GENERAL MOTORS converte bonds in azioni

La conversione delle obbligazioni GM prevista giorni fa si sta concretizzando con una proposta 225 azioni/1000 dollari di nominale.

27 aprile 2009, ore 17:26
15 Commenti »

gm-us-flag

I nodi sono venuti al pettine. Il board di General Motors. La proposta è all’incirca come si prevedeva: conversione effettuata tramite 225 azioni per ogni 1.000 dollari di debito in possesso degli obbligazionisti. Il piano di ristrutturazione è pari a 27 miliardi di dollari, che è pur sempre una parte del debito di GM ma è un passo avanti fondamentale per il salvataggio dell’azienda.
Se avrà successo, il piano darà agli obbligazionisti il 10% del capitale dell’azienda quotata a Wall Street e permetterà di ridurre di almeno 44 miliardi di dollari il debito del gruppo.
Assieme alla rinegoziazione del debito, si provvederà ad un ulteriore taglio al personale a 40.000 addetti dagli attuali 61.000 con un’ulteriore discesa a 38.000 a inizio 2011.
Quindi la situazione per si presenta veramente rivoluzionaria.

Ma è ancora presto per cantare vittoria

Infatti per far si che il piano sia operativo, è necessario il benestare del 90% degli obbligazionisti interessati. In caso contrario, ci sarà il . E la situazione si complicherebbe enormemente.

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  1. Poveri Americani! la Gm chiude gli impianti in Usa ma tiene attivi quelli in Asia! vecchia scuola Fiat…

  2. In Asia la Fiat c’è arrivata per ultima!
    Quale scuola quindi?

  3. 2… che chiude in Italia per produrre all’estero…

  4. …e intanto chi sapeva dell’ operazione, si è comprato ad esempio 1000 obbligazioni che quotavano tra 18 e 30 $ , spendendo tra i 180 ed i 300 $ ed ora si ritroverà 225 azione che ai prezzi di oggi, fanno 500 dollari!!!

  5. 4.. e naturalmente il titolo non è quotato! :mrgreen:

  6. Conversione dei bond in azioni (da creditori ad azionisti)… una delle soluzioni che “cura” overnight il problema numero Uno, cioe’ l’eccessivo leverage o indebitamento sul capitale….in questa maniera si agisce su entrambe le variabili squilibrate (il debito, riducendolo e la base capitale, aumentandola).

    Proposta analoga era stata fatta qualche mese fa dall’economista Zingales – che, intendiamoci, torce un (bel) po’ quello che e’ il quadro normativo e i i principi del diritto di proprieta’ nel mondo capitalistico – costituisce una delle (secondo me brillanti) potenziali soluzioni alla sottocapitalizzazione delle banche le quali dovranno ricorrere ancora a massicce iniezioni d capitale (pubblico ? Presumibilmente…).

    ecco la proposta di Zingales che secondo me e’ brillante e geniale come l’uovo di Colombo… senonche’ spazzetrebbe via i vecchi azionisti con i nuovi, i creditori… e questo non puo’ essere permesso in unn settore come quello del credito che e’ cruciale per ogni economia, specie se sono stranieri… …come dice un mio amico le Banche sono i l settore piu’ importante in un sistema capitalistico dopo l’esercito… e non ha tutti i torti!

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000677.html

    Fa rischiare di piu’ i precedenti obbligazionisti (che pero’ vedevano gia’ ridotto al recovery rate ;a loro possibilita’ di recupero, speso 20% – 30%) trasformandoli in azionisti. Anche i titoli delle societa’ si apprezzano istantaneamente. Non si ricorre a nuovo debito (pubblico) e a futura tassazione diretta o indiretta i cittadini.

    Quanto alla necessita’ di ricapitalizzare anciora Minack (strategist di Morgan Stanley) scriveva Venerdi’:

    The banks require an additional $875 billion

    of equity to reduce leverage (tangible assets/tangible

    common equity) to 25 times. To reduce leverage to 17

    times, requires $1,700 billion in new equity. Put another way,

    to reduce leverage to 25 times implies that

    banks are half-way through the equity raising process; they are

    only one-third through if the target is 17 times (which was the

    average leverage multiple of US banks in the mid-1990s).

    To be blunt, it’s not clear where that equity capital will come

    from. Private investors have already been badly burnt injecting

    capital into major lenders. Further public injections would run

    up against political hostility to bailing out ‘banksters’.

    Banks need more than just equity capital. The shift to

    wholesale funding means that banks require the ongoing

    support of capital markets. That support is now largely gone.

    As the IMF notes, private bank funding markets are mostly

    closed, leaving banks to rely on central banks and the

    government (for guaranteed unsecuritized funding).

    Non siamo forse nanche a META’ del guado, insomma.

    e fare aumenti di capitale a prezzi piu’ bassi e nello sconforto generale sara’ painful…MOLTO painful ! Sono lontani i tempi in cui i Fondi Sovrani entravano allegramente nella stanza dei bottoni facendo aumenti di capitale in Citigroup, per esempio (a 18 USD o a 30 USD ? non ricordo piu’… oggi sta a 3 USD dopo minimi in area 0.70/0.75 USD!)

  7. Attenti a FIAT che fa gola come investimento,ma io sento puzza tanto di aumento di capitale.Ci vorrà tempo e denaro perchè il matrimonio con la bella addormentata dia i suoi frutti.
    Spiace per GM,ma si sapeva che qualcuno doveva pur rimetterci,ora tutti al CENTRO GRANDI USTIONATI :(

  8. 6 – ben tornato! I tuoi commetni sono sempre delle piccole lezioni di economia!
    A presto! ;-)

  9. 6 – molto interessante la tua analisi.
    7 – la penso come te, il titolo mi smebra palesemente sostenuto. Sono in corso riassetti azionari, vedrem.
    x tutti – Non credete che questa operazione vada a ledere ultiormente la già fragile CREDIBILITA’ del sistema usa. E premia per l’ennesima volta gli insider :mad:

  10. #6 e #9
    “principi del diritto di proprieta’ nel mondo capitalistico” e “CREDIBILITA’ del sistema usa” ma di cosa state parlando ?
    Non vorrei crearvi una delusione, ma “Babbo natale” non esiste…… :mrgreen: :mrgreen:

  11. DT,

    non so se accade anche a te e non so se riguarda anche gli altri, ma la mia mente oscilla tra pessimismo e ottimismo; non riesce a trovare una direzione.

    Scusate l’OT, ma ci tenevo a condividere questo stato d’animo.

  12. Ciao Frank… Io sono di natura ottimista, ma qui di ottimismo me n’è rimasto ben poco…purtroppo.
    Se guardo ai fonadmentali, alle alchimie che stanno facendo per far quadrare ic onti e a tutte le porcate che continuano a fare non posso non essere negativo. Se invece guardo ai grafici, beh…tutto è ancora possibile…
    non dimetnichiamo mai che, però , il mercato ha sempre ragione, e vivere di sentimentalismi ci si fa del male fisico ed economico….

  13. Certo e ti ringrazio.

    Io però vedo troppi pericoli e troppa volatilità ancora (almeno per i miei gusti).

    Quindi per il momento rimango fermo; perderò delle occasioni? Può darsi, ma finchè non ho le idee chiare e la mia mente oscilla (!), preferisco un pò di prudenza.

  14. 10 – Babbo natale non esiste? come no
    http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale
    “a ledere ulteriormente la già fragile” Do you understand me? …il resto è solo flame :roll:

    13 – Le idee chiare in questi mercati non li può avere nessuno. Ho un amico che è stato di recente in usa, mi ha dipinto un quadro disarmante.

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