IPERINFLAZIONE in arrivo?
Deflazione o inflazione? I segnali sono al momento per la seconda ipotesi.
Sia vedendo il video di TRENDS di questa settimana, che rileggendo i vari post scritti dall’autore del Blog, avrete più volte letto di un timore che continua ad essere valido, di poterci trovare davanti, un giorno, ad uno scenario di iperinflazione.
Su questo tema ormai si sprecano pagine e pagine di giornali, di articoli un po’ in ogni dove.
Francamente, credo sia impossibile avere la certezza di quello che potrà accadere, anche perché certi meccanismi avverranno molto probabilmente in modo “quasi” sorprendente, e comunque con la concertazione dei Governi e delle Banche Centrali che piloteranno o accetteranno la cosa di buon grado, a seconda di come possano andare le cose.
Si, perché la questione è drammaticamente complessa. Noi tutti sappiamo che lo scenario è potenzialmente iperinflattivo, ma al momento la valanga di liquidità a disposizione è ancora ancorata ai “box”, ovvero è ferma delle tasche dei grandi investitori.
Se riparte l’economia, riparte a girare anche la moneta. E automaticamente riparte l’inflazione.
Ma oggi qualcosa comunque si sta muovendo.
Obbligazionario in movimento
Come dicevo in TRENDS, se il mercato azionario è noioso, altrettanto non si può dire per l’obbligazionario.
Avrete visto tutti il crollo dei prezzi dei bonds. E contemporaneamente avrete visto in modo evidente la crescita dei rendimenti dei titoli governativi USA.
Uno dei parametri più utilizzati, per poter prevederee e comprendere l’andamento della curva dei tassi è il cosiddetto differenziale 10-2.
Si prende cioè il rendimento dei titoli governativi a 10 anni e lo si sottrae al rendimento dei titoli governativi a 2 anni.
Se il risultato aumenta, significa che i tassi, sulla parte lunga della curva stanno aumentando. E che quindi il mercato inizia a subodorare puzza di inflazione.
Ecco il grafico attuale di questo differenziale di tasso 10-2 sui bond Made in USA.
Come potete vedere il differenziale di tasso è tornato proprio a livello del 2002. Quindi il mercato inizia a scontare inflazione.
Ora, voglio postarvi un grafico dell’andamento delle borse proprio in quel periodo, ma non vuole essere un messaggio di nessun tipo. E’ solo un dato statistico, ok?
Rendimento del T-Note ai massimi? Assolutamente no…
A questo punto, qualcuno di voi potrebbe dire… Eh…però il T-Note ha dei rendimenti oggi molto elevati, a causa anche delle vendite asiatiche di bond… La risposta è sicuramente si, ma guardate questo ultimo grafico… Qualche anno fa i rendimenti dei T-Note erano ben superiori di quelli attuali.
I segnali inflattivi si fanno sentire, e se veramente arriva una fase inflattiva (e non obbligatoriamente di iperinflazione, senza poi dimenticare che potrebbero anche cercare di “nascondercela”) la crescita economica rischierebbe di subire un nuovo violento stop. Anche perché, già come sapete…tutto quanto sta succedendo mi convince poco.
Il rialzo forse continuerà, ma ha i giorni contati.
A meno che si entri in una nuova fase di bolla pilotata, magari creata ad hoc per permettere alle malate banche di continuare con il deleveraging, le rivalutazioni e quant’altro.
E tutto questo non mi sorprenderebbe poi nemmeno tanto…
STAY TUNED!
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15 giugno 2009 alle 15:40
un’altra bolla, adesso, porterebbe alla stagflazione, a meno che tutti quanti non vengano resi partecipi.
Soli così sarebbe possibile pagarsi i debiti. Non credo che chi ha orchestrato tutto questo, sia disposto adesso a spartire i soldi “estorti”.
Rimane il fatto che, vista la massa monetaria aumentata del 120%, se tutti sti soldi finissero fuori dal mercato della finanza, ma non so come possa succedere se non per decreto legge, e si tornasse contemporaneamente a livelli di consumo pre crisi, sarebbe super inflazione!
Altrimenti, rimane deflazione.
come sempre, vedremo assieme che succederà!
15 giugno 2009 alle 15:48
Parabolic U.S. Treasury Yield Curve Warning of Hyper Inflation
http://www.marketoracle.co.uk/Article11232.html
15 giugno 2009 alle 15:52
2 – eccellente articolo !
bentornata rox!
15 giugno 2009 alle 16:35
io continuo a pensare che questi primi segni di inflazione stiano solo nelle menti malate del sistema finanziario. Anche l’anno scorso, di questo periodo (con il petrolio sopra i 100), ci eravamo convinti che saremmo entrati in una fase di stagflazione: due mesi di illusione pagati con il peggior semestre della storia dell’economia mondiale!!
15 giugno 2009 alle 17:00
Io credo che per far rientrare l’indebitamento estero degli stati uniti,gb, europa ed fmi ( salvataggio paesi dell’est europa), convenga a tutti un periodo di inflazione a doppia cifra….tanto chi ci rimette sono sempre gli stessi….rammento sempre la mia wiew di lungo: dow a circa 1000(supporto storico), e investire in india e cina…cià cià
15 giugno 2009 alle 17:19
sempre sul dollaro:
http://www.reuters.com/article/ousiv/idUSTRE55E11P20090615?pageNumber=1&virtualBrandChannel=10531
15 giugno 2009 alle 17:30
e un articolo previsionistico, e poi basta per stasera!
http://ftalphaville.ft.com/blog/2009/06/15/57005/greed-fear-interest-rates-and-bond-yields/
15 giugno 2009 alle 22:32
la domanda che mi pongo è la segunete…. può un iperinflazione attesa avere le stesse conseguenze di un inflazione inattesa? classica? come possono le due cose coincidere?
15 giugno 2009 alle 23:48
8 – il fatto è che un’inflazione attesa può essere anche un’inflazione BUONA. IL problema nasce quando l’inflazione, attesa o non, diventa non controllabile…A quel punto….
16 giugno 2009 alle 1:58
In caso di inflazione non controllabile conviene acquistare monete d’oro e d’argento?
16 giugno 2009 alle 8:45
Russian President Dmitry Medvedev says the world needs new reserve currencies.
http://www.foxnews.com/story/0,2933,526541,00.html
16 giugno 2009 alle 8:56
11 anch’io vorrei una moneta di riserva internazionale, ma vorrei anche stamparla io…
16 giugno 2009 alle 9:04
10 – diciamo che la storia insegna. Il metallo pregiato difende…e non poco…
12 – addirittura!
16 giugno 2009 alle 9:18
13 beh, ne abbiamo un po tutti piene le scatole i pagare qualcuno per stampare carta con la quale valorizzare il nostro lavoro. Me la stampo da me!!
Il problema è che poi finisco in carcere!!!
Il metallo giallo, che in realtà è verde, diventa giallo solo dopo ampie applicazioni di mercurio…, difende certo, se non te lo confiscano!!
16 giugno 2009 alle 13:21
13 Dream Theater
16 Giugno 2009 alle 9:04
10 – diciamo che la storia insegna. Il metallo pregiato difende…e non poco…
Domanda (probabilmente sono impreparato): il prezzo dell’oro in dollari dal 1934 al 1971 (35$ l’oncia) è rimasto “forzosamente” costante nonostante l’inflazione tipica dei periodi bellici (seconda guerra mondiale)…
Io nn ho una pazienza di 37 anni, siamo sicuri ke l’oro sia uno strumento certo per contrastare l’inflazione? oppure è una commodity come tante altre solo un po piu gialla e piu luccicante?
16 giugno 2009 alle 14:26
15- posso dire la mia anche se non interpellato?
La risposta è che non si è sicuri di nulla.
In questa fase, soprattutto, il libero mercato è stato messo alla prova molto pesantemente, e ciò che fino a qualche mese fa era impensabile, è stato fatto senza batter ciglio. Pensiamo solo alla nazionalizzazione di mezza industria finanziaria o alle politiche di socializzazione del debito di obama. Roba da far rigirare nella tomba i padri del liberismo e del capitalismo. l’oro non farà differenza: se decideranno di lasciare libero il prezzo, allora lo vedremo alle stelle, altrimenti lo vedremo al prezzo che decidono loro.
Talvolta, pensa abbia ragione settevoci: le nostre scelte per il futuro non dovrebbere essere dettate da considerazioni economiche, o non solo. Se davvero si è deciso di salvare a qualsiasi prezzo il settore finanziario e le banche FALLITE, se si è deciso di far arrivare i soldi ai soliti noti e depredare il popolo della propria ricchezza, se si deciderà di stampare una nuova valuta internazionale, beh, allora credo sia impossibile stabilire quale potrà essere il prezzo dell’oro, sempre che non venga confiscato.
Allora, possederlo, sarebbe legale quanto possedere adesso chili di cocaina
LA COSA CHE FA LA DIFFERENZA è la Cina, che ha comunciato ad acquistare grandi quantità d’oro. Ciò fa pensare che difficilemente si giungerà ad un qualche sistema monetario che non mantenga una qualche, seppur formale, correlazione con l’oro.
Forse, varrebbe la pena investire nella propria casa: pannelli fotovoltaici e solare termico, isolamento e membrane ad osmisi inversa per la produzione di acqua potabile. Quelle cose ti serviranno comunque per lungo tempo!!!
16 giugno 2009 alle 14:33
16 matt
grazie per l’esauriente risposta
16 giugno 2009 alle 16:06
visto che si parla di metalli preziosi…ecco una notizia fresca fresca…
Deutsche Bank: annunciato lancio DB Platinum Dynamic Etf Selector
MILANO (MF-DJ)–Deutsche Bank annuncia il lancio del DB Platinum Dynamic Etf Selector, il primo fondo in Italia ad adottare una gestione quantitativa di un portafoglio interamente investito in Etf. Il fondo, si legge in una nota, garantisce liquidita’ giornaliera ed e’ disponibile per la distribuzione al pubblico presso tutte le filiali di Deutsche Bank e la rete di Finanza e Futuro Banca. DB Platinum Dynamic ETF Selector, disponibile con tre livelli di volatilita’ target differenti (3%, 6% e 8%), e’ un fondo altamente diversificato, caratterizzato da un continuo controllo del rischio e dalla possibilita’ di generare rendimenti positivi anche in condizioni di mercato incerte. La rosa di Etf iniziale in cui puo’ investire il DB Platinum Dynamic ETF Selector e’ predefinita e la selezione viene effettuata su base mensile in modo tale da adattare velocemente la strategia d’investimento alle diverse condizioni di mercato senza mettere a rischio il valore del portafoglio piu’ di quanto prestabilito dal target di volatilita’. com/vz (fine) MF-DJ NEWS 1615:05 giu 2009
16 giugno 2009 alle 16:14
i dati di oggi sulle variazioni di prezzo dicono una cosa ben precisa: inflazione zero e in alcuni paesi deflazione!
Secondo me i recenti rialzi delle materie prime non sono germogli di inflazione, ma semplicemente volatilità sugli strumenti finanziari che le trattano