Elliott dice sell?
Nel mesi di maggio del 2007, se non ricordo male, ho avuto il piacere di assistere a Milano, al Palazzo delle Stelline, ad un incontro organizzato da una testata giornalistica finanziaria, dove si è parlato in modo specifico della teoria Elliottiana applicata ai mercati finanziari, con una particolare attenzione all’analisi di uno dei più importanti “guru” che studiano proprio in modo specifico le fatidiche onde di Elliott, Robert Pretcher.
Bear market secolare?
Un articolo apparso stamane su un quotidiano, mi ha fatto tornare alla mente proprio quell’incontro. Ricordo ancora oggi che, ascoltando le interessanti teorie illustrate dal signor Peracchi (se non ricordo male…), membro SIAT, si era giunti ad una analisi semplicemente catastrofistica… Secondo le analisi del signor Pretcher, noi ci dovremmo trovare nel più grande bear market della storia. Ora, quest’analisi è ovviamente soggettiva ed assolutamente personale, come sono spesso non condivisibili i conteggi delle onde di Elliott.
Tornando ai giorni nostri, proprio lo stesso Pretcher ha affermato che nelle prossime settimane assisteremo ad un corposo ribasso di mercato, che daranno il la ad un ciclo ribassista epocale, paragonabile a livello dimensionale al crollo delle borse nel periodo 1999-2001. E sempre secondo Pretcher, il ribasso porterà corposi nuovi minimi con lo S&P sotto i 1000 punti, con conseguenza che per vedere il mercato nuovamenet ai livelli attuali…ci vorranno nuovaemnte una marea di anni, ovvero nel 2015! Per fortuna è solo una delle tante teorie che girano nel mondo della finanza. Resta il fatto che tale teoria diventerebbe credibile nel caso in cui la crisi che stiamo vivendo possa avere conseguenze e strascichi drammatici per l’intera economia globale.
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28 agosto 2007 alle 12:16
va bene , dream ma tu che pensi ? quello che dice elliott prima o poi arriva? è ne abbiamo(ahimè) già avuto la prova!
il problema è: l’economia reale c’è come la descrivono i soliti millantatori, oppure siamo tutti una massa di creduloni?!
28 agosto 2007 alle 12:26
Coincide perfettamente con l’ipotesi che vado sbandierando da parecchio tempo, del doppio massimo secolare dello S&P500.
In altro blog, da cui sono fuoruscito, addirittura avevo preannunciato il doppio massimo, in un analisi spazio temporale di previsione del grafico che avevo fatto diversi mesi prima.
Sono stato criticato in modo aspro da quasi tutti compreso l’autore del blog che sosteneva: le previsioni tecniche in borsa non dicono nulla, ma dicono molto su chi le fa. Ovviamente mi sono imbestialito.
Di grazia, cosa sono i mercati se non una previsione del futuro e una scommessa?
Poi, sia con l’ausilio dell’analisi fondamentale che tecnica, si possono azzeccare o meno, ma sempre previsioni sono.
28 agosto 2007 alle 12:28
bravo, GIORGIO, quello che ti ha insultato, e’ un idiota al cubo, da nostri studi l’arrivo e’ a 800 di comit, ad ognuno le proprie teorie.
28 agosto 2007 alle 12:44
28 agosto 2007 alle 12:59
Io aspetto ancora degli elementi, anche se mi sto facendo una mia idea, non troppo posivita. Io vedevo il mercato come un perfetto orologio che continuava a funzionare a meraviglia. Quando qualche meccanismo non funzionava più molto bene, le banche centrali cercavano di fare qualche aggiustamento (soft landing) per mettere una toppa. Ora però il problema è grande e tutte le toppe rischiano di saltare.
Ma, ripeto, è presto per fare previsioni e sputare i giudizi. Qui, come per Bradley e per il resto, sto alla finestra per cercare di capire…
28 agosto 2007 alle 13:01
X Giorgio: per fortuna che ti sei imbestialito, così se venuto a trovarmi!!!
Come ti ho già detto in passato, anche per me il rischio doppio max era evidente (ho postato anche dei grafici a questo proposito) e quindi….
28 agosto 2007 alle 13:34
Mi permetto – da non specialista come sono – di inserirmi nel Vs. dibattito. L’analisi tecnica ha la sua forza e la sua debolezza proprio nella capacità predittiva: quando gli andamenti si ripetono, questa ricorrenza è giudicata da alcuni come forte probabilità, per non dire certezza che l’evento successivo si debba ripetere esattamente nello stesso modo. Può darsi. Mi limito a ricordare che l’economia non è una scienza, condizionata com’è dal comportamento umano – per sua natura soggetto a variabilità – e da fattori estemporanei (per esempio la crescita economica cinese o l’ondata di innovazioni tecnologiche tuttora in corso).
E che la finanza dovrebbe in linea di massima seguirne l’evoluzione e non sostituirsi ad essa.
Parere personale
28 agosto 2007 alle 13:35
dream, ma come siamo sottili,e che filosofia usi nei commenti, questo e’ un blog, di artisti, mi piace!
28 agosto 2007 alle 13:50
7 caro amico, le analisi tecniche, storicamente hanno sempre avuto, alla fine ragione, e’ molto importante interpretarle bene,e di che tipo, lo si fanno, e’ opinione personale,per quanto riguarda il discorso dell’economia reale che tu citi, facendo riferimento alla cina e alla tenologia innovativa, ti faccio presente che questa sara’ una crisi prettamente finanziaria, che riguarda tutto il mondo occidentale, no di mancanza di lavoro, e’ molto diverso, la cina e la russia, per me, saranno loro a giudare la prossima ripresa economica, dopo la bufera finanziaria in occidente, la guideranno perche’ sara’ una ripresa basata solo sulla produttivita, economia reale, e non piu’ sulla finanza selvaggia, causa di questo tracollo imminente.
28 agosto 2007 alle 14:02
concordo pienamente con crash.
finchè le palafitte galleggianti sulla finanza creativa non toccano terra non c’è da stare allegri. anche un collasso non gioverebbe a nessuno. io parteggio per il soft landing. voluto e per questo necessitato.
per quanto riguarda l’analisi tecnica ( di cui non capisco molto, lo ammetto) non ha la mia piu’ grande simpatia. ma una scienza puo’ diventare tale anche perchè solo seguita da molti: se ad una causa segue un effetto ecco la correlazione, se al congiungimento di un insieme di variabili tanti comprano o vendono ecco l’effetto.
il verificarsi recidivo di cause ed effetti porta ad un discreto margine di attendibilità. quindi l’analisi tecnica per come la vedo io è tautologica ma efficace.
spero di essere stata chiara…
28 agosto 2007 alle 14:13
Chiarissima, cara amica, EPI, e staordinariamente intelligente ed efficace nel ragionamento, complimenti!
28 agosto 2007 alle 14:48
Ciao a tutti, i vs commenti sono sempre puntuali e di ottima qualità…
Ora però…sto scrivendo un post un po’ FORTE… aspetto il vs. parere perchè…mi sbilancio sul serio…
28 agosto 2007 alle 15:01
Epi,
finalmente ti ritrovo più battagliera che mai. Sei sempre la n.1.
Facci sognare.
28 agosto 2007 alle 23:27
Scusate…vi scaldate tanto per un Mr.Prechter…HyperTrader 2 anni fa ipotizzava un nuovo top assoluto di DowJones..e Prechter (avevo le newsletter a pagamento) diganosticava già che doveva crollare tutto di lì a settimane…insieme ad una grande marmaglia di nullità. Non tutti gli Elliottiani sono uguali….pregasi distinguere tra la m… e la cioccolata.
29 agosto 2007 alle 0:10
amicorisparmio, rimango scettico come te sulla bonta’ delle capacita’ predittiva dell’analisi tecnica. Mi duole pero’ ammettere (duole ammettere al mio ego fondamentalmente fondamentalista, scusa il gioco di parole) che talvolta, come diceva EPi e’ una disciplina statistica (basta sulla probabilita’, NON Scienza) che ha una capacita’ predittiva dovuta al fatto di essere sel fulfilling (= autorealizzantesi. In soldoni: tutti la guardano e guardano + o meno le stesse cose e quindi si autorealizzano le sue profezie). Senza dimenticare il ruolo, specie nel mercato dei cambi di alcuni livelli tecnici dettati dalla presenza di forti barriere costituite da opzioni (ora supporti, ora resistenze= in particolare le cosidette “one touch” che, una volta toccate, fanno scattare reazioni abbastanza consistenti.
Motivo per cui un occhio, anche piuà di uno tyalvolta, ai grafici glielo do’!
Poi certo, il crash dei prossimi 2 anni, se ci sara’, sara’ dettato da ragioni di tipo fondamentale e da squilibri pluriannuali accumulati. Bull market e bear market hanno senz’altro ragioni fondamentali, la cui anticipazione fa fare i VERI SOLDI. Che purtroppo in pochi “animali” sono in grado di fare. Il restio e’ piccolo cabotaggio…
29 agosto 2007 alle 11:27
Ciao a tutti! Ciao mitico CDS, hai detto una cosa giusta, ovvero che l’analisi tecnica, anche se molto probabilemnte è una cavolata, nel mometno in cui tutti la seguono, magicamente funziona e più è seguita e più funzionerà. Inoltre non dimenticate che ormai molti hedge funds e case d’investimento usano software tarati proprio su reazioni tecniche, aumentando quindi l’importanza dell’analisi tecnica e, nel contempo, aumentandone l’affidabilità…
29 agosto 2007 alle 11:35
14 – ciao Tommaso Moro. Io infatti ho il massimo rispetto per il grande Hyper, però mi sembrava giusto segnalare l’analisi di uno dei più seguiti seguaci di Elliott (scusate il bisticcio di parole…) o che il mercato riconosce come tale. E proprio il tuo commento mi fa fare un’impoertante considerazione personale (ed è anche poi il motivo per cui Elliott non mi fa impazzire…):il problema di questa teoria è che troppo spesso è soggetta a libera interpretazione. Ma questa è una onda 3 oppure una 5, oppure una B…. oppure una sotto onda… L’intero concetto di Elliott sta nel fare un conteggio delle onde. Però, rispondi a questa domanda: mi sai dire cos’è esattamente un’onda? O almeno quando puoi considerarla tale? Vedrai che in teoria sembra tutto lampante (se poi analizzi il pregresso, dai testi, tutto sembra tremendamente logico) poi però … con un bel grafico davanti (per esempio lo S&P 500) tutto sembra difficile… Quindi bisogna essere secondo me, nel conteggio, molto bravi…ma anche molto fortunati… E spero che gli Elliottiani più accaniti non se la prendano troppo per questa opinione…probabilmente dovuta anche alla non perfetta conoscenza della materia…
29 agosto 2007 alle 11:51
9,15 e 16 – crash, Ds e Dream – La mia posizione è ben lungi dal non considerare l’analisi tecnica. Dico solo che gli attori sono tanti e gli interessi contrapposti anche. Non c’è nulla di scontato, tutto qui. Ma che una figura tecnica possa anticiparne un’altra, non ci piove, sono anch’io per la predizione, solo che gli dò validità a breve. Per il medio-lungo periodo no
29 agosto 2007 alle 11:58
Concordo Dream, in quello che dici, ed infatti se avrai fatto caso HyperTRader non si butta mai in un unico conteggio passandolo per futuro certo ma ne valuta continuamente molteplici allo stesso tempo dando una idea del mercato insuperabile soprattutto dal lato del rischio…e questa è una cosa che nei libri accademici non c’è…comunque siete bravi entrambe, la mi anon voleva essere una polemica a te..volevo solo puntualizzare che dietro il guru mondiale (prechter) c’è sempre grande marketing intorno ma il Trader vero è un altra cosa.