Il “collar” soffoca il settore pubblico

18 ottobre 2007, ore 9:15
8 Commenti »

Aggiornamento sulla vicenda dei derivati accollati alle amministrazioni pubbliche. Cliccando QUI troverete il primo post sull’argomento.
La trasmissione di Raitre Report (citata in questo post che probabilmente ricorderete) ha un pochino mosso le acque e ha portato in evidenza situazioni veramente gravissime, con protagoniste banche senza pudore ed amministrazioni comunali totalmente incompetenti.
A suon di richieste di indagini, saltano fuori i primi dati che fino a qualche giorno fa sembravano top secret.


Torino: siamo a quota 800 milioni

L’assessore al bilancio Peveraro scopre le carte. Il capoluogo piemontese ha un’esposizione sui derivati pari a 800 milioni ( !!! ) di euro. Rimangono ancora non reperibili (al sottoscritto) dati sulla Regione Piemonte, che tra le tante scommesse, sembra che addirittura abbia puntato su un default dello Stato Italiano… Quando si dice: si fa come al casinò…
A livello di volume di operazioni, risulta che il numero di contratti fatti con le Amministrazioni locali siano aumentati di un “discreto” +73%. E state pur certi che una buona parte degli acquirenti non avevano le idee chiarissime sul corretto funzionamento di questi prodotti. Il volume totale di queste operazioni? L’esposizione dovrebbe essere pari a 10 miliardi (e ripeto, 10 miliardi) di Euro. Ma la cifra è prudenziale e quindi non si possono escludere brutte sorprese.

Collar: finchè si sta sui binari…

Ma qual è la formula della maggior parte di questi contratti di , fatti con le Amministrazioni pubbliche?
Si tratta di “Collar”, ovvero di contratti dove fin quando i tassi si muovono all’interno di un determinato range (immaginate 2 binari) l’acquirente ha un utile. Ma se esce fuori dai binari, sia al rialzo che al ribasso, beh…sono dolori. Il tutto condito con un bel po’ di leva finanziaria. Ecco perché non si può parlare di vere assicurazioni contro un rialzo dei tassi, in quanto se i tassi si alzano o si abbassano oltre i suddetti binari, l’acquirente subisce delle perdite. Ma per rincarare la dose, cosa hanno fatto le banche? Per aumentare i loro utili, hanno pensato bene di restringere questi binari, e quindi riducendo il range di oscillazione dei tassi. Ne deriva quindi chela possibilità di andare a debito, per l’acquirente, diventa decisamente più elevata.


Dito puntato sui colpevoli: ma quanti sono?

Quindi la responsabilità deve essere divisa tra banche d’affari e Amministrazioni. Ma non solo. Come mai non c’è stato da parte degli organi competenti un corretto monitoraggio sull’operato di tali amministrazioni? E come mai è stato permesso che tali operazioni fossero fatte anche alle Amministrazioni pubbliche? Non dimentichiamo che il Governo NON può dire che non era al corrente. Ogni contratto sui derivati deve essere mandato per conoscenza al Ministero . Quindi… Ma non è tutto, una precisazione è d’obbligo. La Finanziaria del 2002 aveva limitato decisamente l’operato in ambito finanziario di Comuni, Province ecc.. La cosa comica però è che la stessa Finanziaria PERMETTEVA e permette tutt’ora questo tipo di operatività. Pazzesco. Il Governo aveva permesso operazioni suicidio come questa, magari limitando l’operatività su altre cose meno pericolose. E’ un po’ come dire ad un assetato: e’ vietato bere. Però gli alcolici …sono permessi. Voglio vedere se non si beve una birretta… E i Comuni e le Amministrazioni Pubbliche sono da sempre assetate di denaro. E le banche, vecchie marpione, ne hanno approfittato. Contribuendo in modo concreto a far deragliare il treno, con dei collar che, oltre a mandare in crisi centinaia di amministrazioni, rischiano di fare danni enormi…che noi contribuenti dovremo sanare con il nostro portafoglio.

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  1. fammi capire però da che anno , sono state aperte queste GIOSTRE ? se tutto questo è avvenuto o è partito , con quale govero e sopratutto con QUALE MINISTRO DEL TESORO? io la mia idea me la sono già fatta, ma tu x completezza di cronaca devi mettere pure l’anno! orvuar’

  2. chiedo VENIA ,non avevo letto bene …………………….ANNO 2002 ? COME VOLEVASI DIMOSTRARE , SCUOLA “TONNA” LA FAMOSA FINANZA CREATIVA DEL SOLITO TAROCCARO! :mrgreen: :( :( :(

  3. il mark to market negativo non va ascritto ai bilanci, viene classificato come una perdita potenziale e finquando non è chiusa la posizione non va inserita in bilancio quindi è impossibile sapere la reale esposizione degli enti locali.

  4. 3 – Ciao,ed è appunto questo il problema. Tutto è puramente indicativo. Ed essendo derivati che teoricamente non hanno limiti al peggio, possiamo solo sperare nella sorte… I conteggi fatti sono però abbastanza realisti ed aiutano a farsi un’idea di cosa stia accadendo… Non bello, questo scenario…. :roll:

  5. Sicuramente mi sbaglio, pero’ la mia memoria mi porterebbe a dire che i collar funzionano diversamente da come li hai descritti, Dream. Io direi che entro il binario (cap e floor) colui che ha sottoscritto il prodotto pagando un costo iniziale (l’opzione) continuera’ a pagare l’euribor. Se poi il tasso esce dalla banda bassa il cliente paghera la differenza tra l’euribor di riferimento e il livello del floor stabilito all’inizio del contratto (e, si, in questo caso ci rimette), ma se viceversa il tasso sale, il cliente si svincolera’ dall’euribor e paghera’ il tasso fissato per il cap che sara’ piu’ basso dell’euribor. Quindi contabilmente verra’ registrato l’addebito dell’euribor, il riaccredito dello stesso euribor effettuato dalla banca (cosi’ i 2 flussi si azzerano) e l’addebito del livello di tasso fissato nel cap che essendo piu’ basso dell’euribor fa si che il costo per il cliente sia minore e quindi ecco scappar fuori il guadagno della copertura..
    Sempre se non sbaglio, il premio iniziale per poter avere questa copertura sara’ tanto piu’ alto quanto piu’ e’ basso il livello del cap.
    Direi che e’ tutto. Dove sbaglio?
    Ciao
    Comax74

  6. 5 in generale per quelli semplici si…..
    in quelli strutturati entro il range ci si guadagna per il resto è l’effetto leva descritto dal dream

  7. 6 – esatto… ;-) Chiedo scusa se non avevo distinto le due possibili tipologie…

  8. [...] e questo tipo di contratto è proprio un derivato ed è proprio uno swap (vedi qui, qui e qui). Quindi non cerchiamo di prendere in giro i cittadini pensando che chiamare una cosa con un altro [...]

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