Intermarket analysis e ciclo economico
Analisi intermarket classica di Murphy a confronto con la realtà del mercato. Il passato ci può aiutare a prevedere il futuro? Outlook 2010 e occhio all’inflazione…
E proprio di analisi intermarket voglio parlarvi oggi, cercando di rispondere a questa domanda: l’analisi intermaket classica (mi riferisco al modello di Murphy) può aiutarci a capire come si comporteranno i mercati finanziari nei prossimi mesi? Oppure le caratteristiche dell’economia odierno non forniscono validi metri di paragone con quanto visto in passato?
Analisi intermarket secondo il modello di Murphy
Come potete vedere dal grafico qui sotto postato, prelevato direttamente dal libro “Intermarket Analysis” di John J. Murphy , secondo la teoria classica di Murphy oggi ci dovremmo trovare nella fase 3, ovvero in quella di piena espansione economica.
Questa analisi diventa quantomai interessante se rapportata ai giorni nostri, come mezzo di previsione per il futuro. Infatti la fase 3 è in assoluto una delle migliori per gli investimenti con una rischiosità elevata. Infatti sia l’azionario che le materie prime restano in fase decisamente toro, spinte dalla forte crescita economica.
Ma noi possiamo raffrontare il modello di Murphy con la realtà economica odierna?
In linea teorica assolutamente si, a una condizione: che questa crescita economica sia realmente forte e continuativa.
Infatti:
1- la fase uno è ampiamente superata. I bond hanno acquisito tutto il valore possibile ed immaginabile grazie alla politica del tasso zero
2- il quantitative easing e gli aiuti pubblici hanno dato linfa vitale all’economia e, grazie a queste iniezioni di liquidità, non solo si è salvato il sistema finanziario globale, ma si è buttata benzina sul fuoco sui mercati finanziari: risultato quantomai sotto gli occhi di tutti. Borse in violenta ripresa e materie prime forti. In particolar modo, in merito all’azionario, possiamo dire che l’origine della fase 2 è localizzabile nel mese di marzo 2009, quando lo S&P 500, dopo aver sfiorato la diabolica quota di 666, ha intrapreso un rally che nella storia verrà segnalato nel libro dei Guiness dei Primati.
3- …e ora siamo quindi nella fase 3: piena espansione economica, tassi bassi e borse toniche.
4- La cosa interessante è vedere cosa succede nella fase 4. Il ciclo economico continua ad essere forte, e l’azionario con le commodity hanno ancora spazio di salita. E coerentemente con quanto potrebbe accadere, i tassi, arrivati ai minimi, accennano di nuova ad una risalita, causa ritorno dell’inflazione. Ma l’aumento all’inizio sarebbe assolutamente non pericoloso per l’equity, in quanto sarebbe la cosiddetta “inflazione buona”. Però tutto questo comporterebbe un ribasso dell’obbligazionario.
5- La fase 5 che ne conseguirebbe, sarebbe legata poi allo storno violento dell’equity
6- E successivamente i dollaro potrebbe rivalutarsi ferocemente e, in un secondo tempo , l’oro perdere valore.
Fino al punto 3 è realtà. Ma poi è tutta teoria.
Dalla teoria alla pratica
Certo, il grafico ci porta speranza ed ottimismo, quantomeno sulla tenuta del settore azionario.
Ma sarà veramente così?
Ovviamente lo scopriremo solo a cose compiute. Non è possibile fare a tavolino delle previsioni totalmente precise, proprio perché questa crisi ha cambiato , e di molto, il tessuto macroeconomico, rivoluzionando correlazioni, solidità nazionali (debito pubblico ai massimi ovunque!) e quant’altro. Senza poi dimenticare che, la crisi (secondo il sottoscritto) non è assolutamente terminata. E quindi, c’è il forte rischio che oggi la fase 3 non rispecchi la realtà dei fatti, proprio perché il mercato è stato tremendamente drogato dall’intervento pubblico.
Come sarebbero andate le cose se non ci fosse stato un così massiccio intervento dei governi? A che punto saremmo oggi?
Probabilmente, se non si fosse intervenuto con il quantitative easing e con le iniezioni di liquidità, il mondo oggi sarebbe profondamente diverso. Però l’economia avrebbe fatto il suo “naturale corso “ e il quadro intermarket disegnato da Murphy molto probabilmente avrebbe ancora mantenuto al sua logica valenza.
La cartina tornasole: l’inflazione
Ma come fare quindi a monitorare il mercato e capire , a livello di fasi, come ci stiamo muovendo? Molto spesso parlo di tasso disoccupazione. Per carità, il tasso disoccupazione resta e resterà uno dei punti saldi per capire l’effettiva valenza della ripresa economica. Ma c’è , secondo me, un altra considerazione. Guardando la tabella prima proposta, notate che l’elemento che “cambia” lo scenario è ancora una volta (dico così perché nell’intermarket i tassi rappresentano una chiave di lettura fondamentale) la bestia grama di cui tutti parlano: l’inflazione.
Infatti , se ci sarà la ripartenza dell’inflazione, i tassi saliranno.
E se l’inflazione salirà , potrà essere resa operativa la cosiddetta exit strategy, che come obiettivo ha proprio quello di drenare liquidità. S epoi l’infalzione continuerà a salire, allora le banche centrali interverranno sui tassi in modo ufficiale. Sarà il segnale che è VERA crescita economica. E a quel punto l’iter di Murphy verrà mantenuto.
Infatti , come scritto più volte, è molto probabile la necessità dell’intervento dei governi ancora a sostegno dell’economia.
Ma di questo e di altro ne parleremo nei prossimi articoli, anche perché tutto questo fa parte dell’attualità.
Quanto invece, secondo me, resta da tenere in considerazione, è il fatto che l’inflazione, e la curva dei tassi, dovrà sempre essere tenuta ben in considerazione. Sono elementi che potrebbero dirci molte più cose di quanto invece ci viene politicamente e criminalmente comunicato ogni giorno dai dati macroeconomici che, spesso e volentieri, rispecchiano l’esatto contrario della verità, tanto che più di una volta abbiamo avuto modo di vedere (vero mattacchiuz?) che ci si riduce al “Copia & Incolla”.
Vergogna.
Intanto però, tanto per rimanere in tema di Outlook 2010, vi posto quello che, secondo me, potrebbe succedere nel 2010 a livello borsistico. Tutto esageratamente ipotetico. Il messaggio però che voglio dare è il seguente: il rally proseguirà, come ho già detto, fino a quando ci sarà il sostegno delle trimestrali, degli utili aziendali e del denaro pubblico. Poi pian piano il mercato si renderà conto dei nuovi scenari e …mi aspetto una bella correzione. Le trimestrali di aprile giugno dovrebbero farei il resto. Successivamente un rimbalzo ci poterbbe stare, ma dimentichiamoci livelli di borsa superiori agli attuali per fine anno. A meno che la bolla diventi più pericolosa di una bomba atomica, oppure a condizione che l’economia realmente sia in fase di forte ripresa, ma noi, grazie appunto alle “cartine tornasole” ce ne saremo già reso conto prima.
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Poche parole e una rapida slide, che secondo me dice tutto....
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13 gennaio 2010 alle 15:03
è si si è proprio un post-one!!!
sarebbe interessante verificare i dati durante la recessione del 29. non tanto per cercare analogie che potranno anche non esserci, quanto per verificare se se fossero create fasi di “finta ripresa” dopo il tracollo del 29-30…
anzi adesso vado a fare un giro sul sito della FED…
13 gennaio 2010 alle 15:12
@ mattacchiuz:
Ehehehe…bravo, chissà se ci trovi qualcosa di interessante…
13 gennaio 2010 alle 15:20
c’è qualcosina qui
http://research.stlouisfed.org/fred2/series/TB3MS?cid=47
ma parte dal 1934… un pò troppo tardi e qui… che parte dal 1919… un pò meglio, anche se non sono proprio treasury
http://research.stlouisfed.org/fred2/series/BAA?cid=47
13 gennaio 2010 alle 15:21
dt una domanda quanto lo stimi il valore dell’oro ??? adesso è 1132, può arrivare a 2000,
secondo me prima che la borsa scenda, l’oro dovrà fare una o due sedute scorrelate dalla borsa cioè oro giù e borse su.
sei d’accordo?^???
13 gennaio 2010 alle 16:22
@ ing2007:
se ce la faccio domani posto un paio di cosi ne “strane” sull’oro…
13 gennaio 2010 alle 16:24
Dream, sto guardando in questo momento la testimonianza di Blankfein, CEO di Goldman, davanti alla commissione che indaga sulla “crisi” e …..veramente ti fa cadere le braccia.
Siamo su due mondi completamente diversi, Blankfein dà l’impressione di essere “Dio in terra” e..tutto è giustificato e corretto!!!!
Noi cerchiamo di capire le regole del mercato e di anticiparne le evoluzioni…loro(Blankfein e soci) pensano solo al loro profitto personale e non a quello dei clienti… non sono più banche… sembrano alligatori!!!…e naturalmente, lo abbiamo detto cento volte, stanno stravolgendo le regole del mercato.
13 gennaio 2010 alle 16:26
visto che roba?
ad un certo punto Lloyd ha chiesto al capo commissione :”posso farle una domanda…?”…
cavolo, ma è impressionante…
13 gennaio 2010 alle 16:27
@ Dream Theater:
oro??
ormai fa quello che vuole…
altro che correlazioni…!!
13 gennaio 2010 alle 16:41
La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile. Cosi si auspicherà l’inazione al presente anche se essa significa gravi guai nel futuro
Cosa volete aspettarvi da gente che si farebbe clonare per raddoppiare gli utili,smidollati senza fede e senza dio, tranne che il dio denaro.
4 dicembre 2008 nasce la goldamn sachs trading corporation,sotto forma di trust, il collocamento delle azioni avvenne al pubblico a 104$.
eccovi uno stralcio di un colloquio davanti alla commissione senatoriale:
sen couzens: fu la goldman a organizzare la goldman sachs trading?
sacs:sissignore
sen couzens: e vendette le sue azioni al pubblico?
sacs: una parte di esse. le ditte sottoscrissero inizialmente il 10% dell’intera emissione per la somma complessiva di 10 milioni di usd.
sen couzens: e il rimanente 90% fu venduto al pubblico?
sachs:sissignore
sen couzens: a quale prezzo?
sachs:a 104.cioè le vecchie azioni…ogni azione fu suddivisa in due.
sen couzens:e qual è il prezzo delle azioni ora?
sachs: circa 1 e 3/4
13 gennaio 2010 alle 16:41
scusate non 2008 ma 1928
13 gennaio 2010 alle 16:43
The Securities and Exchange Commission will consider proposing a rule that would effectively prohibit broker-dealers from providing customers with “unfiltered” or “naked” access to an exchange or alternative trading system (ATS).
un altro piccccccolo passo…
l’accesso “mascherato” consiste nel tradare con i codici d accesso al mercato, o agli sistemi alternativi (dark pool e cose varie), di proprietà dei broker-dealers. in questa maniera, un qualche “criminale” al sole dei caraibi puòfare quel che vuole sul mercato coperto dal broker che “ci mette il nome”.
il naked access conta per il 38% dei volumi giornalieri. In pratica nessununo, se non i broker, sa da chi sono fatte il 38% delle operazioni sui mercati.
13 gennaio 2010 alle 16:48
la più bella l’ha detta Dimon di JPM.
l’unica cosa che abbiamo “mancato” è che i prezzi delle case non possono salire per sempre… .
ZIO CARO.
13 gennaio 2010 alle 16:52
@ bergasim:
cosa vuoi che sia… 100 anni di differenza
13 gennaio 2010 alle 17:31
@ mattacchiuz:
Siccome non so come postare il grafico che forse ti interessa l’ho inviato via e-mail a DT che potrebbe metterlo su questo blog se di interesse.Onestamente non mi ricordo dove l’ho visto ma me lo sono conservato perchè secondo il mio parere ci sono delle analogie “preoccupanti”
13 gennaio 2010 alle 17:38
cos’è: la base monetaria variazione %???
13 gennaio 2010 alle 17:41
@ mattacchiuz:
No, è un raffronto fra il crollo del 29 e il crollo del nasdaq del 2000
13 gennaio 2010 alle 17:44
aaa
13 gennaio 2010 alle 17:54
@ mattacchiuz:
Non vorrei averlo trovato su questo sito, perciò lo conosci già.Cmq mi è tornato in mente dove è: digita su google RITHOLTZ HISTORY REPEAT
13 gennaio 2010 alle 18:08
…che spettacolo sti banchieri…. MoveYourMoney Mr. Smith!!!!
lucianom ha scritto:
eccoti servito!
13 gennaio 2010 alle 18:09
@ mattacchiuz:
Se non vado errato mostra che 155 giorni dopo la fine di Agosto e perciò ai primi di febbraio 2010 secondo il grafico ci dovrebbe essere una correzione importante e torneremo ai minimi nel 2013
13 gennaio 2010 alle 18:13
Dream, ho fatto una piccola analisi che penso ti piacerà:
13 gennaio 2010 alle 18:14
perchè? qualcuno ha mai imparato dalla storia?
quanto valgono 200000 ( duecentomila ) derivati e-mini s&p?
56800dollari*200000= 1. qualcosa * 10^10.
qualcuno li ha appena scambiati…!
13 gennaio 2010 alle 18:16
@ faust:
…
se il sistema fosse conservativo, quel percorso si dovrebbe chiudere
13 gennaio 2010 alle 18:25
Spiegazioni del grafico:
In ascissa abbiamo la popolazione attiva USA (employment/population ratio) dagli anni ‘50 ad oggi.
In ordinata il corrispondente valore dello S&P500 deflazionato a valori odierni, che si può considerare un indicatore della ricchezza a valore reale delle imprese.
Andamento:
- Negli anni 50 e 60 bassa occupazione e valori piuttosto stabili di ricchezza;
- Negli anni 70 (crisi petrolifera) l’occupazione sale, ma non la ricchezza, che anzi permane ai minimi degli anni precedenti;
- Negli anni 80 l’occupazione sale e la ricchezza torna ai valori massimi degli anni precedenti;
- Nei favolosi ‘90 l’occupazione raggiunge il massimo di 65% e la ricchezza esplode, siamo alla bolla del 2000;
- Nel nuovo secolo la ricchezza discende e con essa l’occupazione verso i valori mediani degli anni 90.
- Crisi finanziaria: diretti verso gli anni ‘70…
- Recovery attuale: l’occupazione viaggia verso gli anni 60, la ricchezza verso i valori pre-crisi: forse un mondo di ricchi che non lavorano? Mah… sembra sostenibile?
13 gennaio 2010 alle 18:27
@ mattacchiuz:
ESATTO… Mi sembra un ciclo di Carnot a cui si vuole imporre una digressione nell’iperspazio…
13 gennaio 2010 alle 18:44
Questo è lo stesso studio (s&p deflazionato a valori attuali contro pop. attiva USA) con gli andamenti nel tempo. Ho shiftato i valori di S&P500 di 6 mesi per mostrare l’effettivo effetto anticipatore delle borse sull’economia reale.
13 gennaio 2010 alle 19:01
@ faust
A mio avviso dal grafico non si evince nessuna correlazione, nei primi anni 50 lo s&p 500 scende e la popolazione attiva sale, stesso discorso sul finire degli anni 70, a mio avviso alcuni non hanno ancora a capito che questa crisi non ha nulla a che spartire con il passato, è un insieme di situazioni cominciate sul finire degli anni 70 fino al 2007, figlia del poter concesso alle banche e alla credenza che il libero mercato fosse in grado di risolvere tutti i problemi, sostituendosi addirittura allo stato, ed abbiamo visto che fine ha fatto è finito in terapia intensiva a base di fed dollari e di bce euro stimolanti, il sistema così come concepito porterà sempre a futuri squilibri di entità maggiori di quelli attuali,il sistema bancario usa e mondiale era nel 2008 virtualmente fallito, da ciò ne consegue che la borsa non è in grado di anticipare un bel nulla, un domani non lontano i film americani come batman con città americane buie e delinquenza a go go potranno diventare realta, il tutto condito da disoccupazione alta e borsa in salita, perchè nel mondo voluto da chi comanda la baracca milioni di disoccupati non rappresentano altro che un granello di sabbia negli occhi.
13 gennaio 2010 alle 19:03
@ faust:
@ mattacchiuz:
non dimenticate l’effetto della globalizzazione e della delocalizzazione: le aziende americane sono quotate a Wall Street, ma una elevata parte del loro fatturato e relativi utili deriva dalle attività all’estero.
Ovviamente è diminuita la % dei lavoratori americani e, se tanto mi dà tanto, credo che sarà molto difficile, conoscendo gli americani, contrastare l’evoluzione del fenomeno.
13 gennaio 2010 alle 19:06
@ bergasim:scusa, sei in indirizzo anche tu: non avevo ancora visto il tuo commento
13 gennaio 2010 alle 19:07
Secondo quanto riferito dal presidente della Fed di Philadelphia, Charles Posser, se la Banca Centrale americana vorra’ tenere sotto controllo l’inflazione, dovra’ alzare i tassi di interesse di riferimento “molto prima” che il tasso di disoccupazione scenda ad un livello accettabile. Alle 20 italiane gli investitori conosceranno il contenuto del Beige Book della Federal Reserve.
E le balle continuano
13 gennaio 2010 alle 19:18
@ paolo41:
Effettivamente andrebbe tenuto presente che le aziende di oggi sono molto più grandi e delocalizzate degli anni 50 e 60, quindi ci può stare che il nuovo punto di equilibrio della loro ‘ricchezza’ (a valori attuali) sia più che doppio di quello di 50 anni fa, mentre alcuni americani se ne tornano a casa a fare le casalinghe o gli scioperati (o i barboni) come negli 50.
Nel grafico però non viene considerato l’INDEBITAMENTO di tali aziende e degli stati a cui afferiscono, ben più esteso di quegli anni.
Insomma secondo me questo NON è un punto di equilibrio del sistema, è ancora troppo alto.
La bufala poi che alla lunga in borsa si guadagna sempre… ne esce ben ridimensionata.
13 gennaio 2010 alle 19:22
@ faust:
Ottimo faust!
13 gennaio 2010 alle 19:26
@ bergasim:
il coefficiente di correlazione di Pearson (il famoso r^2) della correlazione è circa 0.6, quindi piuttosto alta, tale da dire che l’andamento delle borse esprime il 60% della variabilità dell’andamento della popolazione attiva con 6-8 mesi di anticipo. Inoltre massimi e minimi sono in genere ben previsti.
Dico in genere perchè ad esempio il massimo di borsa del 2007 è esteso troppo in avanti (sintomo di bolla) e il minimo di marzo inizia a risultare troppo anticipatore (sintomo di scommessa che forse fallirà..)
13 gennaio 2010 alle 19:32
e si La bufala poi che alla lunga in borsa si guadagna sempre… ne esce ben ridimensionata
13 gennaio 2010 alle 19:36
Dream Theater ha scritto:
Sono fuori e non posso controllare. Non è che c’è qualche simmetria con il ciclo a 500 sedute di borsa? A occhio sembra di vederlo. Sarebbe troppo spudorato.
13 gennaio 2010 alle 19:44
@ bergasim:
Onore a pimco che sa fare il suo mestiere. Se togli l’inflazione i valori pre-crollo dell’87 di S&P corrispondono grosso modo ai minimi di marzo (666), ad occhio direi quindi che il portafoglio bond di pimco ha più che raddoppiato il suo valore reale in 20 anni (un bel risultato).
13 gennaio 2010 alle 19:54
mamma mia ragazzi, qui si fa analisi sul serio!!
ogni considerazione è vera, ma … ma ricordiamoci che questa è crisi di finanza, non di economia.
il disequilibrio degli anni passati (mondo occidentale-delocalizzazione selvaggia) non ha causato l’aggiustamento nè dei prezzi nè dei salari. Questo meccanismo di “autoregolamentazione” non ha funzionato proprio grazie alla finanza, che ha permesso di far circolare una quantità di soldi improponibile nonostante le economie trainanti venivano piano piano depauperate della “vera manodopera”, sostituita invece che centinaia di servizi che non possono nulla se non… far circolare il denaro. Ma l’economia, come amaramente ci siamo resi conto ultimamente (spero se ne siano resi conto anche certi professori) NON è solo denaro circolante, così come un corpo non è solo sangue.
Gli squilibri ormai sono stati creati. e tutto quello che è stato fatto nello scorso anno, è servito a mantenere in bilico il sistema, non a cercare un nuovo equilibrio o peggio ancora, a distruggere quello vecchio.
buona notte
13 gennaio 2010 alle 19:58
ragazzi… si parlano di 100 mila morti nel terremoto.
stasera nelle vostre preghiere ricordate anche gli haitiani.
13 gennaio 2010 alle 20:21
Ottima considerazione Matta, mi associo in pieno.
13 gennaio 2010 alle 20:57
@ laico:
@ mattacchiuz:
purtroppo sembra che siano molti di più di 100mila….e leggo di altri terremoti…ultimamemte è un continuo…
13 gennaio 2010 alle 22:07
..mi associo alle preghiere…che Nostro Signore possa allievare le loro sofferenze
13 gennaio 2010 alle 22:51
Davvero: mettiamoci una mano sul cuore e una sul portafogli.
Credo che ne abbiano davvero bisogno e quindi ognuno dia un aiuto secondo le proprie possibilità, se vuole.
Erano già molto poveri prima del terremoto e questa mazzata non ci voleva.
14 gennaio 2010 alle 0:15
HAITI
http://intermarketandmore.investireoggi.it/haiti-bisogno-del-nostro-aiuto-9147.html
Qui c’è tutto il necessario per fare qualcosa di concreto…
Inviate il link ai vs amici e fategli capire che mai come questa volta il nostro aiuto è importante.
Grazie