La strada verso lo choc monetario

Dopo il report di Mattacchiuz, anche la BRI esce con un report dove illustra le anomalie della liquidità. L’atto di denuncia è lanciato. E’ solo una questione di tempo.

3 dicembre 2009, ore 14:40
66 Commenti »

crollo-dollaro-usa

Qualche giorno fa ho avuto l’onore di ospitare un “report” scritto dal nostro amico e ormai punto fermo del blog Mattacchiuz sulla strana situazione che si è venuta a formare di “valuta creata ma non fisicamente esistente”.

Il titolo del suo report “Alla ricerca del Dollaro USA che non c’è” rende bene l’idea di un assurdo generato dalla macchina economica americana. Ovviamente invito tutti colo che non hanno ancora letto questo report, di prenderne subito visione, cliccando QUI.

Anche se il report di Mattacchiuz ha avuto un ottimo successo ed è stato visto da tanta gente, difficilmente l’analisi sarà giunta sulla scrivania di e Juncker, anche se forse…non lo avrei visto male. Comunque sia, in ambito valutario e monetario, anche chi non ha letto il report inizia a temere scenari “strani”, temendo soprattutto la volatilità del mercato dei cambi, anche perché il dollaro USA, al momento, è la valuta più usata a livello speculativo con il ed è la più “stampata” (solo virtualmente? ndr).

Tanto per fare due conti, nel 2009 il Tesoro USA ha emesso titoli per circa 1.300 miliardi di dollari, dei quali circa 300 sono finiti alla FED, ovvero alla , mentre la rimanenza, circa quindi 80%, è andato in mani cinesi e giapponesi in primis, o comunque ha preso la strada dell’estero.
Sempre parlando di , il bilancio della FED dell’anno scorso ha superato i 2.000 miliardi dollari, raddoppiando praticamente le cifre del 2008. Quindi la FED ha inondato il mercato di dollari. E su questo non ci sono particolari novità. Solo che…anneghiamo nei dollari che però …non ci sono!

Quindi un plauso a Mattacchiuz ed al suo report. Ed un plauso alla Banca dei Regolamenti Internazionali. Cosa c’entra?

C’entra c’entra…

BIS: pochi dollari nelle attività globali

La BRI o BIS (Bank for International Settlement) è una delle strutture che preferisco in assoluto. Secondo me è una delle più indipendenti e valide fonti di informazioni.
La BRI è uscita recentemente con un report, chiamato “The US dollar shortage in global banking and the international policy response” che spiega come, dopo il default di LEhman BRothers, il mondo sia andato in crisi di liquidità.

Per visualizzare il report della BIS cliccate qui sotto.

The US dollar shortage in global banking and the international policy response

Questo report è un altro atto di denuncia di come siastat condotta la crisi di liquidità.
La FED ha concesso swap illimitati a tutte le banche centrali, inondando il mercato di dollari, generando una senza precedenti e mettendo in piedi un meccanismo grazie al quale il dollaro USA (secondo il report) ha mantenuto il suo valore elevato, anche se avrebbe dovuto crollare. Si va quindi a sottolineare l’inalterata “voglia di speculare “delle ed Europee, anche dopo il default Lehman Brothers.

Proprio come se nulla fosse successo.

Ovviamente è necessario intervenire. Ovviamente occorre mettere un freno a la speculazione. Ovviamente bisogna regolarizzare i derivati. Ovviamente c’è il rischio di una speculazione su scala globale che potrebbe avere effetti devastanti. Ovviamente…ce n’eravamo già accorti.

Questo report è comunque una conferma che sul mercato dei cambi e delle valute occorre alzare il livello di guardia. Non è infatti un caso che continuo a parlare di come vero indicatore dello stato della speculazione. E, statene certi, è solo una questione di tempo. Ci
potrebbero volere anceh mesi, o forse anni. Ma alla fien il giochino non reggerà più. E a quel punto, se non si prendono già da subito le adeguate contromisure, il rischio di u n reale choc monetario diventerà molto più di una banale ipotesi da bar scritta da uno squattrinato blogger italico con i suoi preziosi e validi commentatori.

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  1. Mattacchius??? hai scritto mattacchius :-)

    ben tornati a giovedì con gli initial claims.
    oggi la puntata è molto positiva!
    guardando ai dati non aggiustati, si può evincere che per la prima volta siamo quasi in linea!!
    dati che indicano che il livello di richieste settimanali è pari a quello delle analoghe settimane del 2007 e 2006!
    quindi, pur se non si possa parlare di ripresa del mercato del lavoro, visto che nel 2006 si assumeva, mentre ora ancora si sta licenziando, dopo aver licenziato un qualche milione di uomini e donne, cmq dicevo, è un dato che fa ben sperare!!.
    thumb_1259848488initialclaims.gif

  2. X MATTA
    Magari ci fosse Matta al Posto di Trichet e soci, forse il mondo andrebbe meglio.

    Comunque sei UN GRANDE e a nome di tutto il BLOG ti ringrazio per tutto quello che fai.

  3. E vai Ism in discesa e S&p 500 in questo momento vira di nuovo in positivo, oltre a ciò eè uscito il sondaggio di Gallup vendite -25% rispetto al 2008.
    Cara ho visto la luce in fondo al tunnel, no caro è l’ingresso.
    La ripresa è solo nei c/c dei politici e dei vertici delle banche mondilai o New order. :(

  4. @ mattacchiuz:
    AAAAAAAAAHHHHHHHHHHh…potrai mai perdonarmi? :mrgreen:

  5. è bellissimo sentire bernanke dara la colpa al “sistema”… la fed ? non centra nulla… cosa poteva fare la FED?

  6. @ mattacchiuz:
    ma zi certo non z’è probleza

  7. capito ragazzi?
    la credibilità della fed dipende dalla percezione del mercato.
    ovviamente del mercato di wall street, non l’altro, quello dei food stamps…

  8. @ mattacchiuz:

    ormai tutto è una commedia. C’è poco da fare, senza ritegno….

  9. si ma che venga detto così chiaramente proprio al congresso… è proprio una presa per i fondelli…

  10. bergasim ha scritto:

    bergasim

    Devo immaginare che avremo un ritracciamento in base alla faccina che hai messo?
    :D

  11. non è una presa per i fondelli è il New Order che cercado di imporci fià dal 2001, non ha caso vi avevo consigliato la lettura del libro shock economy di Naomi Klein molto interessante per capire cosa c’è dietro le quinte della fanta democrazia made in USA
    Queste sono le regole sei della partita bene, o se no sei fuori dal sistema, cosa vuoi che sia qualche centinaia di milioni di vite in più o in meno, o qualche pandemia ogni tanto? ( utili record per qualche fortunat
    A queste persone non importa un fico secco della collettività per loro siamo solo merce.
    :D

  12. @ faustino
    la faccina è solo casuale

  13. @ mattacchiuz:
    e anche per Dream:

    Vi propongo uno scenario, provate a valutarlo e a rispondermi per favore ???

    Gli USA chiudono tre giorni le borse e contemporaneamente dichiarano un cambio Eur/USd a 2,5

    Per Voi è pura follia o potrebbe esserci una possibilità ???

  14. @ nesa1244:
    Uh mamma….
    Questa sarebbe follia…. Però… :roll:

  15. beh… follia assoluta!! :-)
    il “problema” che è poi la salvezza del dollaro, che è poi il motivo per cui sostengo che il dollaro è e sarà a tutti gli effetti sotto controllo, che è poi la ragione del carrytrade, è che sostituire il dollaro è per ora impossibile.
    pensa solo a tutte quelle migliaia di società internazionali che scambiano beni in dollari, petrolio, oro, rame, alluminio, cibo, derivati…
    servirebbero mesi solo per organizzare la cosa :-)

  16. @ mattacchiuz:
    Bravo, hai detto la parola magica “mesi” servirebbero mesi per riorganizzare la cosa e quello che serve a loro ormai è il caos e tempo, tanto tempo. O sbaglio ??

  17. Gli Usa per salvarsi devono avere una valuta da terzo mondo, riuscirebbero anche a far salire la borsa

  18. Ragazzi vado a casa, buona serata e a domani :-) :-)

  19. @ nesa1244:
    ma non lo so… questi sono “esperimenti” mentali molto difficili da condurre.
    gli usa (il dollaro) non sono un piccolo paese che sopravvive sul turismo. sono ipiù grandi importatori del mondo.
    non è pensabile sostituirli nel breve.
    da soli praticamente importano quello che cina e germania esportano… . ovviamente non è proprio così.
    ma nemmeno possono pensare di sopravvivere in deflazione come il giappone.
    non lo so cosa possa succedere, ma di certo il ritorno all’equilibrio non sarà esattamente come lo possiamo pensare ora. sempre che si giunga ad un “buon” equilibrio… .

  20. Ma i dati macro li guardate? o vivete solo sulla luna? forse si
    Ism da schifo, vendite da schifo e si parla di fanta finaza dollaro,

  21. “Dopo il report di Mattacchiuz, anche la BRI esce con un report …”
    Lo trovo, benevolmente, esilarante!

    dollaro. chi sono quei pazzi padroni del mondo che si tengono in casa un mucchio di dollari per vederseli ridurre quasi a carta straccia? è in atto una partita, sorda, ma terribile. e a nessuno conviene rovesciare il tavolo (in attesa degli eventi).

    alla fine del IV secolo Diocleziano volle “regolare” il mercato agendo sui prezzi (il famoso editto) e sulla moneta (solidus): abbiamo dovuto attendere il XVI secolo x riprenderci dalla botta.

  22. @ ulisse:
    ma si dai stava scherzando!!

    cmq è assolutamente vero quello che dici… si attendono gli eventi cercando piano piano di smazzare ad altri il dollaro… in ogni, rinunciare ora al dollaro, significa rinunciare a praticamente tutti i tipi di contratti. quindi per ora non ci penso nemmeno… in futuro si vedrà.

    @ bergasim:
    i dati macro li vediamo, ho anche postato il grafico aggiornato sugli initial claims. :-)
    ma in fondo, non servono a molto…. o no?

  23. …beh… con tutto il rispetto x Mattacchiuz, forse la BRI è ancora un po’ più importante, quantomeno politicamente, no?

  24. Non sono daccordo l’analisi tecnica è una lettura grafica l’analisi macro per quanto in questo momento conti poco mi ha parato il culo sia nel 2001 che nel 2007 ultimo anno in cui avevo una percentuale rilevante di equity.
    l’equity è sopravvalutato di un buon 40% e prima poi il mercato se ne accorgera, io posso aspettare tranquillamente, e poi i guadagni realizzati con i corporate e gli mbs mi possono bastare,a me non interessa l’extra performance ne la speculazione.

  25. ma certo MAT, non x niente ho scritto: benevolmente, esilarante!è un titolo bellissimo, azzeccato, autoironico quanto basta. geniale.

    ho fatto il riferimento storico x dire che le monete non sono semplici creazioni ad hoc. non è nel potere di una SINGOLA entità poter decidere queste cose: diocleziano era veramente il padrone del mondo, non un figurante delle nostre “democrazie”.

  26. thumb_1259874323buonnatale.gif

  27. Matta 6 semplicemente un grande
    il tuo report e una potenza thumb_125987537069498771.gif

  28. Buonasera a tutti,
    è ora di interrompere anche oggi il mio lavoro quotidiano sul gruppo Eni (il mio preferito, il cui fatturato è fortemente influenzato dai cambi) e, dopo aver letto i vostri commenti (interessanti) sull’ipotesi di un possibile prossimo shoc monetario, vorrei dire anch’io la mia sperando di non scatenare reazioni troppo vivaci…o invece si….mah!.:

    premessa:
    - mi ricordo che una vecchia teoria economica dice che il rapporto di cambio tra varie monete è determinato a lunga scadenza dall’andamento del potere d’acquisto “reale” nei rispettivi Paesi, in dipendenza della legge altrettanto vecchia dell’equilibrio internazionale dei prezzi.-
    - vediamo subito a questo proposito che la parità del potere d’acquisto oggi non funziona perché le transazioni che riguardano i capitali sono oltre venti volte più corpose di quelle che riguardano beni e servizi.- Quindi il tasso di cambio delle valute principali ($) oggi riflette prima di tutto l’affidabilità od il rischio del Paese sotto osservazione (Usa… manco a dirlo!).-
    - infatti, come tutti sappiamo, i cambi reali riflettono l’equilibrio con i fondamentali dell’economia solo nel lungo periodo, mentre nel breve osserviamo forti deviazioni dalla parità; inoltre gli interventi delle Banche Centrali (che pure pallidamente vi sono: Bce, Boj,ecc.) per rallentare lo sgretolamento dei rapporti di cambio (almeno vicino ai livelli da loro desiderati), non sono efficaci perché sui mercati valutari manca il generale consenso che quei “valori” abbiano oggi effettivamente raggiunto un equilibrio.-
    - il mercato valutario infatti, in questo periodo, valuta ad hoc e giustamente secondo regole appropriate i modesti elementi di ripresa economica che pesano ancora poco sui cambi visto che il loro rapporto è fatto scivolare dalle autorità monetarie Usa.- Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che su un orizzonte non troppo lontano qualora Tesoro e Fed dovessero non riuscire a controllare adeguatamente tempi e modalità di intervento per una calibrata exit strategy il rischio di potenti spinte inflative con conseguenti ulteriori svalutazioni permane concreto.-
    - la Banca Centrale, oggi, attraverso le manovre sul tasso di sconto, cerca di incentivare la psicologia della fiducia influenzando tutta la struttura dei tassi a breve, tentando di sollecitare il risveglio dinamico dei consumi e dei programmi di investimento, oltre che “resuscitare” valore nei portafogli finanziari che (almeno in teoria) dovrebbero anticipare i futuri profitti delle imprese, ma a quest’ultimo proposito ha lasciato che si ricreasse una bolla che probabilmente crede di poter controllare.-
    - il deprezzamento del $ sul fronte valutario ed i tassi bassi provocano il carry trade che tutti conosciamo prima come stimolo alla fuoriuscita dei capitali stranieri dall’area della moneta nazionale verso investimenti al momento ritenuti più sicuri e, nello stesso tempo, inducono i grandi operatori esteri ad abbandonare i T. Bonds per via dei rischi prospettici sui tassi a lungo termine (pressioni della B.C. cinese e fondi sovrani sulle vendite).-
    - Basterà la maggiore competitività sull’estero dei prodotti nazionali Usa a risollevare le sorti del deficit di parte corrente e per ridare fiato all’inversione di rotta dell’occupazione e degli investimenti interni? Sul medio/lungo termine sono convinto di si, ma sul breve? I rischi sistemici (e sottolineo che si tratta per ora solo di rischi) sono notevoli ed anch’io devo esprimere forti perplessità e concordare questa volta in larga parte con l’introduzione del tema fatta da Dream.-

  29. sorry!ho scritto shoc invece di shock

  30. @ puma:
    ti perdoniamo va! :-) ciao puma!

  31. ciao Dream!

  32. che ne dite??
    sarà stato l’ism o Bernanke??? :-)

  33. @ mattacchiuz:

    ..oppure 1114 detta anche “l’invalicabile” :D

  34. [...] Dream Theater for Intermarket and More, 2009. | Permalink | 25 comments | Add to del.icio.us Post tags: banche USA, bolla speculativa, carry trade, Dollar [...]

  35. Volevo dare mio piccolo contributo alla discussione e lo faccio usando la teoria del Market Profile:
    a) il Momentum precede i prezzi( Momentum inteso come forza del mkt)
    B) i prezzi precedono il valore
    Ora se i prezzi si discostano molto dal valore(situazione attuale) il mkt ha 2 strade davanti:
    1)lateralizza senza più crescere in attesa che il valore pian piano venga riconosciuto ed accettato;
    2) il prezzo scende fino a riportarsi in linea con il valore che il mkt ritiene corretto;
    Personalmente propendo piùper la seconda strada in quanto mi sembra che i prezzi siano molto molto alti( se consideriamo che lo S&P 500 e solo a meno 30% dai max storici e mi sembra sinceramente che non stia ne in cielo ne in terra una simile cosa)
    Ciao a Tutti.

  36. “cerca di incentivare la psicologia della fiducia influenzando tutta la struttura dei tassi a breve, tentando di sollecitare il risveglio dinamico dei consumi”

    ecco, caro PUMA, quando leggo queste cose (credimi: non ho intenti polemici, tanto a cosa serve?) mi chiedo cosa isegnino a scuola (leggi, se vuoi, università, ma io la chiamo scuola avendo fatto solo la quarta elementare e x giunta negli ultimi banchi). siamo ridotti alla psicologia, alla keynesiana propensione al consumo, a tutte quelle sciochezze messe in campo dall’ideologia economicistica che deve salvare capra e cavoli.

    In visita alla London School of Economics, l’anno scorso, la Regina Elisabetta aveva chiesto – con regale candore – come mai soltanto pochi economisti avessero previsto la crisi. Dieci autorevoli economisti inglesi hanno poi scritto alla Regina una lettera, in cui scrivono che una delle ragioni principali dell’incapacità della professione di dare avvertimenti tempestivi della crisi imminente è una formazione inadeguata degli economisti, concentrata sulle tecniche matematiche (e simili): così che l’economia – l’economics – è diventata una branca delle matematiche applicate (e simili).
    I firmatari della lettera ricordano anche che l’insospettabile American Economic Association aveva costituito, nel 1988, una commissione sull’insegnamento postuniversitario dell’economia negli Stati Uniti. La commissione, nelle sue conclusioni, manifestò il timore che «i programmi di formazione post-laurea possano produrre una generazione con troppi idiot savants, addestrati alle tecniche ma ignari delle questioni economiche importanti». Nell’educazione degli economisti, aggiungono i firmatari della lettera, vengono omesse la storia economica, la filosofia e la psicologia, e non vengono messe in discussione né l’opinabile credenza in una «razionalità» universale né l’«ipotesi di mercati efficienti». ANCHE per questa ragione non si è dato il peso dovuto agli avvertimenti non quantificati circa la potenziale instabilità del sistema finanziario globale.
    CIAO ;-)

  37. il padrone di casa di icebergfinanza è un soave poeta, una tenerissima persona che collega il suo periodiare con grafici, dati e rinvii a dotti articoli in inglese. ma di economia NON capisce una mazza. un solo esempio:

    “dobbiamo cominciare concretamente a riportare a casa le manifatture.
    Negli USA cominciano a discuterne seriamente. Se prenderà corpo ricaccerà indietro molti paesi emergenti che nell’ultimo decennio hanno invano inseguito la luce dello sviluppo.”

    scrivere una cosa del genere significa una cosa sola: parlare d’altro, non sapere, non conoscere la natura e i modi nei quali opera il modo di produzione capitalistico, l’economia di mercato.

    pensare di riportare la produzione ad alto contenuto di capitale variabile in occidente, significa non conoscere nulla della formazione dei differenziali, dell’accumulazione e della caduta tendenziale del saggio del profitto (marchionne, ke non è un economista, per quale motivo chiude gli stabilimenti italiani x andare all’estero?).

    solo in un caso le produzioni ad alto contenuto di lavoro vivo potrebbero far ritorno: una caduta dei salari e della spesa contributiva e aggiuntiva (che sempre dal lavoro produttivo viene tratta) a livelli cinesi ed indiani, quindi un costo per il capitale fisso (aree industriali, infrastrutture, fabbriche, ecc.) a livelli da terzo mondo.

    senza togliere altri innumerevoli problemi. l’economia (e la storia) non è un’automobile che puoi condurla oggi qui domani là, è piuttosto un treno che procede su binari prestabiliti e non oltre certe quote.
    CIAO

  38. Questo è il bello delle discussioni civili. Si possono valutare una moltitudine di pareri e poi valutare con la propria testa. Probabilmente hai ragione in quello che dici, ma sicuramente non avremo mai ragione al 100% perchè le variabili in gioco sono innumerevoli.
    Hai ragione sul fatto che è un soave poeta e di economia non ne capisce nulla. Infatti lo ha subito ammesso ad Assisi. Primo concetto che ha espresso io l’economia non l’ho studiata all’università per questo ho dei modi diversi di vederla. E’ sicuro che non la cambierò ma il mio piccolo mondo vorrei provarci.
    Pr cui piedi in terra, nessuna illusione, ma molta speranza per il futuro perchè come si diceva anni fà il mondo non finisce ma sarà diverso. :D
    Ora devo andare.

    Buona giornata a tutti e buon weekend.

  39. @ ulisse:
    @ faustino:

    ogni blogger, e io sono tra questi, non può sapere tutto di tutti, ed ogni blogger ha basi, radici culturali e capacità differenti. La cosa che accomuna più il sottoscritto a Mazzalai (per cui nutro grande stima) credo sia innanzitutto la passione e la fame di verità.
    Poi certo, nessuno è perfetto e anche io a volte mi trovo non in perfetto accordo col suo pensiero. E meno male, altrimenti se tutti fossimo d’accordo su tutto, non ci sarebbe mercato.
    Cmq sia, anche se hai fatto al “quarta elementare” (cosa che io non credo in quanto almeno ino alla quinta ci sei arrivato! :-P ) i tuoi ragionamenti sono concreti validi e difendibili.
    Come ben sai, sei sempre il benvenuto.

    A presto!

    ps: ciao faustino, ma ‘nndò vai? Già a fare shopping natalizio? :-)

  40. @ ulisse:
    … non è che mi interessi troppo difendere mazzalai o altri, ma credo che il concetto espresso sia un altro…

    almeno, io credo che l’idea sia smettere di vedere l’economia come un mezzo per ottimizzare il profitto, ed iniziare invece a capire che forse altre sono le cose da ottimizzare, come ad esempio la sostenibilità (di cui evidentemente l’economia se ne sbatte lei, con tutti i differenziali – che non so cosa siano – ).
    Poi ogniuno abbia la propria idea, ma rimane il fatto che dopo anni che si sente parlare di efficienza, ottimizzazione, deregolamentazione e globalismo, l’unica cosa che ci troviamo è una montagnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa di debiti che nessuno può pagare. e questa non è una opinione. io so che se all’università mi avessero insegnato a costruire aerei come hanno insegnato a mandare avanti il mondo ai “moderni ottimizzatori”, nessuno avrebbe nemmeno l’idea di avvicinarsi ad un velivolo!
    Ma dirò di più. preferisco 100 volte il sistema vecchio dei carrozzoni italiani, che, per ragioni meramente clientelistiche, distribuivano ricchezza direttamente dal basso, al sistema efficiente anglosassone, che distribuisce ricchezza dall’alto, per poi scoprire che in basso sono solo arrivati una quantità di debiti da pagare che non è neanche confrontabile con la ricchezza distribuita. e sfido chiunque a sostenere il contrario, visto che è UN FATTO e non un’opinione, che i miliardi fatti da un corpuscolo di persone e che hanno avuto come effetto collaterale il benessere di molti altri, si sono tradotti in impoverimento di centinai di milioni di essere umani.
    se marchionne vuole produrre in indocina, o al polo nord, per carità, lo faccia, ma si guardi bene dal venire a chiedere soldi allo stato.
    la FIAT, visto l’enerme ammontare di soldi che ha già ricevuto, è a tutti gli effetti una azienda statale, pagata dalla gente. che adesso vengano a batter casa, è solo l’ennesima truffa.

  41. 40- ;-)
    41-sottoscrivo. solo ke questo sistema è, di gran lunga, più forte di qualsiasi politica di riforma. per il semplice fatto ke l’establishment, cioè i padroni del mondo, dall’alto non distribuiscono solo la ricchezza, ma decidono anche tutto il resto (compresa la nuova ideologia sui nuovi e ridotti consumi di cui mazzalai è un inconsapevole, volontario ed estusiastico propugnatore).
    marchionne fa e farà quello che la fiat ha sempre fatto: i comodi suoi. non si tratta di essere pessimisti o ottimisti, ma semplicemente di prendere atto, come facciamo, dei fatti. gli unici ke contano.
    :(

  42. @ ulisse:
    certo ulisse, ma cominciamo a chiamare le cose con il proprio nome allora:
    invece che ottimizzazione, usiamo sopruso
    invece che distribuzione di ricchezza usiamo furto
    invece che delocalizzazione usiamo semischiavitù
    e RISCRIVIAMO sti cavolo di libri di economia con le parole giuste!!

  43. Comunicato ufficiale

    In merito alla citazione “Mazzalai”

    Ho ricevuto or ora una comunicazione ufficiale dallo stesso Andrea Mazzalai (visto il web? Più veloce della luce ! Un lettore che segue entrambi i blog gli ha segnalato questa discussione) dove lo stesso A.M. dichiara di non aver mai pronunciato le seguenti parole:

    Poi dobbiamo cominciare concretamente a riportare a casa le manifatture.
    Negli USA cominciano a discuterne seriamente. Se prenderà corpo ricaccerà indietro molti paesi emergenti che nell’ultimo decennio hanno invano inseguito la luce dello sviluppo.
    E’ una guerra che possiamo vincere.

  44. era in un commento forse…!! :-)

  45. infatti, commento del cuculo69 cvd!

    comunque, concordo…
    l’altro giorno parlavo con un mio amico che lavora nella grande industria, chimica.
    lui mi dice che servirebbero anni per pensare di ripristinare non solo le aziende, ma soprattutto le competenze, che servono per mandare avanti certi settori della chimica qui in europa.
    la cosa non è bella, è un patrimonio perso che prima o poi rimpiangeremo.

  46. @ mattacchiuz:

    meglio così allora!
    :-)

  47. @ ulisse:
    buona giornata a tutti,
    rimanendo fuor di polemica, caro Ulisse quando fai certe affermazioni sfondi una porta già aperta da decenni.- Gli americani sono i primi ad ammettere di aver messo in piedi un sistema universitario (e post) di taglio prevalentemente pragmatico mettendo in secondo piano (relativamente) l’aspetto culturale e l’attenzione ai problemi sociali dell’economia globale.- In realtà, seppure in misura minore rispetto a noi europei, comunque tali aspetti sono presenti nel loro sistema educativo che ha prodotto fior di economisti come Samuelson, Friedman, Galbraight,Dornbush, ecc…solo per citarne alcuni, i quali tuttora fanno scuola nel mondo (e non mi risulta che abbiano studiato in Europa).- Per quanto riguarda la tua affermazione “siamo ridotti alla psicologia, alla keynesiana propensione al consumo, a tutte quelle sciochezze messe in campo dall’ideologia economicistica che deve salvare capra e cavoli” (forse non ho capito bene il tuo pensiero e se così è ti prego di aiutarmi) ma con cosa sostituiresti l’attuale sistema (circuito produzione-redditi-consumi, divisione del lavoro indotto dal progresso tecnologico, oltre alla distribuzione e redistribuzione del reddito, spesa sociale, ecc.)?.- Certamente tornando indietro alle mie povere letture di economia e di politica non posso ricordare di aver mai letto di governi illuminati che abbiano avuto il solido buon senso di aver messo l’uomo al centro delle loro politiche economiche e sociali, anzi.. ed il progresso culturale ed economico è risultato più il frutto di sforzi individuali.- Resta il fatto che “il sistema” vede ancora una parte del mondo in condizioni di forte sottosviluppo da cui però Cina, India, Brasile, tigri asiatiche ed altri, stanno uscendo alla grande utilizzando pragmaticamente ed intelligentemente le risorse finanziarie che il mondo capitalistico occidentale mette a disposizione ed operando “all’interno della teoria marginalista” ovvero di quel paradigma che assume la centralità del mercato e degli scambi.- Mi risulta che questi Paesi possono conseguire lo sviluppo materiale di cui hanno bisogno (tenuto conto delle enormi esigenze delle loro popolazioni) attraverso quegli stessi meccanismi che hanno presieduto allo sviluppo dei Paesi capitalistici occidentali ovvero teorie shumpeteriane, keynesiane, ecc.- Le tendenze neoliberiste che pensano di tornare indietro ridando al mercato tutta la sua funzionalità, rappresentano, a mio avviso, certamente un errore in quanto i vari tentativi fatti dai governi di destra (stendiamo un velo pietoso su quelli di sinistra) sono riusciti a sostituire il mercato con qualcosa di peggio, ovvero enormi spostamenti della ricchezza prodotta nelle mani di lobbies ristrette, sprechi e degenerazioni dello stato assistenziale.- Ma tant’è sicuramente sono io a non aver capito bene.-

  48. siete più veloci della luce.
    sì, mi avvedo che si tratta di un commento e chiedo scusa all’interesato e agli amici del blog.
    resta il giudizio complessivo: è un soave poeta, una tenerissima persona (con la quale berrei volentieri un paio di bicchieri) ma non mi convince la sua analisi. opinione.
    inoltre gli riconosco il coraggio di dire la sua apertis verbis.

    MAT, ma lo so che siamo pappa e ciccia!

    48- ti leggo dopo, ho da fare in cucina!
    ciao a tutti.

  49. @ ulisse:
    cosa ci prepari?

  50. per analisi intendo la prognosi, la diagnosi è sotto gli occhi di tutti, of course.

  51. 50- a domanda rispondo: spaghetti Garofalo con “pevarasse” (da non confondere con le vongole), piatto tipico venexiano, ciò. :D

  52. E’ già ora di pranzo? viva gli spaghetti, sotto a chi tocca! buon appetito a tutti!

  53. evviva io ero short e lo preso in culo
    porca piffera :mad: :mad:

    eppure le cose non stanno così, hanno modificato i dati , perchè la disoccupazione si è ripresa un pò , perchè HANNO CONTATO LE ASUNZIONI PER IL PERIODO NATALIZIO

  54. @ ing2007:
    no ing, eccerto.
    i dati nsa mostrano 3 milioni di lavoratori assunti nel settore retail…
    vedremo se sono sostenibili, considerando il -25% di vendite nel venerdi nero

  55. @ ulisse:
    sei veneziano???
    io sono a venezia un mese si e un mese anche!!
    ci vedremo! andiamo a fare il giro dei bacari!! :)

  56. venghino siori venghino al circo s&p500 :roll:

  57. @ TRADING_IDEAS:
    in quattro giorni, hanno sodomizzato mezzo mondo!! :-)

  58. Una domanda: ma perchè appena chiude l’Europa l’indice americano arretra?
    Avete visto oggi come a fatto presto ascendere dalle 17,31?
    Questa non è sodomizzazione è oltre. Siamo in una bisca con molti bischeri che randellano. :mrgreen:

  59. 59- per questo invocavo proprio oggi l’applicazione pratica della TEORIA DELLA RELATIVITà CON CURVATURA spazio-tempo.

  60. @ faustino:
    @ elpatanegra:
    ma se noi europei siamo dei geni e gli spediamo sempre e comunque su gli indici, farei così pure io… :-)
    noi seguiamo i trend, loro accendono i loro computer, e ci inculano quello che basta per farci comprare anche il giorno dopo…
    in fondo, noi non possiamo vendere o comprare alla loro velocità… .

  61. @ mattacchiuz:
    Ma lo sai che è quello che ho pensato io.
    Ero in negozio e avevo il portatile con il MIB e il Dow Jones affiancati, e quando a 10500 a provato a sfondare con pochissima convinzione mi sono detto, ecco che anche oggi hanno sfiancato i ribassisti.
    Poi quando alle 17,31 è sceso di botto esultavo perchè è proprio una bisca. Un bluf dopo l’altro. Lunedi e martedi le borse sono aperte e in Italia, non sò in Europa, c’è il ponte per cui tutti tranquilli. E se partono in discesa. Sappiamo che in 2 giorni possono tirar giù tutto e ciao ribassisti. Chissà. Io mi ricordo l’inizio del 2009, il 2 gennaio. Fino al 31 di dicembre tutto tranquillo, niente crisi, poi stappi lo spumante ma non fai in tempo a prendere la sbornia che già sono partiti a tutta velocità. E’ si, è dura combattere contro il banco. :D

  62. 6 Possibilities for Trading Currency ETFs

    December 04, 2009 at 1:00 pm by Tom Lydon Bookmark and Share

    ETF currenciesAs global economies begin to right themselves, some economies and their respective currencies are bound to do better than others. Investors seeking to capitalize on the strengths of some currencies are turning to a viable alternative to direct forex investing with exchange traded funds (ETFs).

    Currency ETFs have swiftly risen in the marketplace, with at least 38 such funds currently in existence and additional funds being added seemingly every month, remarks Adam Kritzer for CurrencyTrading.

    Kritzer has provided an outline on how ETFs may be used for varying investing, trading and hedging strategies:

    * ETF or ETN? ETNs posses a credit risk and may default if the issuer bankrupts. ETFs hold no credit risk, but have tracking risk – the returns may differ from the underlying index. (The difference between ETNs and ETFs).
    * Saving or speculation? Currency ETFs pay a lower interest rate than one would receive from a savings account. However, the potential upside that comes from appreciations is what draws most investors.
    * Individual or bulk currencies? Potential traders may decide between single-country currency ETFs or an ETF that covers a basket of currencies, which track a group or region of country currencies.
    * Carry trade. Most single-country currency ETFs pay interest that mirrors interest rates offered in the country. So, a tightening of the monetary policies in the country could help lift the ETF. Traders may also play the lessening effects of carry trade by shorting high-yield currencies in favor of “safer” low-yielding ones. (Playing carry-trade ETFs).
    * A gold hedge. Gold prices have historically risen/fallen inversely in relation to the U.S. dollar, and currency traders may protect themselves from a potential bubble by purchasing a dollar ETF. Or, if you are pessimistic about global currencies, you can always purchase commodities ETFs. (New record for gold).
    * A stock market hedge. Currency ETFs may be used to hedge against a drop in stock prices. Countries with companies that are export-dependent would be constrained by an appreciating currency. An investor may hedge to offset conversion risks from investing in companies that conduct overseas business.

    For more information on global currencies, visit our currency category. Or, take a look at our ETF Trends’ guide to currency ETFs for some currency ETF picks.

    Max Chen contributed to this article.

  63. Apperò! Ottimo direi!
    Ora mi metto a preparare TRENDS…

    A dopo!

  64. che lavoratore……… :mrgreen:

  65. @ Dream Theater:
    Fatto shopping.
    Ti ho mandato un panettone. :mrgreen:

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