CIT Group: default più che annunciato

Chapter 11 per CIT Group che deposita a New York l’istanza di fallimento. E non è un crack da poco…

2 novembre 2009, ore 9:35
8 Commenti »

cit_group_default_chapter_11_fallimento

Buongiorno e buona settimana finanziaria a tutti.

Innanzitutto una premessa. Questa settimana sarà un po’ “uccel di bosco” in quanto tra impegni fuori ufficio per lavoro e giorno di ferie, non riuscirò ad essere presentissimo sul blog. Ma cercherò comunque di essere attivo e propositivo. Il momento è assolutamente “catartico” e merita di essere seguito con attenzione. Sui mercati si è già detto molto nelle ultime giornate, oltre che ovviamente nel week end con le varie rubriche.

Anche se…una news veramente bruciante è arrivata e potrebbe condizionare violentemente le sedute di borsa di questa settimana: sto parlando del di . E mai come stavolta è stato per i lettori del blog I&M un annunciato.

Sono ormai mesi che parliamo di questo possibile default. E a nulla è valso un investimento governativo di 2.33 miliardi di Dollari USA, a nulla è servita la conversione di 4.5 miliardi di dollari di obbligazioni in azioni e quindi in capitale sociale. A nulla sono servite la mediazioni, le promesse e tutto il resto. ha presentato ieri,  domenica, la sua richiesta di .

Cosa significa il default di ?

cit-group-chart

Come dicevo mesi fa in un post dedicato, datato 17 luglio 2009, o ancora in un post più recente, datato 18 ottobre 2009 il default di significa che uno dei più importanti canali per il finanziamento della piccola-media impresa statunitense è saltato. Ma come scrivevo in un post di questi citati, la cosa che mi ha sempre incuriosito è il fatto che, a conti fatti, il default di poteva pesare sul bilancio di QUALCHE BANCA molto meno del previsto e quindi non si escludeva l’ipotesi di abbandonare al suo destino.

E così è stato.

Peccato però che abbia erogato finanziamenti a circa 1 milione di aziende negli USA e quindi è un intermediario chiave per la crescita della piccola media impresa.
Quindi…siamo sicuri che questo default abbia conseguenti lievi?
Io, come sempre, non voglio assolutamente indurre in pensieri malati o a strane valutazioni.
Certo però è che rappresenta uno dei più grandi fallimenti che la storia d’America conosca, ci comunica in modo eloquente che la crisi del settore bancario è viva, vegeta e presente, ci annuncia che la ripresa dovrà per forza subire un freno per l’effetto domino che questo default vicino all’industria USA rappresenta e che, se si era alla ricerca di una buona scusa per far scendere il mercato dopo il grande rally, questa potrebbe essere un’ottima scusa.

Speculazione permettendo.

STAY TUNED!


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  1. il giorno 29 ottobre, i cds su cit ammontavano alla cifra record (per cit) di 54.153 miliardi di dollari.

    appena escono i dati di venerdi, ve li comunico
    :-)

  2. @ mattacchiuz:
    bravo! e chi è l’emittente? Mica mi vorrai rispondere AIG, ossia Pantalone?

  3. daino non ci è dato sapere.
    è come un plotone di esecuzione di massa: davanti ci sono le banche e le assicurazioni, al muro il popolo.
    sai che spareranno a turno, ma nessuno sa quale sarà a sparare la prossima volta, e la cosa bella è che fanno sti siti per aumentare la trasparenza!! :-)

  4. Come scrivevo l’altro giorno, questo aumento del vix e discesa dei mercati potrebbe dare nuova spinta all’oro.
    E’ vero che stiamo assistendo da un po’ alla correlazione equity/oro, ma se torna la paura, ci vuole un attimo a ritornare a credere al bene rifugio x eccellenza…
    Come mi rispose Dream forse è troppo semplice come ragionamento, però a volte le cose semplici sono anche giuste!

  5. @ trofio:
    Assolutamente, l’oro come bene rifugio può essere sempre ripreso in considerazione. Al momento la correlazione oro/dollaro è forte, ma attenzione…
    ;-)

  6. ripropongo un aricolo di Weiss:
    http://www.moneyandmarkets.com/the-great-hoax-of-2009-2010-36244
    Secondo me il grosso edlla crisi deve ancora arrivare, hanno inondato i mercati mondiali con carta straccia virtuale per ripianare le sciagurate speculazioni interplanetarie, ma diciamolo chiaro, ma quando mai questa carrettata di denaro inventato attivera’ la ripresa? a parte che non e’ mai arrivato alla gente comune ma si e’ fermato negli sportelli bancari, il solo scopo e’ stato quello di ripianare i debiti causati dalla malgestione bancaria (inclusi i bonus che vorrei hce qualcuno calcolasse)
    Gli stati stanno attuando una rapina proletaria di massa mai vista prima nella storia finaziaria moderna… mi ricorda la storia di Camillo…Non auro, sed ferro, recuperanda est patria…
    compratevi cinture di sicurezza vi serviranno…

  7. La bancarotta «pilotata» da 70 miliardi di dollari del gruppo Cit – il colosso americano del factoring per le piccole e medie imprese – segna una svolta importante nel rapporto tra istituzioni e mercato. Per mesi si è detto che la Cit, schiacciata da 30 miliardi di dollari di debito, era troppo grande e importante per essere lasciata fallire, ma gli eventi di questo week end – e soprattutto il rialzo segnato ieri dagli indici di Borsa – hanno dimostrato il contrario: ciò che fa paura al mercato non è la bancarotta di una società in senso assoluto, ma piuttosto «l’accanimento terapeutico» su società decotte a forti dosi di aiuti pubblici e in assenza di un vero progetto di ristrutturazione finanziaria. In altre parole, il fallimento pilotato della Cit – che dovrebbe riemergere dalla bancoratta entro due mesi – dimostra che il mercato non vuole più avere a che fare con degli «zombie finanziari», ma con società che anche se più piccole, hanno i mezzi per camminare da sole.

    (tratto da: IlSole24Ore)

  8. @ mariothegreat:
    ottimo mario. Vedremo, i segnali non sono certo positivi….

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