CDS, titoli tossici e cause bancarie
Aggiornamento sulla situazione dei Credit Default Swap. View sulle banche italiane e straniere, è un aggiornamento sui CDS degli Stati. Vicenda Barclays e Lehman Bros e titoli tossici nel dimenticatoio.
Rapido aggiornamento sulla situazione dei CDS, alias i credit default swap, di Stati e banche.
Partendo dai CDS delle Banche italiane, notiamo che la situazione si è abbastanza stabilizzata. Il rischio sul settore bancario è sceso considerevolmente, e siamo tornati ai livelli di dicembre 2008. Stesso discorso si può fare le banche estere.
Come potete vedere dal grafico, anche per le banche straniere la situazione si è abbastanza stabilizzata.
Leggermente diversa invece la situazione per gli stati sovrani. E la cosa è abbastanza curiosa. Il mercato praticamente ha aumentato il timore di default per gli stati, mentre è più sereno sulle banche. La cosa mi sembra un po’ strana ed incoerente.
Inoltre, trovo abbastanza strano ed incoerente che il mercato abbia “digerito” tutti i rischi e quoti i CDS a livelli quasi “ante crisi”. Come se non fosse successo nulla o, meglio, come se tutto fosse risolto.
Ma siamo sicuri?
Cliccate sui GRAFICI per vedere i CDS di banche e stati.
Nell’ordine: CDS di banche italiane, banche estere e Stati
La vicenda Barclays e Lehman più i titoli tossici
Prendiamo ad esempio la vicenda che ha come protagoniste Lehman Brothers e Barclays. Sta per nascere una battaglia legale che potrebbe portare grossi danni. Quando la banca d’affari newyorchese crollò, infatti, Barclays si lanciò come un avvoltoio a comprare a prezzo di saldo – 1,75 miliardi di dollari – le divisioni più redditizie, ovvero l’investment banking e il brokeraggio: un affarone, visto che a dicembre dello scorso anno – ovvero tre mesi dopo l’acquisto – quelle divisioni garantirono ai bilanci di Barclays un profitto netto di 2,26 miliardi di dollari. Non male per 90 giorni di lavoro, se così si può dire.
Peccato che ora l’ex banca d’affari abbia ingaggiato uno degli studi legali più potenti di New York, Weil Gotshal&Manges e abbia intentato una causa miliardaria di fronte al tribunale fallimentare della Grande Mela poiché all’epoca le attività di Lehman Brothers furono «pesantemente sottovalutate al momento dell’acquisto, esagerando le liabilities presenti nei bilanci rispetto al grado di profittabilità poi dimostrato dai risultati a breve acquisiti».
Se Barclays dovesse perdere quella causa, destinata a fare giurisprudenza, sarebbe tecnicamente fallita: nonostante abbia passato il recente stress test, infatti, le sue potenziali riserve si basano sulla spendibilità sul mercato proprio di attività molto lucrative che fanno gola ai concorrenti. Il grado di leverage reale del gigante è spaventoso – pari a quello dell’altrettanto disastrata Deutsche Bank – e il governo britannico, dopo aver speso il 20% del Pil per cercare di salvare il sistema bancario, non può esporsi di più. (dati tratti da un articolo di Mauro Bottarelli).
Quindi capite benissimo che il settore finanziario è ancora pienamente sotto tensione. Ma il mercato se ne frega. Ma c’è di più. Parliamo di titoli tossici. Non se n’è più parlato.
Il FMI parlava di perdite per le banche pari a 4.000 miliardi. In Europa dovrebbero essere pari a circa 1.200 miliardi. Ma nelle ultime settimane, complice anche la nuova fiducia verso il mercato, non fanno più notizia e nessuno ne parla più.
Ricordiamoci di non dimenticarci….
STAY TUNED!
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Grafici by Bloomberg. Per ingrandirli basta cliccarci sopra.
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28 maggio 2009 alle 14:29
Ma tu veramente vuoi farmi credere che non hai ancora capito che viviamo in un sistema dove le porte si aspetta a chiuderle solo quando e se i buoi sono scappati?
Sarebbe un pò ingenuo da parte tua e so che non lo sei.
Ormai è tutto scritto e questo tuo stupore per il fatto che i mercati salgano nonostante siano appoggiati soltanto su un mare di monnezza, non dovrebbe stupirti così tanto.
Saliranno per poi crollare quando i nodi non potranno più essere nascosti. La domanda se mai è: quanto siamo vicini ad una bancarotta delle ex principali economie domininanti (UK/USA)?
28 maggio 2009 alle 14:40
x forza ke riscuotono piu fiducia le banke ke gli stati….
..
adesso tutti i titoli tossici sono passati nelle mani dei governi.
quindi è logico ke… hanno salvato il sistema finaziario ma adesso i problemi sono loro
o nostri
28 maggio 2009 alle 14:56
1 – sono un inguaribile romantico…. scherzi a parte, i non sono mai stato per un vero crack di sistema, perchè il crack, come lo intendo io, sarebbe una cosa apocalittica. Solo che la situazione non è per nulla migliorata. Volevo solo mettere l’accento su questa cosa. Per il resto ormai avrai capito come la penso, no?
2 – ma neanche tanto… i veri acquisti devono ancora farli, mi sa….
28 maggio 2009 alle 14:56
4 – ps: notare l’immagine ad inizio articolo che cambia colori….
28 maggio 2009 alle 16:24
4 – non è l’unica cosa che cambia repentinamente…
28 maggio 2009 alle 18:01
E si va su e si va giù e si torna su…
Azzardo una previsione puramente ‘grafica’: entro 4/5 sedute JPM dà il segnale giusto.
28 maggio 2009 alle 18:04
6 giusto di che tipo secondo te?
28 maggio 2009 alle 19:02
7 – Ciao Valerio, io sono short da un mese, quindi…

In realtà da poco tempo mi guida nelle scelte questo indicatore che mi sono creato ultimamente studiando le perdite sistematiche degli ETF daily:
è il rapporto tra SEF (short sui finanziari senza leva) e SKF (short sui finanziari a leva 2).
Cosa ci dice? Che proprio per i problemi di perdita sistematica (che aumentano al crescere della leva) nei periodi di short anche pesante (ottobre 08 – marzo 09) l’ETF a leva 2 NON è più performante di quello senza leva, con in più perdite terribili nelle fasi long (marzo 09-oggi).
Quindi SEF sempre meglio di SKF? In realtà no. Lo short a leva 2 ha dei picchi di profittabilità che durano pochi giorni e corrispondono alle fasi di estrema debolezza del mercato. Come prevederli per poter entrare giusti?
Guardando il grafico si nota come un buon indicatore sia la media mobile a breve (14 giorni). Ogni volta che questa è stata bucata al ribasso (cerchietti) ha segnato o l’inizio di un crollo o una fase di lateralità precedente al crollo.
Ed è stata bucata 4 sedute fa…
Quindi in realtà il mio girare short tempo fa è stata totalmente intempestivo, non è tanto questione di mani forti. Però ora sembrerebbe il momento di prepararsi.
Anche se entri giusto con prodotti daily a leva uscire tempestivamente è fondamentale per non perdere buona parte del gain. Quando uscire quindi? In questo caso un buon indicatore è l’RSI. Quando questo si avvicina alla soglia inferiore (linee rosse) il mercato sta toccando il punto di parossismo (panic selling) ed è il momento di passare alla cassa (se proprio uno ama l’azzardo a quel punto si può girare long per un rimbalzo di breve).
Concludendo ora mi aspetto una fase di lateralità (non troppo lunga) a cui seguirà uno short violento di pochi giorni, da cui scappare e incassare appena raggiunge il momento di massima forza.
28 maggio 2009 alle 19:06
Ciao Dream, ho un messaggio in approvazione..
28 maggio 2009 alle 20:21
6 – ciao faust, guarda il grafico daily di JPM.
VOLUMI e MFI in discesa mentre il prezzo non cala…che ti viene da pensare?
p.s. situazione simile anche su altri noti financials.
29 maggio 2009 alle 10:16
Ciao Faust. Grazie molto esauriente. Purtroppo anch’io sono short da due mesi (sob!) e spero in ciò che speri te. Mi meraviglierebbe che questo mercato sia veramente bull con tutte le problematiche disastrose che ora sembrano per incanto risolte. Ma intanto sale! E ti faccio una profezia che spero errata: stasera l’indice Michigan sarà migliore del previsto e la borsa americana volerà. Anzi, quasi pensavo di nliqiudare prima e rimettere dopo. Circa la leva il mio etf è a leva due ma vedo che rispetta rigorosamente l’andamento dell’idice di riferimento (SPMIB) sia in salita che in discesa. Mi domando semmai che succederà ora che verrà tolto l’indice suddetto. Ho chiesto lumi alla SGAM ma non mi hanno ancora risposto.Spero ripeto in uno storno per limmitare le perdite ed uscire…a meno che..non è detto che poi l’indice si fermi bel bello e tutti ci rimettiamo long…in un mercato come questo c’è da aspettarsi di tutto.
Ciao grazie.