Massa monetaria: exit strategy ma come?
I dati macro non permettono una exit strategy, la massa monetaria è in crisi ed è necessario l’appoggio pubblico per la continuazione della crescita che quindi è palesemente drogata.
La cosa che a me suona veramente strana è queste exit strategy siano in ogni dove conclamate ma poi, sulla carta, siano di difficile realizzazione.
Come poter drenare liquidità ad un mercato dove la liquidità scarseggia?
Come ben sapete gli incentivi e il denaro pubblico è stato elemento determinante per poter dare il “la” alla crescita economica. Una crescita economica però che non è reale, nel senso che è drogata da questa massa di liquidità . Una sorta di benzina gettata su una flebile fiamma che, grazie a questo stimolo, è diventato un incendio. Però attenzione: se la benzina non viene più pompata nel sistema, il fuoco della ripresa non riuscirà ad ardere con la stessa vigoria. La fiamma tenderà ad esaurirsi sempre più, fino a tornare quella flebile fiamma di cui parlavo prima.
E la conferma ce l’abbiamo da questo grafico
Leading Indicator
Ecco il grafico che già conoscete, ovviamente aggiornato. Trovate come sempre, in ordine di apparizione nella finestra:
1) S&P 500
2) Tasso disoccupazione USA
3) Tasso inflazione USA
4) Crescita PIL % USA
5) Delinquency rate
S&P 500, crescita inflazione e crescita PIL sono all’incirca coerenti con uno scenario di crescita economia reale.
Ma poi…se andiamo a vedere il delinquency rate e il tasso disoccupazione, ci rendiamo conto che le cose non sono come sembrano.
Il delinquency rate è ai massimi, segno che quindi le insolvenze sono sempre più forti ( e contemporaneamente il credit crunch è ai massimi, tanto che le banche continuano a depositare il denaro presso le banche centrali, non investendolo nell’economia e nelle imprese) e il tasso disoccupazione come sapete è statisticamente fermo al 10% anche se realmente è molto più alto (oltre il 17%).
Questi 2 fattori testimoniano che questa non è vera ripresa.
Quindi, non essendoci vera ripresa, la politica monetaria resta quindi già condizionata dal fatto che i tassi non possono essere “brillantemente” alzati. Sarebbe un modo eccellente per falcidiare i cosiddetti “germogli verdi” che già sono minimi…
Inoltre la massa monetaria, come detto, non sta vivendo momenti di gloria.
Massa monetaria M1+M2+M3 USA
Massa monetaria M1+M2+M3 Area Euro
E’ possibile a queste condizioni dar vita ad una convincente exit strategy? Oppure tutte queste parole possono essere accomunate a quell’opera di convincimento pubblico col solo fine di dare fiducia al sistema?
Buona la seconda…
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11 gennaio 2010 alle 12:53
… VI VEDO TUTTI BELLI TIMIDI IN QUESTI GIORNI!

Dico così perchè vedo le visite al blog sempre elevate ma i commenti scarsi. Per carità, non problem, era solo uan constatazione che sintetizza il difficile momento a livello previsionale. Mondo marcio…
intanto oggi pomeriggio uscirà un post che probabilmente mi porterà una denuncia (già solo per il titolo…)…
BYE!
11 gennaio 2010 alle 12:58
Perfetto Dream, hai messo in evidenza il quadro forse più importante dello scenario macro.-
Proviamo a riflettere:
1- come sappiamo in condizioni di “normale recessione” il q.e. produce statisticamente effetti nel sistema produttivo a distanza di circa 8/10 mesi, ma questa non è una normale recessione per cui è verosimilmente possibile che i tempi di influenza si allunghino anche fino a circa due anni;
2- in ambito Usa, allo stato, risulta trainante il settore export, che (di per sè) influisce notevolmente sulla creazione di base monetaria, moneta bancaria e, quindi, massa monetaria M3, ma che al momento non non segnala spinte inflative in quanto viene largamente assorbita anche dal resto del sistema economico attraverso l’indotto;
3- il quadro occupazionale è sostanzialmente statico per via del fatto che gli investimenti a tassi bassi vengono operati per le ristrutturazioni/consolidamenti e nelle nuove tecnologie.- Il tutto dovrebbe dare segnali di incremento occupazionele, dei consumi e del Pil tra circa 5/7 mesi.-
A mio parere se questo quadro si dovesse prolungare potremmo avere rischi di una stag-flation anomala con ripercusssioni al momento non quantificabili sulla base dei dati attuali.- Il che ci porterebbe ad allungare i tempi e la graduazione di una exit strategy con modesti riflessi sui tassi e lateralità sui nercati finanziari.-
Qual’è il tuo parere?
11 gennaio 2010 alle 13:23
@ puma:
ottimo, come sempre. Nulla da aggiungere, hai interpretato il mio pensiero in modo perfetto.
I tassi difficilmente si muoveranno nel breve. Non ci sono i presupposti. E l’unico settore che sta recueprando un po’ è il tecnologico che, come dico da mesi, è quello che ha la forza relativa maggiore sui mercati. Se poi lo trovo, posto un grafico di Morgan Stanley che disegna in modo ideale quale potrebbe essere la tendenza dei mercati e dll’economia per i prossimi mesi/anni.
Ancora benino per un po’, poi un bel tonfo e poi.. lateralità con fase deflattiva/bassissima inflazione.
Solo una nota.
Ribadisco quanto detto nel post di apertura della giornata.
STAGIONE TRIMESTRALI
Si apre oggi con Alcoa la stagione delle tirmestrali. E sarà importante sentire non solo la chiusura dell’anno (ok, anno buono grazie alla benzina statale) ma soprattutto l’outlook. E none scludo che ci sia qualcuno che torni a piangere miseria…
11 gennaio 2010 alle 13:26
scusa, ma quando esce la trimestrale di alcoa
11 gennaio 2010 alle 13:50
@ Dream Theater:
forse sono tutti miei colleghi e sono alla riunione da dove sono scappato un’oretta fa!
La mia attenzione è al momento rivolta al dollaro e all’oro, per i quali resto fiduciosamente in attesa di un’altra onda di ribasso per il secondo e di rialzo per il primo. Ovviamente il superamento dei massimi precedenti si accompagnerebbero ad una serie di imprecazioni e un cambio strategia.
Dati i movimenti degli ultimi giorni la cosa ora più probabile è che un rafforzamento del dollaro sia accompagnato da un indebolimento dell’azionario
11 gennaio 2010 alle 13:51
Ottimo articolo comesempre DT; concordo pienamente e confermo(operando per una banca) che di soldi proprio non se ne danno.Inoltre stamattina parlando con un collega facevo qs. ragionamento: i tassi resteranno bassi perchè i debiti degli stati non possono assorbire rateiinteressi più alti pena il default, ma nello stesso tempo deve esserci inflazione non espressa che permetta che i debiti pesino meno perchè erosi dall’inflazione. Ecco qua l’inchiappettata perfetta per noi tutti che avremo tassi bassi per investire e nel contempo perdita di valore reale di quanto abbiamo.Il tutto ovviamente a vantaggio di pochi. In effetti se guardiamo a qualche titolo inflation linked oppure ad 1 etf che investe su qs. titoli notiamo da dicembre 2008 una rivalutazione di circa l’8%.come mai visto che si parla di inflazione bassa?quindi buona la conclusione di Puma stagflazione.
11 gennaio 2010 alle 14:10
@ Dream Theater:hai perfettamente ragione, sembra quasi che si sia creata un’atmosfera di rilassatezza….di attendismo…che ci frena anche a mantenere vivo lo scambio di opinioni.
D’altra parte mi sembra che, in questo momento, anche i responsabili delle economie mondiali brillano ….per la loro assoluta indecisione.
Certo ora avremo le trimestrali e qualche altro dato economico, ma non ci sono, almeno sulla carta, motivi per prevedere rilevanti sconvolgimenti dello scenario.
Personalmente sono curioso di vedere come andrà a finire la storia di AIG/Geithner e Bernanke… a ruota, anche se le probabilità che insabbino tutto un’altra volta sono molto elevate.
11 gennaio 2010 alle 14:36
@ paolo41:
pure io sono curioso di vedere come andrà a fine, e sono pure curioso di sapere quale sia il reale calo del credito al consumo statunitense, dopo il copia incolla dei dati di venerdi…
io sono influenzato, credo, per quello me ne sto buono. e poi onestamente non capita più nulla di rilevante, ormai gli scandali sono alla luce del sole e non soccede comunque nulla.
alterare di poco l’equilibrio che si è creato, significherebbe anticipare il casino.
non dimantichiamo mai che il mondo intero vive sul consumismo statunitense… almeno in parte dai.
quel consumismo, latiterà. rimarranno i debiti.
11 gennaio 2010 alle 14:43
@ mattacchiuz:
ehi matta, il post di oggi pomeriggio te lo dedico, capirai perchè…
11 gennaio 2010 alle 15:00
mamma mia… ho paura a pensare di cosa tratta…
11 gennaio 2010 alle 16:09
@ ing2007:
dopo chiusura mercato americano
11 gennaio 2010 alle 19:43
grazie carlitosway.
matta sei una bestiaccia, ma hai visto questo SP 500 sale sale, estremosud , ha ragione, qui arriveranno fino alle stelle, io speravo che tornassero al centro della terra e invece , guarda te che mi combina
11 gennaio 2010 alle 19:44
te sei long , come me adesso
oggi rifiatano e domani con alcoa si volerà????
11 gennaio 2010 alle 20:13
@ ing2007:
io mi sono tenuto tutte le azioni, non ho acquistato più nulla e ogni tanto, come oggi verso le 13, quando mi vengono crisi di “realtà”, vendo un paio di derivati per difendermi se scende… ma appena sopra un massimo li chiudo.
cmq sono ancora fortemente sbilanciato a rialzo… e francamente, comincio a pensare, che orami abbiano deciso di fare di tutto per inflazionare, pur se la realtà grida deflazione!
in entrambi i casi, sarà qualcosa di veramente anomalo, credo che in qualche modo i normali cicli economici di espansione e contrazione non saranno sufficienti a capire come si evolverà.
il debito di TUTTI i paesi non ha mai raggiunto valori percentuali così alti. troppe sono le differenze rispetto ai cicli passati, per peterli utilizzare come strumento di deduzione del futuro.
ma questa è solo una mia idea.
12 gennaio 2010 alle 0:26
@ mattacchiuz:
SEI D’ACCORDO CON ME CHE ORMAI MI SA CHE NON SI SCENDE PIù A PARTE QUALCHE PICCOLO RITRACCIAMENTO, DOPO L’ULTIO CANALE DI LATERALITà LUNGHISSIMO, NON PENSO CHE NEANCHE UN ALTRO KAMIKAZE SULL’AMERICA RIESCA A FAR CROLLARE QUESTA BORSA
12 gennaio 2010 alle 8:31
@ ing2007:
no no non sono d’accordo per nulla.
io sono della mia idea che tengono su le borse con inganni e manipolazioni, e forse con l’aspettativa di una super inflazione (e allora senso lo avrebbe). Ma non riusciranno a tenerle su all’infinito: o l’inflazione arriva o non arriva! e allora si scenderà.
MA ASPETTANTO QUEL MOMENTO, che non so dirti quando sarà, non vendo nessuna azione.
12 gennaio 2010 alle 9:17
@ ing2007:
Buongiorno,credo che siamo entrati in una fase correttiva,con target sp500 1135.
12 gennaio 2010 alle 9:19
Anche se posso essere impopolare.
12 gennaio 2010 alle 9:26
Supporto 1020
12 gennaio 2010 alle 9:32
mi scuso 1120
12 gennaio 2010 alle 9:35
La trimestrale di Alcoa delude le attese degli analisti
Finanzaonline.com – 12.1.10/08:16
Risultati in crescita ma sotto le attese del mercato ieri sera da parte di Alcoa. Il colosso dell’alluminio statunitense ha registrato nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale un utile per azione aggiustato pari a 1 centesimo di dollaro, una lettura depurata da poste passive pari a 28 centesimi per azione relative a costi di ristrutturazione. Gli analisti si attendevano un eps pari a 6 centesimi. Nel quarto trimestre 2008 il gruppo aveva registrato un passivo pari a 929 milioni di dollari, 1,16 dollari ad azione. I ricavi trimestrali si sono attestati a 5,4 miliardi di dollari, in leggero ribasso rispetto ai 5,7 miliardi dell’anno passato. Il dato supera comunque i 4,82 miliardi di dollari stimati dagli analisti. Includendo tutte le voci, la perdita trimestrale si attesta nel quarto trimestre a 277 milioni di dollari, 28 cents ad azione.
12 gennaio 2010 alle 9:43
@ carlitosway:
qualche nodo arriverà al pettine … considerando che in 1 anno il prezzo dell’alluminio è pure raddoppiato…