COMPASS (VII) Analisi mercati finanziari
Settima edizione per Compass. Oltre alle solite rubriche, un approfondimento di macroeconomia e strategia sui mercati finanziari.
Salve a tutti!
E’ stato creato il SETTIMO numero di COMPASS.
In questo report troverete, come già spiegato, il link e la password per poter visualizzare il nuovo numero di TRENDS. Nel video, come ben sapete, si parla di analisi tecnica intermarket e di correlazioni tra i mercati finanziari. E vi posso dire che…ci sono tante cose interessanti che meritano un approfondimento.
Inoltre c’è The Trender. La base di studio resta lo S&P 500, ma anche in questo ambito ci sono delle novità.
Infine c’è La Bussola Dei Mercati, con l’analisi settoriale e geografica dei mercati finanziari con le indicazioni e le valutazioni del sottoscritto su cosa e come sovrappersare e sotto pesare. E vista l’occasione, la BUSSOLA è stata AGGIORNATA!
INOLTRE….
Infine … questa settimana uno SPECIALE approfondimento di macroeconomia e strategia sui mercati finanziari. Il tutto condito da grafici e tabelle. Ma prima di salutarci, volevo come sempre, ringraziare chi ha sostenuto e chi sosterrà il blog nei prossimi giorni.
Chi vuole visualizzare le edizioni predecenti di TRENDS può accedere ai video di YouTube e di Vimeo. In quest’ultimo troverete le edizioni più recenti. Cliccate qui sotto!
Visto che siamo ancora in fase sperimentale, sarò ben lieto di accogliere i vostri commenti e le vostre critiche costruttive, anche via email all’indirizzo indicato nella colonna qui a fianco.
La newsletter verrà inviata appena possibile agli “amici del blog”.
Buona visione a tutti!
DT
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18 luglio 2009 alle 15:28
Appena inviata a gli amici del blog la newsletter compass.
Buona visione!
18 luglio 2009 alle 17:19
La view da 1 a 3 mesi è cambiata, lo dicono tutti ora più che mai, a partire dallo stesso Roubini: “entro fine anno siamo fuori dalla crisi”. Se poi è vero o no, poco importa, l’importante è crederci ora. Anche secondo me il mercato salirà, magari non rompe subito e questa settimana gli serve per prendere lo slancio, ma si arriva ad area 1000 di sp500.
Buona domenica a tutti
18 luglio 2009 alle 17:48
2 – Ciao francopi. Per quello che so, Roubini stesso dice che la sua view non è cambiata di una virgola. Ha infatti sempre detto le stesse cose. A memoria ricordo (ma non so se è tutto esatto): recessione di 24 mesi circa (19 già trascorsi) con ripresa lenta e qualche settore ancora debole (case e lavoro) e un momento delicato quando si dovrà agire per evitare inflazione (ma controlla direttamente).
Ovviamente a seconda dell’entusiasmo o del pessimismo viene dato un taglio piuttosto che un altro alle notizie.
C’è scritto tutto sul suo sito (e se vuoi puoi controllare quanto scritto prima e interviste)
http://www.rgemonitor.com/blog/roubini/
Ciao e buona domenica.
18 luglio 2009 alle 17:53
3 – PS: ripresa lenta non vuol dire Giappone!
18 luglio 2009 alle 17:58
3 – ..aggiungo, per completezza, ai settori deboli case e lavoro i settori finanziario e corporate.
18 luglio 2009 alle 18:56
Ritengo da tempo che la seconda fase ribassista del Bear Market secolare in corso sia terminata.

Dal grafico seguente vediamo:
Periodo: dal Maggio 1896 ad Oggi
Tracciato Blu: valore della chiusura mensile del Dow Jones Industrial (scala logaritmica).
Tracciato Rosso scuro: Percentage Price Oscillator (PPO) 12/26 del Dow Jones Industrial.
Rettangoli Rossi: Bear Markets
Linee Verdi: Bull Markets
Considerazioni:
1- I rettangoli hanno circa pari larghezza (significa che i Bear Markets hanno circa una durata simile, da 17 a 20 anni) mentre l’altezza (cioè l’estensione,intensità dei Bear Markets) dipende dal Bull Market precedente:più la linea verde è ripida tanto più è alto il rettangolo rosso che segue.
2- Si può notare l’inversione verso l’alto del PPO da un livello negativo secondo solo al Bear Market del 1929. Un’inversione partendo da questi livelli non ha mai tradito.
18 luglio 2009 alle 20:10
6- scusa bach, ma guardando il rettangolo rosso che hai tracciato, sembrerebbe che siamo anccora a metà strada.
18 luglio 2009 alle 20:43
7-Esatto, tra sali e scendi l’attuale Bear Market secolare resterà “ingabbiato” fino al 2019 (+ o -).
18 luglio 2009 alle 22:04
Scenario totalmente ribaltato rispetto alla breve pausa della settimana precedente. I tre mercati: tassi d’interesse, materie prime e azionari riprendono la via del rialzo come ormai avviene dal 4 aprile.

18 luglio 2009 alle 22:07
I tassi d’interesse continuano a mantenere una curva di tipo 1 (vedi immagine).

18 luglio 2009 alle 22:11
L’indebolimento del Dollaro va a favore delle materie prime.

18 luglio 2009 alle 22:13
Materie prime (giornaliero)

18 luglio 2009 alle 22:21
Nuovo massimo per il Nasdaq Comp.

La salita però è stata troppo veloce, con un gap e una conclusione poco convinta. Meglio entrare sulla debolezza anzichè sulla forza.
18 luglio 2009 alle 22:29
Segnali positivi sia daily che weekly per i principali indici azionari rovesciano la tendenza evidenziata la scorsa settimana.

Il recupero è stato troppo veloce e consistente(volumi però non da record).
Che sia una trappola?
18 luglio 2009 alle 22:59
Altro minimo del Vix a 24.34

Ma per il segnale Buy a bassissimo rischio c’è ancora tempo.
18 luglio 2009 alle 23:24
Il titolo del Nasdaq100 col miglior compromesso di alfa elevato(1.58) e bassa deviazione standard(11.39)

Ciao
19 luglio 2009 alle 3:25
Grande bach, come sempre !
19 luglio 2009 alle 7:57
10 – Grazie Bach. Istruttivo per me.
19 luglio 2009 alle 8:03
11 – Solo per conferma. Dollaro basso va a favore di materie prime perchè si approfitta di prezzi acquisto vantaggiosi per cambio favorevole dovendo pagare in dollari?
19 luglio 2009 alle 8:17
13, 14 – Anch’io (ma non conto un cavolo) ho pensato a trappola. O anche una piccola correzione possibile (del tipo S&P perde 30-40 punti). Tutto questo se assisteremo ovviamente a risultati societari non così “better than expected” (Intel) o addiruttura esaltanti(GS, JPM) come settimana scorsa. E anche vero che si vede quello che si vuole vedere, che tanti soldi fremono impazienti come soldatini che attendono di essere buttati sul campo di battaglia, per cui..
19 luglio 2009 alle 8:45
Accidenti che lavoro quello di Bach!
19 luglio 2009 alle 8:47
20 – A proposito di si vede quello che si vuole vedere: ho già letto da due o tre parti che la scelta di lasciar fallire eventualmente CIT mostra come il sistema venga giudicato adesso abbastanza forte da poter sopportare anche questo. Quindi una buona notizia e un segno di forza del sistema. Può anche essere vero, però i termini corretti del discorso per me dovrebbero essere questi:
se il sistema fosse forte nonostante le difficolta di CIT, comunque sarebbe ancora più forte se CIT non si trovasse in difficoltà.
19 luglio 2009 alle 10:27
23 – Segnalo il video di Meredith Whitney di CNBC che ha innescato il rialzo lunedi scorso.
http://www.mrswing.com/articles/Meredith_Whitney_Upgrades_Goldman_Sachs_GS_Ahead_o.html
Purtroppo io non sono abituato all’inglese parlato e capisco solamente in parte..
19 luglio 2009 alle 10:35
Belle analisi BAch, complimenti! Senza entrare nello specifico, vi consiglio di leggervi questo articolo sulla REALE condizione dei debiti pubblici occidentali:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5857074/Fiscal-ruin-of-the-Western-world-beckons.html
Spero di sbagliarmi e che il grosso della crisi sia passata ma essendo pragmatico per istinto e natura sento un leggero formicolio tipo uomo ragno quando leggo che siamo sulla via del risanamento.
I debiti statali stanno praticamente raddoppiando, i livelli di tassazione sono piu’ alti di quelli che pagavano i vari vassali nel medioevo, i servizi sociale DEVONO essere tagliati nel medio perche’ insostenibili, non sto’ parlando di una crisi borsistica o finanziaria ciclica, sto parlando di un evento epocale secolare!
Potete dire tutto e mostrarmi tutto ma fino a che non sara’ finito il deleverage e/o saranno azzerati (o almeno riportati a bassi livelli) i debiti (e questo potra’ avvenire in molti modi…) io rimango convinto che il peggio debba ancora arrivare.
Buona Domenica!
19 luglio 2009 alle 10:39
23 – anzi, se a qualcuno andasse di fare un riassunto dei concetti fondamentale..
19 luglio 2009 alle 13:36
ALLA FACCIA, E CHE INGABBIAMENTO DECENNALE BACH
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24 PER MARIO SE CI PENSIAMO BENE IN EFFETTI
SE CI SI INDEBITA TROPPO SI FA LA FINE DELLA CALIFORNIA CHE SI DICE IN GIRO POTREBBE NON PAGARE PIOU GLI STIPENDI AI DIPENDENTI
19 luglio 2009 alle 14:41
Prescindiamo da Roubini (che ha detto più o meno le stesse cose) e dalla …mano invisibile…che ,” per ordini ricevuti”, deve tenere, in questo momento, sostenuti i valori di borsa (senza esagerare) e non far svalutare troppo il $.
C’è già qualche grosso possessore del debito USA che sta riducendo l’esposizione in $ e altri, come la Cina, che stanno variando il mix preferendo titoli a scadenze più brevi. Inoltre con il $ troppo svalutato le multinazionali americane vedrebbero ridurre i profitti, che peraltro sono sotto l’occhio di Obama, che vuole aumentare le tasse sui profitti fatti dalle multinazionali all’estero.
Se osserviamo la situazione in generale, non possiamo non ammettere che qualcosa sta cambiando, se non altro per le enormi quantità di liquidità immesse nei mercati a tassi bassissimi. Ma ogni argomento su cui poniamo l’attenzione ha diverse angolature.
Ad esempio, le grosse banche USA (vedi GS e JPM ormai in regime di monopolio sul mercato del trading, dove hanno fatto gli utili), che contributo stanno dando all’economia reale ???? Praticamente nullo, anzi continuano nell’area del credito ad accumulare perdite e aumentare le riserve per potenziali ulteriori defaults (housing, corporate e credito al consumo). Nel frattempo sono nuovamente libere di aumentarsi i compensi!! Poi ci sono istituti (BofA e CITI) che presentano risultati positivi essenzialmente perché hanno ceduto assets.
Ma per continuare a fare utili anche nei prossimi trimestri devono trovare altre aree di investimento (e di speculazione) e qui dobbiamo domandarci quali potrebbero essere: nel petrolio? nelle materie prime? nel corporate?
Ma chi è disposto a rischiare con una situazione macro che non dà ancora chiari segnali di ripresa? Oppure si accontentano delle elevate commissioni di trading e stockmanagement, mantenendo il mercato in una fase di continuo saliscendi che è la configurazione migliore per tali attività.
CIT holding è il classico esempio che le banche legate all’economia reale sono in crisi, cosi come sta aumentando il numero delle banche fallite e sta aumentando il numero degli States che saranno costretti ad imitare le IOU californiane.
Il mondo del lavoro continua a deteriorarsi,anche se la discesa sembra più contenuta (a prescindere dal fatto che sono due mesi che “giocano” con i numeri delle nuove richieste di disoccupazione); non guardiamo alle richieste continue, perché non abbiamo traccia di quanti escono per aver terminato il periodo di sussidio e vanno automaticamente nel”limbo” dei disoccupati, come ha evidenziato Dream recentemente sulla disoccupazione nei singoli stati americani (occorrerebbe avere dati sul numero di “hired” negli ultimi mesi).
E qui mi sembra opportuno fare due commenti sui risultati del 2Q delle aziende industriali (manifatturiere, minerarie, utilities) e servizi: riescono a difendere gli utili e/o contenere le perdite solo riducendo i costi che nella maggior parte dei casi si traducono in costi del personale (sembra il gatto che si morde la coda!!!).
Che dire dell’housing: c’è chi asserisce che siamo al bottom, perché nell’ultimo mese sono aumentate le costruzioni di case nuove (non dimentichiamo che a fine anno scadono gli incentivi di Obama) e la richiesta di mutui è aumentata (un’elevata percentuale sono rinnovi di mutui esistenti). Occorre però sottolineare che le foreclosures sono in aumento e i prezzi medi delle case sono in diminuzione (salvo alcune eccezioni in zone alquanto delimitate). Cosi come sta peggiorando la situazione degli immobili commerciali.
Il mercato dell’auto è praticamente fermo ed è in contrazione anche il mercato dell’usato, ma quello che è più preoccupante è il fatto che non si riescono a identificare motivazioni per una possibile ripresa a breve-medio termine. La “fuga” del capo della”task-force auto” nominato dal governo confermerebbe le suddette perplessità.
In conclusione sarebbe da sciocchi non ammettere che la recessione sta frenando, ma mi sembra molto rischioso affermare che stiamo uscendo fuori dal tunnel. E non illudiamoci che i paesi BRIC e asiatici diano un contributo significativo alla ripresa. Sono economie legate all’esportazione e molto “protezioniste”; diciamolo una volte per tutte, sarà molto difficile che cambino abitudini e cultura in un breve lasso di tempo.
P.S. per Dream. C’è un articolo sull’ultimo numero di Borsa e Finanza (pag.12) sulla Cina, che ricalca i commenti che abbiamo fatto sull’argomento alcuni giorni fa. Forse qualcuno fa uso…del nostro scambio di opinioni…
19 luglio 2009 alle 16:44
A seguito di un attento esame sulla situazione dell’azionario affermo che la situazione sul giornaliero nel corso della passata settimana è sì migliorata ma le analisi a livello settimanale mi forniscono ancora incertezza sui trading systems e soprattutto ancora la tendenza non positiva.

Concordo quindi con Dream nel mantenimento di assenza di operatività (Flat).
Tra una settimana ne riparleremo.
Ciao
19 luglio 2009 alle 19:22
27- ehhh… molto probabile……
19 luglio 2009 alle 19:23
28 – molto bene bach! la tua conferma è importante!
CIAO!
19 luglio 2009 alle 22:38
ho pensato molto al diagramma in scala logaritmica che bach ha esposto.
ma questo è un altro discorso che non mi sento di fare anche se ci penserò su.
intanto, se in scala logaritmica viene così bene, ci deve essere una ragione matematica… tipo che la velocità di crescita delle borse dipende dal valore di borsa in quel momento, e, credetemi, la cosa non è banale… tipo la crescita di una colonia batterica
Però volevo far notare due cose due.
1) la prima crisi, a cui corrisponde il primo quadrato, è stata superata in seguito alla seconda guerra mondiale, dove, al di la della follia e della barbaria, di cui è sempre la sede parlare ma non il momento, gli states avevano imposto il pagamento dei debiti agli stati perdenti e anche a quelli vincenti, tramite estensione del credito ad esempio, a noi italiani. Dal mio punto di vista, il bottino di guerra statunitense, è stata la possibilità di espandersi senza contrarre debiti, il cui onere vero invece è caduto su di noi… ma questo è solo parzialmente vero.
2) la crisi terminata nell’84, con punto di minimo nel 76, 77, è invece stata “curata” con un aumento impulsivo del debito complessivo degli states. per comodità vi allego il solito grafico, scusate la monotonia ma così nessuno dovrà andare a cercarselo:
ora, come potete apprezzare, nel 1948 1949 il livello complessivo di debito statunitense era ai minimi in rapporto al pil. Come mai??? In tempo di guerra??? Perchè altri si indebitavano…, sempre secondo me, e gli states producevano… .
Diversamente, la grande ripresa dopo l’84, è stata accompagnata da un impulsivo aumento del debito.
Purtroppo sarebbe estremamente interessante anche avere un grafico che sovrapponga GDP, Dow, e crescita demografica, ma non ne dispongo, se qualcuno lo avesso, lo posti che scopriremo altre belle cose… .
In ogni caso, quello che sarà fondamentale capire per il futuro, è se esistono altri modi per uscire dalla crisi, sempre supponendo che chi ha risparmi non li devolga tutti in beneficienza… .
In definitiva, all’idea di una nuova guerra mondiale non volgio nemmeno pensarci, ma, contemporaneamente, vorrei tanto capire, e qui sta la scommessa del mondo intere, se sia davvero possibili estendere ulteriormente il debito e fino a che livelli.
Ricordiamoci sempre che la nostra crescita è basata sul debito. E’ così in senso strutturale. Se noi non possiamo più indebitarci, dobbiamo trovare qualcuno che lo faccia per noi (crisi del 29-48) in alternativa, espandiamo il debito (crisi 66 84) finchè non salta tutto per aria (crisi 2007 ???)
20 luglio 2009 alle 0:27
concordo con mariothegreat, a mio avviso l’enorme liquidità sorregge le borse anzi le fa salire a go go vedi questa settimana, e la cosa durerà ancora per un pò poi quando ci si accorgerà che la crisi è tutt’altro che finita allora i mercati torneranno a scendere.
ps. grazie a tutti e in particolare a bach per i sui interventi.
20 luglio 2009 alle 8:27
io non credo ci sia dietro un enorme liquidità.
20 luglio 2009 alle 9:05
io starei a guardare ! SARO’ IL PRIMO AD ABBASSARE LA TESTA, SE IL MERCATO ARRIVERA’ A 1000 DI SP\500 ! IO PROPENDO ANCORA X L’ULTIMA CORREZIONE PROFONDA !
orvuar’
20 luglio 2009 alle 9:31
dire che le borse vengogo sorrette o salgono, in questo periodo, è improprio.
siamo lontanissimni dai massimi e lo spoore non fa altro che oscillare fra 944 e 875, come insegna DT.
la risalita c’è stata per un po’ e poi si è fermata.
siamo di fronte a una situazione di stallo che permane da più di un mese. forse durante questa setimana se ne uscirà?
21 luglio 2009 alle 12:32
[...] scritto e fatto vedere in Compass, è una settimana ricca di tante incertezza, ma anche di interessanti prospettive a livello di [...]
22 luglio 2009 alle 2:01
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