LEVA FINANZIARIA: Banche USA
Secondo appuntamento sull’analisi della leva finanziaria delle banche. Studio della leva finanziaria delle banche americane quotate allo S&P 500.
Seconda puntata dedicata all’analisi della leva finanziaria.
Come detto ieri nel post dedicato appunto alla leva finanziaria, post però che era abbastanza generico, ho provato ad andare a fondo, ricercando i dati più aggiornati, al fine di poter creare delle tabelle che fossero il più possibile affidabili e coerenti alla realtà.
Dire che sia giusto partire con le banche e le istituzioni facenti parte il listino benchmark mondiale, ovvero lo S&P 500.
Facendo uno screening approfondito, ecco che cosa possiamo dedurre.
Premessa: la leva finanziaria è un parametro che può essere analizzato non solo per le banche, ma per qualsiasi società. Ho ritenuto però, in questa sede, di prendere in considerazione solo le istituzioni finanziarie, focalizzandomi in particolar modo sulle banche USA.
Analisi della leva finanziaria: banche S&P 500
Tra i big del settore, in quarta posizione troviamo Morgan Stanley. Leva molto elevata, 28, ma molto inferiore a Western Union (e molto più bassa rispetto a tante banche europee, che analizzeremo più avanti).
Poco più sotto la nostra Goldman Sachs, e poi Citigroup, AIG, MBIA e così via.
Notiamo comunque che l’utilizzo della leva finanziaria è secondo me molto più tranquillizzante rispetto ad una volta. E’ normale che Morgan Stanley e Goldman Sachs facciano un ricorso maggiore alla leva finanziaria. Sono ex banche d’affari e vivevano praticamente su quello. Oggi sono anche banche commerciali, hanno di molto abbassato la leva, sono ancora sempre molto esposte ma molte meno rispetto al passato. Bene JPM e Bank of America.
L’ho detto già nelle passate settimane: le banche USA si trovano oggi in enorme vantaggio rispetto alle banche europee, soprattutto in ambito di ristrutturazione. L’interventismo dello Stato Americano ha dato al settore un’enorme mano ( non dimentichiamo però gli effetti collaterali).
Quindi, credo non vogliate uccidermi per quello che sto per dire.
In un ottica di lungo periodo, credo si possa già iniziare a buttare un occhio su queste società, senza però dimenticare che la volatilità sarà comunque ancora dominante per un bel po’ di tempo. Queste banche diventeranno ancora più forti e dominanti. A danno del sistema, certo, a danno dello Stato, certo. Ma la loro leadership non verrà intaccata, anzi…
E le altre banche?
Ho già estrapolato anche i dati sulle istituzioni finanziarie europee e….italiane.
Nei prossimi giorni vi posterò i risultati ottenuti, e posso solo dirvi che ne vedrete delle belle…
Credo che questo servizio assolutamente in esclusiva su questo blog sia ben apprezzato dai lettori. Un’analisi indipendente e libera come questo, penso, può faer la differenza per rendersi conto della realtà delle cose. Sempre a condizione che i dati a disposizione non siano troppo farlocchi.
STAY TUNED!
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7 luglio 2009 alle 11:53
Ottimo lavoro, Dream.
Sono ansioso di vedere la terza parte del tuo lavoro.
7 luglio 2009 alle 12:26
sarà molto interessante….
7 luglio 2009 alle 14:06
Ricollegandomi al post sul P/E ho ricevuto questo interessante articolo che conferma il trend di calo nel p/e smentendo l’ipotesi rosea da me prospettata per un ottimale p/e….
Insomma niente spazio per l’ottimismo almeno per ora..
http://www.moneyandmarkets.com/the-latest-on-dividends-and-other-market-metrics-3-34578
7 luglio 2009 alle 14:41
Dream, ma siamo sicuri che i dati che hai riportato non siano, al solito, manipolati ?? Pongo solo due questioni: 1)-come sono valorizzati gli assets tossici?? 2)abbiamo una idea, anche se approssimata, di quanti crediti siano inseriti nei cosidetti SIV e quindi non figurano nei bilanci ufficiali???
Per esperienza personale ho sempre poca fiducia negli accounters americani!!!
7 luglio 2009 alle 15:05
secondo me, per calcolare la leva minima complessiva di tutti li istituti finanziari, basta prendere il debito complessivo e dividerlo per la massa monetaria realmente in circolazione:
45000/800=56,rotti.
Se fossi la serva, farei i conti così…
7 luglio 2009 alle 16:35
5 – per fare la “leva” del mercato? Però così prendi in considerazione non solo le banche.
7 luglio 2009 alle 16:49
verissimo, ma in primissima approsimazione, giusto per avere un ordine di grandezza.
Poi al di la delle emissioni di bond da parte di aziende e assorbiti dal mercato privato (spero si dica così) tutto il resto è finanziato dalle banche. Però non so se ci sono altre forme di finanziamento, dovreste dirmelo voi
poi,i conti erano della serva, non dell’ing!
7 luglio 2009 alle 17:34
E la California, è sempre più nel baratro.
Le grosse banche statunitensi smetteranno di accettare gli IOUs, letteralmente I Owe You, cioè io ti devo, in pratica dei pagherò come quelli che usavamo all’asilo…
Venerdì l’ultimo giorno, poi si vedrà come riusciranno a finanziarsi. E la leva si eleva!
7 luglio 2009 alle 19:21
8 – are you ready to fly? (down…)
7 luglio 2009 alle 22:04
Dream, sono sempre pronto, credo di averlo fatto vedere che non mi tiro indietro.
Ma RAGAZZI FANCULO AI QUEI MALEDETTI!!!!
HO AMATO GLI STATES, HO AMATO GLI SPAZI IMMENSI DAL GRAN CANYON ALLE COSTE MAGICHE DEI CARAIBI, DALLA FOLLE LIBERTA’ DI LAS VEGAS, ALLA LUCIDA FREDDEZZA DI HOUSTON, DAL CALDO DESERTO DEL NEVADA ALLE IMMENSE DISTESE DI GRANO E ALLE MERAVIGLIOSE, SPETTACOLARI E MOZZAFIATO SKYLINE DI NEW YORK!
Non pensate male di me ragazzi, ma c’è stato un periodo, in cui l’America è stata grande. Beh, vi dico la verità, maledetti bastardi coloro che l’hanno distrutta, spero RISORGA!!!
Alberto
7 luglio 2009 alle 22:07
7 luglio 2009 alle 23:37
ok ok, è uscita l’errata corrige … dal nyse.

il 48,6% delle operazioni sono state fatte da intelligenza artificiale
e … cari amici, indovinate chi ha sovrastato pesantemente tutti???????
fatevi i conti da soli, e capite chi… è il mercato!
7 luglio 2009 alle 23:49
a già, dimenticavo, erano long, tra il 22 e il 26…
8 luglio 2009 alle 0:28
12 – ebbene si… Quelli del supermercato sono sempre sul trono!
8 luglio 2009 alle 9:42
10- l’America è sempre stata questa. E’ un Paese immenso più per l’energia che muove che per le dimensioni fisiche dei suoi territori.
E quando muovi tante idee e tanta energia porti con te il bene e il male. Bisogna accettarlo e tenerlo sempre presente. Quando lo si dimentica si cade.
Proprio ieri discutevo con mia moglie su questo. In Italia dopo la laurea si fa a gomitate per farsi raccomandare un posto da portalettere, da vigile urbano o da cassiera al supermercato.
Negli USA sarebbe inconcepibile: quelli sono posti riservati ai poveracci e ai semianalfabeti.
9 luglio 2009 alle 2:01
[...] Leva finanziaria: banche USA [...]
9 luglio 2009 alle 8:08
[...] parte il listino benchmark mondiale, ovvero lo S&P 500 . Facendo uno screening approfond click for more var _wh = ((document.location.protocol==’https:’) ? “https://sec1.woopra.com” : [...]
2 dicembre 2009 alle 2:07
[...] la situazione per queste banche è andata via via migliorando. Nel file che vi avevo presentato ad inizio luglio avevamo livelli decisamente più elevati. Oggi la situazione si è sicuramente tranquillizzata, [...]
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