BRIC: Dollaro USA e decoupling
Il mondo sta cambiando e l’area BRIC è sempre più importante. BRIC e non solo.
Sempre sull’argomento BRIC, vi consiglio di riprendere alcuni miei vecchi post, che ritengo tutt’ora validissimi.
Il primo parla del potenziale decoupling dell’area BRIC.
Il secondo, importantissimo, parla della rivoluzione, e dell’importanza dell’area BRIC per le nuove dinamiche dell’economia mondiale.
Ve li consiglio soprattutto perché, così facendo, evito di ripetere cose già dette.
Ma torniamo a Ekaterimburg.
Qui si sono incontrati i paesi Brasile, Russia, India e Cina, comunemente conosciuti appunto come BRIC, da un acronimo inventato da O’Neill di GS tanti anni fa.
Innanzitutto è stato ribadito un concetto chiave: il futuro non deve essere comandato da una valuta egemone, una valuta come unico riferimento. E questo lo si era capito anche dal comportamento della Cina che si è messa a vendere T-Bond a raffica, proprio per dar vita ad una maggiore diversificazione delle sue riserve, basate proprio sui titoli in valuta americana. La stessa Cina, poi, si era messa ad acquistare oro, oppure altre obbligazioni emesse dal Fondo Monetario (oggi vanno di moda…): E non dimentichiamo che la Cina, da sola, ha in pancia circa 763.5 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari. E se sommiamo Cina e Giappone abbiamo oltre la metà del debito emesso dagli Stati Uniti d’America.
Sta nascendo una nuova era valutaria. Meno spazio al dollaro, più spazio anche all’Euro ma soprattutto alle nuove monete. Yuan in primis. Vedi l’accordo bilaterale stilato tra Cina e Brasile.
Quindi, il dollaro è destinato a crollare?
L’ho ripeto per l’ennesima volta. BRIC, il futuro è lì.
E lo stiamo vedendo dai dati macro, tanto che molto probabilmente, con la collaborazione della crisi che come detto, è tutt0’altro che risolta, porterà grosse disparità di crescita nelle varie aree globali.
Ma questo scenario forse…ha un nome. Non è che per caso si chiama… DECOUPLING?
Signori, questa volta, forse ci siamo. Se decoupling deve essere, allora così sia.
STAY TUNED
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Tags: BRIC, Cina, decouplingPosts correlati
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18 giugno 2009 alle 14:47
ma voi avete idea di chi sia al IV o V posto nella classifica dei detentori di debito pubblico americano?
Sono quei due giapponesi fermati in dogana in svizzera.
Certo che se la vicenda è vera, si sono evitati scossoni imprevisti alla macroeconomia mondiale, o forse no…??
18 giugno 2009 alle 15:11
A proposito, oggi su seeking alpha:
Russia Makes the First Call for the Monetization of Gold
http://seekingalpha.com/article/143662-russia-makes-the-first-call-for-the-monetization-of-gold
18 giugno 2009 alle 16:00
può essere l’ emissione da parte del Tesoro Usa di buoni del tesoro denominati in valute diverse dal dollaro, un primo campanello d’allarme dell’effettiva caduta del dollaro?
Paesi come la Cina con consumi interni ke pesano per il 10% di Pil e le esportazioni ke pesano per un 50% di pil, possono davvero dar vita a questo fantomatico decoupling se improvvisamente i Paesi importatori dikiarano la bancarotta?
18 giugno 2009 alle 16:42
QUALCUNO DOVREBBE CHIEDERSI : è SE QUESTI HANNO RAGIONE (FINO AD ORA L’HANNO AVUTA )? IL VERNICIATO DOVE LO SOTTERRERANNO ? ECCO L’ARTICOLO TRADOTTO http://translate.google.it/translate?prev=hp&hl=it&js=n&u=http%3A%2F%2Fwww.leap2020.eu%2FEnglish_r25.html&sl=en&tl=it
18 giugno 2009 alle 17:00
l’ articolo sopra lo si trova anche sul sito “informazione scorretta”, tradotto a mano e quindi meglio
18 giugno 2009 alle 17:32
it’s all a shit, this is no market. is a dunghill, made worse by the rabble!
18 giugno 2009 alle 17:38
the flies are always based on the shit! is their nature ……. what do you want!

18 giugno 2009 alle 17:58
6-7: mi fai morire!!
18 giugno 2009 alle 18:01
7 – Mah, io non me la prenderei con Obama che stà cercando tra mille ostacoli, lobbies in primis, di cambiare un pò la mentalità degli statunitensi.
E’ l’unico statunitense di cui ho un pò di stima.
Di certo non può cambiare faccia agli USA nel giro di qualche mese, hai voglia!
18 giugno 2009 alle 20:08
visto che parlate di Obama… permettetemi un OT secondo me splendido…
Tratto da La Stampa, un mini articolo del grande Gramellini
La Mosca Bianca
Obama sta rilasciando un’intervista televisiva alla Casa Bianca. All’improvviso il dramma. Una mosca, sfuggita al controllo dei servizi segreti, si arrampica sulla sua giacca con l’agilità di un fotografo sardo a caccia di scoop.
Obama le lancia un paio di avvertimenti, sventolando le braccia a mezz’aria. Ma quella insiste. Deve aver letto sui giornali che Obama è così buono che non farebbe del male nemmeno a una mosca. Errore. Obama ricorda certi biscotti, dolci fuorima duri dentro. E in questo periodo della vita è talmente sicuro di sé che è persino disposto a correre il rischio di una figuraccia in mondovisione.
Silenzioso e concentrato, aspetta che il velivolo nemico gli atterri su una mano. E solo a quel punto attiva la contraerea dell’altra mano per schiacciarlo senza pietà.
Avesse mancato il bersaglio, come minimo già stasera la Corea avrebbe raddoppiato i missili nucleari. Da vero sceriffo, terminata l’esecuzione chiede alle telecamere di inquadrare il cadavere a mo’ di monito. Poi lo raccoglie con un pezzo di carta e va a seppellirlo nel cestino. So già cosa state pensando. Come sarebbe andata da noi? Dipende. Se al posto di Obama ci fosse stato Berlusconi, e la mosca avesse avuto ambizioni artistiche e un principio di tette, probabilmente il premier l’avrebbe invitata a colazione. Invece Veltroni avrebbe pensato: se la uccido mi inimico gli animalisti, d’altronde se la lascio vivere mi gioco i giustizialisti. Nel dubbio sarebbe rimasto
con la mano a mezz’aria o al massimo avrebbe infilato un dito in un occhio a D’Alema.
Vi avverto, domani sarò un po’ meno gentile con lui…
18 giugno 2009 alle 20:15
10- arrivi tardi vedasi mio messaggio n 7 !
18 giugno 2009 alle 20:17
si vocifera che : freddie mac sia al collasso finanziario ! certo che io sapevo che non c’è la facevano a salvare fannie ??? CERTO CHE SE FOSSE VERO QUESTO MORMORIO DALLE SALE COMANDO ? SUCCEDE UNO SCONQUASSO !
18 giugno 2009 alle 20:20
12, veramente? chi lo vocifera?
18 giugno 2009 alle 23:18
capiai, fra sette voci va a capire qual è quella che vocifera…
19 giugno 2009 alle 6:40
Il n° 3 Antipax, ha sollevato una questione cruciale, che anch’io condivido da tempo.
I paesi del Bric sono totalmente dipendenti dalle esportazioni.
- La Cina senza occidente è in forte difficoltà, la sua crescita dipende dai ns. consumi. Il mercato interno è ancora acerbo. Vi faccio una domanda, cosa ha inventato la Cina nell’ultimo decennio? Quasi nulla, loro producono quello che è vantaggioso per le nostre multinazionali, le uniche che traggono beneficio.
- l’india è sulla falsariga, oltre ad una spiccata capacità dei suoi softwaresti. E’ il primo paese BRIC in cui si prospetta DEFLAZIONE ( giugno al -1,61% min dal 1977). Senza consumi si abbassano i prezzi.
- La russia dipende dalle commodities, in particolare dal petrolio-gas. L’economia reale è messa male ( produzione industriale a maggio -17,1 rispetto stesso mese 08)
- il brasile è forse quello con maggiori capacità interne. staremo a vedere
Che queste aree siano il futuro è certo, che saranno così forti e da vedere se l’occidente si indebolisce ancora.
Questa crisi porterà con se la necessità di riportare parte della produzione autoctone nei singoli paesi occidentali. Abbandonare la produzione reale di beni è stato un errore grave degli states. Ora la linea è chiaramente diversa dovuta alla necessità reali di sopravvivenza.
Ma il decoupling inteso come lo ora lo intendiamo, nè uscirà ridimensionato.
19 giugno 2009 alle 8:05
forse lo dite da sempre e forse sarà scontato, ma io sono felice che sia lo yuan: lo preferisco al petroldollaro.
il motivo principale è questo:
mentre col petrolio ci sarebbe stata la fine dell’occidente, con lo yuan e il bric ci sara’ a mio avviso la salvaguardia del !bacino d’utenza! occidentale.
che ne dite?
torno al lavoro!
19 giugno 2009 alle 8:20
3 – 15 – Il decoupling ormai è stato annunciato e smentito mille volte. Probabilmente il passaggio sarà più “dolce” di quanto io penso in questo momento, nel senso che sarà graduale. Ma sarà anche, secondo me, inesorabile.
Cina e india contan su 2.500.000.000 di potenziali consumatori che stanno cambiando stile di vita, cultura e si stanno occidentalizzando. Lentamente, certo, ma lo stanno facendo.
Cina ed India la momento hanno un PIL che sommato insieme fa la metà di quello USA. Forse anche meno. Ma i tassi di crescita sono sotto gli occhi di tutti.
Cina ed India sono paesi che hanno riserve per circa 2.500.000.000.000 $
Inavvicinabili da nessuno in quest’ambito.
Cina ed India Stanno progressivamene aumentando i consumi interni, e dando chiari segnali (in particolar modo la China, più export dipendente) che se il mondo tirerà per lungo tempo il freno, come ipotizzo da tempo, loro sapranno districarsi da sole ed acquistare terreno.
Badate bene.
IO qui ho parlato SOLO di Cina ed India.
Poi se ci aggiungiamo magari Russia e Brasile….e altri emergenti…
IO la vedo così…
19 giugno 2009 alle 9:01
Per SETTEVOCI:
http://www.voteronpaul.com/newsDetail.php?The-AMERO-Leaked-Photos-1187
19 giugno 2009 alle 9:10
“2.500.000.000 di potenziali consumatori”
è quel POTENZIALE il problema, finkè la maggior parte di loro vive con un dollaro al giorno hai voglia di definirli consumatori.
“Cina ed India sono paesi che hanno riserve per circa 2.500.000.000.000 $”
è un vantaggio? mamma fed ne può stampare il doppio e darli al Brasile per usarli come coriandoli cosi equilibra le riserve del bric.
I “veri” consumatori Cinesi, Russi, Indiani, (il brasile aderirà al Sucre=l’amero del sud america dunque nn lo conto seguirà una strada diversa)sono quelli ricchi e per ora sono una risorsa dell’occidente. Faccio un esempio: cliente N° uno per la Ferrari sono gli Stati uniti, cliente n° due è la Cina.
Il decoupling nn è detto ke favorirà esclusivamente il BRI(C) anzi potrebbe essere una “nostra” risorsa se siamo svegli.
19 giugno 2009 alle 9:18
17 “IO la vedo così…”
quando sarò sempre allineato alle tue idee o raggiungerò il tuo sapere (questa è una leccata) smetterò di leggerti, dunque viva la divergenza d’opinione sempre.
19 giugno 2009 alle 9:33
19 anche secondo me la Cina rischia il collasso al pari degli states. Probabilmente non c’è nemmeno spazio per tutti i cinesi in cina, senza contare tutti quelli che torneranno a casa, emigrati in altri paesi che ora stanno crollando.
Chissà quale potra essere il loro modello di sviluppo, poi. Credo che difficilemente, per la loro cultura, l’iniziativa privata riuscira a insinuarsi fortemente nel tessuto sociale, portando prosperità un pò ovunque, come è successo nei nostri stati. E poi rimane sempre il nodo centrale: se il dollaro, con il quale per ora a loro va bene acquistare materie prime, cominciasse a svalutare, dovrebbero ricorrere alla loro moneta, ma siamo alle solite, significa fare debito per avercela quella moneta da usare. E quel debito, nella nostra epoca post-coloniale, chi se lo prenderà? I privati cittadini cinesi? Ho dei dubbi in merito…
Se non accendono subito le rotative, secondo me loro proveranno la grande deflazione.
Ma questa è una mia idea
19 giugno 2009 alle 9:41
“Credo che difficilemente, per la loro cultura, l’iniziativa privata riuscira a insinuarsi fortemente nel tessuto sociale”
questo è un altro concetto importante ke ho tralasciato per problemi di “impaginazione del commento”
19 giugno 2009 alle 10:02
19- Secondo me, non è importante che nell’immediato quei 2 miliardi e mezzo diventino tutti consumatori.
Basta un incremento del 10% per dare una spinta forte all’economia, sarebbero pur sempre 250 milioni.
19 giugno 2009 alle 10:10
19 – 20 Il giorno in cui tutti mi daranno ragione, allora smetterò anche io di scrivere… quindi…
Tutto quanto dici è per certi versi giusto e per certi versi discutibile. Ci sono, come dite giustamente tu e Matta, degli elementi culturali che possono veramente fare la differenza. Le potenzialità sono enormi, su questo non ci sono dubbi. Parlare di collasso cinese, beh, direi di no, mi sembra eccessivo. Parlare invece di opportunità invece, quello si. sono pienamente d’accordo. Le crisi, quelle grosse, hanno sempre dato la possibilità a chi ha saputo approfittare, e a chi ha avuto i mezzi, di fare grandi cose. Però guardiamo ad esempi ol’Italia. Nelle condizioni in cui si trova, cosa potrebbe fare?
tanto per cominciare poteva iniziare a vincere con l’Egitto ieri sera….
19 giugno 2009 alle 10:11
23 – infatti secondo me il passaggio non sarà e non deve essere violento. PErchè se fosse violento arriverebbe veramente il collasso. Il decoupling sarà graduale. E pian piano il baricentro dell’economia globale si sposterà verso Oriente. Secondo me, of course…
19 giugno 2009 alle 10:18
23 tieni presente ke se quelli diventano consumatori veri le materie prime del mondo diverrebbero rare e costosissime, dunque solo poki potrebbero permettersele e siamo da capo.
il mondo si dividerà in due categorie come nei secoli scorsi: i rikkissimissimi ed i poverissimi, sparirà il ceto medio (quello ke ora consuma per intenderci)
19 giugno 2009 alle 10:20
23 io non voglio essere noioso, ma il meccanismo che ha fatto fallire noi farà fallire anche loro.
Per come l’ho capita io, non importa nel lungo quanti sono i consumatori, rimane il fatto che se cresci hai bisogno di soldi!
Fino ad ora la Cina i soldi li ha fatti con le esportazioni: noi ci indebitavamo in euro e dollari per investire in Cina, ma loro ci “ridavano” i nostri soldi pagando le materie prime e commerciando con i nostri stessi soldi, e acquistando nostro debito. Così noi potevamo mantenere i nostri bei stati innondati di denaro nuovo, ma rimane il fatto che i debiti, ovvero il peso di quei soldi nuovi, lo sopportavamo noi.
Adesso noi non possiamo più sopportarlo, la baracca è venuta giù! La cina dovrà cominciare a stampare denaro, emettere debito proprio, e se non lo farà lo stato cinese, forse con maggior successo, dovrà farlo il privato cinese, e qui entra la cultura “capitalistica” che li non c’è.
Ma al di la dell’efficienza o meno con la quale verranno impiefati i loro soldi, rimane il fatto che il debito cinese dovrà espandersi tantisssssssssimo e velocissimamente, altrimenti deflazione durissima per i cari amici cinesi.
L’uinca alternativa, sarebbe cambiare unilaterlmente il sistema monetario, ma a quel punto nessuno accetterebbe di comerciare con la cina…
In generale comunque tutte le economie basate sul dollaro, ne risentiranno tantissimo, considerando il fatto che alla fine, la FED potrebbe tranquillamente imporre alle banche americane sparse in giro per il mondo di limitare ulteriormente il flusso di dollari per i pagamenti contrattuali.
Sarà una lotta durissima.
Il sistema deve cambiare, altrimenti in 5 anni saremo di nuovo a questo punto.
Ma ricordiamoci, in fine, che per ogni dollaro prestato, c’è qualcuno che è in credito…!!!!!
VERO SETTEVOCI?
19 giugno 2009 alle 11:01
ci sarebbe da considerare anke il problema della distribuzione: produrre senza rete distributiva nn serve a nulla e per ora la rete distributiva nei paesi occidentali nn è cinese.
es:
uno dei motivi dell’interesse di fiat per chrysler pensate fosse l’impiantistica produttiva? o la rete di distribuzione ke gli permetterà di vendere le fiat in tutti gli stati uniti?
19 giugno 2009 alle 11:05
28 mi trovi d’accordo, non sono pronti al balzo qualitativo.
Pensate, che amici miei importatori di macchinari pesanti dalla cina, mi dicono che praticamente queste macchine vengono assemblate in nave!!!
Ci sono ste navi grandissime che vanno avanti indietro tra i porti europei e cinesi, caricano materie semilavorate, quello che serve insomma, li e scaricano il prodotto finito qui! Delle vere e proprie fabbriche mobili…
19 giugno 2009 alle 11:21
29 e quando saranno pronti dovranno sostenerne i costi…
inoltre, a quanto mi risulta, per certi beni pure la cina sta delocalizzando la produzione perkè risparmia
morale della storia decoulpling sì, ma son anke caxi loro.
19 giugno 2009 alle 11:22
26- Il problema delle risorse, però, un giorno ce l’avremo con o senza Cina di mezzo. Chiaro che i tempi sarebbero diversi.
27- Capisco il tuo ragionamento, che però è puramente economico. Ma se non erro tu sei ingegnere e certe cose le dovresti vedere prima di noi.
Penso al fatto che l’attuale modello di sviluppo stia raggiungendo il suo limite e, quindi, dovremo affrontare una nuova “rivoluzione industriale”, che dovrà essere basata sulle risorse energetiche e sull’ecologia (quella seria).
Molti dicono in giro che Obama vuol gettare fumo negli occhi, quando divulga il suo “credo” sull’energia “pulita”. Io invece penso che proprio in questo caso sia molto determinato.
Nella fase di transizione, che costerà senza dubbio tanto, la Cina potrebbe assorbire parte dell’impatto di questa rivoluzione, mantenendo per un po’ la vecchia economia.
Ma pure loro fanno i ragionamenti che leggo qui, non credo che siano stupidi… prima o poi dovranno seguire la nuova strada.
Per dirla con antipatix, ci saranno i ricchissimi e i poverissimi, ma resto convinto che i più ricchi siano sempre quelli che fanno le rivoluzioni industriali, non quelli che le seguono.
La partita si gioca lì, a mio avviso.
19 giugno 2009 alle 11:42
“..ma resto convinto che i più ricchi siano sempre quelli che fanno le rivoluzioni industriali, non quelli che le seguono.
La partita si gioca lì..”
lo evidenzio per la mia teoria ke la maggior parte dei lettori legge solo le prime righe.
19 giugno 2009 alle 11:53
31
Vedi apple, l’ingegneria è una cosa strana. è una specie di mezzo con il quale l’uomo soddisfa i propri capricci. Dovrebbe essere l’economia a decidere cosa è fattibile e cosa no.
Cerco di spiegarmi: è possibile un mondo pieno di SUV? No non è possibile perchè, visti i consumi e i costi, non è sostenibile nel lungo. Poi, sai, se l’uomo il SUV lo vuole, si può porgettare e costruire, ma rimane il fatto che non è sostenibile.
Un altro esempio. 1 litro di carburante contiene circa 10kWh di energia. A Roma, se si volesse produrre quell’enercia da pannelli fotovoltaici o da centrali solare, anche evolutissime, sarebbero necessari tra i 6 e gli 8 metri quadrati di impianti di ricezione, esposti al sole per un’ora a mezzogiorno di una giornata limpidissima, più tutto l’apparato di conversione, e non parlo qui di cosa sarebbe necessario se non ci fosse il sole. Ora, una macchina di medie dimensione, consuma circa 7 o 8 litri l’ora, pertanto, volendo fornire l’energia necessaria, ad una automobile che fosse utilizzata mediamente 8 ore al giorno, sarebbero come minimo necessari circa 50 mq di pannelli. Ma questo nel caso migliore. Mediamente, l’esperienza dice che i pannelli vanno quasi raddoppiati rispetto al calcolo teorico. Per cui diciamo 90 mq di pannelli per ogni macchina.
La cosa, fattibile dal punto di vista tecnico, è improponibile dal punto di vista economico.
Per far muovere un treno, sarebbe necessario qualcosa come un campo da calcio.
Quando sulle riviste si legge che per alimentare una città come roma sarebbe sufficiente una zona grande come l’aeroporto, si deve capire che stanno parlando di abitazioni private, che mediamente consumano 1.1 Kwh all’ora. Un pendolino, consuma 1200 Kwh…
In definitiva, scordatevi l’energia solare come fonte alternativa. O meglio, se non vogliamo finire in un mondo dove un manipolo di uomini potranno avere tutto e tutti gli altri una manciata di semi per cibarsi, si deve trovare una fonte di energia che sia adeguata al numero di abitanti di questo bel pianeta. ALtrimenti, nessun scenario di distruzione finora ipotizzato sarà stato sufficientemente realistico.
Dobbiamo drasticamente ridurre i consumi. Questa è la verità! La nostra economia in futuro, se non ci sarà il nucleare che tra l’altro neanche mi piace, diventerà economia di sopravvivenza!
19 giugno 2009 alle 12:21
33- invece di fare chiacchiere, xchè non ti poni questa domanda ? al verniciato nessuno chiede : le carte di TESLA dove sono finite ? QUESTO BUFFONE CHE HANNO MESSO A FARE IL PRESIDENTE, INCOMINCIA A SCAPPARE ALLE SUE RESPONSABILITA’? è un altro che non conta niente , è una marionetta in mano alle solite lobby di wall street! case farmaceutiche, petrolieri, è generali collusi ! questo è lo stuolo che attornia a costui! io sono daccordo con il ridurre i consumi, ma le popolazioni che non hanno niente ? cosa gli diamo, x restare dove stanno ? SIAMO SERI X GIOVE !
19 giugno 2009 alle 12:43
“è un altro che non conta niente”
lo sostenevo quando c’era Bush ed ovviamente nn è cambiato molto, le lobby in campagna elettorale finanziavano entrambi i candidati alla presidenza dunque uno o l’altro….
19 giugno 2009 alle 12:45
18: IL VERO AMERO DI SETTEVOCI

19 giugno 2009 alle 12:50
36:
19 giugno 2009 alle 12:52
33- Siamo solo all’inizio: c’è da fare non tanto, ma tutto!
32- Credo che la tua teoria sia vera.
19 giugno 2009 alle 13:08
Settevoci, io non ho mica detto che non ci sono alternative al nucleare, ho pure detto che non mi piace.
Ho solo detto che l’erngia solare non è suffiente a mantenere i livelli attuali di consumo. E nemmeno credo siano livelli sensati, a dirla tutta.
Poi, spero anche io che ci sia qualcosa di altro. Purtroppo non ho molto approfondito la questione di Tesla, o l’energia di “punto zero” o cose simili. So che in tanti laboratori in giro per il mondo stanno facendo, forse a livello troppo amatoriale, esperimenti in merito, ma so che gli insuccessi sono molti.
Comunque al di la di tutto, parlo solo di cose che conosco. Tesla non lo conosco mentre conosco abbastanza bene le fonti alternative “classiche”.
Per esempio, c’è chi sostiene che si possa strarre energia dal campo magnetico terrestre. Ammesso non concesso che sia una cosa saggia, si può fare e lo hanno fatto con dei satelliti. Purtroppo, come sempre, il bilanio era negativo, ovvero la spesa a rimettere il bilancio energetico era negativo. Effettivamente il dispositivo a bordo produceva corrente elettrica, ma la spesa per non far perder quota al satellite era maggiore in termini di consumo di carburante.
Sono fatto così settevoci, spero ti vada bene lo stesso: cerco di essere razionale, pur se le cose che non conosco sono infinite.