CRISI NON CONVENZIONALE
Non possiamo archiviare questa crisi come ordinaria, ma come straordinaria. Un MIX esplosivo finanziario, immobiliare, energetico, produttivo e di rallentamento dei consumi
Ho ricevuto ieri un’email di uno dei tanti lettori del blog (che ringrazio e saluto), la quale recitava così:
Carissimo DT, (……) non capisco perchè ci si preoccupi così tanto di questa situazione. E’ una recessione! E come tante recessioni viste in passato, avremo modo di riprenderci e di ripartire alla grande. Quindi non credo di vedere nulla di nuovo in questo mercato. Non è che si fa del terrorismo ed a farlo sono proprio i pesci grossi che vogliono fregare il risparmiatore per l’ennesima volta?
Mix Esplosivo
Risponderò a questo lettore pubblicamente, mettendo in chiaro alcuni concetti.
Innanzitutto riprenderei alcuni soliti “principi macroeconomici” di questo blog, e mi riferisco ai 4 pilastri critici (inerenti alla crisi) più volte descritti, che potrete approfondire o in uno dei post inerenti la crisi oppure nel post dedicato .
* CRISI IMMOBILIARE
* CRISI FINANZIARIA
* CRISI ENERGETICA
* CRISI DEI CONSUMI
Se la prima e la seconda sono in pieno svolgimento, e al terza al momento ci sta dando un po’ di tregua (ma neanche troppo, visto il prezzo dei carburanti…) manca all’appello, o comunque non è ancora esplosa pienamente, la crisi dei consumi.
E sarà l’ultima conseguenza di un tremendo mix di recessione + crisi finanziaria + crisi industriale.
Proprio così, il problema è che questa crisi NON è come le altre e quindi non può essere catalogata come semplice “crisi recessiva”. E’ un mix complesso (GUARDATE QUI !) assolutamente esplosivo.
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Morale: non aspettiamoci una recessione “ordinaria” con un sistema finanziario così “stressato”.
Tanto per cominciare è almeno dal 1980 che non viviamo una situazione così di tensione per le banche. Inoltre è una crisi “globale” che ricadrà inevitabilmente in modo altrettanto “globale “sull’economia.
Inoltre una recessione “tradizionale” non è preceduta da una situazione di tensione delle banche. Per carità, di rallentamento, senza dubbio, ma non con tutti questi rischi di default e con i tassi interbancari così in tensione.
Quindi tutto quanto stiamo vivendo lo possiamo considerare “straordinario” e probabilmente unico.
E poi ci sono i consumi…
La conseguenza di questo gran “can can” che si fa sui mercati sarà inevitabilmente un rallentamento a livello produttivo e, ovvia conseguenza, una frenata dell’occupazione e quindi dei consumi.
E sarà a quel punto che, secondo me, troveremo il momento più buio in assoluto.
Una curiosità.
Tra i vari CDS che ultimamente monitori, mi è saltato agli occhi quello di una famosa società, l’American Express, la società che gestisce le famose carte di credito.
Guardate qui a fianco l’andamento di questo CDS a 5 anni. Recentemente si è letteralmente impennato. Il settore bancario, certo , è in tensione e la cosa è giustificabile. Resta però chiaro il fatto che, nel momento in cui aumenteranno le insolvenze dei clienti, questo CDS sarà destinato ad alzarsi.. Oppure il mercato sta già subodorando il rischio di una possibile difficoltà futura dell’azienda?
Oggi il CDS di Amex è pari a 660…. Mica da ridere… Magari un segno del destino…
STAY TUNED!
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8 ottobre 2008 alle 11:44
Di solito in passato quando si parlava di recessione era il momento che se ne stava uscendo…qui i mix a cui fai giustamente riferimento tu portano ditti ad una depressione che e’ concetto ben diverso…
8 ottobre 2008 alle 12:19
8 ottobre 2008 alle 12:23
recessione, depressione, tutte chiacchiere ! L’AMERICA HA SCARICATO SUL RESTO DEL MONDO I SUOI VIZII ! xchè ci si ostina ancora a sbavare a presso a questi pezzenti ? MEDITATE GENTE ,MEDITATE !
8 ottobre 2008 alle 13:06
E’ ARRIVATO IL TAGLIO GLOBALE !!!!
*BANK OF ENGLAND CUTS BENCHMARK INTEREST RATE TO 4.5%
*ECB, BOE, BANK OF CANADA, SNB, RIKSBANK ALSO CUT RATES
*FED CUTS BENCHMARK RATE BY HALF-POINT TO 1.5%
*ECB LOWERS BENCHMARK INTEREST RATE TO 3.75%
8 ottobre 2008 alle 13:23
Ora si e’ fatto di tutto e il mercato regolera’ i conti con se’ stesso…nel bene o nel male!
8 ottobre 2008 alle 13:26
Quindi ricomincerà a scendere senza scuse….
Dai, speriamo in un rimbalzello…
8 ottobre 2008 alle 14:02
Debbo anzitutto dire e premettere che ho rispetto per chi scrive su questo blog: persone in carne ed ossa che esprimono liberamente opinioni, ansie e speranze. Però non mi trovo d’accordo con quello che scrivete in capo alle cause di questa crisi (e di qualunque altra crisi).
Crisi finanziaria: ovviamente; anche se solo come fenomeno.
Crisi immobiliare: è solo l’organo bersaglio principale della crisi finanziaria.
Crisi energetica: non propriamente.
Crisi dei consumi: naturalmente; meno salari = più profitti.
In fisica (e in economia) ricondurre un fenomeno a troppe cause complementari significa non averlo compreso appieno. La causa, ab ovo, è altra e chiedo scusa se sarò propedeutico, oltre che molto schematico per necessità.
Tutti sanno che Marx ha formulato la cosiddetta teoria del plusvalore: solo il lavoro (ma non tutti i lavori) crea valore; di questo solo una parte è corrisposta sotto forma di salario ai lavoratori e un’altra costituisce il capitale costante, atto alla produzione. Il resto, Marx lo chiama appunto “plusvalore”. Questo surplus è inteso dai capitalisti come premio per il rischio d’impresa (del resto è nota la loro teoria sulla “propensione al risparmio” (propensione inversa, edonistica, per i salariati!), in realtà si tratta del peccato d’Adamo di questo modo di produzione
Non tutti ricordano che dei tre Libri che costituiscono Il Capitale, critica dell’economia politica, il terzo è stato scritto per primo. In esso, nella terza sezione, è scoperta e descritta una legge, la più importante dell’economia capitalistica: una legge di tendenza (infatti, Marx descrive di seguito anche le cause antagonistiche alla legge stessa) che riguarda la caduta del saggio del profitto. Tale legge è immanente e ha forza di una legge naturale.
Pertanto, e in breve, la diminuzione relativa del capitale variabile (salario) implica, relativamente al valore del capitale complessivo, che si giunga ad un punto del processo di accumulazione in cui il plusvalore prodotto è divenuto così piccolo, che non è più sufficiente a valorizzare l’intero capitale, facendogli compiere il necessario salto di composizione organica. Il capitale, per ovviare alle difficoltà e contraddizione del processo di valorizzazione del ciclo produttivo, sceglie la scorciatoia del broglio finanziario, illudendosi che la carta crei valore e il credito fiduciario persista all’infinito.
Per quanto riguarda la crisi, sotto l’aspetto finanziario, c’è da prendere atto del fatto (un truismo per chi scrive in questo blog) che la speculazione fa solo il suo mestiere e parlare di regole (homo homini lupus) non è proprio il caso.
7vox, bisogna dargliene atto, coglie spesso nel segno, intuitivamente, poiché ha capito molto bene con che razza di circo e di nani si ha a che fare.
Spero di aver “provocato” abbastanza. Cordiali saluti.
8 ottobre 2008 alle 14:54
7 – caro ulisse, la tua provocazione è quanto mai benvenuta e gradita. Anche perchè se al mondo non ci fossero persone che la pensano in modo diverso, credo non ci sarebbe…nulla!
Quindi sai che i tuoi commenti e le tue valutazioni, anche se apparentemente provocatorie nei confronti di chi la vede diversamente da te, sono benvenute, anche perchè hai dato modo di dimostrare di sapere quello che dici.
Poi sui mercati…. che posso dirti. Lo so che siamo una banda di marionette, lo so che spesso ci rendiamo anche ridicoli nelle valutazioni o nell’esasperazione delle previsioni. ma è anche vero che purtroppo…così va il mondo.
Ne ho già parlato in passato, e giro anche la domanda a te.
Ipotesi: quanto vale per esempio Fiat?
Ho tra le mani un report di due (dicesi due) giorni fa dove mi confermano il target oltre i 20€. Ma chi può dirlo che Fiat vale veramente tanto. O se preferite, quanto vale veramente Fiat? Vale 7 €o 25 €.
E chi lo sa? Dipende, dipende da quanto fumo ci sia nel mercato… Dipende se tutto sale o se tutto scende.
io credo che in economia sia tutto relativo e tutto può essere soggetto ad interpretazioni.
Il mio obiettivo è quello di cercare di “adeguarmi” in modo il più possibile corretto alle tendenze che ne possono derivare. Che possono anche essere ridicole, però…ceh ci volete fare, questo è il mercato.
Cosa ne pensi, ulisse?
8 ottobre 2008 alle 15:32
cit di DT
io credo che in economia sia tutto relativo e tutto può essere soggetto ad interpretazioni.
Sante parole !
A inizio giugno, prevedendo Guai per l’Europa, ho detto agli amici ( tutta gente a rischio infarto )
di mollare tutto, ma un casino così …
Come dice 7v siamo all’ imminente funerale del Dollaro ?
Hei 7v, basta inveire contro i pezzenti, se vaavanti cosi’ …..
zio ot
8 ottobre 2008 alle 15:34
caro DT, visti da una certa altezza o prospettiva siamo tutti molto piccoli e mortali, quindi non mi sogno nemmeno di dare giudizi di valore o morali, ci mancherebbe!!
la vs. “lateralità” e autoironia vi distingue nettamente, specie dagli stupidi (vds. diagramma di C. Cipolla).
sulla relatività del mercato azionario sono molto d’accordo (la borsa, scusa l’ovvietà, è anzitutto speculazione) e poi parliamo di “prezzi” delle azioni, non di valori intrinseci o assoluti.
resta il fatto, a mio parere, che in economia esistono delle leggi. non tenerne conto, porta sconquassi. solo questo intendevo dire.
grazie per l’attenzione e cari saluti.
8 ottobre 2008 alle 15:57
10 – ci sono leggi ed equilibri, non dimentichiamolo mai. E quando qeusti equilibri vengono forzati, succedono i disastri.
Un’esempio lampante, lo stiamo vivendo.
A presto Ulisse!