DOLLAR INDEX e CARRY TRADE: target raggiunto?
Il Dollar Index raggiunge un’importante target. Colpa delle vendite sui Bonds ma anche del Carry trade. Possibile rimbalzo nel breve. E le borse…
Mamma che capitombolo! Il Dollar Index, l’indicatore che riassume la forza del Dollaro USA nei confronti delle altre valute, ha raggiunto rapidamente un target importante. E nello stesso tempo, le borse hanno anche raggiunto un target importante.
Area 944 dello S&P 500.
Voi direte: che diavolo c’entra? Invece no. Intermarket e carry trade. C’entra eccome. E se l’intermarket ci azzecca, basta allungare le orecchie ed ascoltare il suggerimento.
Dollar Index: 61.8 % di Fibonacci
Il grafico parla chiaro. La tendenza è ribassista ma l’RSI ormai è in ipervenduto e addirittura siamo arrivati in un batter d’occhio al 61.8% di Fibonacci.
Possibile un rimbalzo nelle prossime sedute.
Carry trade
Continua ad essere valido il ragionamento fatto in passato. Borse in rafforzamento, carry trade in azione.
E quindi Dollaro, Yen e Franco Svizzero debole contro Euro.
E fondamentalmente Dollar Index dedole è parente con borse più forti.
Ma se ora il dollar index è in un punto chiave, e lo S&P 500 è in un punto chiave…non sarà mica che…
STAY TUNED!
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Tags: carry trade, Dollar Index, intermarket intradayPosts correlati
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3 giugno 2009 alle 14:37
http://intermarketandmore.investireoggi.it/move-volatilita-sui-bond-in-aumento-5253.html/comment-page-1#comment-31607
3 giugno 2009 alle 15:06
Oggi Bradley day!!!
3 giugno 2009 alle 15:08
…confermo… motivo in più per tenere le antenne dritte. ma non diciamolo torppo forte. L’astrofinanza è una materia ancora un po’ ostica per i borsaioli purosangue!
3 giugno 2009 alle 15:22
caro dream commento fuori dall’ analisi tecnica….
torno da un viaggio negli USA di 12 gg (miami e NY)bè sappi una cosa tranne i super ricchi,tutti stanno proprio a pezzi…
ai voglia a dire (obama e gaithner) che vogliono un dollaro forte…gli unici e ripeto gli unici che spendono in case e dettaglio sono gli europei che per via del cambio fanno gli champagnoni, eccetto noi quindi il buio più totale…
non avevo mai visto Macy o Sacs praticamente vuoti credo che la botta vera dei condumi deve ancora arrivare e quel poco di buono che si è visto è solo per via degli incentivi fiscali…
Intanto primo quarto chiuso a 10,11$ per il secondo faremo peggio….
600 punti di SP500 per novembre non ce li leva nessuno.
3 giugno 2009 alle 15:43
ben tornato!
IL tuo commetno è quanto di più importante ed evidente scritto se questo blog negli ultimi giorni. Gli USA stanno a pezzi. E’ vero. Un anno fa Macy’s e Bloomingdale a NYC erano un marasma di gente che entrava e usciva, come sempre. Ma oggi non è più così. Caliamoci nella realtà. E lasciamo da parte la fantafinanza che stiamo vivendo.
Ma siamo sicuri che veramente le cose stanno come ce le vogliono raccontare?
Le tue deduzioni sono realistiche. E sono certo che se chiediamo al ns amico Mariothegreat su come sia la situazione a Londra, beh, non credo ci siano grosse diversità.
L’economia è inchiodata col freno a amno ed i mercati finanziari sono drogati.
Punto.
E prima o poi arriverà il tornaconto.
Ma non è detto che arrivi subito….
3 giugno 2009 alle 16:24
Analisi Fondamentale
nella valutazione di un azienda sulla quale investire, hanno un enorme importanza gli intangible assets e il goodwill, di cui tempo fa qualcuno aveva richiesto un approfondimento.
-in maniera molto semplice gli intagible assets sono costituiti dai beni immateriali di un’azienda. essi fondamentalmente sono riferiti al marketing e alla tecnologia. Tra i piu’ importanti cito : marchi, immagine aziendale, brevetti, licenze ecc…
essi hanno 5 caratteristiche fondamentali:
1) derivano da costi ad utilita’ differita nel tempo
2) devono essere trasferibili
3) misurabili nel loro valore
4)effettivamente estraibili dall’impresa e cedibili separatamente avendo percio’ un autonomo valore
5) se restano in azienda devono effettivamente essere redditizi.
-il goodwill e’ invece il c.d. valore di avviamento che include tutti quei vantaggi specifici all’azienda che non possono essere ceduti separatamente ma che si trasferiscono in blocco quando l’azienda viene ceduta ( es. addestramento del personale, qualita’ del management ecc…)
esiste una relazione diretta tra la redditivita’ e il valore di un azienda.
-le aziende in perdita hanno un valore inferiore al book value ( ossia al valore di libro ) e generano cosi un badwill.
-le aziende in equilibrio ( steady state ) hanno un valore pari al BV.
- le aziende redditizie hanno un valore pari al BV piu’ le plusvalenze.
- le aziende molto redditizie hanno un valore pari al BV piu’ le plusvalenze piu’ gli intagibili specifici.
- le aziende migliori hanno un valore pari al BV piu’ le plusvalenze piu’ gli intagibili specifici piu’ il goodwill.
concludendo aziende che hanno le caratteristiche indicate nell’ultimo paragrafo hanno una maggiore capacita’ di crescita del proprio valore nel tempo.
3 giugno 2009 alle 17:03
3 giugno 2009 alle 17:07
7-il brasile deve essere sputtanato, incomincia a dare fastidio a qualcuno ! compreso chi è contrario a certi scudi antimissile in eurepa ! la regia è sempre la stessa, la stessa che porterà i mercati finanziari agli inferi !orvuar’
3 giugno 2009 alle 17:13
ricordatevi tra poco IL SOLE NON SARà PIU UNO ! VORRO’ VEDERE CON QUALE FREGNATA GIUSTIFICHERANNO L’EVENTO !
3 giugno 2009 alle 17:56
9 – Di solito chi vede doppio e’ perche’ ha alzato un po’ troppo il gomito.
Comunque, ci spieghi cosa c’e’ dietro il velame de li versi oscuri ? (post 7-8-9). Thanx.
3 giugno 2009 alle 17:59
9 mica parli del pianeta eris?
dicci come stanno le cose su sto sole doppio
3 giugno 2009 alle 18:03
10&11- continuate a parlare a vongole !!!il MANDRESKO non si discute , si applica ! vedasi scritti passati…………..è VERO ,è CAPITATO DI ANTICIPARE I TEMPI ! MA NEL LUNGO TENGO UNA PERCENTUALE ALTISSIMA DI CENTRARE GLI OBIETTIVI ! VEDASI STORIA

3 giugno 2009 alle 18:14
6- concordo quasi completamente, eccezione non probabile ma non impossibile: BV con badwill ma possibile turnaround pubblicamente palese meglio ancora intuibile tramite movimenti di acquisti da parte di istituzionali. si puo’ ipotizzare un miglioramento graduale non solo del goodwill e (forse con un buon settore di r&s) di intangible. cio’ è deducibile da un cambiamento non solo ai vertici, ma nella struttura stessa dell’analisi dell’income statement relativamente alla suddivisione del gross profit.
non mi sembra al momento di aver niente altro da aggiungere.
3 giugno 2009 alle 18:17
mah… io sono qui da poco e settevoci non lo conosco, quindi non riesco a capire se parla per metafore o veramente sostiene che ci saranno due soli… .
.
Nel caso della prima ipotesi, mi associo a chi chiede cosa vuol dire, nel caso della seconda non mi interessa molto, se non per pura curiosità, perchè poco dopo saremo tutti morti inceneriti o per gli effetti gravitazionali che altererebbero pesantemente l’orbita dei corpi celesti che compongono il nostro minuscolo angolo di universo
In ogni caso, visto che il cielo esaminato è meno del 3%, sarebbe pure una ipotesi da non scartare… ma tocchiamoci gli orbi testicolari.. che non accada
3 giugno 2009 alle 18:50
14- che non mi conosci ci può stare…………..ma se fai una ricerca nel blog vedi cosa ho scritto da ben 2 anni ! se invece ti interessa sapere anche antecedentemente ? domanda al proprietario di questo spazio, io non sono un novizio !!!!
3 giugno 2009 alle 18:55
15- concordo con mattacchiuz: per i nuovi come me e, se ho capito bene, lui, non è facile leggersi 2 anni di post visto che la media attuale è approssimativamente di 4, se non erro. considerando 20 commenti in media a spanne per ognuno, sono 29.200 commenti da leggere. credo di essere in difetto, comunque.
ci leggiamo domani, ciao.
3 giugno 2009 alle 18:55
si si, ma mi serve tempo, ovviamente, non ho potuto leggere tutto in pochi giorni.
Piano piano imparerò e spero di conoscervi tutti.
Comunque, sto 928 di derivato di S&P è duro… vediamo se qualcuno finirà i soldi a continuare a comperare… qualche banchetta…
3 giugno 2009 alle 18:56
opssss: 58.400.
rinnovo i saluti
3 giugno 2009 alle 18:59
E’ andato!!
3 giugno 2009 alle 19:30
concordo perfettamente for4 con la tua precisazione.
in effetti gli intagibili piu’ importanti sono proprio quelli legati al marketing(marchio )e quelli legati alla tecnologia (R&S).
molte aziende in determinati periodi diminuiscono gli investimenti in uno di questi 2 settori ( ad esempio diminuendo le spese in pubblicita’ o quelle in R&S) migliorando cosi notevolmente i risultati contabili di breve periodo ma compromettendo inevitabilmente le capacita’ di crescita del reddito future, dando vita ai c.d. fenomeni di earning lending e earning borrowing ( ossia differimento e anticipazione degli utili ).
e questo fenomeno a maggior ragione e’ sfruttato dalle imprese in perdita che diminuendo le spese soprattutto in questi importanti settori migliorano le performance attuali ma praticamente pongono le basi per la completa rovina a medio-termine.
3 giugno 2009 alle 20:10
oggi mi hanno montato il primo condizionatore della mia vita.
Mia moglie ha vinto!
Adesso, ho aria fresca, griglia e poco vino!
3 giugno 2009 alle 20:12
io penso che dopo oggi si dia inizio alla discesa perchè è la terza volta di fila che si ritesta il max. VOI CHE DITE??? D. T. tu cosa dici???
3 giugno 2009 alle 20:28
22 – a me sembra un’altra finta e controfinta, per ora ancora laterale. Ma ormai gli aumenti di capitale a spese del parco buoi sono riusciti alla grande a tutti. Quindi ci siamo, pronti a tornare nel maelström…
3 giugno 2009 alle 21:43
5- si avevo gia anticpato la situazione in un altro post, sta’ reggendo chi guadagna molto la maggior parte sta stringendo la cinghia, poche macchine acquistate e molti piccoli negozi chiusi, chiaramente se vai dove la gente sta’ bene spendi 500 euro per una cenetta ed il locale e’ strapieno…. tutto e’ relativo…
3 giugno 2009 alle 21:44
btw Sto scrivendo dalla sardegna dove sono in vacanza per una settimana, scusate se non posto molto ma mi sto disintossicando dalla finanza …
3 giugno 2009 alle 21:52
25 – Mario, per la seconda volta vai in Sardegna e gli indici correggono.
Non riesco a capire se sei un indicatore od un oscillatore, ma funzioni.
Tutto bene mitico?
Notizie di Rox?
3 giugno 2009 alle 22:41
12 – Nel lungo, siamo tutti morti
3 giugno 2009 alle 22:52
-27-
si ma almeno vendiamo cara la pelle.
Un altro blog che io seguo sempre è zerohedge.
Mamma mia ma sta dicendo cose sconvolgenti!!!!!
voi lo seguite, dream?
Quando dico dream chiedo a tutti in realtà. Dico dream perchè lui ci ospita.
E’ attendibile?
3 giugno 2009 alle 23:35
28 – ecomi di ritorno da abbuffata dalla suocera…
Zerohedge lo conosco. Lo considero interessante. Ma il panorama dei siti Made in USA validi è notevole…. Cmq zero hedge è già abbastanza tecnico come blog, visto che è tenuto da un mio “collega” d’oltreoceano.
22 – Mmmm.. le potenzialità ci sono tutte, le ho anche ricordate nei vari post di oggi (e anche nel post che uscirà domani mattina, non troppo allegro, se devo essere sincero…). Ma il mercato deve drci le risposte. Se lo vogliono far tenere, il mercato reggerà. Inutile fare gli suqali quando siamo dei poveri pesci pagliaccio…
13 – 20 Eccellenti commenti ed eccellenti conclusioni. Complimenti dal padrone di casa!
3 giugno 2009 alle 23:50
sull’occupazione nel settore privato non ha entusiasmato

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=740099
4 giugno 2009 alle 6:51
29 – “Inutile fare gli suqali quando siamo dei poveri pesci pagliaccio…” – vuol dire che faremo come i pesci pagliaccio che, se non altro, hanno sviluppato un’ottima strategia difensiva …
4 giugno 2009 alle 7:09
29-31 possibile come anche Davide e Golia
. la dimensione ridotta della propria disponibilità di liquidita’ permette un movimento piu’ libero ed incondizionato. sarebbe sufficiente trovare i punti deboli e sganciarsi dagli stereotipi.
se non sono stato chiaro lo metto in termini semplici: di necessità virtu’, scarsa movimentazione di capitale da parte nostra => liberta’ assoluta sulle posizioni da prendere. mai andare controcorrente, no?
aspetto una risposta da D.T. alle 4:56 ho postato un commento caduto nel filtro per la presenza di due link.
4 giugno 2009 alle 8:08
‘giorno a tutti!
Abbi pazienza for4, ho sistemato tutto, a volte capita. Ma appena mi colelgo, sistemo!
Sulla vicenda di squali e pesci pagliacci (con ovvio riferimento all’amico Nemo…) era mia intenzione quella di dire appunto che sfidare il mercato è sempre troppo pericoloso. Meglio assecondarlo e come dice triglav, magari stare sulla difensiva.
E poi, in fondo, il pesce pagliaccio è bello e simpatico, quindi…
4 giugno 2009 alle 8:41
bernanke ha detto : il debito americano deve scendere ! veramente comico costui, è un povero invasato ! ADDIO AMERICA
4 giugno 2009 alle 9:12
26- Lo so, lo so, sto pensando veramente di mettermi short prima di andare in Sardegna in vacanza, per la cronaca, la prossima vacanza in Sardegna sara’ in Agosto…..
4 giugno 2009 alle 10:27
so che non c’entra nulla ma oggi rileggevo un pezzo di Montier del 3 marzo scorso dal titolo “Deflation, depressions and value”
riporto qualche paragrafo
Why the difference between the Great Depression and Japan?
The Great Depression was truly an economic Armageddon. The US witnessed a 50% decline
in industrial production from peak to trough, wholesale prices fell 10% p.a. for three years,
consumer prices fell by almost 9% p.a. for three years. Against this backdrop, it is not hard to
see why one wouldnt want to own equities.
In contrast, in Japan the post-bubble environment has been much more moderate. Inflation
has averaged somewhere close to zero since the bubble burst. Excluding the very recent
implosion of Japanese industrial production (in the last three months), the series would have
been essentially flat over the last two decades.
These two very different economic environments have very different implications for value
investors. Value seems able to cope with the prolonged work-out that characterised the
Japanese experience. In contrast, in an environment like the Great Depression nothing really
works terribly well.
Looking forward, at least three possible scenarios can easily be envisaged:
• The optimistic path – the stimulus package works, and the Fed manages to create
inflation good for value equities.
• The Japanese route a protracted work-out, with low growth and low inflation ok
for value strategies, especially long/short strategies.
• The Great Depression II economic and financial Armageddon descend upon us
not good for any equities.
I havent got a clue which of these paths is most likely. Like any sane mortal I pray that it isnt
the last. Perhaps we can take some succour from the fact that policymakers may have learned
from some of the mistakes from the 1930s experience (such as raising rates to stay on the
gold standard).
However, it is far from clear that the US authorities have learned the lessons from Japan. It
appears as if policy is being made on the hoof (as one friend of mine put it, we are living in an
adhocracy now!).
…
la chiosa terminava poi con:
To me this represents a regret minimisation approach I end up with some exposure, and Im
dollar cost averaging down if this turns out to be the Great Depression 2. Alternatively, if the
stimulus works, or the US follows the Japanese example, then as Jeremy Grantham says If
stocks look attractive and you dont buy them and they run away, you dont just look like an
idiot, you are an idiot.
5 giugno 2009 alle 23:34
sopravalutazione-sottovalutazione.
un indicatore sintetico di sopra(sotto)valutazione dei mercati azionari molto utilizzato soprattutto negli usa e’ il c.d. fed model. e’ un modello ideato dall’ex capo della federal reserve americana greenspan molto semplice e di immediata applicabilita’.
praticamente si effettua un confronto tra il multiplo P/E complessivo di un indice azionario e il reciproco del tasso di interesse sui titoli di stato a dieci anni ( 1/i )
con P/E>1/i il mercato azionario e’ sopravalutato.
con P/E<1/i il mercato azionario e’ sottovalutato.
6 giugno 2009 alle 5:08
36- innanzi tutto una cosa, OT per OT tanto vale:
purtroppo non ho dati statistici, ma solo il buonsenso:
la conoscenza della lingua inglese in Italia non è radicata come in altri stati
porre un articolo solo in lingua inglese, come ho fatto io del resto, è un modo selettivo discrezionale ed involontario per avere il seguente effetto:
1- scoraggiare alla lettura chi non ha la sufficiente preparazione, nonostante la motivazione (ragazzi)
2- censurare a chi ha conoscenza di altre lingue (ricordo che anche negli anni ‘80 e primi ‘90 si consigliava di studiare il francese perchè lingua dell’allora CEE)per motivi anagrafici
propongo a tutti voi,, essendo una pagina pubblica che puo’ avere una valenza di educazione finanziaria di indubbio valore, di effettuare un brevissimo sunto concentrato di cio’ che viene su esposto.
anche io do per scontato la conoscenza dell’inglese, ma in Italia non è così, a quanto mi risulta.
p.s. ma forse questo è un blog per esperti di finanza. punto di raccolta per professionisti del settore per scambiarsi punti di vista?
6 giugno 2009 alle 5:09
37- non lo sapevo
6 giugno 2009 alle 5:15
36- non è idiota chi non sa, è idiota chi sa e non capisce cosa fare. la razionalizzazione che porta alla strategia e all’operativita’ non è da tutti.
6 giugno 2009 alle 5:18
p.s.
dormite, ragazzi! oggi non si lavora!… forse!
6 giugno 2009 alle 9:39
for4, ma sei tornato dalla discoteca o vivi all’estero???
6 giugno 2009 alle 10:32
41-42 effettivamente me lo stavo chiedendo anche io…
6 giugno 2009 alle 11:24
44- chi dorme non piglia pesci
6 giugno 2009 alle 11:24
44- ehm
6 giugno 2009 alle 12:58
36-Avevo già avuto occasione di leggere l’articolo da te riportato. A mio avviso è difficile confrontare quanto avvenne nella Grande Depressione e quanto sta avvenendo oggi: pensiamo solo a come è evoluta la globalizzazione dell’economia, alla presenza di importanti nuovi attori nell’economia mondiale, al farneticante sviluppo dell’ingegneria finanziaria sostenuta, fra l’altro, dalla estrema rapidità con cui si muovono quantità enormi di capitali…..
Il contesto è completamente diverso. Mi rendo conto che occorerebbe un discorso molto più ampio, così come per la crisi giapponese, che, non dobbiamo dimenticare, ebbe contorni che, pur influenzando altre economie limitrofe, non causò grosse ripercussioni sull’economia mondiale, mentre oggi il Giappone è anch’esso fortemente colpito dall’attuale congiuntura.
6 giugno 2009 alle 17:25
46- credi che la crisi Giapponese possa essere stata accolta bene dall’occidente perchè significava la fine dei tiger? nei primi anni ‘90 se non mi sbaglio i tiger funds erano i piu’ redditizi. non vorrei sbagliarmi, ma non vedrei altri perchè.
qua le cose sono senzaltro differenti. è il crollo del vero punto di riferimento, cioè tutti noi.
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