Corporate bond: nuove emissioni, chiaro segnale
Conviene comprare le obbligazioni corporate oggi? E come mai tutte queste emissioni proprio in questo momento?
Certo, incuriosisce il fatto che fino a qualche mese fa, il mercato delle obbligazioni societarie era praticamente paralizzato dalla crisi e ad essere trattate con spread decenti, c’erano solo quei bonds con un merito creditizio elevato. Ma poi… è successo di tutto.
Il mercato si è stato sbloccato La prima grande emissione italiana è stata quella di Eni con un bond settennale da 1,5 miliardi di euro effettuata il 22 gennaio. A seguire altri gruppi, come BMW, Fiat, Finmeccanica, Telecom Italia, Edison che hanno “raccolto” capitali principalmente tra gli investitori istituzionali. In seguito, come abbiamo visto anche su questo blog, è stata nuovamente la volta di ENI, con un’emissione da 2 miliardi di euro di cui metà a tasso fisso e metà a tasso variabile, indirizzata al retail .
L’appeal di queste emissioni è legato alla presenza di tassi decisamente superiori ai titoli di stato con una qualità dell’emissione comunque elevata.
Sulla scia di Eni anche Enel e Telecom stanno pensando all’emissione di bond sul mercato retail. La prima dovrebbe essere Enel (in programma emissioni per un massimo di 10 miliardi entro giugno 2010) che però inizierà con un’emissione riservata agli istituzionali di cui dovrebbe essere imminente il road show. Un altro bond, questa volta destinato al mercato retail, potrebbe essere emesso entro l’anno o anche a gennaio-febbraio 2010. Telecom non ha invece ancora fornito la tempistica per un eventuale prestito obbligazionario da un miliardo che dovrebbe essere destinato ancora al mercato retail.
Ma come mai questo nuovo boom?
I motivi sono tanti.
Valanga di liquidità
Liquidità che però è a caccia di investimenti free risk o comunque sicuri, visto il momento in cui ci si trova.
Dall’altra parte abbiamo invece degli emittenti che, in questo modo, riescono a finanziarsi a condizioni migliori di quelle con cui potrebbero finanziarsi con le banche.
Quindi, in massima sintesi, tutti contenti. Sulla carta si, ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica.
Tanto per cominciare non dimentichiamo mai che il violento ricorso al mercato obbligazionario, da parte degli emittenti, deve suonare come un campanello d’allarme. O se preferite, è un chiaro segnale che le varie società come ENI ed Enel hanno subodorato un’opportunità da sfruttare ma, statene certi, non con l’intenzione di fare beneficenza e di regalare rendimenti.
Premio al rischio risicato
E qui arriviamo al nocciolo della questione. Torniamo a parlare della chiave di tutto. Il premio al rischio.
Cercherò di banalizzare all’ennesima potenza, vista l’importanza della questione.
Il rendimento aggiuntivo ottenuto investendo il denaro in obbligazioni corporate, è coerente con i rischi che si corrono?
Non dimentichiamo infatti che i rischi su questi bonds sono diversi.
Tanto per cominciare il rischio emittente. Che l’emittente del bond fa default, c’è il concreto rischio di vedersi polverizzato l’investimento.
Poi c’è il rischio sulla volatilità dei corsi. Infatti i bonds corporate hanno un andamento (a livello di quotazioni) che spesso si avvicina al mercato obbligazionario, con una volatilità spesso elevata.
Non possiamo certo dimenticare il rischio tasso. Infatti (notate…) queste emissioni sono a scadenza medio lunga e a tasso fisso. Segno chiaro che l’emittente si aspetta, in futuro, una curva dei tassi che si alzerà e non di poco. Quindi un potenziale affare per l’emittente ma…per il risparmiatore?
Spread curva Investment grade: free risk e BBB
Se prendiamo in considerazione queste curve, potete notare quanto detto prima. Tra la curva dei rendimenti dei bonds con rating AAA e quella dei bonds con rating BBB c’è un differenzaile di rendimento che, secondo me, inizia ad essere molto risicato.
Per farla breve, conviene avere un più alto rischio sul rimborso del capitale, una maggiore volatilità dei corsi e il rischio di trovarsi un bond con tassi in futuro non adeguati, SOLO per qualche centesimo di differenza?
Senza dimenticare un ultima importantissima cosa.
Oggi la percezione del rischio finanziario è tornata a livelli ridicoli: quindi è tornata un grande fiducia sulla solidità di questi emittenti. Ma attenzione, nel momento in cui tornasse l paura e le borse ripartono con una correzione, saranno proprio i bonds corporate che ne pagheranno le conseguenze. Infatti queste obbligazioni, sicuramente, scenderanno di prezzo e, soprattutto, lo spread sopra descritto tenderà ad allargarsi, con un conseguente ulteriore diminuzione del valore del bond.
Io mi fermo qui e lascio a voi fare le dovute considerazioni.
L?unico consiglio che posso darvi è: fate sempre attenzione e ricordatevi che al mondo nessuno dà niente per niente. Soprattutto nel mondo della finanza.
STAY TUNED!
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Tags: curva dei tassi, liquidità, mercato obbligazionario, obbligazioni, rischio finanziario, tasso fisso, tasso variabilePosts correlati
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11 settembre 2009 alle 16:18
credo di aver capito come mai il consumer sentiment del michigan via via è in miglioramento…
A causa del crescente numero di senza tetto, quando fanno le interviste telefoniche, è più probabile trovare al telefono un benestante sopravvissuto che non una persona comune… per cui sono rose e fiori!
11 settembre 2009 alle 16:19
ovviamente è un tragico scherzo…
11 settembre 2009 alle 16:41
mattacchiuz ha scritto:
un mesetto fa dissi una battuta analoga.
insomma, è un paradosso fino a un certo punto.
la validità del modello statistico che usano è confermata alla luce della situazione sociale profondamente diversa?
un conto è fare interviste quando la disoccupazione è al 4%, ben altro quando è prossima al 10.
11 settembre 2009 alle 16:43
per tornare in topic.
mi pare che ci sia una sorta di patto diabolico fra Stati e Grandi imprese per tenere il debito basso in maniera artificiale.
neanche i rendimenti dei titoli di Stato, infatti, sono proporzionali al rischio, guarda caso.
11 settembre 2009 alle 17:15
@ apple:
sai com’è… gli stati emettono buoni del tesoro, le banche private se li comprano e poi li girano alla banche centrali che espandono la base monetaria ma senza mettere in circolo denaro. ovvio che questo meccanismo è concordato e quindi avviene a tassi molto bassi.
Parallelamente, i privati investitori che non sanno cosa fare, e vedendo i bassi rendimenti dei titoli di stato, preferiscono finanziare le grosse aziende, che qualcosa di più per ora rendono.
11 settembre 2009 alle 17:41
Beh, mica potranno continuare all’infinito.. da quando il dollaro ha abbandonato Bretton Woods ad ogni crisi i tassi di interesse sono stati abbattuti, ma i successivi recuperi non li hanno mai portati ai livelli antecedenti la crisi
http://www.fusioninvesting.com/wp-content/uploads/2009/07/usa-unemployment-vs-interest-rates.png
(spero di essere riuscito a postare il link)
Se rimandano avanti la crisi vera e propria di altri 6-7 anni mi sa che le banche centrali la carta dei tassi di interesse non potranno più giocarla. E poi cosa faranno? Quallo che già fanno oggi, ma ell’ennesima potenza? E con che conseguenze?
11 settembre 2009 alle 17:53
la mia preoccupazione non è tanto legata al tasso di interesse. E’ legata ad un flusso costante di soldi a favore di alcune istituzioni private (banche) che acquistano asset su asset a gratis, facendo pagare i debiti delle società che acquistano alla gente comune, tramite manovre imposte dagli stati!
11 settembre 2009 alle 17:53
@ Dt comunicazione di servizio.
Non leggo l’autore dei post ma solo il numero, data e ora. C’è una soluzione?
11 settembre 2009 alle 18:02
Idem a 8
Che sia proprio questo meccanismo che fa calare crisi dopo crisi i tassi di interesse? alla fine il denaro si concentra sempre più (fra donazioni pubbliche a banche e privati in genere e debiti spostati a carico dei contribuenti), quindi ce n’è meno in circolo e quindi c’è minore necessità, nelle fasi di “ripresa” di alti tassi di interesse.. è una mia perversa teoria?
11 settembre 2009 alle 18:05
@ kaiserwilhelm:
ma guarda… in questo settore le teorie si sprecano!!
sapere esattamente com’è non ci è concesso
ma anche il tuo ragionamento funziona…
tenere i tassi bassi non significa solo finanziarsi a meno, significa anche non garantire la sussistenza a gente che ha messo via denaro e obbligarle a investimenti più rischiosi…
11 settembre 2009 alle 18:15
@ mattacchiuz
Spesso lo dico ai miei : compriamo un campo di terra e giriamo i soldi in diamanti (più stabili secondo me dell’oro perchè ci pensa da sola la de Beers ad aumentare i prezzi secondo l’inflazione!); così:
1-Non perdiamo il patrimonio (e i diamanti occupano poco spazio!)
2-Se proprio tutti finiranno in miseria, il campo per le patate lo abbiamo (e la patatine fritte son molto buone)!
11 settembre 2009 alle 18:16
A dimenticavo:
3-Se servono soldi basta vendere una pietra: tanto i super ricconi avranno sempre qualche amante da soddisfare..
11 settembre 2009 alle 18:16
@ link:
Solo i primi articoli.
Prova a passarci sopra il mouse cliccando il tasto sx. Vedrai che appare….
11 settembre 2009 alle 18:19
@ kaiserwilhelm:
per il campo posso anche condividere, pur se ci sarebbero molti problemi di altra natura.
per i diamanti, sono utili solo se devi spostare capitale da … a … ! altrimenti possono rivelarsi totalmente inefficaci.
di diamanti ne è pieno il mondo. semplicemente fanno guerre non per estrarli, ma per non estrarli!! Ho amici che di professione vendono oro e pietre preziose, non sono gioiellieri certo, e mi dicono sempre che non capiranno mai perchè la gente è così demente da pagare per i diamanti. è solo marketing!
11 settembre 2009 alle 18:26
scusate ma nn resisto prometto ke nn spammerò mai più:
http://antipatix.investireoggi.it/diamanti-e-stupidita-182.html
11 settembre 2009 alle 18:29
16 Giugno 2009
l’unica cosa da sotterrare in giardino (oltre ai semini per vedere qualke fiorellino qua e la) a mio avviso, sono i diamanti da investimento: insequestrabili, facili da trasportare, il prezzo è pressokè controllato da 4 ladroni a viso scoperto ed a nessuno verrebbe in mente di creare una moneta legata ai sassi.
peso: 1 carato
purezza: IF internally flawess
colore :F-G
taglio: ovviamente brillante
certificato (meglio se tatuato ma qui siamo alla paranoia): H.R.D. oppure G.I.A oppure I.G.I
di contro ci sono le elevate spese di commissioni (10%) dunque l’ottica temporale dell’investimento dev’essere lunga oppure aver previsioni catastrofiche imminenti.
11 settembre 2009 alle 18:48
@ antipatix:
nessuno verrebbe in mente di creare una moneta legata ai sassi.
ma non è proprio quello il rischio?
l’oro in qualche modo è legato al denaro, i diamanti solo alla richiesta, che poi è spesso montata ad ok dalla pubblicità.
Voglio dire… in caso di shock monetari, in cui la gente diventa povera, è meglio detenere oro e argento sui quali viene definito almeno parzialmente il valore della moneta o avere diamanti?
non lo so…
comunque ho letto l’articolo e ho informazioni diverse dalle tue. Sul prezzo, poi, sai, è meno costoso massacrare gente in africa che non costruire e gestire un impianto per produrre aggregati di atomi sp3
.
diverso è il prezzo a cui si vendono, ma secondo me li centra la pubblicità e non solo…
11 settembre 2009 alle 19:02
“Sul prezzo, poi, sai, è meno costoso massacrare gente in africa che non costruire e gestire un impianto per produrre aggregati di atomi ”
in più gli si vendono pure le armi…
11 settembre 2009 alle 19:12
@ antipatix:
beh, purtroppo è la verità.
11 settembre 2009 alle 19:26
La mia sui diamanti era un’idea di lungo periodo.
Comunque sul perchè dei sassi costino tanto mi son interrogato più volte anch’io.. considerando che i diamanti da taglio non sono neppure la gemma più rara del mondo.
Tuttavia se da millenni per l’uomo il diamante è simbolo, coll’oro, di ricchezza, un motivo ci deve pur essere.. al di là della pubblicità e dei mercati controllati.
12 settembre 2009 alle 10:00
forse siamo un po fuori tema post…
mettiamola così: in momenti di “valanga di liquidità” e con il “premio al rischio risicato delle obbligazioni corporate ” forse vale la pena prendere in considerazione l’investimento in beni fisici tipo i diamanti?
dopo aver giustificato, in qualke maniera, il perkè stiamo parlando di sassi in questo post tento di rispondere alla 20
“Comunque sul perchè dei sassi costino tanto mi son interrogato più volte anch’io..”
bah… c’è un oligopolio, il prezzo è controllatissimo.
L’idea ke i diamanti fossero un buon affare mi è venuta in mente nei primi mesi dell’anno, mentre De Beers tagliava l’estrazione del 90% ed i russi invece riempivano i magazzini , cioè due strategie diverse dei “monopolisti” per bloccare la caduta dei prezzi dei sassi (sto parlando del grezzo)tagliando l’offerta sul mercato.
Naturalmente il ribasso del prezzo dei sassi (ripeto manipolatissimo) è servito anke a far un po di pulizia (vedi ad esempio le aziende indiane del settore fallite)ma il risultato finale è stato quello voluto: i prezzi ad aprile hanno ricominciato a salire.
ah… dimenticavo il giochino dell’abbassare i prezzi dei diamanti ha prodotto altri 2 effetti: grossi problemi di disoccupazione nel sud dell’Africa ed uno divertente: i rikki intermediari di diamanti della borsa di Anversa hanno kiesto il ridimensionamento del 30% dell’affitto dei loro uffici.
12 settembre 2009 alle 11:53
@ antipatix
Non era quello che intendevo quando ho scritto:“Comunque sul perchè dei sassi costino tanto mi son interrogato più volte anch’io..”
Intendevo dire che effettivamente sono dei sassi ai quali, come mi avete fatto notare, non è legato alcun indice o impiego economico di rilievo. Sono solo un “vezzo” per la gente che può permetterseli. Sapevo che il mercato era (ed è) controllato da russi e boeri e, che per garantirsi il monopolio, ne hanno fattte di cotte e di crude (dal Congo al Sudafrica), la mia era proprio un’interrogazione sull’utilità del materiale.
.
Comunque nulla da dire sulle considerazioni circa il recente movimento dei prezzi, anche perchè lo ignoravo. Ho ancora molto da imparare
Grazie comunque.
12 settembre 2009 alle 12:23
beh se li volete, conosco dei grossisti…
fa impressione vedere cosa hanno nella cassaforte dell’ufficio
12 settembre 2009 alle 14:01
@ kaiserwilhelm:
“Normalmente l’80% delle pietre estratte non è di buona qualità ed è usato per scopi industriali, solo il 20% è per uso gemmologico”
“In campo scientifico questi cristalli sono usati nelle presse in diamante ed in molti strumenti ottici o di elettronica; l’estrema durezza unita alla trasparenza, permette l’osservazione e lo studio delle modificazioni della materia, sottoposta a pressioni vicine a 2 milioni di atmosfere. Viene usato anche in campo industriale, sotto forma di granuli e polveri, per il taglio e lucidatura di pietra, vetro, marmo e granito.”
ho fatto dei copia incolla perkè nn avevo voglia di scrivere
12 settembre 2009 alle 14:08
@ mattacchiuz:
usano i diamanti da 10 carati come fermacarte?
12 settembre 2009 alle 14:37
Mi riferivo, alle pietre da taglio. Quelle per uso industriale, anche se naturali, fanno alquanto schifo da vedere, quindi non valgono rispetto ai loro cugini “nobili” (colleziono minerali e vi dirò, non ho mai desiderato comprare diamanti,pur “da collezione” mineralogica (che ogni tanto li vendono alle fiere) perchè, essendo quasi sempre di qualità bassissima, li ho sempre reputati un furto).
Sì, il diamante per uso elettronico-scientifico viene usato per le sue indubbie qualità che derivano dalla sua particolaree struttura molecolare completamente covalente (tetraedro sp3), che garantisce una enorme resistenza a compressione e un ottimo isolamento elettrico, ma poichè queste proprietà sono legate di norma alla purezza (specie in campo elettronico) si usano diamanti industriali, salvo particolari impieghi.
Se poi il diamante industriale sia quotato come quello commercializzato dalla de Beers non so, ma mi sembrerebbe un pò strano..
12 settembre 2009 alle 14:37
no ma mi ricordo che questo mio amico tirava fuori buste e ne rovesciava il contenuto su di una specie di tovaglia di pelle (credo) nera!
e mi diceva “look!! ”
lui li teneva divisi per dimensione.. io ho visto quelli piccoli, tra i 2 e i 5 mm mi pare.
eravamo in un posto vicino al gran bazar, a istanbul!
è notevole come musulmani, cristiani e ebrei, vivano in pace, dentro le mura di quei negozi
12 settembre 2009 alle 14:39
credo che per le applicazioni aerospaziali, siano usati, quelli artificiali, per le notevoli caratteristiche termoisolanti.
ma da quello che sapevo io, crearli è abbastanza onoroso…
12 settembre 2009 alle 14:54
Strano, perchè i diamanti sono discreti conduttori termici.. sì, costa molto, ma la domanda è tale che la procedura viene portata avanti:
http://pubs.acs.org/cen/coverstory/8205/8205diamonds.html
12 settembre 2009 alle 15:04
Invece volevo chiedere, tornando al post (!): c’è scritto “Poi c’è il rischio sulla volatilità dei corsi. Infatti i bonds corporate hanno un andamento (a livello di quotazioni) che spesso si avvicina al mercato obbligazionario, con una volatilità spesso elevata.” Se ho ben capito i bond corporate sono le obbligazioni emesse da società e non da istituzioni; ma se il loro prezzo si avvicina a quello delle obbligazioni emesse da queste ultime, e quello di queste ultime sale, dov’è il problema? Il problema c’è solo se le quotazioni dei bond governativi scende, cioè se, a causa dell’inflazione, essi saranno meno richiesti dal mercato perchè la loro rendita è completamente mangiata dall’inflazione. Ma non si parla di deflazione per il prossimo periodo (o almeno così mi è sembrato si fosse qulche volta accennato qui e altrove)? Se il bond ha lunga scadenza, non ce ne si può liberare prima vendendolo a qualcun altro?
12 settembre 2009 alle 15:09
@ mattacchiuz:
sarà oneroso produrli ma ne producono parecchi (fonte wikipedia per quanto possa essere attendibile)
“Attualmente vengono prodotti al mondo circa 100.000 kg di diamanti sintetici all’anno, mentre la produzione di diamanti naturali si aggira sui 26.000″
12 settembre 2009 alle 15:23
mattacchiuz ha scritto:
vero ho sbagliato, pensavo l’uno ho detto l’altro.
ci fanno pure delle paste termiche, per condurre meglio, scusate.
antipatix ha scritto:
si può essere. io ne avevo letto delle applicazioni quando ero all’università. Ma mi ricordo che il problema era il costo. forse negli ultimi 5, 6 anni sono cambiate le tecniche. mi pare che per depositare i cristalli fosse necessario vaporizzare il cabonio, e il processo deve avvenire a t e p controllate. ora davvero non mi ricordo, ma mi sa che ne sapete di più voi.
per quanto riguarda la produzione di diamanti veri, nessuno mi caverà mai dalla mia testaccia che se un paese li trovasse e volesse metterli in commmercio, taglierebbero le mani alle persone… come è già sccesso. E’ un buon deterrente per controllare la produzione.
12 settembre 2009 alle 17:31
“taglierebbero le mani alle persone… ” e armerebbero i bambini ecc ecc…
basta solo vedere questo film e passa la voglia di acquistare i sassolini ke brillano: Blood Diamond di Edward Zwick.
Per avere la coscienza pulita bisognerebbe acquistare i “diamanti etici” ma alla fine mi sa ke è solo un’altra trovata del marketing…
12 settembre 2009 alle 17:35
basta scrivere in google blood diamonds e andare su pictures.
sarà difficile distinguere tra la finzione del film (ci sono anche spezzoni tratti da li) e la realtà, che invece sono “pezzi” di vita reale.
compriamo diamanti, si si!!
12 settembre 2009 alle 18:24
http://www.youtube.com/watch?v=DMc7Rj_iWzQ&feature=related
12 settembre 2009 alle 18:48
cmq il problema nn sta nei “sassi” ed io nn sono la persona adatta per fare dell’ipocrita morale.
12 settembre 2009 alle 19:17
no no lo so che non sta nei sassi. il problema sta anche sta volta nel uomo!!!
solo che sai… capisco far la guerra per l’acqua, per il grano, al limite anche per il petrolio… intendiamoci io non la farei mai, piuttosto me ne sto a casa a scaldarmi con la legna, ma per degli oggetti ornamentali il cui prezzo è frutto solo di un’immensa montatura mediatica, questo non lo capisco.
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