3 per cento in Europa.
La crescita annua della produttività del lavoro già nel 1992-2000 fletteva del 2,7 per cento (1,7 per cento nell’intera economia) rispetto a una crescita del 4 per cento degli anni ‘80. Le imprese, mentre la produzione rallentava, si sono ritenute paghe dei profitti assicurati dalla spesa pubblica, dall’evasione fiscale, dalla stasi salariale, dalla scarsa concorrenza. La crescita – è sempre Ciocca a dire – è stata frenata dalla finanza pubblica, dalla inadeguatezza delle infrastrutture, dal perdurante nanismo delle imprese, dallo scemare della concorrenza.
Morale della favola? Non dobbiamo aspettarci niente dalla ripresa dell’economia mondiale, quando ci sarà e se ci sarà. Anzi l’eventuale ripresa mondiale renderà ancora più pesante la situazione del nostro paese.
In questa situazione quel che ci vuole è un sano intervento dello stato e delle imprese. Altrimenti c’è il forte rischio di una ricaduta recessiva. Gli incagli e le sofferenze sui prestiti alle imprese, in rapido aumento, possono infliggere serie perdite alle banche, bloccare il credito agli investimenti. La caduta dell’occupazione – effettiva e temuta – può tagliare i consumi. Il debito pubblico si avviterebbe in una spirale viziosa.
Siamo a questo punto. Aspettare che la crisi internazionale sia superata è solo aspettare un aggravamento della crisi italiana.
6 febbraio 2010 alle 10:07
@ ulisse:
sono perfettamente d’accordo.