Leva Finanziaria: Banche in miglioramento?
A seguito dei post scritti sulla leva finanziaria, andiamo a vedere la situazione delle banche europee ed USA. Financial Stability Forum e approfondimenti vari.
Diciamo che, in linea di massima, mi sarei aspettato che, complici anche i mercati finanziari non malvagi, molte banche abbiano approfittato della positività per chiudere alcune posizioni “a leva” diminuendo così il fardello che le stava opprimendo.
In ambito di banche europee, ricorderete sicuramente la banca portoghese “Espirito Santo”, assoluto record europeo con una leva finanziaria che si avvicinava ai 100 (92.70), un livello che possiamo considerare assurdo.
Bene, negli elenchi che vi fornirò non l’ho inclusa, proprio perché volevo focalizzare l’attenzione sulle banche più “importanti”. Sappiate comunque che la leva finanziaria della suddetta banca è sceso a 73.36. Una bella discesa, direte voi. Certo, ma resta sempre a dei livelli assolutamente inaccettabili. Questo per la cronaca. Andiamo però a vedere la situazione delle altre banche.
Leva finanziaria banche USA
Partiamo dalle banche USA e possiamo notare che effettivamente la situazione per queste banche è andata via via migliorando. Nel file che vi avevo presentato ad inizio luglio avevamo livelli decisamente più elevati. Oggi la situazione si è sicuramente tranquillizzata, almeno dal punto di vista “leva finanziaria” che è sensibilmente diminuita. Anche se non per tutti.
Qui trovate l’elenco delle banche commerciali e non facenti parte dello SP 500. Ad esempio potete notare Citigroup, che è al top della lista ma ha visto scendere la sua leva finanziaria da 22.53 a 16.47.
Non stessa cosa invece per JP Morgan, che addirittura la leva finanziaria se l’è vista aumentare dall’ultima rilevazione di luglio fatta da I&M. E ancora Morgan Stanley: passa da 27.92 a 24.60, mentre il mostro sacro Goldman Sachs se prima navigava a 24.42, oggi invece è a 19.47.
Per fortuna quindi, le banche USA hanno diminuito un pochino la leva finanziaria, anche se non di tantissimo. Purtroppo sappiamo bene che questo (diminuzione della leva finanziaria) è un processo che non è di facile esecuzione, ci vuole del tempo.
La diminuzione della leva finanziaria era una necessità. Si faceva leva per amplificare i guadagni. Se la diminuzione della leva finanziaria significa (dal punto di vista matematico) una riduzione di guadagni, beh, questo è tutto da vedere, anche perchè nel frattempo le banche hanno trovato il modo di fare comunque utili a palate con altre idee, come ad esempi high frequency trading. Quindi la cura dimagrante della leva non è costata per forza una riduzione dei margini.
Certo è che, in un mercato realmente più stabile, le banche USA probabilmente torneranno ad aumentarla. Ma lo vedremo.
Personalmente credo sia assolutamente necessario che il processo di diminuzione della leva finanziaria debba continuare, in quanto l’esposizione continua ad essere sempre e comunque esagerata.
Ma ora viene il bello.
Leva finanziaria Banche Europee
Se potevamo dirci soddisfatti dell’andamento della leva finanziaria delle banche USA, come possiamo commentare la leva delle banche europee?
Guardate, preferisco non commentare. Vi lascio la scheda. Noterete che , rispetto alle banche USA, le banche europee sono ancora molto molto indietro. Significa che, ad oggi, le banche USA rappresentano un settore già in fase di forte ristrutturazione. Non al massimo dello splendore, ma con la volontà e l’intento di rimettere un po’ di ordine. In Europa invece…. Troviamo ancora dati folli: leva finanziaria oltre i 50 per tantissime banche, e sono tutti nomi altisonanti!
Bank Greece, Dexia, Deutsche Bank, Deutsche Post, Barclays… E come dicevo in apertura, ho incluso solo i pezzi da 90.
Secondo me questo è un chiaro segnale: se mai un giorno ci sarà ripresa, il tessuto bancario europeo si presenterà ancora inadeguato. Ragione in più per pensare che l’area che prima si riprenderà, tra Europa ed USA saranno ancora un volta gli americani.
Bundesbank: banche tedesche dovranno svalutare
A conferma di quanto appena affermato, arriva la nota della Bundesbank. L’istituto di credito centrale del colosso germanico ha confermato, a seguito del salvataggio di WestLB, che la situazione resta preoccupante (e vorrei ben vedere, basta guardare il grafico sopra! Ndr).
Infatti si aspettano una svalutazione di asset nei bilanci bancari che nel 2010 dovrebbe toccare i 90 miliardi di euro! Mica briciole! E quindi…alla faccia della crisi finita! Ma su questo torneremo in futuro con un ulteriore approfondimento.
Financial Stability Forum: banche a rischio
E propio in questo ambito, il Financial Stability Forum ho fornito un elenco delle bacnhe considerate “pericolose”, come segnalato anche da alcuni eccellenti commenti inseriti nel blog nella giornata di ieri. Lo stesso Financial Stability Forum, presieduto dal nostrano Mario Draghi, ha poi smentito,anche se sembra più che altro una mossa per evitare panico o timori. L?obiettivo di questa analisi del FSF è quello di allertare le banche in oggetto e di organizzarsi nel caso in cui dovesse succedere una grave crisi..
L’articolo è estratto dal Financial Times. Buttateci un occhio, ne vale la pena. Nell’elenco troverete anche le due banche italiche, Unicredit e Intesa SanPaolo….
Conclusioni
Quindi, cari lettori, dobbiamo ammettere che, per forza di cose, il sistema finanziario europeo è ancora profondamente a rischio.La ristrutturazione delle banche non è ancora finita, anzi, siamo ancora in alto mare, mentre negli USA la situazione è già migliorata.
Continuo ad essere dell’avviso che in sistema bancario sano aiuterà in modo determinante la vera ripresa economica e quindi, allo stato attuale, non possiamo certo sperareo pensare che l’Europa riesca a “recuperare terreno” contro gli USA.
Ma una piccola nota sdi speranza puramente italica è giusto scriverla. Il sistema bancario italiano, da tutti sempre “fotografato” come vecchio , datato e non moderno, ha dato conferma della sua solidità rispetto alle banche del Vecchio continente.
Ora c’è un motivo in più per provare, pensare e sperare in un’accelerazione dell’economia italiana nei confronti dei paesi dell’Unione Europea, per recuperare quel gap che si è formato e che ci allontanava sempre più dai colossi Francia e Germania.
Non sarà facile, ci vorrà la collaborazione di tutti, banche in primis.
Sarebbe una grande soddisfazione, da buon italiano, poter vedere finalmente un Paese virtuoso con una gestione dinamica della crisi.
Si signori, dinamica, perché, NON DIMENTICHIAMOLO MAI (e ci tengo a sottolinearlo), crisi significa anche OPPORTUNITA’. E non solo disperazione.
Sarò un sognatore (e il mio nickname lo testimonia un po’…) però si potrebbe aprire per l’Italia un’occasione che merita di essere sfruttata.
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1 dicembre 2009 alle 12:56
si si… negli usa, si è compiuto un furto maggiore, altro che miglioramento della leva.
hanno semplicemente scaricato gli asset tossici alla fed… .
ma diciamolo sottovoce che altrimenti la sec mi multa di 100000 dollari… se succedesse, facciamo la colletta????
1 dicembre 2009 alle 12:57
si tranquillo
1 dicembre 2009 alle 13:00
grazie
1 dicembre 2009 alle 13:20
Hehehe…
questo perchè il sistema bancario americano ha preso il sopravvento sul sistema pubblico. Però alla fine della fiera tutto questo ha comportato un miglioramento della situazione patrimoniale delle banche USA rendendole più solide. A scapito del povero Mr. Smith, of course….
ps: se a te ti multano per 100.000 4, col post che esce domani come minimo sarò lapidato…
1 dicembre 2009 alle 13:27
ne faremo di collette… dai una occhiata al post sui van funds… anche se ora dovremo chiamrli un modo diverso…
1 dicembre 2009 alle 13:37
[...] Leva Finanziaria: Banche in miglioramento? Articoli [...]
1 dicembre 2009 alle 18:11
Ciao Dream ,
proviamo a fare un elementare quadro della situazione con probabile scenario futuro:
Quadro macro:
disoccupazione Usa prevista in aumento moderato nei prossimi 2/3 trimestri, quindi quantitative easing inalterata nel periodo e tassi che permangono ai livelli attuali, consentendo la prosecuzione indisturbata dei lavori in corso sui bilanci del sistema bancario ed industriale e conseguente alleggerimento dei rischi e miglioramento degli utili.- Tale ipotesi consentirebbe di assorbire con danni relativi gli eventuali nuovi movimenti tellurici modello Dubai.-
Quadro valutario:
il dollaro, sia per manovre governative, sia per sfiducia dei mercati causa deficit e debito complessivo, pare destinato (sempre nei prox 2/3 Q.) ad oscillare intorno a questi valori con variazioni poco significative, non idonee a consentire di formulare serie ipotesi di inversione, con relativa bassa inflazione e scenario intermarket sostanzialmente inalterato (a sostegno di questa tesi giocano a favore le condizioni di crisi che coinvolgono anche le economie dei paesi arabi, che non dovrebbero consentire grosse fluttuazioni nei prezzi del petrolio).-
quadro analisi tecnica:
a mio parere rimane tuttora valido ed in corso lo sviluppo dell’H&S rialzista partito da marzo, che avrebbe come obiettivo teorico l’area di 1235/1240 dello S&P500 che, nel tracciato della teoria di Elliott, essendo onda 3 più corta di onda 1, vedrebbe onda 5 (in corso) svilupparsi all’incirca nella stessa misura di onda 1.-
Mah! …stiamo a vedere…
saluto tutti.-
1 dicembre 2009 alle 19:35
@ puma:
sorry, la 3 non può mai essere la più corta altrimenti non può esserci conteggio in 5 bensì in ABC; nella fattispecie, per tenere in piedi questo conteggio improbabile, dovrebbe essere la 5 che non può essere più lunga della 3. Comunque non è questo il conteggio di prima scelta.
Se vuoi confrontarti con uno bravo vai qui: http://stockcharts.com/def/servlet/Favorites.CServlet?obj=ID1606987
1 dicembre 2009 alle 19:53
@ puma:
CIAO!
1 dicembre 2009 alle 20:07
@ gremlin:
ti ringrazio per la precisazione, ho appena rielaborato con il software Ellwave il grafico e mi da un aggiornamento in cui la 3 è di tipo esteso e tuttora in corso, in cui vengono evidenziate le sotto onde di grado minore che confermano quanto dici; viene inoltre confermato il target riportato prima.- Grazie anche per l’indirizzo che mi hai fornito, mi servirà d’ora in avanti per verificare le mie analisi.- ti saluto.-
2 dicembre 2009 alle 2:17
[...] Dream Theater for Intermarket and More, 2009. | Permalink | 6 comments | Add to del.icio.us Post tags: banche USA, Citigroup, Financial Stability Forum, [...]
2 dicembre 2009 alle 9:26
E’ indubbio che con tutti gli aiuti da parte della banche centrali, le banche, specialmnte quelle americane, hanno avuto la possibilità di migliorare la leva finanziaria… ma non è tutto oro quello che luccica. Nei bilanci ci sono ancora elevate quantità di assets tossici; solo una modesta parte è stata portata a perdita e altrettanto modeste sono le riserve per crediti di dubbia esigibilità.
Quanto sopra mi è stato confermato dal direttore di una importante banca italiana, non più di due giorni fa. A differenza delle banche americane che sembra abbiano, in questo momento, accumulato un po’ di liquidità (che preferiscono non utilizzare per operazioni in borsa, il che potrebbe significare che il rischio degli investimenti in essere è già troppo elevato), le banche italiane ed europee continuano ad essere carenti di liquidità.
Peraltro gli assets tossici giocano un ruolo fondamentale nella stesura dei bilanci, dove le regole del GAAP sono ben lungi da essere applicate.
Porto un esempio : ammettiamo di avere una leva fra crediti e capitale di 150/10=15; se porto a perdita solo il 2% dei crediti la leva passa a 147/7=21.
Dato che l’ammontare degli assets tossici sembra essere decisamente superiore alle due cifre decimali, c’è ancora molto da ..speculare.
L’assurdità sta nel fatto (come avete più volte evidenziato) che la maggior parte degli utili viene fatto da banche che di commerciale non hanno neppure l’odore e che utilizzano i profitti per concedersi lauti bonus, mentre il numero delle banche tradizionali che sono sull’orlo della crisi è ormai vicino (in USA) a mille.
2 dicembre 2009 alle 9:42
@ paolo41:
è sempre un piacere leggerti!!
5 dicembre 2009 alle 12:42
[...] > Leva Finanziaria: Banche in miglioramento?: attenzione, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. [...]
6 dicembre 2009 alle 2:01
[...] > Leva Finanziaria: Banche in miglioramento?: attenzione, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. [...]
21 gennaio 2010 alle 2:19
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