CRISI GM: FALLIMENTO ed EFFETTO DOMINO
Ad un passo dal fallimento al Chapter 11 o 7, General Motors comunica alla SEC di essere impossibilitata a proseguire la sua gestione. Ma attenzione. L'effetto domino potrebbe essere devastante: vedi AIG e CDS.
GM, AIG e relativi CDS (Credit default swap).
Forse la farsa sta finendo.
General Motors ad un passo dal fallimento, o per meglio dire ad un passo da una delle procedure previste dall’ordinamento americano. Quindi, badate bene, non si parla solo di possibile Chapter 11, arcinoto e conosciuto dai più, ma di un eventuale Chapter 7 per il colosso dell’auto in crisi.E chi ha buona memoria, si ricorderà che proprio di Chapter 7 si è già parlato proprio su questo blog .Il comunicato rilasciato alla Sec non lascia grossi dubbi: “ abbiamo grossi dubbi sulla nostra continuità aziendale”, giudizio condiviso anche dalla Deloitte & Touche, l’auditori di GM.E, se mi permettete, giudizio condiviso dal sottoscritto e da un qualsiasi cristiano che vede ormai l’azienda di Detroit come una macchina mangia soldi.
Definizione di Chapter 11 e Chapter 7
Ovviamente non possiamo al momento mettere nero su bianco il fatto che GM sia realmente saltata. Ma credo proprio che mai come ora siamo ad un passo dal default.Nelle prossime ore ne sapremo di più . Al momento c’è una sola certezza: non penso che Wall Street festeggerà al rumors.Intanto però, volevo metter in chiaro la differenza tra Chapter 11 e Chapter 7.Il Chapter 11 (copio da Wikipedia) è una parte della legge fallimentare statunitense che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario. Il Chapter 11 è utilizzabile sia delle imprese, in forma societaria o individuale, sia da privati cittadini (nell’ordinamento statunitense, infatti, anch’essi sono soggetti al fallimento). L’utilizzo di gran lunga prevalente è però quello da parte delle società. È grossomodo equivalente all’amministrazione controllata prevista nella legislazione italiana.Il Chapter 7 invece comporta la liquidazione dei beni dell’impresa.Quindi col Chapter 11 si cerca di ristrutturare, col Chapter 7 si liquida. Non è escluso, il passaggio dal Chapter 11 a Chapter 7 (quando si tenta di ristrutturare ma si è costretti a liquidare). Quindi capite che, per certi versi, il Chapter 7 diventa un passo obbligato quando lo sforzo della ristrutturazione non è riuscito.
Seguono anche il Chapter 9, 12, 13. Potete vedervi i dettagli a questo indirizzo.
Però i conti non mi tornano
A questo punto voglio fare un ragionamento. Sappiamo che GM è sull’orlo del baratro. E sappiamo anche che proprio su General Motors è in corso una speculazione tremenda sui CDS, ovvero sui contratti se assicurano la solvibilità dell’emittente.
Ed è un dato di fatto che il valore dei CDS su GM è enormemente maggiore del debito in pancia al colosso di Detroit. Poco importa se i CDS coprono il 50 o il 100 o il 500% del debito di GM. Chi ha venduto il contratto, dovrà pagare. Ora , chi è l’ente assicurativo che più di tutto ha assicurato contro il default di General Motors? Indovinate un po’? E lui o non è lui? Certo che è lui.
AIG ovviamente, la grande AIG recentemente nazionalizzata. Ma… se salta GM, chi dovrà risarcire i possessori dei CDS? AIG. Ma AIG ormai è nazionalizzata e quindi sarà lo Stato a risarcire. E quindi i cittadini (ma guarda un po’ !!!).
Domanda: siamo sicuri che allo Stato americano convenga far fallire GM? Così facendo, non dovrà sborsare una cifra ben maggiore di una super ricapitalizzazione di GM?
E ancora… Cosa succede se, saltando GM, salta anche AIG e lo Stato non interviene per salvarla?
A questa domanda credo di avere la risposta…
Il rischio di vedere un parente molto prossimo del 1929 si avvicina.
Vediamo ora che succede.
STAY TUNED!
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5 marzo 2009 alle 15:50
Sinceramente non so cosa pensare.
E’ un bene? E’ un male? o smplicemente è e basta?
Come giustamente scrivi forse la farsa è finita e la tegola non era inattesa.
Certo che è una bella mazzata e mi dispiace: io amo l’industria e odio le banche.
5 marzo 2009 alle 16:03
la parte produttiva dell’ azienda era poca cosa rispetto alla gestione finanziaria!
5 marzo 2009 alle 16:11
Non è AIG che emette coperture dal fallimento GM? Il fallimento GM può innescare reazioni a catena, come Lehman…
5 marzo 2009 alle 16:12
2 – devo rettificare: amo l’industria e odio la finanza.
Per industria intendo ogni attività produttiva di beni e servizi, la produzione di numeri e carta non è contemplata.
Però mi dispiace che nomi storici siano a rischio.
Così solo per dire: la Harley è della Guzzi?
5 marzo 2009 alle 16:33
Tutto come previsto ed ampiamente dimostrato e pubblicizzato. I suonatori del piffero andassero a zappare. Ovviamente mi riferisco agli incompetenti di finanza buoni solo nelle offese e nelle previsioni sbagliate, quelle che essi – gli incompetenti – amano cambiare di giorno in giorno. Prossimo tg dello spoore americano: 582,75; steep intermedio 651. Tutto come previsto e mai cambiato.
5 marzo 2009 alle 16:42
5- AUGH! Grande capo La saggezza ha parlato!
5 marzo 2009 alle 16:43
3 – la risposta è si. Infatti il default di GM finirebbe per danneggiare catastroficamente proprio AIG che, ormai nazionalizzata, richiederebbe una valanga di liquidità allo Stato. E qui viene il bello.
Domanda da 1 millions of amero…
Per certi versi a me i conti non tornano.
Costa di più salvare GM oppure farla fallire?
5 marzo 2009 alle 16:45
La saggezza ha parlato. Punto. Sappiamo che non giustificai target e va bene così. Evitiamo di sfociare in discussioni e litigi inutili, ok?
5 marzo 2009 alle 17:07
SIETE TUTTI D ACCORDO SUL FATTO CHE UN NUOVO 1929 STA PRENDENDO FORMA OGNI GIORNO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI O C’è ANCORA QUALCUNO contrario?
5 marzo 2009 alle 17:26
5- una cosa che dici è errata (ANDARE A ZAPPARE ) ci vuole capacità x fare anche quello ! è IL SOTTOSCRITTO LO Sà FARE ! XCHè IL SOTTOSCRITTO VIENE DAL BASSO , X CUI ME NE FOTTO DELLA CRISI ! IL PROBLEMA SARà DEI PERSONAGGI LEGATI ALLA SCRIVANIA, ATTI A FREGAR SOLDI ALLE COMUNITà ! VOGLIA IDDIO CHE QUESTA CRISI SI SUGGELLI CON UN FALLIMENTO GENERALE ! IO ME NE FOTTO, AVANTI IL PROSSIMO ! ATTACCATEVI AI GRAFICI , TRA POCO VI ATTACCHERETE AI LAMPIONI !!!!
5 marzo 2009 alle 17:30
guardate che bello scenario:
Gm fallisce, Aig ha in pancia anche tutti i fondi pensioni americani e contratti di ri-assicurazione in tutto il mondo con tutte le più grandi compagnie assicurative, licenziati una marea di americani, altre case pignorate perchè non si possono pagare le rate dei mutui…e questo solo in America.
e da noi?
Credo il tg di La Saggezza sia ancora un pò troppo ottimista e con questo chiudo augurandomi che lei ABBIA ragione!
5 marzo 2009 alle 17:37
8- hai bannAto tempo Fà altra gente , x motivi più futili ! è MEGLIO CHE PRENDI PROVVEDIMENTI, STà BENE AVERE UN CONFRONTO DI VEDUTE ! MA PORTARE QUà DENTRO TRA CHI SCRIVE CERTI MODI OFFENSIVI , MI SEMBRAVA CHE NON FOSSE CONSENTITO ? SE IL REGOLAMENTO è CAMBIATO, POTRESTI AGGIORNARCI A NOI VISITATORI ?! GRAZIE.
5 marzo 2009 alle 18:06
Il 2009 secondo Saxo Bank: UN ANNO AI MINIMI. [COPIA & INCOLLA 1]
Londra, Copenhagen – 17 Dicembre 2008. Il greggio a $25. Lo S&P 500 in caduta del 50% a quota 500 [COPIA & INCOLLA 2].
Il prodotto interno lordo della Cina a crescita zero.
Il cambio EUR-Dollaro a 0.95 [COPIA & INCOLLA 3].
L’Italia che lascia il meccanismo di cambio europeo (ERM).
Se le previsioni di Saxo Bank sul 2009 – elencate qui sotto – si dovessero avverare, si andrebbe alla conferma di un pessimo quadro dei principali indicatori anche per l’anno a venire. “Certamente il 2009 sarà un anno di svolta, anche perché peggio di così non potrà andare” – ha commentato David Karsbøl, capo economista di Saxo Bank.
Le previsioni della banca danese, specialista del trading online e degli investimenti sul mercato globale dei capitali, sono parte del documento di Outlook sul 2009 prodotto, come ogni anno, dagli analisti dell’istituto bancario.
Le previsioni di Saxo Bank per il 2009:
* L’instabilità politica in Iran è destinata a divenire più acuta in relazione ai ribassi del prezzo del petrolio. Il governo, di conseguenza, non riuscirà a sostenere la fornitura per i beni di prima necessità.
* Il greggio verrà commercializzato a 25$ in linea con la diminuzione della domanda e alla luce del peggior quadro macroeconomico mai registrato sin dai tempi della Grande Depressione.
* L’indice S&P toccherà quota 500 [COPIA & INCOLLA 2] nel 2009 a causa del crollo degli utili, della crisi del mercato immobiliare e all’aumento del costo dei capitali nel settore corporate.
* La UE sarà sotto pressione per l’eccessivo deficit nei bilanci di alcuni stati membri e l’Italia potrebbe lasciare il meccanismo di cambio europeo (ERM).
* Il rapporto tra il dollaro australiano e lo Yen giapponese cadrà a quota 4. Il declino delle commodity avrà effetti sull’economia australiana.
* Il rapporto Euro-Dollaro crollerà a 0,95 [COPIA & INCOLLA 3] per poi risalire a quota 1,30, in considerazione delle sofferenze dei bilanci delle banche europee, troppo esposti ai fragili mercati dell’Est Europa e alle tensioni tra le economie europee.
* Crescita zero per il prodotto interno lordo della Cina. L’export, un tempo settore trainante, sarà colpito in maniera dura dal crollo verticale del commercio mondiale e dalla crisi dei consumi negli Stati Uniti.
* Alcune delle valute dell’Europa dell’Est, strettamente legate all’andamento dell’Euro, saranno sotto continue pressioni in relazione alla fuga dei capitali del 2009.
* Il Reuters/ Jefferies CRB Index cadrà del 30% e si attesterà a quota 150. La bolla delle commodity sta scoppiando, con eccessi speculativi così ampi che altereranno le statistiche sulla domanda e l’offerta.
Il 2009 vedrà la principali valute asiatiche legate all’andamento dello Yuan cinese. Le economie asiatiche, fino a ora troppo dipendenti dagli USA, guarderanno sempre più alla Cina alla ricerca di nuovi partner commerciali e nuove economie di scala.
Cosi’ sono capaci tutti…
5 marzo 2009 alle 18:27
13- questa SAXO BANK esisterà ANCORA ???
5 marzo 2009 alle 19:09
Per Saggezza, brutto pezzo di m… se sei così bravo a prevedere perche non giochi al Superenalotto invece che giogioneggiare sui poveri cristi che stanno perdendo i risparmi di una vita??

Riesci a comprendere dall’alto della tua “saggezza” cosa significa l’espresione “risparmi di una vita”? VERGOGNATI. Scusate lo sfogo ma qui si sta spofondando nel baratro della disperazione. Qualcuno giochicchia a fare trading, altri stanno vedendo svanire tutto ciò che hanno faticosamente guadagnato.
5 marzo 2009 alle 19:25
15 – speriamo che questo sia stato il sell off finale.
Non si vive di speranze ma questo augurio voglio farlo lo stesso.
Lo voglio fare a chi ha fatto investimenti sbagliati, a chi perde il lavoro, a chi scrive bene e a chi scrive male.
Sarebbe meglio per tutti.
5 marzo 2009 alle 19:39
ESCO UN ATTIMO FUORI TEMA:
SAPETE QUANTO PERSE IL DOW JONES IL 22 NOVEMBRE DEL 1963 GIORNO DELL ‘ASSASSINIO DI JFK?
- 2,89 % SONO RIMASTO SBALORDITO UN EVENTO SIMILE PROVOCò UNA FLESSIONE DELL’INDICE COSI MODESTA
5 marzo 2009 alle 19:57
17- nella tua sorpresa , c’è la risposta a quello che stà SUCCEDENDO AI MERCATI MONDIALI ! è cioè : I FASULLI DI BANCHIERI ED AFFINI , STANNO ANDANDO IN MALORA ! è LA LORO RISPOSTA AL COMANDANTE IN CAPO è QUESTA : MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI ! questa è la verità, IL NUOVO ORDINE MONDIALE X INSTAURARSI TIENE BISOGNO DEL CATACLISMA GENERALE. p.s. x chi stà perdendo i risparmi di una vita dico : NON SO’ COSA RESTERA’ A CHIUQUE DAL NUOVO CHE NASCERA’ ?! X CUI VOLENTI O NOLENTI , BISOGNA PREPARARSI A RIPARTIRE QUASI DA ZERO ! PURTROPPO QUESTA è LA DURA REALTA’ !
5 marzo 2009 alle 20:05
15 – alex, capisco il tuo sconforto, però ti chiedo di essere moderato nei termini. La Saggezza provoca con le sue affermazioni saccenti. Se le date corda capite che tutto va a scapito non solo vostro, ma anche del blog.
Inutile dirlo, La Saggezza non è il benvenuto su questo blog. Potrebbe essere anche Martin Pring o Jim Rogers in persona. Ma con questo atteggiamento non si va da nessuna parte, atteggiamento che, visto il momento in cui ci troviamo, non tollererò più.
Cmq sia, la tua disperazione purtroppo è comprensibile e, credo , condivisa da molte altre persone.
5 marzo 2009 alle 20:19
VISTO CHE LA GENTE AMA FARE IL GIOCO DELLE 3 CARTE , ADESSO SE SI TIENE I COJONI MI SI RISPONDESSE A QUESTA LISTA CHE Fù : Bilderberg: lista dei partecipanti 2004 a Stresa (Italia)
IL VERO GOVERNO DEL MONDO Honorary Chairman – Davignon, Etienne
Vice-Chairman, Suez-Tractebel
Honorary Secretary General – Taylor, Martin
International Adviser, Goldman Sachs International
N – Auser, Svein – CEO, DnB NOR ASA
D – Ackermann, Josef – Chairman, Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
I – Ambrosetti, Alfredo – Chairman, Abbrosetti Group
TR – Babacan, Ali – Minister of Economic Affairs
P – Balsemao, Francisco Pinto – Chairman and CEO, IMPRESA, SGPS, Former Prime Minister
ISR – Barnavie, Elie – Department of General History, Tel-Aviv University
I – Benedetti, Rodolfo De – CEO, CIR
I – Bernabe, Franco – Vice Chairman, Rothschild Europe
F – Beytout, Nicolas – Editor In Chief, Les Echos
INT – Bolkestein, Frits – Commissioner for the Internal Market, European Commission, former leader of Dutch right wing Liberal Party VVD.
USA – Boot, Max – Neoconservative, Council on foreign Relations, Features Editor, Wall Street Journal
CH – Borel, Daniel – Chairman, Logitech International S.A.
I – Bortoli, Ferrucio de – CEO, RCS Libri
S – Brock, Gunnar – CEO, Atlas Copco AB
GB – Browne, John – Group Chief Executive, BP plc
NL – Burgmans, Antony – Chairman, Unilever NV
F – Camus, Phillipe – CEO, European Aeronautic Defence and Space NV
I – Caracciolo, Lucio – Director, Limes Geopolitical Review
F – Castries, Henri de – Chairman, AXA Insurance
E – Cebrian, Juan Luis – CEO, PRISA (Spanish language media company), former Chairman, International Press Institute
TR – Cemal, Hasan – Senior Columnist, Milliyet Newspaper
GB – Clarke, Kenneth – Member of Parliament (Con.), Deputy Chairman, British American Tobacco
USA – Collins, Timothy C – MD and CEO, Ripplewood Holdings LLC, Yale School of Management, Trilateral Commission
USA – Corzine, Jon S. – Senator (D, New Jersey), Chairman and CEO, Goldman Sachs
CH – Couchepin, Pascal – Former Swiss President, Head of Home affairs Dept.
GR – David, George A. – Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Company SA
B – Dehaene, Jean-Luc – Former Prime Minister, Mayor of Vilvoorde
TR – Dervis, Kemal – Member of Parliament, former senior World bank official
GR – Diamantopoulou, Anna – Member of Parliament, former European Commissioner for Social Affairs
USA – Donilon, Thomas L – Vice-President, Fannie Mae, Council on Foreign Relations
I – Draghi, Mario – Vice Chairman and Managing Director, Goldman Sachs
USA – Edwards, John – Senator (D. North Carolina), Democratic Presidential Candidate
DK – Eldrup, Anders – Chairman, DONG gas company (becoming privatised) A/S
DK – Federspiel, Ulrik – Ambassador to the USA
USA – Feith, Douglas J. – Undersecretary for Policy, Department of Defense
I – Galateri, Gabriele – Chairman, Mediobanca
USA – Gates, Melinda F. – Co-Founder, Gates Foundation, wife of Bill Gates
USA – Geithner, Timothy F. – President, Federal Reserve Bank of New York
I – Giavazzi, Francesco – Professor of Economics, Bocconi University; adviser, world bank and European Central bank
IRL – Gleeson, Dermot – Chairman Allied Irish Bank Group (currently being investigated for personal and corporate tax evasion)
USA – Graham, Donald E. – Chairman and CEO, Washington Post Company
USA – Haas, Richard N. – President, Council on Foreign Relations, former Director of Policy and Planning staff, State Department
NL – Halberstadt, Victor – Professor of Economics, Leiden University
B – Hansen, Jean-Pierre – Chairman, Suez Tractabel SA
S – Heikensten, Lars – Governor, Swedish Central Bank
USA – Holbrooke, Richard C – Vice Chairman, Perseus, former Director, Council on Foreign Relations, former Assistant Secretary of State
USA – Hubbard, Allen B – President E&A Industries
USA – Issacson, Walter – President and CEO, Aspen Institute
USA – Janow, Merit L. – Professor, International Economic Law and International Affairs, Columbia University, member of apellate body, WTO
USA – Jordan, Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Freres & Co LLC
USA – Kagan, Robert – Senior Associate, Carnegie Endowment for International Peace
GB – Kerr, John – Director, Shell, Rio Tinto and Scottish American Investment Trust, former secretary of European Constitution Commission
USA – Kissinger Henry A. – Chairman, Kissinger Associates Inc.
TR – Koc, Mustafa V. – Chairman, Koc Holdings AS
NL – Koenders, Bert (AG) – Member of Parliament, president, Parliamentary Network of the World Bank
USA – Kovner, Bruce – Chairman Caxton Associates LLC, Chairman, American Enterprise Institute
USA – Kravis, Henry R. – Founding Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co., acquisitions financier
USA – Kravis, Marie Josee – Senoir Fellow, Hudson Institute Inc.
FIN – Lehtomaki, Paula – Minister of Foreigh Trade and Development
FIN – Lipponen, Paavo – Speaker of Parliament
CHN – Long, Yongtu – Secretary General, Boao forum for Asia
P – Lopes, Pedro M. Santana – Mayor of Lisbon
USA – Luti, William J. – Deputy Under Secretary of Defense for Near Eastern and South Asian Affairs
CDN – Lynch, Kevin G. – Deputy Minister, Department of Finance
USA – Mathews, Jessica T. – President, Carnegie Endowment for International War Peace
USA – McDonough, William J. – Cahirman and CEO, Public Company Accounting Oversight Board, former president, Federal Reserve Bank of New York
CDN – McKenna, Frank – Counsel, McInnes Cooper, former premier of New Brunswick
I – Merlini, Cesare – Executive Vice Chairman, Council for the United States and Italy, Council on Foreign Relations, former director, Italian Institute for International Affairs
F – Montbrial, Thierry de – President, French Institute of International Relations
INT – Monti, Mario – Competition/Antitrust Commissioner, European Commission
USA – Mundie, Craig J. – Chief Technical Officer, Advanced Strategies and Policies, Microsoft Corporation
N – Myklebust, Egil – Chairman, Scandinavian Airline System (SAS)
D – Naas, Matthias – Deputy Editor, Die Zeit
NL – Netherlands, Beatrix HM Queen of The – Lady Shell, nuff said
GB – Neville-Jones, Pauline – Chairman, QuinetiQ (UK privatised military research/services company), governor of the BBC, Chairman Information Assurance Advisory Council, formar Chairman Joint Intelligence Committee, former Managing Director NatWest Markets
USA – Nooyi, Indra K. – President and CEO, PepsiCo Inc.
PL – Olechowski, Andrzej – Leader, Civic Platform
FIN – Ollila, Jorma – Chairman, Nokia Corporation
INT – Padoa-Schioppa, Tommaso – Director, European Central Bank
CY – Pantelides, Leonidas – Ambassoador to Greece
I – Passera, Corrado – CEO, Banca Intesa SpA
USA – Perle, Richard N. – Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research, former Likud policy adviser, former chair Defence Policy Board, former co-chairman, Hollinger Digital
B – Phillipe, HRH Prince
USA – Reed, Ralph E. – President, Century Strategies
CDN – Reisman, Heather – President and CEO, Indigo Books and Music Inc.
I – Riotta, Gianni – Editorialist, Corriere della Serra
USA – Rockefeller, David – Member JP Morgan International Council, Chairman, Council of the Americas
E – Riodriguez Inearte, Matias – Vice Chairman, Grupo Santander
USA – Ross, Dennis B – Director, The Washington Institute for Near East Policy
D – Sandschneider, Eberhard – Director, Research Institute, German Society for Foreign Policy
I – Scaroni, Paolo – CEO, Enel SpA
D – Schilly, Otto – Minister of the Interior
USA – Schnabel, Rockwell A. – Ambassador to the EU
A – Scholten, Rudolf – Director, Oesterreichische Kontrollbank AG
D – Schrempp, Jurgen E. – Chairman, DaimlerChrysler AG
E – Serra Rexach, Eduardo – Head, Real Institute Elcano
RUS – Shevtsova, Lilia – Senior Associate. Carnegie Endowment for International Peace
PL – Sikora, Slawomir – President and CEO, Citibank Handlowy
I – Siniscalo, Domenico – Director General Ministry of the Economy
P – Socrates, Jose – Member of Parliament
USA – Strmecki, Marin J. – Smith Richardson Foundation
B – Struye de Swielande, Dominique – Permanant repressentative of Belguim, NATO
IRL – Sutherland, Peter D. – Chairman, Goldman Sachs International, Chairman, BP plc
USA – Thornton, John L. – Chairman, Brookings Institution, Professor, Tsinghua University
I – Tremonti, Giulio – Minister of Economy and Finance
INT – Trichet, Jean-Claude – President, European Central Bank
I – Tronchetti Provera, Marco – Chairman and CEO, Pirelli SpA
N – Underdal, Arild – Rector, University of Oslo
CH – Vasella, Daniel L. – Chairman and CEO, Novartis AG
NL – Veer, Jeroen van der – Chairman, Committee of Managing Directors, Royal Dutch/Shell
GB – Verwaayen, Ben J. M. – CEO, British Telecom; former director, Lucent Technologies
I – Visco, Ignazio – Foriegn Affairs Manager, Banca D’Italia
INT – Vitorino, Antonio M. – Justice and Home Affairs Commissioner, European Union
INT – Vries, Gijs M. de – EU Counter Terrorism Co-ordinator
S – Wallenberg, Jacob – Chairman, SEB investments (including biotech); Chairman, W Capital Management AB
D – Weber, Jurgen – Chairman of the Supervisory Board, Deutche Lufthansa AG
GB/USA – Weinberg, Peter – CEO, Goldman Sachs International
NL – Wijers, Hans – Chairman, AkzoNobel NV
D – Wissmann, Matthias – Member of Parliament
GB – Wolf, Martin H. – Associate Editor/Economic Commentator, The Financial Times
INT/USA – Wolfenson, James D. – President, The World Bank
RUS – Yavlinsky, Grigory A. – Member of Parliament
USA – Yergin, Daniel – Chairman, Cambridge Energy Research Associates
D – Zumwinkel, Klaus – Chairman, Deutche Post Worldnet AG; Chairman, Deutche Telekom Rapporteurs
GB – Rachman, Gideon – Brussels Correspondent, The Economist
GB – Wooldridge, Adrian D. – Foreign Correspondant, The Economist
STESSERO ATTENTI CERTI SCIACALLI , ADESSO NON SI SCHERZA PIù ! ADESSO VEDREMO CHI RIMANE IN PIEDI ! orvuar’
5 marzo 2009 alle 20:30
Buonaseta a tutti. Seguo questo blog da molto tempo ma non ho mai postato perchè non sono un esperto di borse e finanza; mi occupo di tutt’alto.
Vorrei chiedere, agli esperti; ma se in questi 20-22 mesi di ribassi i titoli hanno perso così tanto….quante azioni di ogni titolo ci sono in circolazione???
Io non sò, ma mi sembra tutto un imbroglio o peggio una truffa.
Saluti
5 marzo 2009 alle 20:35
A proposito del super enalotto, avete notato che quando c’è una crisi l’azienda che fa più utili è proprio la Lottomatica?
Quest’anno utili +27%!
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2009-03-05_105337821.html
5 marzo 2009 alle 20:53
Mi sono permesso di integrare l’articolo, in quanto era incompleto. Il pezzo finale l’ho citato nei commenti ma ritengo sia un potenziale oggetto di interessantissime discussioni.
Buttateci l’occhio… secondo me vale la pena parlarne… E’ la prima volta che scrivo in modo abbastanza convinto quelle 4 cifre…
5 marzo 2009 alle 21:00
D.T , la G.M. salta e arriva un effetto domino che si tira dietro un centinaio di Hedge già oggi agonizzanti :
Si tratta del default preparato per Obama già da un pezzo ?
zio ot
5 marzo 2009 alle 21:08
Intervista all’economista Vaciago ad Affaritaliani.it:
E in Italia? Le nostre banche sembrano stare meglio di quelle estere…
“Il mio collega Alessandro Penati, in un articolo su Repubblica del 28 febbraio, sostiene che le principali banche italiane sono tutte in fallimento. In base alla sua stima mancano 130 miliardi, altro che i 10 stanziati per i Tremonti-bond. E nessuno ha smentito, dati alla mano, quanto sostiene Penati! Quindi, stando a questi numeri, si prevede un altro anno di angoscia. E allora dobbiamo uscire da questa trappola: senza fiducia non c’è ripresa. E la sfiducia nasce dal problema che banche rischiano il fallimento. E qui che si deve intervenire”.
5 marzo 2009 alle 21:36
ecco un bell’articoletto sull’AIG:
http://www.huffingtonpost.com/raymond-j-learsy/billions-for-aig-to-prote_b_172102.html
5 marzo 2009 alle 22:30
Alessandro Penati ha portato PROVE a sostegno della sua tesi oppure sono le solite parole i libertà?
5 marzo 2009 alle 22:46
27- Non ho letto l’articolo su repubblica ma su affariitaliani. Effettivamente sarebbe interessante leggerlo
6 marzo 2009 alle 0:04
Ragazzi mi dispiace continuare a postare articoli come questo ma la situazione e’ drammatica:
Vi ho messo qualche nota in Italiano di sotto…
Dear MARIO,
What, to most people, has been a raging tempest may actually be the calm before the real storm.
Queelo che alcuni hanno vissuto come una tempeste potrebbe essere invece la calma prima della tempesta…
GM IS ON ITS DEATH BED: Two years ago, I warned you that General Motors was headed for bankruptcy. This morning GM’s own auditors revealed an unnamed “material weakness” in the company’s accounting — and warned that there’s serious doubt the automaker will survive.
GM e’ fritta, due anni fa ho avvertito di cio’
BANK OF AMERICA, CITIGROUP AND AIG ARE ON LIFE SUPPORT: As soon as dire realities force the Washington to pull the plug, these giant institutions will be in bankruptcy.
BANK OF AMERICA, CITIGROUP E AIG sono sul letto di morte, se lo stato toglie la spina falliranno.
GENERAL ELECTRIC IN THE ER: S&P has already issued a negative outlook on GE’s debt and, this week, Moody’s is considering slashing the company’s credit rating — a strong signal that the company may soon be fighting for its life.
GENERAL ELECTRIC in emergenza potrebbe combattare per la sua soppravivenza
JPMORGAN CHASE NEXT? This morning, Moody’s slashed its outlook to negative. Ditto for Wells Fargo.
To me, JPMorgan Chase is the most worrisome of all.
JPMORGAN CHASE potrebbe essere la prossima, anche la Weels Fargo in difficolta
Remember: It holds $91.3 trillion in derivatives — a notional value that’s 40.6 times its total assets. Moreover, these include $9.2 trillion credit default swaps, hands-down the riskiest form of derivatives.
Morgan ha 91 trilioni di derivati (40 volte i suoi assets)
Worse, the U.S. Comptroller of the Currency warns that JPMorgan Chase Bank is also exposed to extremely large credit risk with its derivatives trading partners: For each dollar of capital, the bank has credit exposure of $4.00 — nearly twice the average exposure of Bank of America and Citibank.
Peggio Morgan ha una esposizione con i suoi partners commerciali
BOTTOM LINE: America’s four largest banks — JPMorgan Chase, Citibank, Bank of America and Wells Fargo — are ALL major threats to our nation’s future and to your money!
Le quattro maggiori banche americane sono minacciate da fallimento
The broad picture is equally bleak …
Bloomberg just reported that, the AVERAGE S&P company suffered a massive 58% plunge in earnings in the last three months of last year.
Bloomberg ha detto che c’e’ stato una diminuziione del 58% negli utili
Moody’s Investors Service now predicts that corporate bond defaults will more than triple this year — and exceed the levels seen during the great depression!
Default sui bond triplicheranno
JPMorgan itself is warning that AT&T Inc. … DuPont … Textron and 20 other huge non-financial companies will likely cut or eliminate their dividends in an effort to survive.
JPMorgan ha avvertito di molte aziende famose non distribuiranno dividendi
The Fed, meanwhile, is only now truly admitting something’s wrong. After first predicting that the crisis “would end in 2008” … then postponing their recovery forecast until the first half of 2009 … and then delaying it again until the second half of 2009 …
La fed prima ha detto che la crisi finiva nel 2008 poi nella prima meta del 2009 adesso nella seconda meta…
Ten of the Fed’s 12 district banks have just warned that they now see no hope of a bottom or recovery until the end of the year or in 2010.
10 su 12 hanno gia espresso no ripresa fino al 2010.
Il rischio collasso finanziario sta’ aumentando, se iniziano a saltare gli stati si sgretolera tutto….
Buona notte… si fa per dire…
6 marzo 2009 alle 0:29
Ho aggiornata la mia pagina sulle percentuali possibili di questa crisi (purtroppo…):
http://www.propheties.it/crisifinanziaria.htm
Ho tolto freccette e lasciato solo l’immagine globale cosi’ e’ piu’ facile.
Mario
6 marzo 2009 alle 9:24
GM: AFFONDA IN BORSA SU RISCHIO BANCAROTTA, CEDE IL 15,36%
2009-03-05 16:18:22.136 GMT
(ANSA) – NEW YORK, 5 mar – General Motors affonda in Borsa dopo aver espresso dubbi sulla propria continuita’ aziendale: senza ulteriori aiuti – ha avvertito il colosso di Detroit – non
e’ esclusa la possibilita’ di far ricorso al Bankruptcy Code statunitense. Il titolo cede il 15,36% a 1,87 dollari.
Nel rapporto annuale inviato alla Sec, la Consob americana, Gm osserva come le azioni ordinarie potrebbero essere delistate dal New York Stock Exchange. ”Attualmente sono quotate al Nyse. Potremmo pero’ non essere in grado di rispettare i requisiti per la quotazione, e questo potrebbe portare a un delisting dei
titoli ordinari. Il Nyse richiede, fra le altre cose, che il prezzo minimo dei nostri titoli ordinari sia almeno di 1,00 dollaro per almeno 30 giorni consecutivi di trading. Se non
dovessimo riuscire a soddisfare questo requisito nei sei mesi successivi a ogni eventuale segnalazione del Nyse sul prezzo minimo delle ordinarie, i titoli potrebbero essere delistati”, con ”effetti avversi” sulla liquidita’. ”Il delisting potrebbe rendere piu’ difficile per noi raccogliere capitale”.
(ANSA).
6 marzo 2009 alle 9:39
Mi son sempre chiesto, ma se uno ha dei bond in carico a 5, e gm fallisce e decidono di liquidare i bond magari a 20 o 30 anziche’ a 100. Chi ha preso i bond gm i soldi quando li rivede a 30? A scadenza naturale del bond o quando viene chiusa la procedura fallimentare?
6 marzo 2009 alle 10:29
32- SU FALLIMENTI C’è SEMPRE QUALCUNO CHE GUADAGNA !
6 marzo 2009 alle 10:43
se dovesse arrivare “il parente stretto del 29″ ha ragione 7vox, prepariamoci a zappare la terra….secondo me non si arriverà a quel punto.
6 marzo 2009 alle 10:49
34 – Io mi sono gia’ messo avanti e ho comprato tutti gli attrezzi necessari per coltivare senza durare fatica
Ah, ovviamente c’ho anche posto per le galline. Mi manca quello per i maiali.
6 marzo 2009 alle 10:49
32: Solo al termine della procedura fallimentare.
Ho visto tanti fallimenti, i più eclatanti Parmalat ed Argentina, e la liquidazione non è stata per contanti. Gli Argentina “people” che hanno accettato l’offerta hanno avuto un’obbligazione scadenza 2035 all’1,2%, ed i primi ad avere accettato la proposta anche delle azioni collegate al PIL; i possessori Parmalat delle azioni nuove e dei Warrant.
6 marzo 2009 alle 13:54
19 – D.T. diceva il poeta…”non ragioniam di lor ma guarda e passa”…
Povera La Saggezza… io la trovo divertentissima.
Ormai per me è Grande Capo La Saggezza.
E poi chissà, magari nelle sue “sentenze” potrebbe esserci qualcosa di fondato. Quanto ai toni è evidente che le piace provocare, ma nel merito non mi sembra sia l’unico commentatore del blog a dire cose “discutibili”.
6 marzo 2009 alle 14:11
28: ho trovato l’articolo di Penati. Provo a mandarvi il collegamento, se funziona.
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=KX7FH