CIT Group: default da non sottovalutare
Molte sono le banche già fallite, ma tutte di dimensioni modeste, a parte Lehman Brother. Ma ora con CIT Group si apre la strada ad un default potenzialmente molto pericoloso.
Too big to fail.
L’errore fatto con Lehman Brothers, di lasciarla fallire, non vuole più essere ripetuto. Però non si salva tutto. Solo quello che proprio non se ne può fare a meno. E fu così che il governo USA ha preso una decisione molto importante nella giornata di ieri.
Il colosso, leader nell’erogazione del credito ai privati, CIT Group, che a volte viene confuso con Citigroup, è in profonda crisi finanziaria. Ha chiesto aiuto al governo ma l’esito è stato negativo. E quindi si avvicina per CIT Group il rischio di un bel default, un Chapter 11 stile Lehman Brothers.
Si tratterebbe del più grande default bancario, dopo appunto Lehman Brothers. Per salvare il gruppo, ora si è alla caccia di una cifretta, 3 miliardi di dollari, che gli amministratori ci CIT Group necessitano a brevissimo. Un cavaliere bianco che difficilmente verrà trovato.
Ma attenzione, questa presa di posizione del governo USA è secondo me molto importante, proprio perché CIT Group è tutt’altro fuorché una banchetta regionale. E quindi, cosi sembra all’apparenza, potrebbe venir testata la capacità del settore privato a subire uno shock del genere dopo che le condizioni economiche si sono sulla carta stabilizzate.
Sulla carta.
Ma a me sta cosa puzza.
CIT Group: leader nel finanziamento alle piccole e medie imprese
Ma siamo sicuri che l’economia USA sia pronta ad assorbire un default di queste dimensioni?
Sarebbe un colpo bassissimo nei confronti del tessuto economico di più basso profilo, visto che, dati alla mano CIT Group ha erogato prestiti, nell’ultimo periodo, ad oltre un milione di piccole imprese (ripeto, un milione). Il collasso di Cit Group – ha avvertito la società – metterebbe a rischio 760 aziende manifatturiere clienti, “precipitando nella crisi” 300′000 esercizi commerciali. Secondo gli analisti un eventuale fallimento sarebbe il più significativo fra simili episodi che hanno già coinvolto le banche statunitensi.
E malgrado la sua importanza sul tessuto socio economico USA, non viene salvata con un “salvagente” che i governo ha prontamente buttato a favore di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, Bank of America, ecc?
Ripeto, la cosa mi puzza assai.
CIT Group chiede aiuto agli obbligazionisti
Alcuni titolari del debito della società – riporta il “Wall Street Journal” – si sarebbero riuniti ieri in una conferenza telefonica per discutere le opzioni sul tavolo. Cit Group ha dato ai suoi obbligazionisti 24 ore di tempo per ricevere eventuali aiuti: nel caso in cui non arrivassero risorse fresche – prosegue il quotidiano – la società sarebbe costretta alla bancarotta.
Io chiudo qui l’articolo e mi fermo a meditare sull’episodio. Che merita sicuramente di essere analizzato e seguito, perché questo default, per una serie di motivi economici, politici, mafiosi, opportunistici, non deve essere sottovalutato.
STAY TUNED!
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17 luglio 2009 alle 14:51
July 17 (Bloomberg) — Bank of America Corp., the biggest U.S. lender, said second-quarter profit declined and the company set aside more money for losses as Chief Executive Officer Kenneth Lewis predicted the weak economy will persist into 2010.
Net income fell 5.5 percent to $3.22 billion, or 33 cents per diluted share, from $3.41 billion, or 72 cents, a year earlier, the Charlotte, North Carolina-based bank said today in a statement. The average estimate of 21 analysts surveyed by Bloomberg was 18 cents a share.
…questi sono i dati veri, legati alla crescita economica, non le alchimie di GS, JPM e C, dove gli utili non si fanno dal vecchio core business….
17 luglio 2009 alle 15:20
sono abbastanza convinto che anche se fallisse, il mercato non reagirà troppo male. Anzi.
Sarà altro potere che si anniderà nelle mani di sempre più pochi. Ma questa è la mia idea
17 luglio 2009 alle 16:01
CIT adesso sta guadagnando il 25%.
Nel primo secondo di apertura di wall street, risultavano scambiate 14 milioni di azioni e CIT valeva il 53% in più!
Nel primo minuto, 18 milioni di azioni sono state scambiate.
Adesso guadagna il 30%.
17 luglio 2009 alle 16:16
3 – chissà… magari hanno capito la gravità della situazione e la salvano….
17 luglio 2009 alle 16:27
o magari ci speculano… fino alla fine
17 luglio 2009 alle 16:40
dream, ti chiedo un’altra volta la stessa cosa, mi sembra non mi avessi rispsto.
C’è un modo, anche a pagamento, per sapere chi acquista azioni di una determinata azienda?
17 luglio 2009 alle 16:46
c’è un sito che pubblica i debiti delle aziende in maniera chiara e veloce da consultare
17 luglio 2009 alle 17:05
7 – ce ne sono a bizzeffe, dipende cosa cerchi…
17 luglio 2009 alle 17:06
ma quali sono le aziende che producono gli antivirus dell’influenza suina
17 luglio 2009 alle 17:08
9) signorina (immagino, altrimenti mi perdoni) si deve applicare di più: le ha appena scritte tennis su un’altro post
17 luglio 2009 alle 17:23
Venghino siori venghino che ce n’è per tutti… Altro che banche italiane solide: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-7915.htm
17 luglio 2009 alle 18:35
bella gatta da pelare
17 luglio 2009 alle 18:39
1 – DT, scusa, ma x’ non dai un’occhiata a Citi anzichè a BoA..?
17 luglio 2009 alle 18:47
13 – perchè devo ancora fare due conti. C’è il dato di Smith Barney che influenza di non poco…
http://www.thestreet.com/_yahoo/story/10545689/1/citi-unveils-surprise-profit.html?cm_ven=YAHOO&cm_cat=FREE&cm_ite=NA
17 luglio 2009 alle 18:53
http://www.marketwatch.com/story/cits-short-dated-bonds-rally-investors-bet-on-re?siteid=yhoof
17 luglio 2009 alle 20:32
si ma dream, una piccola traduzione no???
zio caro, ho bevuto un 5 o 6 cuba!!
17 luglio 2009 alle 20:39
14 – Ma comunque la cosa che mi lascia perplesso è questa: ma gli analisti che avevano fatto le previsioni della perdita, di Smith Barney ne avevano tenuto conto o no? Ovviamente direi: per forza! Ma allora Citi dovrebbe essere andata veramente benissimo rispetto alle previsioni. In caso contrario sarebbe una barzelletta, ovviamente.
Oltrettuttto non so nemmeno se Smith Barney cosa fosse: era un’attività che hanno venduto con plusvalenza pazzesca o sono utili derivanti da joint venture o cosa? Mah?
17 luglio 2009 alle 20:56
vr lo avevo detto io!!!
CIT sembrerebbe che sarà salvata indovinate da chi??
GS e JPM.
Accentramento di potere
Ancora
17 luglio 2009 alle 20:57
http://www.reuters.com/article/newsOne/idUSN1444850020090717
17 luglio 2009 alle 21:11
Ho visto tale Jon Stewart fare sketch su GS postato in http://zerohedge.blogspot.com/
Divertente..
17 luglio 2009 alle 21:13
17 luglio 2009 alle 21:21
Beh, però short-term financing.. voglio dire, non è che diventa azionista per adesso e non so se li rivede i soldi. Però io di queste cose non ci capisco tanto.. Non conosco i meccanismi. Comunque se fosse una buona occasione se la papperebbero tutta.
17 luglio 2009 alle 21:22
22 – ..anche a pezzettini.
17 luglio 2009 alle 21:23
non occorre, visti i precedenti, tu mettici un paio di dollari, “prendi” il controllo “morale”, poi arrrivano i soldi del governo.
Oppure, fai vedere che sei magnanimo…
è una merda!
17 luglio 2009 alle 21:24
Fa ridere invece che A presta a B che presta a C, ma A non presta a C. Niente proprietà transitiva secondo governo usa..
17 luglio 2009 alle 21:25
intanto cit in borsa passa al +105% poi scende….
figuriamoci
hanno fatto qualche milione nel frattempo, chi sapeva manovrare le notizie…
17 luglio 2009 alle 21:37
JPMorgan and Morgan Stanley are in talks with other banks about a debtor-in-possession loan, used to fund a company’s operations after it seeks court protection from creditors, said the people, who declined to be identified because the negotiations are private. CIT and its advisers, including Morgan Stanley and Evercore Partners Inc., are also trying to arrange rescue financing to avert bankruptcy, they said.
Non ho capito bene cosa si intende..
17 luglio 2009 alle 21:41
e non sei l’unico.
io applico la solita regola, ovvero quando c’è l’affare, è a discapito della comunità.
Sarò sempliciotto, ma finora ha funzionato..
17 luglio 2009 alle 23:34
27 – 18 – hehehe… hanno capito che farla saltare era un danno pazzesco….
Giusto Matta?
E allora? Arriva il Pronto soccorso. Che però…non è aggratis….
E io paaaago!
17 luglio 2009 alle 23:36
Ragazzi vi saluto, come sempre la notte per me è lavoro… e il week end è COMPASS: e questa settimana ho da fare un bel lavoretto…
BYE!
18 luglio 2009 alle 22:12
Qualcuno è in grado di riassumere in due parole come si sono originate queste differenze nelle voci di conto economico di Citigroup menzionate nel link?
Citi is surprisingly transparent about its accounting for mortgage holdings and investments in its recent Q2 results.
http://ftalphaville.ft.com/blog/2009/07/17/62641/citi-subprime-snapshot/
Volevo spiegazione su come si è passati da $2.3bn mark-to-market loss in Q1 2009 a $613m gain in Q2. Qualcuno lo sa giustificare, con 4 calcoli della serva?
19 luglio 2009 alle 2:01
[...] > CIT GROUP: DEFAULT DA NON SOTTOVALUTARE: chapter 11 non ancora esecutivo, però… [...]
30 settembre 2009 alle 9:48
Citigroup Inc. and Barclays Capital are offering to provide financing to CIT Group Inc., the commercial lender that’s struggling to avert bankruptcy, according to people familiar
with the situation. The 101-year-old company’s bondholders are also seeking to provide about $2 billion in loans as a restructuring deadline approaches tomorrow, said the people, who declined to be identified because the egotiations are private. New York-based CIT may choose other options, the people said. CIT said in July it may seek court protection from
creditors after Chief Executive Officer Jeffrey Peek failed to win a second government bailout and had to turn to bondholders for $3 billion in rescue financing. The company said in an Aug.
17 regulatory filing that it has to come up with a plan “acceptable” to the majority of a bondholder steering committee that provided it with the emergency cash by Oct. 1. “Some sort of secured financing is a likely component of the
company’s restructuring plan, launched in conjunction with a debt exchange,” Brian Charles, a debt analyst at brokerage
firm RW Pressprich & Co. in New York, said in a telephone interview. CIT needs to raise $5 billion to $6 billion in financing to be able to make loans, he said.
1 ottobre 2009 alle 20:22
[...] CIT Group: default da non sottovalutare — Intermarket and More [...]
2 ottobre 2009 alle 2:01
[...] sceso contro le previsioni. Ma il mercato alla fine ha retto bene. Poi c’è l’ennesima vicenda CIT Group. Già ne avevo parlato in passato . Dopo un “salvataggio” oggi siamo nuovamente ad un nodo [...]
30 ottobre 2009 alle 16:27
[...] CIT Group: default da non sottovalutare CIT Group: default da non sottovalutare — Intermarket and More [...]
3 novembre 2009 alle 2:01
[...] dicevo mesi fa in un post dedicato, datato 17 luglio 2009, o ancora in un post più recente, datato 18 ottobre 2009 il default di CIT Group significa che uno [...]
3 novembre 2009 alle 12:25
[...] dicevo mesi fa in un post dedicato, datato 17 luglio 2009, o ancora in un post più recente, datato 18 ottobre 2009 il default di CIT Group significa che uno [...]