La verità sul crollo di Shanghai
1 marzo 2007, ore 12:16
2 Commenti »Il terrore è scattato sui mercati emergenti. Ma è giustificabile? Una chiusura a -9% sul mercato delle azioni “A” di Shanghai e Shenzhen ha causato vendite diffuse che hanno influenzato le discese di mercati così lontani come Brasile e Turchia. Per carità, con un mercato che è salito per
più di 4 anni (mi riferisco agli emergenti) una correzione è più che normale. Però facciamo attenzione ad un elemento molto importante. Le azioni “A” attualmente trattano a un rapporto di price/earning di 44 circa, quattro volte le valutazioni delle azioni negoziate invece sul mercato di Hong Kong.
Le azioni “A” si sono quasi raddoppiate negli ultimi sette mesi rendendosi così più vulnerabili alle discese e alla volatilità del mercato. Tutto questo sta a significare che il violento movimento ribassista visto su Shanghai è più che normale, vista la alta valutazione delle aziende che lo compongono. Occorre però ricordare che la stragarande maggioranza degli investimenti fatti sulla Cina non è effettuata investendo sullo Shenzhen, bensì su Hong Kong, che viaggia con valutazioni ben più accettabili. Difatti la correzione su quest’ultimo mercato è stata molto meno accentuata che non a Shanghai.
più di 4 anni (mi riferisco agli emergenti) una correzione è più che normale. Però facciamo attenzione ad un elemento molto importante. Le azioni “A” attualmente trattano a un rapporto di price/earning di 44 circa, quattro volte le valutazioni delle azioni negoziate invece sul mercato di Hong Kong.
Le azioni “A” si sono quasi raddoppiate negli ultimi sette mesi rendendosi così più vulnerabili alle discese e alla volatilità del mercato. Tutto questo sta a significare che il violento movimento ribassista visto su Shanghai è più che normale, vista la alta valutazione delle aziende che lo compongono. Occorre però ricordare che la stragarande maggioranza degli investimenti fatti sulla Cina non è effettuata investendo sullo Shenzhen, bensì su Hong Kong, che viaggia con valutazioni ben più accettabili. Difatti la correzione su quest’ultimo mercato è stata molto meno accentuata che non a Shanghai.
PS:purtroppo i miei problemi informatici non sono terminati. Riesco a malapena a mandare via email alcuni post sul blog. Abbiate pazienza se non posto grafici e non posso interagire con voi.
A presto!
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1 marzo 2007 alle 16:52
quello che lei afferma e’ veritiero.ma non e’ che qualcuno abbia incominciato a vedere che il dollaro e’ carta straccia?il dubbio comunque rimane,e la coperta che copre le magagne si sta’ facendo sempre + corta!orvuar’
2 marzo 2007 alle 12:22
scusa ma che problemi hai? se posso darti una mano…